#PRIMALEPERSONE: scegli l’Europa dei cittadini


Il Malpaese ha chiesto a tre noti sostenitori di PD, M5S e Lista Tsipras di elencare alcuni motivi per cui vale la pena votare il rispettivo partito, movimento e lista alle elezioni europee di domenica.

10 motivi per votare L’altra Europa con Tsipras.

1. Larghe intese? Con i popoli, non tra ceto politico.

Votare l’Altra Europa con Tsipras e – più in generale – i partiti membri del gruppo della Sinistra Unitaria Europea, significa eliminare ogni alibi per giustificare le larghe intese tra centrodestra e centrosinistra, tra popolari e socialisti. Ottenere un buon numero di seggi (i sondaggi danno la Sinistra Europea come terzo gruppo) costringerà i socialisti a guardare a sinistra. Viceversa, il M5S ha deciso di non indicare né il gruppo europeo di riferimento (sinistra, socialisti, verdi, liberali, popolari, conservatori, nazionalisti) né il candidato presidente alla commissione europea, isolandosi e auto-rendendo i propri seggi privi di peso e di valore. Allo stesso tempo, è indispensabile democratizzare le decisioni politiche europee attraverso consultazioni popolari su scala europea: l’euroscetticismo non nasce dal nulla, ma è una diretta conseguenza del rapporto verticale tra UE e cittadini.

 

2. Un voto contro l’incoerenza.

Assistendo alla campagna elettorale italiana, sembra quasi che i provvedimenti europei si siano auto-votati o piovano dal cielo attraverso una cicogna. Così non è: l’austerità è frutto di scelte e decisioni politiche prese proprio da quei partiti che oggi si pongono come alternativa all’Europa attuale o addirittura contro: il pareggio di bilancio, ad esempio, è stato votato tanto dal Pd di Renzi quanto dai leghisti e da Giorgia Meloni. Il sogno europeo non può essere curato da chi ha tentato di ucciderlo.

 

3. Un voto contro l’austerità e per un New Deal Europeo.

L’Altra Europa con Tsipras è l’unica lista italiana a proporre una lotta contro l’austerità su scala europea. Non solo, ovviamente, rifiutando il fiscal compact, il pareggio di bilancio e il vincolo del 3% (giudicato oggi illogico proprio da coloro che lo fissarono), ma anche proponendo una Conferenza europea sul debito, che riprenda quanto deciso nel 1953 sulla Germania, cui vennero condonati i debiti di guerra, un Piano Marshall continentale e gli eurobond (a cui Schulz, candidato del Pd, si è detto contrario).

 

4. Prima le persone, non le banche.

Proponiamo un Piano Europeo per l’Occupazione: l’UE ha destinato 1500 miliardi alle banche e appena 6 miliardi per i disoccupati. Noi vogliamo capovolgere tutto questo, destinando 400 miliardi in tre anni per creare posti di lavoro. Queste risorse possono essere reperite con la Carbon Tax (50 miliardi annui) e la Tassa sulle Transazioni finanziarie (30 miliardi annui).

 

5. Diritti per tutti, non privilegi per pochi.

Siamo la lista che, più di ogni altra, ha aderito all’iniziativa “A far l’Europa comincia tu” realizzata dall’Ilga, che si propone di approvare e difendere a livello europeo i diritti di omosessuali, lesbiche, bisessuali e transessuali/transgender, ad esempio rafforzando la direttiva UE anti-discriminazionie e obbligando gli Stati membri a rispettarla, promuovendo una legislazione che includa le famiglie LGBTI entro l’ambito delle competenze UE (come la libertà di movimento e il mutuo riconoscimento) e rimuovendo gli ostacoli nel riconoscimento legale del genere delle persone trans.

 

6. Per un’Europa dei Beni Comuni.

Sono passati quasi tre anni dai referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Mentre le ultime due istanze sono state accolte ed applicate (no al nucleare e no al legittimo impedimento), diversa è stata la risposta delle Istituzioni verso la difesa dell’acqua pubblica: di fatto, il servizio idrico è ancora in mano ai privati o a società partecipate dai privati, che ne traggono profitto. Anche e soprattutto per questo, l’Altra Europa con Tsipras si batterà per ottenere una direttiva europea che consideri l’acqua un bene non liberalizzabile, eliminando quindi il servizio idrico dai trattati sul libero scambio e garantendo la partecipazione diretta dei cittadini alla gestione.

