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In macchina con Laura Boldrini


di Erasmo Palazzotto

Laura Boldrini è salita sulla mia macchina mi ha guardato e mi ha detto: “che macchina da fighetto che hai…”. Io avevo – ed ho ancora – una Mini Cuper, che effettivamente è una macchina un po’ da “fighetto”, ma che a me è sempre piaciuta per il suo fascino un po’ retrò.

Era la prima volta che io e Laura ci incontravamo, ci eravamo sentiti soltanto telefonicamente ed io l’avevo ascoltata in più occasioni quando si occupava ancora di rifugiati. Cominciava così la campagna elettorale di Sinistra Ecologia e Libertà in Sicilia.

 Sel era, e per molti versi è ancora, un partito giovane e poco organizzato. Eravamo un partito extraparlamentare, privo di risorse e senza strutture e lei aveva rassegnato da appena 48 ore le sue dimissioni dall’ONU. Il suo “salto” insomma è stato grande.

L’inizio della campagna elettorale è stato ospitato dal Left a Palermo, un circolo ARCI nel centro storico della città che organizza e promuove attività culturali, ricreative e politiche.

Il tempo di organizzarci, ordinare ed arredare alla meno peggio una stanza per l’occasione e parte la prima riunione organizzativa. Laura dimostra subito di essere una donna determinata e decisa, ma anche di essere una persona curiosa e capace di sdrammatizzare, ed è subito incuriosita e divertita dal corso di “reverse tango” che si tiene nella stanza contigua, la musica di Piazzolla fa da colonna sonora alla nostra riunione.

All’inizio i ragazzi facevano a turno per accompagnarla in giro per le varie iniziative, poi Fausto è diventato l’autista e l’assistente ufficiale della campagna elettorale.

Ha girato la Sicilia in lungo e in largo riuscendo a non perdere l’entusiasmo per la sfida  e neanche il suo sguardo attento alle tante contraddizioni dell’Isola. Ogni sera, facendo il punto sulla giornata di campagna elettorale, raccontava divertita gli aneddoti della giornata. Raccontava delle strade surreali che aveva percorso per arrivare in paesi sperduti e dell’umanità misteriosa scoperta in quei personaggi un po’ pirandelliani che si incontrano nelle campagne elettorali siciliane.

Tutti noi abbiamo conosciuto in quella campagna elettorale una donna straordinaria, umile e autorevole, capace di coniugare serietà e dolcezza, rigore ed ironia.

Quella piccola comunità di donne e di uomini che l’ha accolta in Sicilia se ne è presto innamorata, ha festeggiato la sua elezione ed ha pianto di gioia quando l’ha vista tenere il suo discorso di insediamento alla Presidenza della Camera.

Oggi Laura si trova a subire un attacco violentissimo che mira a delegittimare le istituzioni in quanto tali ed utilizza il suo essere donna per rivoltare contro di esse gli istinti più brutali che crescono nel ventre della nostra società. Come dimostrano le parole di oggi del responsabile comunicazione del M5S. Le sue parole non offendono Laura Boldrini perché non degna esteticamente delle attenzioni degli attivisti del M5S, ma esprime l’idea stessa per cui lo stupro in generale sarebbe un gesto accettabile nel caso in cui si trattasse di una donna a lui/loro esteticamente gradita. E’ l’idea stessa del rapporto tra uomo e donna che emerge dalle sue parole a preoccuparmi perché fa leva proprio su quegli istinti primordiali.

Una strategia ben precisa che il m5s sta mettendo in atto contro Laura perché lei rappresenta le istituzioni in un modo che è lontano anni luce da quel “siete tutti uguali, tutti corrotti, tutti ricattabili” su cui il movimento di Grillo ha fondato la sua ragione sociale. Laura è una donna libera, onesta, senza conflitti d’interesse che ha scelto di fare politica, lasciando un lavoro che le piaceva e ben remunerato, per mettersi a servizio della collettività.

Laura si trova a difendere il parlamento da chi lo vorrebbe abbattere e da chi lo vuole svuotare. Questo governo e questa maggioranza, infatti, attraverso il ricorso continuo alla decretazione d’urgenza ed al voto di fiducia agiscono una forza speculare e contrapposta a quella del m5s rispetto alla delegittimazione della massima istituzione democratica del paese. Laura si è assunta una grande responsabilità con la scelta di mettere la tagliola sulla discussione sul decreto IMU. Una responsabilità che non era sua e che io forse non mi sarei assunto, ma in questo riconosco la differenza di vedute tra me e lei. Ritengo però questa scelta legittima e di conseguenza fuori misura tutte le reazioni, soprattutto quelle infantili ed inadeguate ad un’aula parlamentare, messe in atto dai deputati del m5s.

Purtroppo sappiamo che non finirà qui, che nei prossimi giorni continuerà ad essere attaccata ed oltraggiata come Presidente della Camera e soprattutto come donna. Per fortuna sappiamo anche che lei non si farà intimidire e che continuerà a difendere le istituzioni con quel coraggio e quella passione che ci ha dimostrato in più occasioni. Noi continueremo a lottare e, anche in momenti così difficili, a difendere la democrazia e le sue istituzioni, dal punto di vista di una minoranza che non fa sconti a nessuno, ma che non demanda la propria coscienza ai sondaggi e che rispetta chi la pensa diversamente.

Penso di poter parlare a nome tutti coloro che hanno sostenuto la sua candidatura in Sicilia, ma anche di tanti altri, se dico che noi saremo qui a fare la nostra parte per la democrazia e quindi per la libertà. Con Laura senza se e senza ma.

#noistiamoconlaura

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