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APPELLO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO – “MARE NOSTRUM” NON DEVE CHIUDERE


Un appello da condividere

Gentile Presidente del Consiglio,

all’inizio di ottobre Lei ha pubblicamente dichiarato: “Mare Nostrum andrà avanti finché l’Europa non sarà in condizioni di intervenire più e meglio di come abbiamo fatto noi fino ad oggi”.

Di fronte alle ripetute affermazioni, da parte del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, che le operazioni italiane di ricerca e soccorso in mare termineranno presto e consapevoli che l’Unione Europea ha annunciato l’inizio, da sabato 1° novembre, della cosiddetta Operazione Triton, costatiamo che quelle “condizioni” non ci sono.  

Le nostre organizzazioni sono seriamente preoccupate per l’impatto umanitario di questa decisione, perché Triton non avrà il mandato di svolgere attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, ma di pattugliare i confini marittimi e costituirà una risposta soltanto parziale al problema. 

I tragici naufragi che dall’inizio dell’anno hanno già causato più di 3.000 morti dimostrano la necessità di operazioni di ricerca e soccorso continuative, mentre i disordini in Libia e le altre crisi nell’area inaspriscono il bisogno che queste operazioni vengano estese a tutto il Mediterraneo. Poiché oggi non ci sono alternative sicure per cercare protezione internazionale in Europa, la via del mare è l’unica opzione per migliaia di persone, vittime di violenza e torture, persone disabili, donne e bambini. Operazioni di ricerca e soccorso limitate alle acque sotto la giurisdizione italiana metteranno a rischio migliaia di vite, se le aree di mare aperto non saranno pattugliate attivamente.

Nei suoi interventi, Lei ha affermato che Mare Nostrum è stata una risposta a un’emergenza umanitaria e non sarebbe servita a nulla se non fosse proseguita. Ma le dichiarazioni ufficiali del governo italiano vanno esattamente nella direzione opposta, mettendo a rischio le vite di molti profughi. Il rischio di rivedere tragedie come quelle vissute il 3 ottobre 2013 in Lampedusa è molto alto.

Vogliamo immaginare che a determinare l’assenza di un’iniziativa urgente per garantire la continuità delle ricerche e del soccorso in mare non sia la previsione – su base metereologica – di un minor numero di partenze lungo le rotte del Mediterraneo. Non sarà l’arrivo della cattiva stagione a porre fine ai conflitti senza quartiere in Libia, all’instabilità nella regione Saheliana, alla guerra in Siria e alle violenze in Iraq. Non sarà l’inverno a far venir meno il bisogno disperato di fuggire dalla guerra, dalla violenza, dalla persecuzione.

Abbiamo apprezzato i continui richiami dell’Italia all’Unione Europea affinché faccia la sua parte. Le nostre organizzazioni da tempo chiedono agli Stati membri e alla Commissione di assumere una responsabilità comune e avviare una seria, efficace e concertata azione di ricerca e soccorso nel mar Mediterraneo e nel mar Egeo.

Siamo consapevoli che operazioni come Mare Nostrum non possano essere soluzioni permanenti per i migranti e i rifugiati che si dirigono verso la frontiera marittima europea in cerca di assistenza e protezione. Alla continuazione del soccorso in acque internazionali va infatti affiancata l’istituzione di canali di ingresso legali e sicuri che consentano alle persone in fuga dalle aree di conflitto di potere giungere in Europa dove chiedere protezione, evitando pericolosi viaggi in mare a rischio della vita.

Ma perché le operazioni di ricerca e soccorso in mare non vengano ridimensionate, perché non ci siano altre migliaia di uomini, donne e bambini fuggite da guerre per annegare in mare, resta poco tempo.

Condividendo le Sue parole, “finché l’Europa non sarà in condizioni di intervenire più e meglio”, Le chiediamo un intervento personale affinché Mare Nostrum non finisca qui.Il governo italiano detiene anche la presidenza del Consiglio europeo e non può ignorare la propria responsabilità umanitaria di salvare vite in mare.

Antonio Marchesi, Amnesty International Italia Presidente – Lorenzo Trucco, ASGI Presidente – Loris De Filippi, Medici Senza Frontiere Italia Presidente

Fonte: http://elnuevodia.altervista.org/appello-presidente-consiglio-mare-nostrum-non-chiudere/

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LA DEMOCRAZIA ? IN ITALIA E’ UN OPTIONAL !


Chi si illudeva di essere in democrazia e chi criticava e insultava coloro che sostengono, come me, che la dittatura era già stata instaurata con l’insediamento del governo Monti e consolidata con la rielezione di Giorgio Napolitano, adesso, dopo quanto è successo a Roma con la brutale repressione, da parte della polizia, della protesta degli operai delle acciaierie di Terni, a meno che non sia totalmente ottuso o in malafede, dovrà inevitabilmente constatare che la democrazia in Italia è ormai diventata soltanto una favola mediatica raccontata nei salotti dei talk show. Matteo Renzi, terza pedina in carica come capo di governo della premiata ditta Napolitano-Berlusconi-P2-BCE-Bundesbank, dopo Mario Monti ed Enrico Letta, ha fatto quello che i suoi padroni si aspettavano da lui, dato che nessun poliziotto si sarebbe mai assunto in prima persona la responsabilità di dare inizio al pestaggio degli operai se non avesse avuto precisi ordini dall’alto e quindi le spalle coperte da governo. Ma queste cose, ormai, dovrebbero saperle non soltanto cani e porci, ma persino gli elettori del PD!

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SFIDUCIA DAY


II discorso di Beppe Grillo a Palermo, che non ha niente a che vedere con le sparate neo naziste e demagogiche dei Salvini di turno della Lega Nord o dei Berlusconi che tentano di riciclarsi, come sostiene invece qualche benpensante piddiino, è stato molto razionale, come sempre, e ha toccato tutti i punti dolenti. Crocetta fa pure lui parte dell’osceno gioco piddiino e della cricca di governo. A me non spaventano i discorsi di Grillo, a me spaventa soltanto l’inerzia della gente che preferisce votare PD o per un altro partito tradizionale, o non votare affatto, piuttosto che dare fiducia ad una forza rivoluzionaria come il Movimento 5 Stelle. Non c’è stata nessuna caduta di stile da parte di Beppe, lui ha detto solo la sacrosanta verità, ma ascoltare la verità fa male ad un popolo come quello italiano che da secoli preferiva subire la dominazione straniera e quella della chiesa cattolica piuttosto che rischiare qualcosa ribellandosi una volta per tutte. Per questo motivo siamo ancora servi e i Beppe Grillo che vorrebbero liberarci ci fanno paura, vuoi perchè non siamo in grado di capirli, vuoi perchè anche se li capiamo benissimo e sappiamo che hanno ragione, preferiamo far finta di non capire o di travisare quello che dicono!

'Sfiducia Day' contro Crocetta a Palermo

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MA CHI VOGLIONO PRENDERE PER I FONDELLI ?


Perchè la gente dovrebbe fidarsi ancora della Camusso e dei cosiddetti dissidenti del PD? dove erano la Camusso e il PD quando Marchionne imponeva il suo diktat ai lavoratori Fiat e iniziava lo smantellamento degli stabilimenti in Italia? Dove erano la Camusso quando Monti e la Fornero, grazie anche ai voti del PD, facevano macelleria sociale ai danni dei pensionati da fame, degli esodati, dei precari, ecc.. ecc..? Dove era la Camusso quando il governo Monti, sempre grazie ai voti del PD, metteva il pareggio di bilancio obbligatorio nella nostra costituzione? Perchè non proclamò mai lo sciopero generale ad oltranza per cercare di salvare i diritti dei lavoratori, le fabbriche e i posti di lavoro? A che cosa servirebbero altrimenti un sindacalista e un sindacato? Io l’ho vista soltanto strafogarsi a pranzo in compagnia di Mario Monti ! E dove erano anche Civati, Cuperlo, Marino…. e tutti quelli che oggi contestano a parole la leadership di Renzi, ma che poi finiscono sempre per votargli a favore? Si sono forse intossicati a furia di sniffare LSD, Coca, Crack, e cos’altro? Ma chi vogliono prendere per i fondelli?
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LEOPOLDA E LEOPOLDINE


leopolda‘’ La Leopolda e’ un momento di partecipazione democratica come pochi, in cui tutti, al di la’ del proprio schieramento e delle proprie ideologie, possono portare il loro contributo di discussione e di idee, per contribuire al progetto di riforme di cui il Paese necessita ‘’.

Ottimo ! Visto che siamo un Partito Democratico, e’ anche giusto comportarsi in maniera democratica, dando voce anche a chi non e’ iscritto. Una sola domanda, senza polemica alcuna : e se io Gianluca Bellentani, elettore del PD e pure iscritto volessi intervenire nella discussione con un mio intervento, siamo cosi’ sicuri che potrei farlo ? Certamente nessuno me lo impedirebbe ma, almeno per una questione di tempi e anche credo di ruolo che ricopro, farei fatica ad intervenire. Farei fatica anche solo ad entrare, almeno per questioni di spazio e farei fatica anche ad andarci, visto che Firenze non e’ proprio dietro casa. Quindi che momento di partecipazione democratica e’, visto che non tutti possono partecipare ? Vorrei ricordare al mio Segretario Matteo Renzi che da quando e’ stato creato il PD, le sezioni sono aperte a tutti, sia agli iscritti che non. Che non abbiamo mai messo alla porta nessuno e che TUTTI hanno portato il loro contributo, non solo di ascolto ma anche di discussione e proposte. Le sezioni sono quindi ( da anni ) delle piccole Leopolde, in cui tutti possono entrare e dire la loro, come accade in ogni democrazia degna di questo nome. Quindi queste Leopoldine sono i VERI momenti di discussione e di confronto, molto piu’ di quella di Firenze : poi costano anche molto meno e non necessitano di oscuri finanziatori !!

