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Immunità non è impunità


senato-della-repubblica1Molto rumore per la proposta di Renzi di reintrodurre l’immunita’ per i parlamentari. Ecco levarsi critiche a tutto spiano, accusando il Governo di voler reintrodurre l’ennesimo privilegio per la casta, di voler difendere i ladri e gli impostori, di rendere i parlamentari intoccabili. Proviamo a fare un po’ di chiarezza. L’immunita’ fu una vittoria della sinistra, che la chiese e la ottenne quando fu redatta la Costituzione. Venne sancito il principio secondo cui i tre poteri dello Stato, Esecutivo, Legislativo e Giudiziario dovessero essere distinti e non potessero essere in conflitto tra loro. Questa norma fu creata in quanto, come era piu’volte capitato in passato sotto il fascismo, non vi potesse essere un qualche Magistrato politicizzato che attaccasse personalmente questo o quel parlamentare. Nel ’93, dopo gli scandali di Tangentopoli, fu abolita l’autorizzazione a procedere e da allora i parlamentari possono essere indagati in qualsiasi momento e arrestati qualora vi sia una condanna definitiva. Nel 2003 vi furono ulteriori aggiustamenti, volti a determinare il processo decisionale del Parlamento quando la Magistratura volesse avvalersi di intercettazioni e di arresto per il sospetto di un eventuale inquinamento di prove. Col passare del tempo ma soprattutto per colpa di certi loschi personaggi eletti in Parlamento, questa immunita’ e’ stata recepita dai cittadini come una sorta di impunita’ per coloro che siedono in Parlamento, anche se cosi’ non e’. Si e’ solo voluto riaffermare il sacrosanto  principio che i tre poteri dello Stato debbano essere indipendenti e non possano subire condizionamenti dagli altri. I vari dubbi che possono nascere su questa mossa di Renzi , sempre attento ad avere consensi da parte degli elettori di tutti gli schieramenti, sono invece piu’ che legittimi.

Gianluca Bellentani