Il PD diviso tra Talebani, malpancisti e democratici.


renziDiciamocelo francamente: Matteo Renzi e’ davvero un bulldozer. Non passa settimana che non metta in campo una riforma; e non su cose piccole ma su grandi temi. Nuova legge elettorale, abbassamento del cuneo fiscale, abolizione delle Provincie, nuove misure sull’ occupazione, ridimensionamento del Senato e taglio ai mega-stipendi dei manager pubblici, pagamento dei debiti dello Stato alle aziende creditrici… Matteo Renzi piace a sinistra come a destra, perche’ riesce a fare quelle cose che il Paese aspetta da anni, con quella velocita’ tanto attuale in questi tempi in cui tutto corre. Matteo Renzi e’ quello svecchiamento della classe politica che ci ha portato in questa palude in cui il nostro Paese e’ da anni impantanato. Matteo Renzi e’ davvero la persona che ci voleva per l’ Italia e se non fosse perche’ e’ il Segretario del PD che e’ ancora ( e lo sara’ sempre ) un partito di sinistra, parola che a tanti disgusta, si avrebbe un vero plebiscito nei suoi confronti. Matteo Renzi e’ davvero un fenomeno; si, pero’ questa nuova legge elettorale dal nome simile a quello di un treno non ricalca molto quel Porcellum bocciato dalla Consulta? Questo attacco violento ai sindacati, che hanno sicuramente le loro colpe ma che non possono essere i soli colpevoli della disoccupazione attuale e’ una cosa ben fatta ? Un Senato di nominati anziche’ di eletti non e’ forse uno schiaffo al volere popolare e quindi alla democrazia ? Ecco..Qui cominciano le divisioni, soprattutto all’ interno del PD. Che il Partito sia diviso non e’ certo una notizia: lo siamo sempre stati sin dal primo giorno, molto piu’ attenti a sottolineare le differenze anziche’ i punti in comune. All’ inizio le varie anime ( o correnti, come siamo solite chiamarle ) erano i DS e quelli della Margherita. Poi in seguito i Bersaniani e i Renziani e all’ ultima tornata delle Primarie la divisione era tra Cuperliani, Renziani e Civatiani. Ora che Renzi ha stravinto queste Primarie ed e’ stato eletto Segretario del PD le correnti diventano 3, differenti come pensiero e come composizione, che potremo mettere sotto i nomi di Talebani, Malpancisti e Democratici. Proviamo ora ad analizzare queste correnti di pensiero e chi sono coloro che ne fanno parte.

a)    I Talebani = Sono coloro che di Renzi hanno davvero una venerazione, non solo per il comportamento ma proprio come personaggio. Tutto cio’ che fa, sia la nuova legge elettorale che l’abolizione del Senato, e’ fatto bene e non si poteva fare di meglio. E’ una sorta di venerazione messianica che non ha certo riscontro nella storia della sinistra italiana. Parole come ‘’ lasciatelo lavorare’’, ‘’ l’ uomo che davvero occorreva a questo Paese ‘’, ‘’ finalmente un personaggio diverso dai politici che non concludono mai nulla ‘’ non vi ricordano altri personaggi non certamente di sinistra ? Il loro comportamento verso chi dissente e’ spesso e volentieri quasi di compatimento e il loro modo di esprimersi ricalca molto quello dei grillini. Ecco quindi che quando esprimi un’ opinione non in linea con la politica di Renzi vieni tacciato di remare contro oppure di cercare visibilita’. Non crediate che ne facciano parte solo i renziani della prima ora, anzi….i piu’ talebani sono proprio quelli che Renzi non lo hanno votato ma che adesso lo difendono piu’ degli altri. Un po’ come quegli ex fumatori che attaccano chi fuma molto piu’ di chi non ha mai fumato. Pare quasi questa presa di posizione una specie di fio da pagare per non aver scelto da subito Renzi e la frase che vanno ripetendo come un mantra ‘’ Il Segretario va’ sempre sostenuto, chiunque sia, per il bene del Partito ‘’ non e’ certo una scusante per la loro rigida presa di posizione in cui non sono permesse voci diverse. Non si pensi che questa presa di posizione sia solo dei renziani, anzi..lo stesso modo di esprimersi e di comportarsi ( anche se magari in tono piu’ blando rispetto ai primi ), e’ anche di quella parte del PD che Renzi proprio non lo digerisce come persona e come comportamenti e ne boccia qualsiasi decisione senza mai entrare nel merito, secondo la logica che se una cosa e’ fatta da Renzi e’ sbagliata.

