Vignola tra sangue e ciliege


 

Silvio Anderlini – osteria del diavoloL’osteria del diavolo – 256 pagine. Edizioni Rossopietra

Il nuovo millennio é appena iniziato quando la tranquillità di Vignola, la cittadina emiliana famosa per le ciliegie, é sconvolta da un efferato fatto di sangue. Vincenzo Pancaldi, da tutti conosciuto come l’Oste, titolare da sempre di una enoteca – osteria situata in pieno a fianco delle possente rocca seicentesca, viene trovato con un grosso coltello piantato nel petto. Sul luogo del delitto viene notata la presenza di un ambulante marocchino, Mohammed Sayid Abid che viene arrestato come esecutore del delitto. Sembra tutto risolto ma nuovi accadimenti e nuovi indizi fanno subito capire che la verità é ben diversa e molto più complicata di quel che sembra. Le forze dell’ordine brancolano nel buio e solo grazie alla caparbietà di una giovane impiegata vignolese, Anna Gozzoli, che non si ferma davanti alle sole apparenze e ai luoghi comuni, la verità verrà a galla. Emergerà, dal passato, un atroce fatto di sangue di cui tanti vignolesi insospettabili erano a conoscenza e che hanno taciuto per oltre mezzo secolo, chi per vergogna chi per interesse.

L’ autore, Silvio Anderlini, alla sua prima esperienza letteraria, ha voluto ambientare la vicenda nella sua Vignola ed esattamente in pieno centro, dove é nato e cresciuto. Di primo acchito può sembrare una denuncia, un forte rimprovero verso i propri concittadini e la loro provincialità ma é qualcosa di assai diverso. Dalle righe, dai luoghi descritti, dall’usare volentieri termini dialettali anche nei sopranomi (i famosi scutmai) si capisce bene quanto egli ami Vignola e i vignolesi. La sua é una sorta di paterna ramanzina ed un invito ad aprirsi al resto del mondo e all’umanità, al non fermarsi alle mere apparenze e al cercare sempre la verità nelle cose, qualunque essa sia. Nella prefazione compaiono due bellissime frasi, una di K. Gibran e una di H. Hesse ma credo che forse le parole piu’ appropriate sarebbero quelle contenute nella famosa poesia di J. Donne: “Nessun uomo é un’isola”. Lodevolissima la minuziosa descrizione dei vari stati d’animo e delle sensazioni fisiche e psichiche dei protagonisti. Unico neo di questo bel libro credo sia il finale che, pur se esaustivo per spiegare l’intera vicenda, appare un po’ “stiracchiato”, quasi l’autore volesse finirlo in fretta dopo tanto lavoro. Essendo pero’ alla prima esperienza come scrittore, credo che all’ amico Anderlini questo “peccatuccio” lo si possa perdonare.

Gianluca Bellentani

Una replica a “Vignola tra sangue e ciliege”

  1. SI LEGGE BENISSIMO GRANDE ALL’AUTORE CHE RIESCE A TRASFERIRE TANTE IMMAGINI SENTITE DAI NOSTRI NONNI O GENITORI BRAVO SILVIO ANDERLINI !!!!

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