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5 ragioni per un impeachment


napolitanoC’è chi pensa, probabilmente la maggioranza degli italiani, che Napolitano sia stato uno dei migliori Presidenti della Repubblica, per i seguenti motivi: è riuscito a tenere in piedi le Istituzioni in un periodo difficilissimo della nostra storia recente, la scelta di Monti è stata l’autentico capolavoro del suo settennato e piu’ in generale ha svolto nel migliore dei modi il suo ruolo di Capo dello Stato.

Opinioni che rispetto ma non condivido e per spiegare perché non condivido le tesi dei sostenitori di Napolitano riporterò quelle che ritengo le 5 tappe   fondamentali del suo settennato e allo stesso tempo i 5 motivi per votare si all’impeachment.

1- Nel 2008 Napolitano firma immediatamente la legge 124/2008 meglio conosciuta come Lodo Alfano. Una legge riconosciuta palesemente incostituzionale direi da tutti. Cosa poteva fare Napolitano ? Rimandarla alle Camere (è una delle attribuzioni presidenziali rinviare alle Camere con messaggio motivato le leggi non promulgate e chiederne una nuova deliberazione, se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata) dando un segnale fortissimo al PDL e a tutta l’opinione pubblica, del tipo: “Questa legge è incostituzionale, modificatela.” Fortunatamente è stata dichiarata incostituzionale con pronuncia della Corte Costituzionale del 7 ottobre 2009 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione (sentenza 262\2009). Questa è stata solo una delle leggi ad personam  firmate immediatamente da Napolitano, leggi che poteva rispedire al mittente perché quello è il suo mestiere, altrimenti che ci sta a fare ? Altrimenti non è piu’ il garante della Costituzione.

2-Trattativa Stato-mafia, escono alcune intercettazioni indirette e fortuite di conversazioni tra Napolitano e Mancino. Napolitano solleva il conflitto di attribuzione davanti la Corte Costituzionale e la Corte gli da ragione. La trattativa Stato-mafia rappresenta il nodo cruciale di tutta la storia repubblicana, capire come siano andate le cose sarebbe fondamentale per la storia di questo Paese e la Procura di Palermo sta lavorando per fare chiarezza. Proprio oggi, il Fatto quotidiano ha pubblicato un articolo che trovo inquietante se confermato in tutti i suoi punti, secondo il Fatto: “un documento ufficiale rivela che la segnalazione contro il pm partì dal Colle. Fu Donato Marra, cioè il braccio destro del Presidente, a denunciare il caso al Pg della Cassazione. La notizia delle intercettazioni era già uscita su tutti i giornali, eppure da 18 mesi il magistrato è sotto azione disciplinare”.

Penso che i cittadini dovevano e debbano sapere cosa si dicevano Napolitano e Mancino e che un Presidente della Repubblica, anziché nascondersi dietro un conflitto di attribuzione che nel 99,9% dei casi da sempre ragione al Capo dello Stato, visto che a decidere è proprio la Corte costituzionale il cui presidente viene eletto dallo stesso Capo dello Stato, aveva l’obbligo morale di chiedere la pubblicazione di quelle conversazioni per eliminare ogni possibile insinuazione.

3-Come sappiamo, il Capo dello Stato nomina, dopo le opportune consultazioni e “normalmente” dopo regolari elezioni, il Presidente del Consiglio.  L’operazione Mario Monti, a mio avviso, è stata invece al limite della costituzionalità, Napolitano è andato oltre le attribuzioni e le facoltà del Presidente della Repubblica soprattutto nelle modalità della scelta. Per non parlare del fatto che Monti sia stato nominato Senatore a vita dal Capo dello Stato con lo scopo di renderlo  uomo al di sopra delle parti, talmente al di sopra delle parti da candidarsi alle elezioni successive: operazione fallimentare. Piu’ in generale, sia durante il governo Monti che durante quello Letta il Presidente della Repubblica ha dettato e continua a dettare l’agenda politica a questi governi; privilegiando le maggioranze e mettendo in un angolo le opposizioni. Quando l’arbitro butta il fischietto e si mette a giocare la partita è truccata.

4-Come ho ricordato in precedenza, molti, compreso il sottoscritto, rimproverano a Napolitano l’eccessiva lentezza di riflessi nei confronti delle tante nefandezze fatte da Berlusconi. Detto delle leggi ad personam.

“Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione”. Con questa formula rituale i parlamentari prestano giuramento. Qualche tempo fa, dei parlamentari del PDL, rappresentanti del potere legislativo, hanno manifestato davanti ad un Tribunale dichiarando, di fatto, guerra al potere giudiziario. In qualsiasi altro Paese democratico questi politici sarebbero stati allontanati dalle forze dell’ordine, denunciati per aver manifestato senza l’autorizzazione della Digos, messi alla gogna mediatica per aver tradito il giuramento e richiamati frettolosamente e vigorosamente all’ordine dal Presidente della Repubblica. Cosa ha fatto invece Napolitano ? Ha scritto una nota tenerissima nei confronti di gente che da decenni lotta contro il potere giudiziario mettendosi dalla parte dell’eversione.

Una nota che va anche oltre il “cerchiobottismo” : da una parte Napolitano esprime rammarico per la manifestazione, invoca piu’ rispetto per la magistratura e trova inammissibile che qualcuno sospetti che la magistratura voglia far fuori, politicamente, Berlusconi; dall’altra comprende  la preoccupazione del partito “che il suo leader possa partecipare adeguatamente a questa fase politico istituzionale”. Che, tradotto dal politichese all’italiano, vuol dire:  la magistratura deve essere indipendente ma è meglio che non metta troppo sotto pressione B e che gli conceda tutti i legittimi impedimenti del caso. Per fortuna poi, la magistratura ha fatto il suo corso. O si sta dalla parte di chi protesta contro la magistratura o si sta dalla parte delle Istituzioni, questa via di mezzo è stata invece irritante.

5-In ultimo, ma non per importanza, la rielezione a Capo dello Stato. Qualche tempo prima della sua rielezione Napolitano dichiarava ai media: “La decisione è automatica  quando sono finiti i sette anni bisogna procedere all’elezione di un nuovo presidente. Non esistono proroghe, non esistono elezioni a tempo. I padri costituenti concepirono il ruolo del presidente sulla misura dei sette anni. Non è un caso che nessuno nella storia repubblicana abbia avuto un secondo mandato”.

Ed è proprio così infatti, art. 85 delle Costituzione: “Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.” La durata del mandato fu introdotta dai Padri costituenti  proprio per evitare colpetti di Stato mascherati da scelte democratiche e condivise.

Sempre l’articolo 85: “Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. “

La Costituzione italiana dava proprio ragione a quel Giorgio Napolitano che dichiarava le frasi riportate sopra e torto a quel Giorgio Napolitano che, buttando via una delle piu’ belle prassi che potessimo vantare, ha accettato di rimanere al Colle. Con buona pace di certi costituzionalisti che si son aggrappati agli specchi per difendere questa scelta indifendibile, credo sia impossibile negare che Costituzione ed Istituzioni abbiano  subito una ferita gravissima in relazione a quella scelta.

Detto questo, è’ del tutto ovvio che il Parlamento italiano non voterà mai l’impeachment a Napolitano semplicemente perché questo Parlamento è il frutto delle scelte di Napolitano: sarebbe come chiedere ai senatori di abolire il Senato. Pur sapendo che trattasi di pensiero utopico, sarebbe davvero opportuno che Napolitano si dimettesse prima della votazione per risparmiare un figura umiliante a se’ stesso e soprattutto a milioni di italiani.

Gio’ Chianta