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IL PAPA SANTO


Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, il papa santo, fu un papa neoliberista come il suo pre-predecessore Paolo VI. A differenza di papa Luciani che sembrava intenzionato a dismettere lo IOR, Wojtyla invece mantenne buoni rapporti con mons Marcinkus il direttore, appunto, della banca vaticana, fino al 1989, quando la posizione di quest’ultimo divenne indifendibile per i numerosi scandali finanziari legati alla sua attività, ma si servì della sua opera per mandare aiuti finanziari oltre cortina ai dissidenti cattolici nella Polonia comunista. Mantenne anche ottimi rapporti con Comunione e Liberazione, l’associazione cattolica mega profit, frequentata da faccendieri e da politici di diversi partiti. Apparentemente schierato contro i regimi totalitari, Giovanni Paolo II non sembrò però avere alcuna animosità nei confronti delle dittature sudamericane e così incontrò Augusto Pinochet a Santiago del Cile col quale mantenne anche dopo buone relazioni, mentre mostrò molta freddezza nei confronti dell’arcivescovo Oscar Romero per l’ostilità da questo manifestata nei confronti della dittatura militare di destra nel Salvador. Nel suo sia pur imperfetto italiano, Giovanni Paolo II riusciva a rasserenare gli animi dei credenti nostrani parlando di giustizia, di carità e di fratellanza. Ora io sono profondamente ateo e anticlericale, ma non posso non provare una certa ammirazione per lui ricordando la sua straordinaria abilità nel prendere per il sedere i milioni di cattolici sparsi in tutto il pianeta.

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Samira Saleh al-Naimi,


http://www.repubblica.it/esteri/2014/09/25/news/isis_is_esecuzioni_salih_al-nuaimi-96625850/samira

Avvocato e difensore dei diritti umani, nota per la difesa dei detenuti e il sostentamento delle famiglie disagiate, è stata giustiziata il 22 settembre, cinque giorni dopo essere stata prelevata in casa dai militanti dello Stato islamico

Uccisa pubblicamente a Mosul l’attivista irachena Samira Saleh al-Naimi
L’attivista irachena Samira Salih al-Naimi
BAGDAD – E’ stata uccisa in mezzo alla piazza di Mosul, dopo un processo sommario, con l’accusa di apostasia. L’attivista irachena Samira Saleh al-Naimi, è stata torturata dai militanti dello Stato islamico e giustiziata pubblicamente per punizione il 22 settembre. Il suo cadavere è stato abbandonato sulla strada. Ci sono voluti tre giorni prima che la notizia si diffondesse.

Samira Saleh al-Naimi era un noto avvocato e difensore dei diritti umani, conosciuta e molto stimata per le sue attività che comprendevano la difesa dei detenuti e il sostentamento delle famiglie disagiate della città. Il Centro del Golfo per i diritti umani, la missione di assistenza dell’Onu in Iraq, ha fatto sapere che è stata sequestrata dalla casa in cui viveva il 17 settembre, rapita di notte da un gruppo di uomini armati e a volto coperto, per aver pubblicato su Facebook messaggi che criticavano la distruzione di luoghi di preghiera a Mosul da parte dei militanti. Sul suo profilo al-Nuaimi aveva definito “barbarici” gli atti dei militanti. La sua era una lotta costante.

L’appello del Centro del Golfo per i diritti umani è diretto alle Nazioni Unite e alle istituzioni internazionali affinché sia effettuata “un’indagine immediata, imparziale e approfondita dell’esecuzione di Samira Saleh al-Naimi e di tutti gli altri crimini commessi dall’Is, al fine di pubblicare i risultati e portare i responsabili di fronte alla giustizia in linea con le leggi locali e le norme internazionali”. Il gruppo chiede anche che ai difensori dei diritti umani e ai giornalisti in Iraq, sia garantita la possibilità di svolgere la loro attività senza timore.

L’Is ha preso il controllo di Mosul a giugno, durante la sua rapida avanzata nel nord e nell’ovest del Paese. Nelle aree conquistate ha imposto una dura versione della legge islamica.