Gianluca Bellentani

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RIFLESSIONI DI UN 25 OTTOBRE 2014 (Piazza San Giovanni & Leopolda)


Partiamo innanzitutto da un fatto positivo, ma nettamente sottovalutato da media ed opinione pubblica nazionale: il rilancio dell’attività sindacale. Piaccia o meno, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha il «merito» di aver«risvegliato» l’azione politica (in buona parte) del sindacato italiano. Si dirà che ciò, una volta che si parla di riforma del lavoro, di art.18 etc. è abbastanza scontato. In realtà non è così. Matteo Renzi veniva da una serie di importanti vittorie: il 40% alle Europee, l’approvazione (parziale) di leggi importanti (sistema elettorale, Senato etc.) … Inoltre, il sindacato veniva da un periodo difficile, caratterizzato da notevoli divisioni (si pensi solo ai battibecchi Camusso – Landini). Aggiungendo poi il fatto che Renzi almeno fino ad ora ha goduto di una elevata fiducia tra i cittadini italiani, realizzare una manifestazione di successo sembrava cosa con un elevato coefficiente di difficoltà. Invece, la CGIL è riuscita a portare oltre un milione di persone a Piazza San Giovanni. Certo, è un numero lontanuccio da quei 3 milioni che una decina di anni fa Sergio Cofferati portò al Circo Massimo. Ma, tenendo conto della diversa situazione politica, sociale ed economica, è comunque un grosso risultato. Non dimentichiamoci infatti che – agli inizi del nuovo millennio – la partecipazione politica in tutte le sue forme era nettamente superiore rispetto ad oggi. Insomma, non sia mai che l’atteggiamento di sfida del governo nei confronti di parte dell’associazionismo politico non diventi, in qualche modo, una cura salutare.

Dopo aver dato largo spazio a tale aspetto, possiamo ora addentrarci negli innumerevoli spunti che il 25 ottobre 2014 ci lascia: un Partito Democratico diviso tra Piazza San Giovanni e Leopolda, la proposta di depotenziare lo sciopero nel settore pubblico, la stessa abolizione dell’art.18 etc. Senza avere la presunzione di trattare tutto, cerchiamo di realizzare una qualche riflessione.

Innanzitutto, il Partito Democratico dimostra di avere due linee abbastanza differenti. A Piazza San Giovanni si raccoglie la minoranza di sinistra, che non intende cedere riguardo l’abolizione dell’art.18, che propone di rivedere l’accordo politico sulla riforma del lavoro approvata anche da Brunetta e Sacconi. A Firenze invece si riunisce la«maggioranza» del principale partito italiano. La Leopolda 2014 è l’edizione che cambia pelle alla kermesse: da evento di proposta, di cambiamento, di lancio di una nuova classe dirigente, diventa una non meglio definita manifestazione di incontro tra governo (o solo “maggioranza PD”?) e società civile. Insomma, è un bell’intrigo. D’altronde, se veramente l’art.18 è la causa principale (o, comunque una delle cause maggiori) della precarietà del sistema lavoro in Italia, allora sarebbe stato molto più semplice se, fin dall’epoca del governo Berlusconi 2001 – 2006 si fosse avallata la sua abrogazione. Invece, come sappiamo, non è stato così: l’art.18 ha resistito a Silvio Berlusconi, non è stato oggetto di discussione durante il secondo governo Prodi, è stato parzialmente toccato da Mario Monti, fino ad arrivare alla situazione attuale. La questione si complica ulteriormente se si pensa che la stragrande maggioranza di deputati e senatori democratici è favorevole alla sua cancellazione, pur essendosi candidati nel 2013 con il programma Italia Bene Comune che non sosteneva affatto tale tesi. Chiudiamola così: un fulmine sulla via di Damasco. Riguardo la Leopolda: quale è il suo vero ruolo? Le risposte possono essere diverse. Potrebbe trattarsi di un momento di incontro tra partito, imprenditori e società civile in generale, come abbiamo già accennato. Ma, fino a prova contraria, il Partito Democratico ha un organizzato sistema comunicativo, fatto di feste dell’unità, circoli,federazioni, un impianto web notevole. Insomma, gli strumenti non mancano. Allora, la Leopolda è forse un momento di dibattito e riflessione tra l’istituzione governo e la società civile medesima? Anche in questo caso conviene utilizzare il verbo potere al condizionale. Perchè? Il motivo è semplice: il governo ha il diritto / dovere di avere un dialogo costante con il resto del Paese; sembra dunque superfluo realizzare una ulteriore manifestazione per sancire ciò. Nodi. Nodi che solo il tempo ci aiuterà a sciogliere. Forse.

In attesa che il tempo lavori per noi, abbiamo altro di cui parlare. Scegliamo un argomento a caso: le parole di Davide Serra. In pillole: scioperare è un costo, è un’azione che favorisce la disoccupazione. Quindi, limitiamolo. Ecco, qui comincerei a preoccuparmi seriamente. Basta avere un attimo libero e pensare: 1) si danno 80 euro al mese ad alcune delle categorie meno abbienti. E ci può stare, se però ciò viene seguito da altre azioni volte a realizzare un vero e proprio incentivo economico per consumi e redditi. 2) Si danno 80 euro in più alle neo – mamme per un determinato periodo. Qui il campanello comincia a suonare: nel momento in cui trovi risorse per sorreggere il «peso dell’infanzia» forse sarebbe opportuno favorire la realizzazione di asili nido. Anche perchè, dare contributi economici in tale modo, rischia solo di favorire la «sedentarietà» delle mamme. 3) Si propone di depotenziare lo sciopero. Il campanello comincia a farsi insistente. Davide Serra motiva questa sua proposta con il fatto che scioperare non fa altro che creare disagi, imponendo agli utenti di sopportare disservizi, agli imprenditori stranieri di «avere pazienza» nel completare gli affari nel nostro Paese etc. Quindi, facciamo così: permettiamo di scioperare, ma facendo in modo che le persone lavorino non danneggiando gli altri. Chiaro no? D’altronde, nella storia gli scioperi sono stati esempio di protesta e di efficienza lavorativa allo stesso momento. Qualsiasi libro di storia può dimostrare ciò (!).

Senza girarci troppo intorno: unendo i 3 punti sembra di vedere una parvenza di programma mussoliniano. Intendiamoci: non è il preludio al ritorno dell’autoritarismo nel nostro Paese, ma è semplicemente un modo per dire che certe ricette già in passato non hanno funzionato.

Infine, una critica doverosa nei confronti del palco di S.Giovanni. La piazza, con il suo milione di persone, è stata meravigliosa. Ma, dal palco le voci che si sono susseguite non hanno dato segnali innovativi e propositivi. Sinceramente, una manifestazione nata per smontare le ragioni del Jobs Act, è finita lasciando irrisolti gli interrogativi. E, forse, ha legittimato l’azione del governo.

Fonte: http://elnuevodia.altervista.org/riflessioni-25-ottobre-2014-piazza-san-giovanni-leopolda/

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LA MISSIONE DELL’INFILTRATO POLITICO


Quando nasce una nuova forza politica, movimento o partito che sia, che da fastidio alle vecchie logge di potere assemblate nei vecchi partiti, succede assai spesso che la leadership di questo nuovo partito o movimento venga attaccata dalla stampa e dalle TV che difendono gli interessi di queste logge di potere. Se però l’attacco esterno non è sufficiente a smorzare l’attività e la crescente popolarità di questa nuova forza politica, allora si ricorre all’attacco interno. Ciò consiste nel fare iscrivere dentro suddetto partito o movimento dei finti attivisti che cominciano prima lievemente e poi aumentando la dose, come in un crescendo rossiniano, ad attaccare la leadership e ad evidenziarne i suoi presunti difetti, fino ad arrivare a dire che suddetta forza politica è gestita da uno o più rincoglioniti e che quindi anche tutti quelli che rispettano le regole e i progetti stabiliti dai fondatori sono dei rincoglioniti. I ” signori ” in questione hanno vari modi per portare avanti lo sfaldamento della forza politica che hanno così ” parassitato “: Uno è, ad esempio, quello di rilasciare interviste a giornali o a TV nazionali e locali, lamentando la scarsa democrazia e la visuale ristretta dei fondatori, che hanno imposto delle regole a quel movimento o partito, che loro,i dissidenti, giudicano poco democratiche ( e allora, a questo punto, una persona di intelligenza normale si chiederebbe: ma se non ti piacevano i leader fondatori e se giudicavi poco democratiche le regole da loro emanate, perchè sei entrato in quella forza politica e, soprattutto, perchè allora continui a militarci ? ). Un altro, consiste nell’infiltrarsi nei gruppi di fb dei simpatizzanti di quella forza politica e sparlare dei suoi fondatori e dei militanti a loro fedeli, profetizzando che, se quel movimento o partito andrà alla malora, la colpa sarà da attribuirsi esclusivamente ai suoi fondatori e ai ” fessi ” che vanno loro dietro. Con questo collaudato sistema, sono stati smembrati, e praticamente snaturati e distrutti, movimenti come quello dei Verdi ( dove riuscì ad infiltrarsi persino quel radicale riciclato di Rutelli: FOTO IN ALTO ) che alla loro nascita davano non poco fastidio alla casta dei partiti delle logge massoniche consociate con la mafia ed il clero vaticano, ma che oggi sono praticamente scomparsi. Va detto inoltre che questi infiltrati, una volta raggiunto il loro scopo, abbandoneranno quella forza politica, come fanno i topi con le navi che stanno affondando, per andare ad imbarcarsi, o per meglio dire, ad imboscarsi altrove, proprio come fece quel gran furbone di Francesco Rutelli, che approdò infatti alla ” Margherita “. Pertanto mi auguro che quello che è successo ai Verdi non succeda anche al movimento 5 Stelle e farò tutto quanto mi sarà possibile fare, pur nelle mie limitate disponibilità, per evitare che ciò accada!

