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Il coraggio delle scelte e il rischio dell’uomo solo al comando


Matteo Renzi Presents His New Government At The Quirinale Presidential PalaceNasce il nuovo Governo e finalmente vengono resi noti i nomi della squadra che supportera’ Renzi. Il toto-Ministri che impazzava sui vari giornali ne azzecca pochissime . Tranne il Ministero dell’ Economia dato ad un tecnico  (Padoan ), tutti gli altri nomi sono di politici. Sedici Ministri anziche’ dodici come Renzi sosteneva necessari durante le Primarie con Bersani. Sono per la meta’ donne e questa e’ una bella notizia, almeno per quanto riguarda la par-condicio trai due sessi. Rimangono al loro posto i Ministri del NCD Lupi e la Lorenzin mentre Alfano rimane al Viminale ma senza piu’ essere vice-premier. Rimangono anche i Ministri del PD Franceschini e Orlando, pur con altri Ministeri e rimane G.Delrio, braccio destro di Renzi, promosso a Sottosegretario alla Presidenza. Mancano certi nomi che si davano come sicuri come Farinetti all’ Agricoltura e Baricco alla Cultura e all’ ultimo momento viene anche bocciato ( non si sa’ bene da chi ) il nome di Grattieri alla Giustizia, una persona davvero in gamba e graditissima a chi crede ancora nella Magistratura. Perdono la poltrona anche due ottimi Ministri come Bray e la Carrozza ma soprattutto Emma Bonino che forse paga per mancanze non sue la vicenda dei maro’ in India. Scompare addirittura il Ministero dell’ Integrazione e quindi anche il Ministro C. Kienge, renziana. Per la prima volta abbiamo un Ministro della Difesa donna ( Pinotti ) e al Ministero delle semplificazioni vanno la Madia e allo Sviluppo la Guidi. Partono ovviamente le critiche verso questo o quel Ministro ( la Madia ha avuto un posto per una sua storia passata col figlio di Napolitano, la Guidi e’ una nomina inopportuna in quanto imprenditrice, che in tanti non abbiano la giusta esperienza etc. etc. ). Personalmente mi tengo fuori da questo chiacchiericcio, per la semplice ragione che non giudico mai per partito preso senza prima vedere cosa faranno. Su una cosa comunque credo possiamo tutti essere d’accordo: questo Governo e’ una creatura di Renzi e la responsabilita’ del operato dei Ministri non sara’ del singolo Ministro ma del nuovo Premier, nel bene e nel male. Renzi quindi rischia tantissimo e di questa scelta coraggiosa gliene va’ dato atto.

Esiste tuttavia un problema che in tanti nel PD non hanno ben compreso o almeno hanno sottovalutato, in particolare i renziani : QUALI SONO I BENEFICI CHE IL PARTITO POTRA’ AVERE SE RENZI RIESCE DAVVERO A FARE CIO’ CHE HA IN MENTE E QUALI I RISCHI DI UNA SUA EVENTUALE NON RIUSCITA ?

Nel caso che il programma di Renzi fosse davvero realizzato ( e personalmente mi accontenterei anche solo della meta’ delle varie proposte ), il PD godra’ solo di luce riflessa, diventando non un progetto di Governo aperto a tutti coloro che hanno proposte costruttive ma solo il partito di Renzi. Non sara’ piu’ un Partito in cui i Segretari possono cambiare ma il progetto rimanere ma solo un Partito padronale, come FI e il M5S, in cui il capo decide e va’ avanti con la sua linea, senza ascoltare nessuno ; e se questo e’ scusabile per FI e per il M5S, che sono nati solo grazie all’intuito dei loro capi-padrone, e’ inammissibile per un PD che e’ invece un patrimonio comune, in cui convergono forze democratiche di radici diverse. Se invece Renzi non riuscira’ nel suo intento oppure sara’ coinvolto in qualche vicenda poco chiara ( come Fini con la casa a M.Carlo o Di Pietro coi vari immobili non dichiarati ), ecco che anche il PD ne paghera’ le conseguenze. Gli elettori e gli iscritti si trovano quindi non ad un bivio, ad una scelta se sostenere Renzi oppure no ma solo ad essere prigionieri in un cul de sac, in cui se Renzi riesce il merito e’ solo suo e delle sue scelte e se Renzi sbaglia la colpa e’ si di Renzi ma anche del Partito che lo ha sostenuto. Una bocciatura di Renzi metterebbe quindi la parola FINE al Partito Democratico. Tanti se lo augurano, dimenticando o almeno non calcolandone le nefaste conseguenze: quelle di riconsegnare il Paese nelle mani del pregiudicato Berlusconi o ( x certi versi ancor peggio ) in quelle dello sfasciatore populista Grillo. Quindi non esistono altre alternative se non quella di dare fiducia e tifare per Renzi, piaccia o no il personaggio e il suo modo di agire e augurarsi che davvero riesca a fare quelle riforme che ha in mente. E’ sicuramente una scelta che non piace a tanti e perderemo sicuramente voti. Il solo fatto che Renzi aumenti i consensi e che il PD invece ne perda, come senti parlando per strada con la gente e come i sondaggi confermano, e’ una cosa che deve farci non solo riflettere ma deve anche metterci di fronte alle nostre mancanze, una su tutte quella di non aver aiutato come avremmo dovuto fare una persona come Pier Luigi Bersani, che sarebbe stato davvero l’uomo di cui il Paese avrebbe avuto bisogno. Abbiamo perso una grande occasione, forse irripetibile, ma almeno che questo ci faccia capire il perche’ la sinistra, quella sinistra in cui la maggior parte della popolazione dice di identificarsi, non andra’ mai al Governo.

Gianluca Bellentani

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VORREI E NON VORREI…


Vorrei e non vorrei, mi trema un poco il core…. ma Civati non ha le palle del Don Giovanni di Mozart, Civati è un mezz’uomo del PD, di quelli che protestano, contestano ma poi alla fine votano sempre la fiducia e non si schiodano mai ne dal partito ne dalla poltrona. Pertanto chi ci aveva fatto affidamento, ( non certo io ), manco a dirlo, rimarrà molto deluso!

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