 

7. Un voto per fermare il TTIP.

Si scrive TTIP, si legge Transatlantic Trade Investiment Partnership. Pochi ne conoscono l’esistenza: è un trattato che Europa e Stati Uniti stanno trattando in gran segreto. Qualora questo trattato dovesse essere approvato, le leggi dello Stato, delle Regioni e dei Comuni, potrebbero essere impugnate da qualsiasi azienda privata e dunque perdere il proprio valore. Potrebbe accadere sul cibo, come sull’acqua, come su Internet (impedendo il libero scambio di download, ad esempio). Un voto per l’Altra Europa con Tsipras è un voto per fermare questa vergogna.

 

8. Per un’Europa democratica e non in mano a pochi.

Siamo gli unici a voler cambiare radicalmente l’attuale assetto dell’Unione Europea, a partire dal ruolo del Parlamento Europeo e della Commissione Europea: deve essere il primo a legiferare, a nominare la Commissione Europea e il suo Presidente e non il contrario. Allo stesso tempo, è indispensabile che a cambiare sia anche la natura della Banca Centrale Europea, che diventi prestatrice di ultima istanza, al fine di evitare speculazoni sugli Stati in difficoltà. Oggi questo è vietato ed è l’unico caso al mondo a livello mondiale. Questo divieto consente alle banche, a cui la BCE ha destinato 1.500 miliardi di euro al tasso dell1%, di prestare questa cifra agli Stati a tassi di interesse di gran lunga superiori (in Italia addirittura al 6%).

 

9. Un voto per i diritti delle donne.

A dicembre 2013 il Parlamento Europeo ha respinto il rapporto sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi (Sexual and Reproductive Health and Right) di cui era relatrice la parlamentare socialista Edite Estrela e approvato il testo alternativo dei Popolari, che prevede che tali materie siano competenza degli Stati membri. Per 7 voti: 334 contro 327. Questo è stato permesso anche a causa di sei europarlamentari del Pd, che hanno deciso di astenersi. I loro nomi sono Patrizia Toia, Silvia Costa, David Sassoli, Mario Pirillo, Franco Frigo, e Vittorio Prodi. A parte Vittorio Prodi, che si è ritirato, sono tutti candidati nuovamente nelle liste del Pd. All’epoca hanno motivato il loro voto di astensione sostenendo che la mozione Estrela affermava il “diritto di aborto” come diritto umano.

 

La risoluzione Estrela chiedeva però all’Europa di garantire uguaglianza di diritti nel suo territorio, denunciando le differenze presenti in tema di salute riproduttiva, contraccezione, educazione sessuale, interruzione di gravidanza, ecc.

Chiedeva che la salute riproduttiva diventasse parte integrante delle politiche per la salute dell’Europa. Si preoccupava di garantire la possibilità dell’interruzione di gravidanza, ponendo anche il tema della diffusione abnorme dell’obiezione di coscienza in molti paesi.

 

In relazione all’aborto, si parlava di accesso ad aborto sicuro e legale. Dopo le parti che riguardano l’educazione, l’informazione, l’accesso alla contraccezione come prevenzione delle gravidanze indesiderate si «raccomanda che, come tematica che tocca i diritti umani e la salute pubblica, i servizi di qualità per l’aborto siano resi legali, sicuri e accessibili a tutti, nell’ambito dei sistemi di salute pubblica degli Stati membri».

 

Ma a questa idea di cittadinanza femminile il Parlamento europeo ha detto no, rifiutando la risoluzione Estrela e adottando il testo dei Popolari, che rimanda agli Stati membri la competenza sulla salute riproduttiva e in generale sui SRHR. Una scelta antieuropeista e una scelta di deresponsabilizzazione, che copre politiche regressive, come quelle della Spagna, dove i Popolari al governo, hanno presentato un progetto di legge che cancella la possibilità per le donne di interrompere una gravidanza non desiderata.

 

L’Altra Europa con Tsipras, al contrario, si batte e continuerà a battersi per la piena autodeterminazione delle donne.

 

10. Perché, alla luce di quanto detto, siamo – più semplicemnte – la sola alternativa.

Pasquale Videtta                                        

Articoli correlati:

10 motivi per votare M5S alle prossime elezioni europee. Link: https://ilmalpaese.wordpress.com/2014/05/23/10-ragioni-per-votare-m5s-alle-elezioni-europee/

Perchè votare PD alle elezioni europee. Link:

https://ilmalpaese.wordpress.com/2014/05/23/perche-votare-pd-alle-elezioni-europee/

 

tsipras

2 risposte a “#PRIMALEPERSONE: scegli l’Europa dei cittadini”

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