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FU VERA GLORIA ? AI POSTERI L’ARDUA SENTENZA !


Berlusconi va all’opposizione, Berlusconi apre ai gay, queste sono solo le ultime, ma in precedenza c’erano state queste altre: Berlusconi restituirà l’IMU sulla prima casa, Berlusconi creerà un milione di posti di lavoro, Berlusconi ridurrà la pressione fiscale…. sto parlando delle puzzonate più recenti e di quelle storiche, sparate dal buffone nazionale ( avanti Renzi ), naturalmente. Berlusconi non passerà mai alla storia come il più grande statista italiano degli ultimi 150 anni, ma sicuramente come il più grande pagliaccio italiano di tutti i tempi. Nemmeno i giullari di corte degli imperatori romani o dei principi e dei re dell’Italia preunitaria potrebbero avere una minima chance di competere con lui, questo è un fatto assodato. Ma che dire dei milioni di italiani che lo hanno votato per circa due decenni e che, in parte, continuano ancora a sbavare per lui? Come passeranno alla storia? Come verranno giudicati dai posteri? Non oso nemmeno pensarci !

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Blog Action Day 2014 #Inequality….


IL MESTIERE DI LEGGERE

Come cominciare ?

L’argomento (Inequality...) è talmente vasto che non so da che parte iniziare.

Questo blog si occupa di lettura quindi parliamo di dislessia e delle difficoltà per chi ne è afflitto.

Fino a qualche anno fa non ci si occupava SERIAMENTE di questo problema, anzi veniva battezzato come “bizze” del bambino per scansare la scuola.

Diciamo che finalmente viene riconosciuto come problema e ora i riflettori sono puntati di questa difficoltà.

Convegni,studi,giornate esami di guida apposta per dislessici.ecc.

per fortuna ….la nostra giornata di  Blog Action Day 2014 è dedicata a loro..i dislessici

Franca C.

La Dislessia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Con questo termine ci si riferisce ai soli disturbi delle abilità scolastiche ed in particolare a: DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA.
La principale caratteristica di questa categoria è le sue specificità, ovvero il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità (lettura, scrittura, calcolo)…

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VIA I RAZZI E GLI SCILIPOTI DAL MOVIMENTO 5 STELLE !


Perchè non mi schiero dalla parte dei contestatori di Grillo e di Casaleggio? E’ molto semplice: In primo luogo perchè se non fosse stato per Beppe Grillo e per Roberto Casaleggio, che ci hanno messo anima e soldi, il Movimento 5 Stelle non sarebbe mai nato. In secondo luogo perchè l’esistenza stessa del Movimento è garantita proprio dalla presenza di Grillo e di Casaleggio che esercitano quella funzione di controllo sulla qualità e sulla buona fede degli attivisti e dei candidati alle cariche istituzionali che è indispensabile alla stessa sopravvivenza del Movimento. In terzo luogo, pur essendo evidente che la loro presenza non potrà durare in eterno, fintanto che il Movimento non sarà in grado, perchè sorto da troppo poco tempo, di autogestirsi senza bisogno di qualcuno che dall’esterno eserciti questa funzione di controllo, e di garante verso i cittadini elettori, dell’ onestà e della competenza dei suoi rappresentanti sia nel parlamento che nelle regioni e nei comuni, la presenza e l’attività dei due cofondatori nel Movimento è più che mai necessaria. Allo stato attuale delle cose non credo che, se Grillo e Casaleggio si defilassero dal Movimento, questo riuscirebbe a mantenere a lungo la sua unità interna, e non perchè io non abbia fiducia nella maggioranza dei suoi parlamentari e dei suoi attivisti, ma perchè ancora il 5 Stelle non ha maturato la necessaria esperienza per difendersi dagli, Scilipoti e dai Razzi, che sono poi gli equivalenti dei Favia, degli Ortellana… ecc ecc.. i quali fortunatamente sono stati espulsi dal Movimento prima che potessero fare troppi danni. Pertanto mi dissocio totalmente da quei buffoni che si autodefiniscono attivisti del Movimento 5 Stelle, e che sparano a zero contro Beppe Grillo e Roberto Casaleggio,( predicandone addirittura l’allontanamento immediato ), minando dall’ interno l’unità e la compattezza del Movimento e facendo così un regalo inestimabile ai partiti della casta che non aspettano altro se non di vedere il Movimento perdere la sua originale funzione, impostata alla sua nascita dai suoi due cofondatori, di acerrimo nemico della politica consociata delle maxi coalizioni e delle larghe intese varie, e dei politici collusi con la mafia e con le banche d’affari, per vederlo invece diventare una merda di partituccolo innocuo e qualunquista come lo sono diventati, per esempio, i Verdi e i Comunisti.

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Uno strano messaggio


renzi gufoForse qualcuno si sara’ accorto che da qualche mese, il dibattito politico e’ incentrato quasi esclusivamente sull’ essere o non essere favorevoli al Presidente del Consiglio. Chi non e’ a favore di Renzi e delle sue riforme, viene catalogato come Grillino, Gufo, Rosicone o Impaludatore. E’ uno strano messaggio che passa nel comune sentire, quasi che la contrapposizione sia tra pro Renzi e anti Renzi. Siccome il sottoscritto e’ ancora ( almeno per ora ) un iscritto al PD, quindi non al M5S e non condivide le politiche del Premier ( e Segretario ), credo che vada fatta un po’ di chiarezza, innanzitutto sui vari appellativi con cui vengono indicati i non-allineati. Cosa si intende col termine Gufo ? Che chi dissente porta sfiga ? E per quale ragione dovrei portare iella al mio Segretario ? Che ci guadagnerei ? Renzi puo’ esserti antipatico o simpatico ma le critiche sono rivolte sempre, da parte mia come credo di tanti altri, non alla persona ma alle politiche che mette in campo. Cosa si intende per Rosicone ? Che si e’ invidiosi del consenso che ha avuto e che tutt’ora ha ? E per quale ragione dovrei essere invidioso, visto che non concorro alla poltrona di Segretario e ancor meno a quella di Premier ? Il termine invece piu’ inconcepibile, per chi come me ha sempre creduto in un partito aperto alla discussione, e’ quello di essere un Impaludatore. Cosa vuol dire ? Che faccio la danza della pioggia affinche’ il percorso del Premier sia il piu’ difficoltoso possibile ? Che privilegi la frenatura anziche’ l’avanzare ? Io come iscritto voglio partecipare al dibattito e anche obiettare sulle cose che non mi paion giuste e questo obiettare non e’ una frenatura ma e’ un elemento di miglioramento delle varie riforme messe in campo, che fa sicuramente bene a Renzi, molto piu’ dei tanti elogi e celebrazioni dei  tanti yes-man e yes-woman da cui e’ circondato. Ecco del perche’ questa contrapposizione tra pro Renzi e anti Renzi la trovo davvero inconcepibile, cosi’ come trovo inconcepibile il fatto che la vera contrapposizione, quella tra destra e sinistra, sia ormai un vecchio e sorpassato ricordo : questo si che dovrebbe davvero far riflettere !!

Gianluca Bellentani

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MA ROTTAMA TE STESSO !


Matteo Renzi è spesso oggetto degli epiteti più strani e più elaborati, ma secondo me non merita neanche tanto spreco di ingegno. Più grezzo e assai meno colto e preparato del suo predecessore Enrico Letta, il quale pur essendo molto poco carismatico e pur non avendo fatto nulla sia per la ripresa economica che per ridurre la disoccupazione, almeno riusciva a non far ridere di se i suoi interlocutori, soprattutto quelli stranieri, Matteo Renzi spesso parla di cose di cui a malapena capisce il significato, proprio come faceva un tempo Berlusconi, ma con la differenza che Berlusconi di finanza ne capiva almeno il giusto tanto che gli serviva per mandare avanti i suoi imbrogli col fisco e inoltre sapeva come condire mediaticamente le cazzate che sparava, anche ricorrendo ad un certo tipo di umorismo pecoreccio che faceva colpo sulle fasce meno evolute della popolazione. Si vede chiaramente come Renzi cerchi di tanto in tanto di imitarlo ma, ahimè , con scarsi risultati, sia perchè non è certo all’altezza del suo maestro, sia perchè c’è stata la diffusa delusione delle 80€ in più in busta paga che ha accontentato molta meno gente di quanto le sue dichiarazioni, fatte prima delle elezioni europee, avevano invece lasciato ad intendere, e sia perchè le riforme proposte dal suo governo sul mercato del lavoro, sul TFR e sulla modifica dello statuto dei lavoratori, non piacciono per niente a tanta gente e non convincono persino i pur molto apatici sindacati. Matteo Renzi pertanto rischia di rimanere col classico cerino in mano se le agitazioni dei lavoratori, annunciate tanto dai sindacati che autonomamente da molti degli stessi lavoratori, dovessero protrarsi nel tempo e dovessero trovare molte adesioni tra differenti categorie di cittadini che si sentono ugualmente danneggiate e abbandonate a se stesse da un governo che, come sempre, aveva iniziato promettendo mari e monti ma che col passare dei mesi ha soltanto aumentato la pressione fiscale e i tagli allo stato sociale, senza peraltro far niente di concreto, ma soltanto inutili chiacchiere, per i disoccupati e per le fasce di popolazione più disagiate.

