Pubblicato in: CRONACA

L’ISOLA DEL SILENZIO


Nel libro di Verbitsky ” L’isola del silenzio ”  che è un resoconto di testimonianze di desaparecidos, sopravvissuti al genocidio, sulla loro prigionia durante la dittatura  dei generali Videla e Viola in Argentina, di quelle di familiari disperati di tanti scomparsi, alla ricerca di notizie sulla loro sorte, e persino di quelle di alcuni carnefici e autori di torture e di sequestri di uomini e donne inermi con tutta la loro famiglia, inclusi bambini neonati e donne incinte, spesso perchè appena sospettati di avere un atteggiamento dissenziente nei confronti della dittatura, si parla molto anche della collusione della chiesa cattolica argentina col regime criminale, nelle persone dei suoi più alti prelati, incluso l’attuale pontefice Jorge Mario Bergoglio, che all’epoca dei fatti narrati era Provinciale dell’ordine dei Gesuiti,  accusato, con testimonianze ben documentate  nel libro, di essere stato il delatore presso i militari di alcuni catechisti e parroci gesuiti che svolgevano la loro opera pastorale nella  baraccopoli di Buenos Aires, i quali furono sequestrati e torturati con l’accusa, poi risultata non veritiera, di essere simpatizzanti o collusi con i guerriglieri montoneros. Nel libro si racconta inoltre di come  Bergoglio, e altri importanti prelati argentini, fossero ben a conoscenza di molti luoghi di detenzione di desaparecidos, che alcuni di essi visitavano pure periodicamente in gran segreto, e di come disponessero persino di elenchi coi loro nomi, e fossero  anche informati sulle decisioni finali prese dalla dittatura criminale  nei loro confronti e, appunto, come ho già detto, dei luoghi dove questi sequestrati venivano portati, ( elenchi e annotazioni che erano stati forniti loro direttamente dai militari ), e di come ingannassero i parenti dei sequestrati consigliandoli di non segnalare la loro scomparsa ad alcuna autorità e di non farne in alcun modo trapelare la notizia , per evitare così di compromettere ulteriormente la  posizione dei loro cari nelle mani dell’esercito o della marina militare. Il più delle volte li illudevano vigliaccamente con false promesse e fingevano di intercedere personalmente per una possibile liberazione dei loro congiunti detenuti ( illegalmente ), liberazione che nella maggior parte dei casi non si avverava, perchè questi prigionieri o erano già stati soppressi oppure erano già stati destinati ad esserlo nel giro di breve tempo, tutte cose di cui gli ecclesiastici infami erano, appunto, già perfettamente a conoscenza anche quando facevano queste promesse.

Immagine

 

Pubblicato in: CRONACA

I FALSI ANTICLERICALI


Niente c’è di più ridicolo di chi sostiene di essere contro il Vaticano, contro i preti e contro la cultura clericale, però contemporaneamente afferma che non bisogna confondere  Dio e Gesù Cristo con la Chiesa e con i preti. Il che è come dire: io sono antifascista, ce l’ho contro tutti i gerarchi e i militanti fascisti, ma guai a toccarmi Benito  Mussolini, perchè lui è una brava persona. Ma se nel caso di Mussolini stiamo parlando di una persona realmente esistita, e della cui esistenza ci sono prove documentate inoppugnabili, nel caso di Dio e di Gesù abbiamo  degli scritti che sono stati ritenuti prove documentate della loro reale esistenza soltanto dal Vaticano e dai preti, mentre una marea di storici e di studiosi li ritiene totalmente fasulli e inventati di sana pianta proprio da quella stessa chiesa e da quegli stessi preti, che costoro dicono di contestare. La favola dei cristiani critici contro la Chiesa, risale all’epoca di Martin Lutero, il quale però, pur non riconoscendo l’autorità del Papa, considerava anche lui i Vangeli e la Bibbia come fonti storiche comprovanti l’esistenza di Dio e di Cristo, non riflettendo quindi sul fatto che quelle  fonti erano a lui pervenute proprio tramite quella stessa Chiesa di Roma che lui odiava e che giudicava marcia, corrotta e inaffidabile. Lo stesso dicasi per la Chiesa Ortodossa, la quale si è limitata a sostituire il Papa di Roma con un Pope di Costantinopoli. I cristiani che contestano la chiesa e i cosiddetti atei o agnostici aperti al dialogo con i credenti, mi hanno sempre fatto pensare a gente che ha paura di schierarsi nettamente da una parte o dall’altra. Come dire: io non amo i preti però vado a confessarmi da loro, a sentire le loro messe e a farmi dare la comunione da loro, oppure, io sono si ateo, ma sono aperto anche a valutare la possibilità che Dio esista davvero, così in extremis posso sempre salvarmi l’anima ed evitare l’inferno.

Immagine