b)    – I Malpancisti = Sono in genere gli iscritti al PD da piu’ tempo. Vengono dall’ ex PCI e non si ritrovano in questo partito. Sono amanti della concertazione intesa come scambio di idee e questo modo di porsi del Segretario non riescono proprio a digerirlo. Hanno paura dell’ uomo solo al comando e temono che se un domani Renzi cadesse in disgrazia, anche il PD farebbe la stessa fine. Qualcuno di questi Renzi lo ha anche votato, vedendolo come ultima spiaggia ma non lo dice, quasi vergognandosene. Anche trai Malpancisti ci sono 2 sottogruppi : quelli che ‘’ gufano ‘’ contro Renzi e aspettano che faccia qualcosa di sbagliato per poi dire agli altri ‘’ Io ve lo avevo detto ‘’ e quelli invece che pian piano si distaccano dalla politica attiva, sentendosi ( molte volte a ragione ) emarginati.

c)     I Democratici = Sono nella quasi totalita’ Cuperliani, che durante la campagna prima delle Primarie hanno sostenuto il loro candidato e combattuto contro Renzi, anche con toni forti. Poi, quando il risultato delle Primarie e’ stato chiaro, hanno preso atto della democratica decisione degli elettori e hanno seguito le parole di Cuperlo : ‘’ Ho perso, ma adesso darò una mano al nuovo segretario”. Ecco quale e’ il vero scopo dei Democratici: Dare una mano ! Non e’ un cercare visibilita’ o poltrone ( in questo i renziani non sono secondi a nessuno ) ma semplicemente un mettersi al servizio del nuovo Segretario, ognuno con le proprie capacita’ e competenze. Questi Democratici sono, per usare un termine coniato da Renzi, ‘’ I veri spingitori di carro”, sicuramente molto di piu’ di tanti Renziani.

Ognuno degli elettori o simpatizzanti del PD puo’ avere la propria collocazione tra questi gruppi. Ogni scelta e’ personale e rispettabilissima; pero’ non sarebbe meglio appoggiare tutti il Segretario ? Non provare davvero a stare uniti per arginare questo pericoloso populismo che ammorba il Paese ? Le scelte di Renzi, che per tanti versi non ci piacciono, sono anche il frutto di una mediazione con la destra, che naturalmente e giustamente vuole la sua parte. Il fatto di votare compatti, al di la di chi sia alla guida del Partito, ci dara’ piu’ forza decisionale e Renzi ci fara’ allora vedere se le sue riforme saranno giuste o meno. Sicuramente ci potranno e dovranno esserci piu’ voci al nostro interno, in quanto questa e’ la democrazia ma alla fine una sintesi deve essere poi trovata. Renzi, e lo ribadisco ancora una volta, potra’ essere magari narcisista e pieno di se’ ma non e’ sicuramente un cretino. Sa benissimo che nel Partito convivono tante anime e cerca di avere l’aiuto di tutti per il suo programma. Le voci di dissenso, le critiche costruttive per migliorare certi provvedimenti ci devono sempre essere ma non e’ pensabile che un Segretario democraticamente eletto debba guardarsi dagli attacchi interni quasi quanto da quelli esterni. E’ una caratteristica ‘’ tafazziana ‘’ che ha sempre nuociuto alla sinistra e di cui non dobbiamo certo avere nostalgia. Quindi, almeno tra di noi, cerchiamo di avere quello spirito collaborativo che adesso ci manca. E’ forse l’ultima occasione e non possiamo perderla.

Gianluca Bellentani

Una replica a “Il PD diviso tra Talebani, malpancisti e democratici.”

  1. Bel post. Mi pare sinceramente onesto sullo stato del PD e -come di rado accade- non inutilmente aggressivo.
    Ho solo un dubbio sulla categorizzazione: dire che i “democratici” siano in maggioranza coloro che hanno sostenuto Cuperlo alle primarie non mi convince…. sarà che nella mia realtà locale non è affatto così, anzi.
    I “talebani”, purtroppo, son sempre gli stessi: pronti a cambiar casacca ad ogni occasione per poi esser più realisti del re.

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