Matteo-Renzi

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La (strana) evoluzione della Lega Nord


La Lega Nord nacque come partito regionalista, radicato nel territorio e volto a far valere le istanze del Nord. Fu una fusione di vari movimenti regionalisti che trovò la sua sintesi nel suo storico leaderUmberto Bossi. Nacque come partito pronto a combattere lo spreco e la malapolitica. Giusto per dirne una: l’epoca di Tangentopoli. L’inchiesta «Mani Pulite»portò all’arresto di tanti esponenti di tutti i partiti tranne la Lega che, almeno fino ad un certo punto, potè permettersi il«lusso» di vantarsi di essere l’unica formazione politica pulita, senza condannati. Soprattutto, basti pensare alla caduta del primo governo Berlusconi («il mafiosone di Arcore», dirà qualcuno). Nel tempo però, si svilupperà la vera natura della Lega. Il partito di Bossi più volte dimostrerà di disprezzare il tricolore e qualsiasi altro simbolo ufficiale dell’Italia («con il tricolore mi ci pulisco il ****, dirà sempre quel “qualcuno”), di vedere il Sud (dal Lazio alla Sicilia, ndr) come «confine» dell’Italia nella migliore delle ipotesi (perchè poi ci sono le espressioni del tipo«Napoli è una fogna», come disse tempo fa un noto parlamentare “padano”). E poi: secessione, il sogno della grande Padania, figlia di una stirpe celtica benedetta dall’acqua del dio Po. Insomma, la Lega Nord si era modellata come partito basato su un mix di concretezza (“legalità”, parola che detta oggi fa ridere; “gli interessi del Nord” etc.), utopia (secessione, Stato padano, popolo discendente da una stirpe celtica, dio Po), razzismo e integralismo (Nord contro Sud, avversità verso persone con carnagione diversa da quella italiana, respingimenti etc.).

Oggi stiamo vedendo una evoluzione della Lega Nord. Se ci fate caso, alle ultime elezioni europee, gli unici partiti che sono cresciuti in modo significativo sono stati: Lega Nord e Partito Democratico. Il motivo, dal mio punto di vista, è il cambio di classe dirigente nel loro interno (nel PD l’affermarsi di Renzi, nella Lega Nord è esploso l’astro di Salvini). E quando una forza politica cresce, evidentemente la strada intrapresa è quella giusta. Dunque, perchè fermarsi? Così, Matteo Salvini ha continuato sulla sua nuova strada: non più solo il Nord come campo di battaglia politica, ma anche il Sud («perchè mangiare le arance marocchine quando ci sono quelle di Sicilia?», dirà sul suo profilo).

Dunque, ecco nascere una futuribile forza politica leghista a Sud. E poi: la battaglia contro le persone aventi un colore di pelle diversa. Dal razzismo vero e proprio, alrazzismo – differentismo: gli immigrati non devono venire in Italia perchè ci rubano il lavoro, vengono ospitati in centri a 33,45, 54 etc. euro al giorno… E poi delinquono, mentre gli italiani sono tutte brave persone. Dunque, non cacciamoli come faceva Maroni, facciamo una cosa diversa: respingiamoli ed aiutiamoli a casa loro. Premesso che è un progetto molto semplice, visto che si tratta di dare soldi a stranieri (!!!!) che vivono in condizioni economiche disperatissime, spesso sotto regimi che violano quotidianamente i diritti umani fondamentali, la domanda che bisogna porci è: ma che cosa sta diventando la Lega Nord? Per tutta risposta, mi verrebbe da dire: non è più un partito regionalista, bensì elettorale. Subito una piccola parentesi: parlerò in termini di scienza politica, consapevole del fatto che – pur avendoci fatto un esame – la mia è un’opinione, un tentativo di dare una spiegazione. In poche parole: non intendo affatto paragonarmi agli esperti del settore. Chiusa tale parentesi, torniamo alla questione. Il partito elettorale è un tipo di formazione politica che, piuttosto che basarsi su una ideologia o su, comunque, un determinato tipo di valori, cerca di raccogliere voti assecondando gli umori delle persone. Così, ci sarà il periodo in cui si sarà contrari ai matrimoni gay, ma poi arriverà il momento in cui si capirà che la maggioranza degli italiani è favorevole. Ergo: anche io sarò d’accordo a che gli omosessuali contraggano matrimonio. Fino ad oggi, l’unico vero partito elettorale è stato Forza Italia. Ora, Salvini ci prova con la Lega Nord. D’altronde, basta vedere la manifestazione del 18 ottobre 2014 a Piazza Duomo: il«nuovo corso» si mescola al «vecchio». Ma questa amalgama non sembra riuscire perfettamente. In effetti, al di là della vicinanza «fisica» che può esserci tra due striscioni con su scritto: Prima gli Italiani! / Italia merda! Secessione!, come si potranno mai accomunare due pensieri così divergenti? Per carità, già nel 1994 la Lega Nord si alleò conAlleanza Nazionale, due opposti in fatto di “senso dell’unità nazionale”. Ma ora qui si sta chiedendo uno sforzo gigantesco: trasformare LN in un partito elettorale, che vede il Sud come parte dell’Italia, che vede gli immigrati in una visione razzista – differentista, che li vede come persone da aiutare a casa loro e – contemporaneamente – criticare azioni di esportazione della democrazia (che sarebbe comunque un aiuto a casa di altri), del tipo guerra in Iraq ed Afghanistan.

Insomma, c’è un bel po’ di confusione.

P.S: la fase del “Trota” è evoluzione oppure… ?

Fonte: http://elnuevodia.altervista.org/strana-evoluzione-lega-nord/

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SERVIZIO PUBBLICO PERDE MARCO TRAVAGLIO ?


Chi ricorda la trasmissione di Servizio Pubblico nella quale fu invitato Silvio Berlusconi, ricorderà anche come Santoro assistette passivamente allo show del cosiddetto Cavaliere, che si esibì mostrando una decina di fogli che secondo lui dovevano dimostrare che Marco Travaglio era in realtà un criminale incallito che tramava da sempre, con le sue presunte calunnie, contro un onestuomo come lui. Berlusconi arrivò persino a spolverare la sedia dove stava Travaglio prima di sedercisi lui a sua volta. In realtà, in un paese di un livello culturale appena normale, quella sceneggiata si sarebbe ritorta tutta contro Berlusconi e la maggior parte dei telespettatori avrebbero valutato il Cavaliere una volta di più per quel pagliaccio che è sempre stato e che sempre sarà, ma, in un paese sottoculturato quale è l’Italia, l’espediente di Berlusconi ha invece avuto successo al punto che gli ha consentito di recuperare parecchi e importanti punti nei sondaggi pre elettorali. Naturalmente l’ignavia di Santoro nei suoi confronti è stata determinante in questo successo. Il quale Santoro, era evidente come fosse molto più interessato a portare alle stelle l’audience della sua trasmissione che non a fare in modo che il dialogo tra le due parti in causa, e cioè tra Berlusconi e Travaglio, si svolgesse in maniera civile e corretta e pertanto si è guardato bene dallo staccare la spina a Berlusconi quando ha visto che era iniziata la sua squallida esibizione. Ma nell’ultima puntata di Servizio Pubblico, Marco Travaglio, memore del comportamento di Santoro con Berlusconi, stavolta si è rifiutato di stare allo stesso gioco con Claudio Burlando, e così gli ha staccato lui la spina, lasciando il conduttore di Servizio Pubblico praticamente nella merda, come si meritava.

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EBOLA&IPOCRISIA


Qualche giorno fa Gino Strada, il fondatore di Emergency, a proposito della questione Ebola ha fatto una dichiarazione interessante. In pillole, l’Occidente si sta preoccupando più della paura di un eventuale contagio in Europa ed in America, piuttosto che muoversi per sedare l’epidemia che sta mietendo migliaia e migliaia di vittime. In effetti, se uno ci fa un attimo caso, è proprio così. Il caso Ebola sta diventando l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia occidentale: armiamo l’Isis e poi lo combattiamo, garantiamo stabilità al regime di Gheddafi e poi lo combattiamo. Quindi: conosciamo l’ebola dal 1976 ma ce ne preoccupiamo solo ora. Perchè la questione è stata largamente sottovalutata e ci impone ora ad inseguire per risolvere il problema. Sono le conseguenze del benessere: diventiamo ipocriti, pensiamo solo a tutelare il nostro bene a discapito di altri. Ma, allo stesso tempo, sembra che diventiamo più «fessi». Dunque: l’ebola è un virus che, al momento, non conosce un vaccino (se non quello ancora in via sperimentale prodotto da laboratori italiani). Come qualsiasi tipo di malattia, più questa ha tempo per svilupparsi e diffondersi, più largo sarà il suo raggio d’azione. Quindi, in parole povere: più l’ebola avrà tempo per diffondersi, più aumenteranno le possibilità che possa svilupparsi anche dalle nostre parti. Attenzione però: ciò significa che governi ed organi competenti non devono fare assolutamente nulla, cioè si limitano a guardare o, addirittura, ad ignorare il problema. Fortunatamente, pur con tutti i difetti che hanno, i nostri politici si stanno muovendo. Basta notare che, negli USA e in Francia, si sono avviati i controlli della temperatura corporea a persone che utilizzano voli aerei interessanti le zone colpite. Inoltre, il settore sanitario sta svolgendo egregiamente il suo dovere: alcuni pazienti sono guariti, altri sono stati comunque sottoposti a test risultati poi, fortunatamente, negativi. Certo, ci sono stati i casi in cui la contrazione del virus è stata opera anche di insipienza da parte degli addetti ai lavori (medici che non rispettavano affatto i relativi protocolli). Però, l’attenzione è alta. Domanda: cosa c’entra tutto ciò con il termine «fessi»? C’entra tanto per due motivi: 1) non ci accorgiamo che i casi che si registrano in Occidente sono dovuti a contatti ravvicinati da parte delle «vittime» con le località colpite dall’ebola. Si tratta di zone dal sistema sanitario fragile, ove l’isolamento dei malati diventa più complicato. Inoltre, sono località dal clima caldo, favorevole alla diffusione delle malattie; 2) siamo talmente preoccupati che non riusciamo neanche a comprendere le parole nel loro vero significato. Mi spiego meglio: i telegiornali tendono a darci notizie continuamente aggiornate sull’ebola. Intento nobilissimo, per carità. Ma non ci rendiamo conto che, spesso, alcune notizie non dovrebbero essere date, in quanto portano al solo risultato di aumentare l’allarmismo. D’altronde, un conto è dire: «3 casi sospetti di ebola in Spagna» ancor prima che le analisi abbiano dato un risultato; un conto è aspettare tali risultati e poi dire, eventualmente, che un qualche caso d’ebola è stato accertato. Dopotutto, la gatta frettolosa fa i figli ciechi.

