Pubblicato in: CRONACA

Il rottamatore va rottamato quanto prima


Gli indagati non si dimettono. Garantisti fino al midollo.

Siete abituati a queste parole da parte di esponenti di Forza Italia che, insieme agli altri inquilini de La casa della libertà prima e de Il popolo della libertà dopo, comunicano più o meno con questa formula, tutta la contrarietà verso quella  magistratura che osa indagare esponenti politici e verso quella minuscola parte di stampa che chiede se non sia  giusto sgombrare le istituzioni da imbarazzanti vicende giudiziarie non ben definite.

Oggi invece questa formula che, intendiamoci, all’estero si vergognerebbero anche di pensare, torna utile anche al Partito democratico, ma non al PD di D’Alema e Veltroni, al PD di Renzi .

Che volete, ognuno si fa gli indagati suoi, se li difende, se li coccola, soprattutto perché questi indagati a volte rappresentano la base sulla quale poggia tutta una struttura di corruzione, di aiuti, di elargizioni illecite

Niente di nuovo certo, e allora perché questo cambio della guardia avvenuto in pompa magna ? Cosa possono aspettarsi i cittadini da un Presidente del consiglio che nomina indagati, raccomandati, ministri che delocalizzano le proprie aziende ?

Ma soprattutto, cosa possono aspettarsi i cittadini da un Presidente del consiglio condannato dalla Corte dei conti per aver dissanguato le casse della provincia di Firenze mentre la presiedeva creando un danno erariale di svariati milioni ?

Scoleri Francesca