I patti si rispettano


grillo berlusconi renziIn tanti avranno letto i vari commenti contro Renzi e il Patto del Nazareno con Berlusconi. Parole di fuoco che accusano il Premier di fare accordi con un delinquente ed il PD di esserne complice silenzioso. Sono parole che arrivano da tutti gli schieramenti e anche da una parte del fronte interno al partito. Come sapete, non sono un fan di Renzi, ne’ come persona ne’ come comportamenti. Sul fatto che Berlusconi sia un delinquente, credo che ogni persona sana di mente o almeno non a libro paga dell’ex cavaliere non nutra il minimo dubbio. Sul perche’ di questa strana alleanza, che non piace a nessuno, credo che vadano spese due parole, almeno per spiegare la ragione per cui la si e’ fatta. Uso il termine ‘’ spiegare ‘’  in quanto il ‘’ cercare di far capire ‘’ e’ una cosa che ho smesso di fare da tempo, visto il livello di ragionamento dei vari interlocutori, in particolare dei 5 stelle. Proviamo ad usare quindi altre terminologie e a collocare  quello che e’ successo in questi mesi in un discorso di business.

Sul mercato, vi sono 3 aziende leader nel proprio settore. Tutte e 3 producono lo stesso prodotto ma hanno storie diverse. L’azienda A, dopo qualche periodo di difficolta’, sta’ pian piano riemergendo e, seppur di poco, ha introiti maggiori dell’ azienda B che, dopo anni di dominio incontrastato, per colpa del titolare che ha fatto gli interessi propri e non quelli dell’azienda, ha perso fette di mercato consistenti , pur mantenendo un buon portafoglio clienti. Esiste anche l’azienda C , nata da poco ma che, grazie ad una pubblicizzazione del proprio prodotto molto all’avanguardia, con venditori senza scrupoli, sta’ guadagnando oltre le aspettative. Anche l’azienda C dispone di un patrimonio consistente, superiore all’ azienda B ma inferiore all’azienda A. Vi sono naturalmente altre industrie che producono lo stesso prodotto ma i loro introiti sono ridicoli al confronto dei 3 sopra citati. Le 3 aziende sono naturalmente in competizione tra loro. L’ azienda A e l’azienda B , salvo una breve parentesi, si sono fatti concorrenza per anni. L’ azienda C invece fa’ una politica commerciale volta piu’ a denigrare e a svilire il prodotto di A e di B.

Viene inventato un macchinario che potra’ produrre una quantita’ di prodotto mai avuta prima, molto migliore e ad un costo piu’ basso. Il prezzo del macchinario e’ pero’ proibitivo per tutti e quindi si decide di fare una alleanza di capitali per comprarla. Il direttore dell’azienda A chiede prima all’ azienda C se sia interessata all’ affare ma l’azienda C risponde di no, che la cosa non le interessa e lo scaccia in malo modo. Il direttore a quel punto non se la sente di chiedere all’ azienda B un’ alleanza di capitali e lascia l’incarico. Il nuovo giovane direttore invece vuole emergere a qualsiasi costo e questa alleanza con l’ azienda B la chiede e la ottiene. Nonostante l’alleanza tra A e B sia fatta, il direttore dell’azienda A chiede lo stesso all’ azienda C se sia anche lei interessata all’ affare, per non essere troppo esposti come esborso di capitali. L’azienda C anche stavolta non accetta e anzi il suo direttore non fa’ nemmeno parlare il direttore dell’ azienda A.

Il macchinario viene comprato e tra A e B si fanno accordi su quale debba essere l’utilizzo del macchinario. Il socio A, che e’ piu’ forte in quanto ha speso di piu’, detta le condizioni ma allo stesso tempo ha anche l’obbligo di esaudire certe richieste da parte del socio minoritario. Il macchinario funziona benissimo e rende l’ azienda A ancor piu’ florida mentre l’azienda B, pur galleggiando ancora, continua pian piano ad affondare. L’ azienda C intanto comincia a perdere clienti , che si rivolgono all’azienda A in quanto, grazie al nuovo macchinario, produce un prodotto migliore a prezzi concorrenziali. Il direttore dell’azienda C decide quindi di chiedere al socio di maggioranza A , se e’ ancora disposto ad accettare il proprio appoggio. Chiede pero’ di entrare alle proprie condizioni. Il direttore di A risponde che gli accordi ci sono gia’ e che se C vuole entrare a far parte dell’ affare, non puo’ dettare le condizioni e si deve adeguare agli accordi gia’ presi tra A e B. Gli si puo’ certamente esaudire qualche richiesta ma non stravolgere gli accordi gia’ sottoscritti. A questo punto l’azienda C ( o meglio il suo direttore ), abbandona il tavolo delle trattative gridando al complotto e ad una alleanza tra delinquenti.

I patti si rispettano, sempre, anche quelli che non ci piacciono e che abbiamo dovuto fare controvoglia per poter realizzare quello che la gente si aspetta da noi : e coloro che gridano ad una alleanza tra delinquenti, dovrebbero prima fare un mea culpa per le occasioni perse a suo tempo.

Gianluca Bellentani

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