Insomma: cerchiamo di cacciare il coraggio, dimostriamo consapevolezza nel fatto che non siamo già morti. E facciamo nostro quanto detto da Gino Strada e con cui, in maniera non diretta, ho aperto questo post.

Fonte:http://elnuevodia.altervista.org/ebolaipocrisia/

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GLI OPINIONISTI DI REGIME


Non bisogna neanche prendere in considerazione le interviste farlocche che mandano nelle TV, ormai tutte livellate sotto l’egida governativa, di gente che contesta Grillo o i parlamentari 5 Stelle per i fatti relativi all’alluvione di Genova: La maggior parte di questi cosiddetti intervistati poi si scopre che sono o militanti del PD, o della Lega Nord, o di qualche partito della lista Tsipras come SEL e Rifondazione. Tutta gente quindi che ha un preciso interesse politico nel cercare di screditare il Movimento 5 Stelle. Evidentemente la marea umana presente qualche giorno fa al comizio di Beppe Grillo del Circo Massimo, deve aver spaventato parecchio le altre forze politiche e, naturalmente, il governo e i partiti che lo appoggiano direttamente e indirettamente, Di qui la faziosità di questi intervistati che cercano di arrampicarsi sugli specchi pur di inventarsi qualcosa contro Grillo e il Cinquestelle. Per non parlare poi degli opinionisti da tempo passati al regime del governo Renzi-Napolitano bis, come Zucconi e Lerner o degli pseudo giornalisti come Sallusti, da sempre legato al carrozzone di Berlusconi.

>>>ANSA/ GRILLO-BERSANI RISSA CONTINUA, 'FALLITO AMICO DI PIDUISTI'

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IL LAVORO DELLE DONNE di Christian Raimo


