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Allarme arsenico nell’acqua Ferrarelle, l’azienda si difende: ‘Valore nella norma’


Vi riporto un articolo che ho scritto ieri per ‘La Gazzetta di Caserta’, il quotidiano con cui collaboro. E’ un articolo sulla vicenda arsenico nell’acqua Ferrarelle, la cui sorgente si trova a Riardo (CE), nella mia zona, a pochi chilometri dal mio paese, Pietramelara. Negli ultimi giorni sono apparsi alcuni articoli sul web che affermano che la Ferrarelle è una delle acque minerali italiane che contiene il valore più alto di arsenico, una sostanza molto pericolosa per la salute, se ingerita in valori superiori al consentito. Questi articoli, però, a mio avviso, sono scritti in modo tale da far apparire la Ferrarelle come un’acqua contaminata e pericolosa, con lo scopo di incrementare visite a determinati siti. Così facendo si crea un allarme ingiustificato tra i consumatori e la gente. Mi sono messo in contatto telefonico con l’Ufficio Stampa dell’azienda e con Giuseppe Dadà, Direttore Qualità Ferrarelle SpA, per approfondire il caso. Ho raccolto delle dichiarazioni importanti, che contengono informazioni scientifiche dettagliate. L’azienda afferma che il valore è assolutamente nella norma e che l’acqua è di qualità e soprattutto sicura. Credo che fare una corretta informazione sia giusto.
La Ferrarelle, secondo uno studio pubblicato sul sitonews.klikkapromo.it e riportato anche da alcuni siti di informazione, è una delle acque minerali italiane che contiene il valore più alto di arsenico, una sostanza molto pericolosa per la salute, se ingerita in valori superiori al consentito. Quello dell’arsenico nelle acque potabili italiane è stato un tema molto caldo, a causa anche degli sforamenti dei limiti in molte città italiane. L’Unione Europea ha imposto un limite di 10 microgrammi per litro sotto il quale l’acqua può considerarsi sicura. L’arsenico è classificato dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro come elemento cancerogeno certo di classe 1, e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche, e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute. L’assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, è indicata, da una rilevante documentazione scientifica, anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche. Una indagine realizzata nell’ambito del progetto Atlante Europeo dell’EuroGeoSurveys Geochemistry Expert Group ha permesso di conoscere tutti i dati relativi alla composizione delle acque minerali europee. Nel caso di quelle italiane è stato quindi possibile conoscere tra gli altri, anche il valore per litro del tanto discusso arsenico. Per quanto riguarda la Ferrarelle, questa presenta un valore di 6,8 microgrammi di arsenico per litro. La Ferrarelle risulta una delle acque più ricche di arsenico, ma non è stato riscontrato un valore superiore ai 10 microgrammi per litro. Dunque, può considerarsi sicura, come ci ha confermato telefonicamente Alba Abbinante, Ufficio Stampa dell’azienda. “Dai controlli effettuati quotidianamente dai laboratori interni (615 al giorno) e periodicamente dagli enti ufficiali, il valore dell’arsenico contenuto nella nostra acqua è sempre inferiore sia ai limiti normativi europei di riferimento sulle acque minerali sia al valore raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (10 microgrammi/L). Questa piccola quantità presente in Ferrarelle è acquisita, come tutte le acque minerali di origine vulcanica, durante il suo percorso sotterraneo di formazione attraverso le rocce vulcaniche e non costituisce quindi indicatore di inquinamento o pericolo, essendo dovuta ad un fenomeno assolutamente naturale. Inoltre l’arsenico così come alcuni metalli come selenio, cromo, manganese, presenti in molte acque minerali, ovviamente pericolosi se a livelli sopra la legge, sono essenziali per la fisiologia dell’organismo perché deputati in alcuni importanti processi metabolici. Comparare la presenza nell’acqua di elementi di origine naturale con valori inferiori a quelli fissati come limiti di sicurezza per il consumo non ha alcun significato dal punto di vista igienico-sanitario ed è assolutamente inutile per definire un giudizio di qualità”. Questa è, invece, la dichiarazione di Giuseppe Dadà, Direttore Qualità Ferrarelle SpA.

Ecco l’articolo sul quotidiano ‘La Gazzetta di Caserta’ di ieri:

Andrea De Luca