Ieri ho letto sul sito della Columbia Journalism Review questo pezzo che era stato molto segnalato in rete. L’ha scritto Francesca Borri, reporter italiana free-lance, autrice di due libri sulle guerre. L’avevo tradotto forse dignitosamente perché mi sembrava potesse innescare un dibattito sull’informazione. Francesca mi ha scritto e mi ha gentilmente inviato il suo originale in italiano. Se volete commentare sul sito della CJR o scrivere all’autrice, questo è l’indirizzo: http://www.cjr.org/feature/womans_work.php. La foto,
Aleppo dopo un missile, è di Stanley Greene.
di Francesca Borri
Mi ha infine scritto. Cioè: dopo oltre un anno, un attacco di tifo e un proiettile al ginocchio, ha visto la televisione, il mio direttore, e ha pensato che l’italiana rapita fossi io: e mi ha infine scritto. Mi ha scritto: ma se hai internet, non è che twitti il sequestro?
Cioè, poi uno torna la sera, che poi tornare neppure è il verbo giusto, qui, con i mortai intorno che ti esplodono ovunque, e la polvere la fame, la paura, uno si ferma la sera, in una base dei ribelli in mezzo all’inferno, e spera di trovare un amico, una parola una carezza: e trova solo Clara, invece, che sta in vacanza a casa tua e ti ha scritto otto volte, Urgente!, perché sta cercando il tesserino per entrare alle terme, e dico: otto volte, e per il resto solo messaggi tipo questo Paolo: bellissimo il suo pezzo: come il suo libro sull’Iraq – solo che non è sull’Iraq, il mio libro: è sul Kosovo.
Non so: l’unica cosa che ho capito, onestamente, è che uno ha questa immagine romantica, no?, il freelance pronto a rinunciare alla sicurezza di uno stipendio fisso in cambio della libertà di seguire le storie che più ha voglia di seguire: e invece non sei affatto libero, l’opposto: sei al traino delle notizie in prima pagina. Perché la verità è che l’unica possibilità che ho di lavorare, oggi, è stare in Siria: cioè: stare dove non vuole stare nessuno – la verità è che la seconda lingua, ad Aleppo, dopo l’italiano è lo spagnolo: perché ai greci non è rimasto neppure di che pagarsi il biglietto aereo. E più che Aleppo, a essere precisi: il fronte: perché poi ti chiedono solo il sangue, solo il bum bum – cioè, racconti gli islamisti, e tutta la loro rete di attività sociali, racconti la ragione della loro forza, un pezzo molto più difficile del fronte, provi a spiegare, non solo a emozionare, e ti rispondono: ma qui in 6mila battute non è morto nessuno.
In realtà avrei dovuto capirlo da lì, da quella volta che Marco mi chiese un pezzo da Gaza, perché Gaza, al solito, era sotto bombardamento e perché tanto Gaza, mi arrivò questa mail, la conosci a memoria: che importa che stai ad Aleppo. E perché io invece sono finita in Siria perché ho visto su Time le foto di questo tipo, Alessio Romenzi, uno che si è infilato nelle condutture dell’acqua ed è sbucato a Homs quando ancora nessuno sapeva che Homs esisteva: e un giorno ho visto queste foto, mentre ascoltavo i Radiohead, ho visto quegli sguardi, dritti, giuro, ma degli sguardi che ti si inchiodavano addosso, perché Assad li stava sterminando uno a uno, e nessuno neppure sapeva che Homs esisteva, e giuro: era una morsa alla coscienza che alla fine potevi solo dire: devo andare in Siria. Ma subito: devo andare in Siria – e invece la cosa più frustrante, qui, è che scrivi da Roma o scrivi da Aleppo, per loro è uguale. Ti pagano uguale: 70 dollari a pezzo. Luoghi in cui ogni cosa costa il triplo, perché poi in guerra si specula su tutto, e per dire, dormire, qui, sotto il tiro dei mortai, un materasso per terra e l’acqua gialla che domani ho di nuovo il tifo, costa 50 dollari a notte, l’auto 250 dollari al giorno. Con il risultato che finisci per massimizzare, non minimizzare, il rischio. Perché non solo non puoi permetterti un’assicurazione, quasi mille dollari al mese, ma più in generale, non puoi permetterti un fixer, cioè un locale che ti curi la logistica, l’organizzazione, non puoi permetterti un interprete: ti ritrovi in città sconosciute completamente solo. In mezzo ai proiettili. Sono perfettamente consapevoli che con 70 dollari a pezzo ti obbligano a tagliare su tutto, e sperare di morire, se sei colpito, perché non potresti mai permetterti di essere ferito: però poi il pezzo lo comprano comunque: anche se non comprerebbero mai il pallone della Nike cucito dal bambino pakistano. E come quella volta a Castelvolturno, gli scioperi dei braccianti clandestini: che mi arrivò questa mail: voglio un pezzo indignato! 50 euro al giorno! prendono solo 50 euro al giorno!, ma che mondo è? – e tutti noi eravamo lì per 20 euro al pezzo.
E poi con questa storia delle nuove tecnologie c’è questa idea, no?, questo equivoco di fondo: che l’informazione sia velocità, una gara a chi pianta per primo la bandiera sulla luna. E così è ovvio, le agenzie sono imbattibili. E però è una logica autolesionista: perché hai materiale standardizzato, e il tuo quotidiano, la tua rivista non ha più alcuna unicità: alcuna ragione per cui dovrei pagare per averti. Cioè: per le notizie ho internet: e gratis. A un giornale chiedo di più. Chiedo analisi, chiedo approfondimento – chiedo di capire, non solo di sapere. Perché la crisi, oggi, è dei giornali, non dei lettori: i lettori ci sono, e contrariamente a quanto pensano i direttori, sono lettori intelligenti, che vogliono cose intelligenti: semplicità, ma non per questo semplificazione – perché poi io ogni volta che pubblico il pezzo di colore, cioè, poi trovo sempre queste dieci mail, gente che mi dice sì però, bellissimo pezzo: magnifico affresco: però io voglio capire cosa succede in Siria, e io vorrei tanto rispondere che non posso fare un’analisi, perché se tento un’analisi me la cestinano dicendo e tu chi sei, bimba, per fare un’analisi?, anche se ho due lauree, un master due libri e dieci anni di guerre sparse, alle spalle, e la mia giovinezza, onestamente, è finita ai primi pezzi di cervello che mi sono schizzati addosso, avevo ventitrè anni ed ero in Bosnia. Perché come freelance, la verità è che siamo solo giornalisti di seconda classe. Anche se poi siamo solo freelance, qui, perché questa è una guerra bastarda, è una guerra del secolo scorso, una guerra di trincea combattuta a colpi di fucile, ribelli e lealisti sono così vicini che si insultano mentre si sparano: al fronte, la prima volta giuro, non ci credi, con queste baionette che hai visto solo nei libri di storia, ed eri convinto non si usassero più dai tempi di Napoleone, oggi che la guerra è la guerra dei droni: e invece qui è metro a metro, strada a strada, e fa paura, minchia, fa paura perché io scrivo, intanto, e qui esplode tutto – e però ti trattano come un ragazzino: fai una foto da copertina e ti dicono: ma eri solo nel posto giusto al momento giusto, fai un pezzo da esclusiva, come quello dalla città vecchia, che siamo stati i primi a entrarci, con Stanley, e ti dicono: e come giustifico che il mio inviato non è riuscito a entrarci e tu sì? Uno mi ha scritto: lo compro ma lo firma lui.
E poi sei donna: e ti chiedono sempre di scrivere di donne. E d’accordo quella volta che non avevo il velo sotto l’elmetto, e nel rifugio erano tutti uomini e mi hanno lasciato sotto i mortai: e infatti è il mio pezzo più citato: ma onestamente è stata una volta sola, mentre gli altri giornalisti: e perché sono tutti maschi, onestamente, e sono loro a ripeterti che non sei abbastanza coperta, e non ti siedi in modo abbastanza decente, e non guardi in modo abbastanza umile, e non sei abbastanza rispettosa della cultura locale, e e e – e anche se loro poi non hanno mai aperto un Corano. E indipendentemente dal velo, comunque: come Jonathan, l’altra sera: bombardavano tutto, e io stavo lì in un angolo con quest’aria che che altra aria puoi avere? se forse tra un minuto muori, e Jonathan se ne viene, mi squadra, mi fa: questo non è un posto per donne – e a uno così, ma che vuoi dirgli?, idiota: questo non è un posto per nessuno. Perché onestamente è solo segno di sanità mentale, se ho paura, perché Aleppo è tutta cordite e testosterone, e poi sono tutti traumatizzati, Henri che non parla che di guerra, Ryan strafatto di anfetamine, e però a ogni bambino squarciato vengono solo da te e ti domandano: come stai?, perché tu sei femmina e fragile, e a te verrebbe da rispondere: sto come stai tu – e perché le volte che ho un’aria ferita, in realtà, sono le volte che mi difendo, tirando fuori ogni emozione ogni sentimento: sono le volte che mi salvo.
Perché poi uno pensa: la Siria. E invece è un manicomio. Il ragazzo italiano che non trovava lavoro e ora combatte con al Qaeda e la madre è qui a inseguirlo per Aleppo per prenderlo a padellate, il turista giapponese che sta al fronte, e sta veramente qui in vacanza, dice che ha bisogno di due settimane di adrenalina, il neolaureato svedese in giurisprudenza che è venuto a raccogliere prove sui crimini di guerra e Damasco voleva andarci in autostop: o i musicisti americani con le barbe da bin Laden, che dicono che così sembrano siriani, anche se sono biondi e alti due metri, e hanno portato medicine per la malaria anche se qui la malaria mica c’è: e vogliono distribuirle suonando, tipo pifferaio magico – e per non dire i vari funzionari di Onu sparse, che tu gli dici: c’è un bambino con la lesmaniosi, possiamo curarlo in Turchia? no non possiamo, si scusa la mail: è un bambino specifico, e noi possiamo occuparci solo dell’infanzia in generale.
E perché poi anche noi: perché sei un giornalista di guerra, e alla fine stai sempre un metro sopra gli altri, no?, con quest’aura dell’eroe tu che rischi la vita per dare voce ai senza voce, e hai visto cose che gli altri non hanno mai visto, e sei una miniera di aneddoti, a cena, sei l’ospite figo ed è una gara per averti, e – e invece poi arrivi, e scopri approssimazione ovunque e questo mantra: it’s a secret, it’s a secret, perché invece di fare rete tra noi, di fare muro, fare sindacato, siamo i nostri primi nemici, e la ragione dei 70 dollari a pezzo non è che mancano le risorse, perché poi le risorse per il pezzo sulle amiche di Berlusconi si trovano sempre: la ragione vera è che chiedi 100 dollari e un altro è pronto a vendere a 70: ed è la concorrenza più feroce, tra noi, zero collaborazione, zero aiuto – come Beatriz, oggi, che per essere la sola a scrivere del corteo mi indica la strada sbagliata, e mi fa infilare tra i cecchini: cioè: tra i cecchini: per un corteo come mille altri. Perché poi diciamo di essere qui come Romenzi, qui perché un giorno nessuno possa rispondere: ma io non sapevo, e invece siamo qui solo per vincere un premio, per avere infine due righe dal direttore: avere spazio, con tutti questi fotografi che inseguono il singolo scatto, e non gli importa niente della continuità, della completezza della narrazione: del ritratto di insieme – e i fotografi solo perché i writers sono quasi tutti in Turchia: raccontano quello che gli raccontano i fotografi. E siamo qui a intralciarci da soli come se avessimo tra le mani il pezzo da Pulitzer: e invece non abbiamo proprio niente, stretti tra il regime che ti rilascia il visto solo se sei contro i ribelli e i ribelli che non è che sei libero, con loro, vedi solo quello che vogliono che tu veda, esattamente come con il regime – e la verità è che siamo un fallimento, i lettori che a stento ricordano dove sta Damasco, dopo due anni, e il mondo che della Siria dice di istinto: quel casino della Siria, perché della Siria non si capisce niente, solo sangue, sangue sangue ed è per questo che i siriani la verità è che ci detestano, come l’ultima foto, quel bambino con sigaretta e kalashnikov, un bambino di sette anni, ed è ovvio che la foto è costruita, e però è su tutti i giornali, adesso, e tutti a strillare: che barbari questi siriani, che barbari questi arabi, e all’inizio mi fermavano, mi dicevano grazie, grazie che mostri al mondo i crimini di Assad, oggi uno mi ha fermato, mi ha detto: Vergognati.
Ma perché poi: io per prima. Ma perché se davvero avessi capito qualcosa, di questa guerra, non avrei avuto paura di amare, paura di osare, nella vita, se solo davvero avessi capito qualcosa, della Siria, di questa vita che forse tra un minuto finisce, e invece di essere qui, adesso, stretta al muro in quest’angolo rancido e buio, a rimpiangere disperata tutto quello che non ho avuto il coraggio di dire, ora che è tardi, è tardi per tutto, e come ho potuto perdere quanto di più bello avevo? – e perché è questa l’unica cosa da raccontare, di una guerra, il solo pezzo che davvero avrei dovuto scrivere, ora che è tardi, invece che distrarmi tra ribelli lealisti, sunniti, sciiti, l’unica cosa da capire: la storia che mi è rimasta impigliata tra le dita: voi che potete, voi che domani siete vivi, ma che state aspettando? perché non amate abbastanza?, l’unica cosa da scrivere, da queste macerie, se solo davvero avessi capito qualcosa: voi che avete tutto, ma perché avete così paura?

http://www.minimaetmoralia.it/wp/il-lavoro-delle-donne/donne

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Ci stiamo sfasciando: gli uni contro gli altri


Dopo tanto tempo avevo deciso di rivedere una puntata diServizio Pubblico. Un motivo vero e proprio di questa scelta non ce l’ho: forse perchè mi hanno incuriosito i link della pagina ufficiale, forse perchè le tematiche che si sarebbero trattate spingevano a seguirlo… Resta comunque il fatto che, già prima della fuoriuscita anticipata di Marco Travaglio, la puntata aveva assunto un tono – secondo me – veramente scadente. Le parole di Paolo Villaggio nei confronti degli Angeli del Fango (della serie: troppo facile spalare ora, la colpa del disastro è anche loro) avevano già abbassato il livello della trasmissione. Poi – come già anticipato – è arrivata la sceneggiata del Condirettore de Il Fatto Quotidiano. Cosa è successo? Travaglio ha attaccato l’azione politica a livello locale che ha caratterizzato Genova negli ultimi anni, criticando soprattutto la gestione Burlando. Burlando, presidente della Regione Liguria, risponde chiedendogli cosa avrebbe fatto lui a livello idrogeologico. Risposta: «Mi ha preso per caso per un ingegnere idrogeologico?». E nasce dunque un bel battibecco. Interviene poi uno degli Angeli del Fango, si rivolge a Travaglio e, di nuovo, questi: »«Non devi prendertela con me, ma con chi ha governato la Liguria». Santoro interviene, prova a spiegare al giornalista che nessuno lo sta attaccando. Ma niente, Travaglio si offende, si alza e se ne va. Per approfondire:http://www.corriere.it/spettacoli/14_ottobre_17/lite-diretta-la7-santoro-6b268b66-5582-11e4-af6f-2cb9429035c6.shtml.

Detto questo, al di là del fatto di chi ha ragione e chi no, la puntata di Servizio Pubblico mi ha confermato un pensiero che, fino ad oggi, mi sono sforzato di rifiutare: il Paese si sta sfasciando. Bella scoperta, dirà qualcuno. Sicuramente, lo sfascio economico è sotto gli occhi di tutti, quello sociale anche. Ma ciò che non riusciamo / vogliamo ancora vedere è qualcosa di più grave: l’accentuarsi di una tendenza – tipica nella storia della società italiana – nel trovare il colpevole sempre in un’altra persona, cercando di salvaguardare sé stessi. Nel 2014 abbiamo raggiunto il livello massimo (e forse neanche l’apice, momento in cui teoricamente si sancisce l’inizio della discesa) di tale tendenza, soprattutto grazie a due importanti persone del panorama politico italiano: Beppe Grillo e Matteo Renzi. Il primo ha favorito tali eventi direttamente nella società italiana: il M5S è nato da poco, non potete attaccarlo di responsabilità politiche del passato. Vero, giusto, ovvio, non sarebbe affatto giusto. Chi mai potrebbe affermare il contrario? Ma, nel momento in cui ti criticano il fatto che, al Circo Massimo urli ai quattro venti che i tuoi parlamentari sarebbero andati a spalare quando invece era meglio mantenere il silenzio, mandandoli comunque (o, forse ancora meglio, coinvolgendo solo gli attivisti e lasciare i rappresentanti istituzionali lavorare), e tu fai finta di non capire, allora è tutta un’altra storia. Mi spiego: nessuno attacca il M5S per le responsabilità politiche, bensì la stragrande maggioranza sostiene che ci sono momenti in cui la solidarietà va praticata in silenzio, stop. E allora stai bene a fare copia e incolla di messaggi che rielencano tutti i sindaci di Genova, compresi quasi i governatori dell’epoca della Repubblica Marinara. Però, alla fine si ottiene l’intento: è colpa di chi ha votato PD, di chi ha sostenuto una certa classe politica nell’ultimo mezzo secolo. E’ giusto che ci sia stato un alluvione di tali dimensioni, forse gli elettori ora cambieranno idea. Insomma, cinismo, cinismo, cinismo (basta farsi un giretto sui social networks per accertarsi di ciò). E’ colpa di tutti, però basta che voti M5S e avrai le colpe espiate. Una sorta di protestantesimo grillino. E Renzi? L’attuale presidente del Consiglio e Segretario del Partito Democratico è arrivato di recente, però ha già bruciato le tappe (non solo a livello istituzionale!). Anzi, ha un modo di fare più intelligente. C’è una manovra economica che peserà sulle Regioni? Care Regioni, non vi lamentate. Dovete risparmiare! Si abolisce l’art.18 e i sindacati si oppongono? Cari sindacati, fino ad ora avete detto sempre no! I dati economici sono tutti negativi? Basta con i gufi! Insomma: io ci provo, però altre istituzioni mi rallentano.

O è colpa degli altri, oppure gli altri intendono mettere ostacoli. Ma, fino a che punto potrà reggere questa situazione? Non rischiamo di arrivare (definitivamente) al punto in cui ognuno di noi, pensando per sé, attaccherà l’altro di ostacolarlo o di averlo danneggiato? Capiterà forse un giorno che «l’altro», anziché ignorare le accuse o rispondere pacatamente, deciderà di alzare i toni, di usare le mani o peggio? Pensiamoci: si comincia sempre con 1. Poi si fa 2, 4, 8… insomma, uno sviluppo esponenziale si crea, quando si sottovaluta la situazione.

Ecco, la politica in qualcosa sta riuscendo: nello sfasciare una comunità di popolo.

P.S.: e chi se la prende con gli immigrati? E Silvio Berlusconi? E altri ancora? Ho deciso di non parlarne per un motivo: di articoli in tal senso ce ne sono già tantissimi.

Fonte: http://elnuevodia.altervista.org/ci-stiamo-sfasciando-gli-uni-contro-gli/

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IL PARTITO UNICO E LE SUE STAMPELLE


Ormai è anacronistico dire PD, o FI o SC… bisogna infatti parlare del partito unico PDNCDSCFI con l’aggiunta delle sue due stampelle del Gruppo Misto e di SEL, che, come abbiamo avuto modo di vedere, quando ci si mettono d’impegno sono molto utili come salvagente per il governo di Renzi. Per quanto riguarda Orellana, si tratta di un tale che è entrato nel Movimento 5 Stelle, grazie al quale è riuscito ad avere accesso in parlamento, e che ne è uscito perchè ha cambiato idea strada facendo? Cosa della quale personalmente dubito assai, oppure ha invece avuto sempre in mente sin dal principio di sfruttare il 5 Stelle per diventare senatore del parlamento italiano e poi defilarsi dal Movimento, nel momento che gli sembrava più opportuno, per passare prima al Gruppo Misto e tentare in seguito il colpaccio di riuscire a farsi adottare da uno qualsiasi dei segmenti del partito unico su citato? Propendo per questa seconda ipotesi che mi sembra molto più verosimile. Chi infatti ha partecipato attivamente alla campagna elettorale del Movimento 5 Stelle come candidato al parlamento, non può dopo venire a raccontare che non sapeva quale sarebbe stata la politica che intendeva portare avanti il Movimento , e tanto meno può scandalizzarsi per i discorsi urlati e dissacranti di Beppe Grillo verso i partiti e i politici della casta, dopo essersi spellato le mani in applausi per il comico genovese quando gli ha fatto comodo e cioè quando stava nel palco assieme a lui, durante il comizio che serviva appunto a procacciare i voti necessari per farlo diventare parlamentare. Secondo me sia Orellana sia tutti coloro che si sono defilati dal Movimento 5 Stelle per transitare nel Gruppo Misto sono partiti, già da prima di venire eletti, con l’idea di giocare molto sporco nei confronti degli elettori pentastellati e pertanto non meritano nessuna considerazione e nessun rispetto.

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LA FAVOLA NEOLIBERISTA


Il neoliberismo, che io preferisco chiamare col suo vero nome di neofascismo politico e finanziario, tanto caro ai banchieri di Wall Street e ai politici americani, siano essi i repubblicani o i finti democratici, e da cui discende la famosa teoria la quale sostiene che se un individuo è indigente, non ha un lavoro, o magari lo ha, ma questo gli basta a malapena per sopravvivere se non si ammala, diversamente non avrebbe certo denaro a sufficienza per potersi anche curare, la colpa è soltanto sua perchè o non lavora abbastanza oppure perchè non si ingegna a sufficienza per poter diventare ricco o benestante, teoria messa però davvero in pratica in America e che ha portato più di un terzo della sua popolazione senza cure mediche perchè non può permettersi un’assicurazione sanitaria privata, e che quindi non descrive affatto casi sporadici e isolati come, politici a parte, anche una certa stampa filo neoliberista ha sempre voluto lasciare ad intendere, è sbarcato da un bel pezzo anche qui in Europa e ha condizionato tutti i trattati UE e la stessa costituzione europea, tanto che alcuni paesi membri dell’UE non l’hanno voluta firmare. Tra questi paesi naturalmente non c’è l’Italia, che invece firma sempre tutto, anche quello che poi risulterà contrario ai suoi interessi nazionali, perchè questi vengono da sempre confusi con gli interessi delle lobby affaristiche e politiche che detengono il potere in Italia e che si interessano poco o niente delle politiche di lavoro, dello stato sociale e del benessere collettivo. Tutto ciò spiega perchè stiamo andando sempre più verso il default. Intendiamoci bene, se questo sta accadendo, non tutte le colpe sono da attribuirsi ai soli trattati UE: Come è noto, abbiamo la classe dirigente ( politica, bancaria e mega imprenditoriale ) più corrotta dell’intero emisfero occidentale, ma la cosa peggiore è che milioni di italiani, cosiddetti moderati, sembrano non rendersene conto e continuano imperterriti ad affidarsi passivamente a suddetta classe dirigente.

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IL M5S E L’ALLUVIONE ETICO


«Noi andiamo a spalare, voi che fate?»; «i nostri parlamentari sono a Genova, invece Renzi?». Lo scrissi già qualche mese fa (http://elnuevodia.altervista.org/m5s-unetica/?doing_wp_cron=1413289183.9174230098724365234375 ): con ilMovimento 5 Stelle l’etica è morta più di quanto ci fosse riuscito un Silvio Berlusconi negli anni del suo apice politico. Perchè? Perchè dal Movimento grillino, per il solo fatto di essere una novità assoluta nel panorama politico nazionale, ci si aspettavano comportamenti diversi, modi di fare “consoni” al ruolo istituzionale che molti di loro tra sindaci, consiglieri, parlamentari etc. si apprestavano ad occupare in questi ultimissimi anni. Invece no, figli del «vaffanculo!»erano e figli del «vaffanculo!» sono rimasti. Puoi anche disconoscere tuo padre o tua madre, ma comunque parte dei loro geni sarai destinato ad averli a vita.

E Mirandola era diventata già un avvisaglia:

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In questi giorni in cui Genova di tutto avrebbe bisogno tranne che di «appropriazioni indebite», Beppe Grillo, dall’alto del palco del Circo Massimo di Roma, non ha altro da dire (o meglio, da urlare) che i parlamentari del M5S andranno a spalare la città dai detriti. Bene, bellissima cosa, un gesto nobile. O meglio, un gesto che poteva essere nobile e che, comunicato in questo modo, è diventato più povero della persona più disgraziata di questo mondo. Paradosso (forse): a Genova non serve disordine, bensì ordine. Nel senso: i partiti che hanno rappresentanti in Parlamento pensassero a sbloccare fondi e lavori di recupero idrogeologico del territorio; le persone (militanti di partito, membri di sindacati, persone spinte dall’altruismo e via dicendo) pensassero a dare un contributo minimo per riportare la città ad una condizione di dignità, ad una situazione degna di quella che in passato fu una gloriosa Repubblica marinara. Perchè Genova, e più in generale la solidarietà, sono patrimonio dell’essere umano, non di un simbolo partitico.

In pillole: contribuire, ma in silenzio, al massimo con riserbo. Come gli «Angeli del fango» insegnano.

Fonte: http://elnuevodia.altervista.org/m5s-lalluvione-etico/

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A colloquio con una donna maltrattata


dommaAlcuni anni fa per Radio Radicale, per la precisione  per il convegno AMORE CIVILE, ho intervistato ( con una certa fatica ) una donna  che subiva violenza dal marito,per un video che posto qui sotto.

Video finito poi alla Camera dei deputati come  gli atti del convegno.

Convegno amore civile : “Conferenza per una riforma globale del diritto di famiglia, per il riconoscimento delle nuove famiglie e la regolamentazione delle diverse forme di relazioni affettive. Una nuova prospettiva culturale incentrata sul concetto di “amore civile”.

Amore civile significa mettere al centro non la forma, ma la qualità delle relazioni affettive. Amore civile è l’antidoto all’amore fatale come passione travolgente assoluta incapace di risconoscere l’autonomia dell’altro. Amore civile è convivenza basata sui criteri della democrazia, del rispetto e del dialogo. Amore civile è anche accoglienza delle diversità, riconoscere che oggi la famiglia è composta da tante “diverse normalità”, e che in questo è rintracciabile la sua vitalità e ricchezza. Significa rivendicare che amore non è sinonimo di riproduzione, e che la civiltà dell’amore richiede sforzo, consapevolezza e anche aiuto, non il baratto di tutele in cambio di imposizioni di una morale di stato.”

Ricordo che ci son voluti alcuni mesi per convincerla, anzi convincerle.. all’inizio erano più di una…

Alla fine solo lei…. Maria ( none convenzionale ).

Si stabilì un luogo neutro….niente immagini e la distorsione della voce….

E finalmente ci riuscimmo, il risultato qui  sotto.. al minuto 7,50 la mia intervista a  lei.

Riflessione….ricordo che per lei  fu una specie   di catarsi, di liberazione,poter urlare  anche in modo anonimo la sua rabbia contro l’uomo che la minacciava anche di morte, sicuramente l’aiutò ad avere più fiducia.. più coragggio.

Poca cosa, sicuramente non la soluzione del problema..ma per risolvere il problema non ci sono nè giornate,nè manifestazionei,nè cortei.. ma di questo ne riparlerò esponendo la mia tesi .

Ah il destino è stato gentile con lei…. l’uomo è morto….

farnca corradini

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L’ENNESIMA ALLUVIONE


Oggi Genova è di nuovo in ginocchio per un’ alluvione, ma secondo gli opinionisti legati al carrozzone PD-NCD-SC-FI, la colpa non sarebbe nè del sindaco PD di Genova, nè della regione Liguria, nè del governo di Roma, i quali, tra l’alluvione passata e quella odierna non hanno speso neanche un centesimo per la messa in sicurezza di quel territorio, ma di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle che ieri hanno attirato a Roma, nel Circo Massimo, migliaia di giovani per il loro comizio, che sarebbero invece dovuti andare a Genova a dare una mano ai soccorritori. Tutto questo come se in passato, quando ci sono state delle calamità analoghe, avvenute in tutte le parti d’Italia, in concomitanza con la festa dell’Unità o di comizi del segretario PD, Zucconi e gli altri opinionisti intelligentoni legati al carrozzone della casta, si fossero mai preoccupati di dire al segretario PD e agli altri politici piddini, di rinunciare alla festa o ai comizi e di mobilitare invece i giovani per andare a soccorrere gli alluvionati o i terremotati. E si, perchè quest’obbligo ce l’ha soltanto Beppe Grillo, che ha pure la sfera di cristallo e che quindi sapeva che nella sua città ci sarebbe stata un’alluvione proprio quando lui doveva andare a Roma a parlare nel Circo Massimo.

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I GARANTI DEL NEOFASCISMO IN ITALIA


La sinistra italiana si è praticamente smobilitata con la morte del vecchio PCI per colpa di coloro che, a cominciare da Achille Occhetto, hanno voluto smantellare il partito comunista ben sapendo di fare così un grande regalo alla destra emergente che, con Silvio Berlusconi in testa, stava iniziando a prendere in mano le redini del paese senza avere quindi nessuna vera opposizione a contrastarla. Giorgio Napolitano, Massimo D’Alema, Pier Luigi Bersani, Walter Veltroni, Anna Finocchiaro, Piero Fassino, ecc.. i quali si definivano, alcuni, comunisti ” miglioristi “, e altri, comunisti “progressisti ” o qualcosa di simile, tutti aperti al dialogo con quegli ex democristiani che facevano capo a Romano Prodi e a Rosy Bindi, con la Confindustria e con le banche d’affari private, sapevano benissimo di stare consegnando il proprio elettorato nelle mani delle lobby neoliberiste e di quelle clericali che cooperavano con la P2 di Licio Gelli, la quale aveva già trovato in Silvio Berlusconi il proprio sostituto a Bettino Craxi, ormai travolto dagli scandali e costretto a rifugiarsi in Tunisia. Giorgio Napolitano, che fu anche amico di Bettino Craxi e di Henry Kissinger ( il profeta e il finanziatore del golpe militare del generale Pinochet contro il socialista Allende in Cile, nel 1973 ) è amico di Silvio Berlusconi dai tempi della rivista ” Il Moderno “, che era di proprietà dello stesso Berlusconi e del mafio-imprenditore Salvatore Ligresti, indagato e arrestato ai tempi di ” Mani Pulite “. Nella rivista ” Il Moderno ” Giorgio Napolitano tesseva, appunto, le lodi dell’ allora emergente imprenditore Silvio Berlusconi, nonostante Napolitano all’epoca fosse ancora un parlamentare del PCI. Sui rapporti tra la nascente Forza Italia di Silvio Berlusconi e la Mafia , indagò persino il magistrato Paolo Borsellino, poi assassinato a Palermo nel 1992. Pertanto chi, oggi, meglio di Giorgio Napolitano e del giovane rampollo democristiano Matteo Renzi, con l’appoggio esterno del pregiudicato Berlusconi Silvio, potrebbe garantire qui in Italia il neofascismo politico ed economico che avanza in tutto il pianeta?

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Poche parole per Malala


Ha 17 anni, ne aveva 12 quando cominciò a battersi per il diritto all’istruzione dei bambini affrontando i talebani. Oggi, Malala Yousafzay ha ricevuto il Nobel per la Pace.

A tal proposito, occorre ricordare le parole di Sandro Pertini: «I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo. È con questo animo quindi, giovani, che mi rivolgo a voi: non armate la vostra mano. Armate il vostro animo»

e di Enrico Berlinguer: “Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia”.

Ecco, Malala Yousafzai è un grandissimo esempio di come, noi giovani, il mondo – se vogliamo – possiamo veramente cambiarlo.

Fonte: http://elnuevodia.altervista.org/poche-parole-per-malala/?doing_wp_cron=1412944310.4351689815521240234375 

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GLI INCANTATORI DI ALLODOLE


Chi è Pippo Civati? E’ uno dei tanti specchietti per allodole del PD, cioè uno di quei finti dissidenti che servono al PD per tenere legati al proprio carrozzone quegli elettori che dissentono dalla politica del segretario, e impedire così che si rivolgano altrove. In passato sono stati specchietti per le allodole: Ignazio Marino, Debora Serracchiani, Stefano Fassina….. Tutta gente ormai da tempo rientrata nei ranghi, ma che per un certo periodo avevano illuso molti elettori di essere pronti anche a staccarsi dal partito pur di dare una svolta democratica e di sinistra alla politica italiana, cosa che però non hanno mai fatto. Adesso è arrivato il turno del giovane Civati, il quale protesta, dissente, contesta, minaccia, ma poi finisce al massimo per astenersi dal voto oppure per votare si a favore della fiducia al governo e al segretario del suo partito, ma con spirito molto critico e soltanto per un alto senso di responsabilità. Proprio come dicevano e facevano Ignazio Marino e gli altri compari, e così le ” allodole ” continuarono a votare PD. Mi scuso con le allodole per averle paragonate agli elettori del PD.

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L’EX DELFINO DEL PREGIUDICATO BERLUSCA


Angelino Alfano cerca di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica sulle bagarre all’interno del governo e soprattutto all’interno del PD, relative all’art 18, con la questione dei matrimoni fra gay, sia per recuperare un po’ di spazio mediatico personale e far vedere che anche lui conta qualcosa, sia perchè sa che la questione dei diritti dei lavoratori è davvero troppo spinosa e teme che possa avvenire una spaccatura irreversibile all’interno del PD, il quale sta perdendo tesserati a tutto spiano. La popolarità e la credibilità di Renzi, che è comunque riuscito a creare una divisione tra CGL e FIOM da un lato e CISL e UIL dall’altro, che non sembrerebbero per niente intenzionate a scendere in piazza con CGL e FIOM il 25 Ottobre, ha subito un notevole crollo e Alfano teme, come del resto tutto il governo, che la sinistra del PD stavolta non si limiti a manifestare la propria contrarietà alla politica di Renzi soltanto a parole. Il che significa che la posizione del governo, di cui fa, appunto, parte anche lui, sarà tutt’ altro che solida. Personalmente ho scarsissima fiducia nell’opposizione interna del PD, comunque vedremo se almeno Civati farà qualcosa di diverso delle solite chiacchiere, alle quali ci siamo peraltro ormai assuefatti da tempo, e che stavolta voti contro la fiducia al governo e non si astenga dal voto ( o addirittura voti a favore della fiducia ), come ha fatto finora, per evitare una frattura nel suo partito e, conseguentemente, la sua fuoriuscita dal PD. Come son contento che esista il Movimento 5 Stelle! Grazie Beppe e grazie Gianroberto! Mi avete dato la possibilità di esercitare il mio diritto al voto: infatti se non ci foste stati voi oggi non saprei davvero per chi votare!

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