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La (strana) evoluzione della Lega Nord


La Lega Nord nacque come partito regionalista, radicato nel territorio e volto a far valere le istanze del Nord. Fu una fusione di vari movimenti regionalisti che trovò la sua sintesi nel suo storico leaderUmberto Bossi. Nacque come partito pronto a combattere lo spreco e la malapolitica. Giusto per dirne una: l’epoca di Tangentopoli. L’inchiesta «Mani Pulite»portò all’arresto di tanti esponenti di tutti i partiti tranne la Lega che, almeno fino ad un certo punto, potè permettersi il«lusso» di vantarsi di essere l’unica formazione politica pulita, senza condannati. Soprattutto, basti pensare alla caduta del primo governo Berlusconi («il mafiosone di Arcore», dirà qualcuno). Nel tempo però, si svilupperà la vera natura della Lega. Il partito di Bossi più volte dimostrerà di disprezzare il tricolore e qualsiasi altro simbolo ufficiale dell’Italia («con il tricolore mi ci pulisco il ****, dirà sempre quel “qualcuno”), di vedere il Sud (dal Lazio alla Sicilia, ndr) come «confine» dell’Italia nella migliore delle ipotesi (perchè poi ci sono le espressioni del tipo«Napoli è una fogna», come disse tempo fa un noto parlamentare “padano”). E poi: secessione, il sogno della grande Padania, figlia di una stirpe celtica benedetta dall’acqua del dio Po. Insomma, la Lega Nord si era modellata come partito basato su un mix di concretezza (“legalità”, parola che detta oggi fa ridere; “gli interessi del Nord” etc.), utopia (secessione, Stato padano, popolo discendente da una stirpe celtica, dio Po), razzismo e integralismo (Nord contro Sud, avversità verso persone con carnagione diversa da quella italiana, respingimenti etc.).

Oggi stiamo vedendo una evoluzione della Lega Nord. Se ci fate caso, alle ultime elezioni europee, gli unici partiti che sono cresciuti in modo significativo sono stati: Lega Nord e Partito Democratico. Il motivo, dal mio punto di vista, è il cambio di classe dirigente nel loro interno (nel PD l’affermarsi di Renzi, nella Lega Nord è esploso l’astro di Salvini). E quando una forza politica cresce, evidentemente la strada intrapresa è quella giusta. Dunque, perchè fermarsi? Così, Matteo Salvini ha continuato sulla sua nuova strada: non più solo il Nord come campo di battaglia politica, ma anche il Sud («perchè mangiare le arance marocchine quando ci sono quelle di Sicilia?», dirà sul suo profilo).

Dunque, ecco nascere una futuribile forza politica leghista a Sud. E poi: la battaglia contro le persone aventi un colore di pelle diversa. Dal razzismo vero e proprio, alrazzismo – differentismo: gli immigrati non devono venire in Italia perchè ci rubano il lavoro, vengono ospitati in centri a 33,45, 54 etc. euro al giorno… E poi delinquono, mentre gli italiani sono tutte brave persone. Dunque, non cacciamoli come faceva Maroni, facciamo una cosa diversa: respingiamoli ed aiutiamoli a casa loro. Premesso che è un progetto molto semplice, visto che si tratta di dare soldi a stranieri (!!!!) che vivono in condizioni economiche disperatissime, spesso sotto regimi che violano quotidianamente i diritti umani fondamentali, la domanda che bisogna porci è: ma che cosa sta diventando la Lega Nord? Per tutta risposta, mi verrebbe da dire: non è più un partito regionalista, bensì elettorale. Subito una piccola parentesi: parlerò in termini di scienza politica, consapevole del fatto che – pur avendoci fatto un esame – la mia è un’opinione, un tentativo di dare una spiegazione. In poche parole: non intendo affatto paragonarmi agli esperti del settore. Chiusa tale parentesi, torniamo alla questione. Il partito elettorale è un tipo di formazione politica che, piuttosto che basarsi su una ideologia o su, comunque, un determinato tipo di valori, cerca di raccogliere voti assecondando gli umori delle persone. Così, ci sarà il periodo in cui si sarà contrari ai matrimoni gay, ma poi arriverà il momento in cui si capirà che la maggioranza degli italiani è favorevole. Ergo: anche io sarò d’accordo a che gli omosessuali contraggano matrimonio. Fino ad oggi, l’unico vero partito elettorale è stato Forza Italia. Ora, Salvini ci prova con la Lega Nord. D’altronde, basta vedere la manifestazione del 18 ottobre 2014 a Piazza Duomo: il«nuovo corso» si mescola al «vecchio». Ma questa amalgama non sembra riuscire perfettamente. In effetti, al di là della vicinanza «fisica» che può esserci tra due striscioni con su scritto: Prima gli Italiani! / Italia merda! Secessione!, come si potranno mai accomunare due pensieri così divergenti? Per carità, già nel 1994 la Lega Nord si alleò conAlleanza Nazionale, due opposti in fatto di “senso dell’unità nazionale”. Ma ora qui si sta chiedendo uno sforzo gigantesco: trasformare LN in un partito elettorale, che vede il Sud come parte dell’Italia, che vede gli immigrati in una visione razzista – differentista, che li vede come persone da aiutare a casa loro e – contemporaneamente – criticare azioni di esportazione della democrazia (che sarebbe comunque un aiuto a casa di altri), del tipo guerra in Iraq ed Afghanistan.

Insomma, c’è un bel po’ di confusione.

P.S: la fase del “Trota” è evoluzione oppure… ?

Fonte: http://elnuevodia.altervista.org/strana-evoluzione-lega-nord/

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SERVIZIO PUBBLICO PERDE MARCO TRAVAGLIO ?


Chi ricorda la trasmissione di Servizio Pubblico nella quale fu invitato Silvio Berlusconi, ricorderà anche come Santoro assistette passivamente allo show del cosiddetto Cavaliere, che si esibì mostrando una decina di fogli che secondo lui dovevano dimostrare che Marco Travaglio era in realtà un criminale incallito che tramava da sempre, con le sue presunte calunnie, contro un onestuomo come lui. Berlusconi arrivò persino a spolverare la sedia dove stava Travaglio prima di sedercisi lui a sua volta. In realtà, in un paese di un livello culturale appena normale, quella sceneggiata si sarebbe ritorta tutta contro Berlusconi e la maggior parte dei telespettatori avrebbero valutato il Cavaliere una volta di più per quel pagliaccio che è sempre stato e che sempre sarà, ma, in un paese sottoculturato quale è l’Italia, l’espediente di Berlusconi ha invece avuto successo al punto che gli ha consentito di recuperare parecchi e importanti punti nei sondaggi pre elettorali. Naturalmente l’ignavia di Santoro nei suoi confronti è stata determinante in questo successo. Il quale Santoro, era evidente come fosse molto più interessato a portare alle stelle l’audience della sua trasmissione che non a fare in modo che il dialogo tra le due parti in causa, e cioè tra Berlusconi e Travaglio, si svolgesse in maniera civile e corretta e pertanto si è guardato bene dallo staccare la spina a Berlusconi quando ha visto che era iniziata la sua squallida esibizione. Ma nell’ultima puntata di Servizio Pubblico, Marco Travaglio, memore del comportamento di Santoro con Berlusconi, stavolta si è rifiutato di stare allo stesso gioco con Claudio Burlando, e così gli ha staccato lui la spina, lasciando il conduttore di Servizio Pubblico praticamente nella merda, come si meritava.

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EBOLA&IPOCRISIA


Qualche giorno fa Gino Strada, il fondatore di Emergency, a proposito della questione Ebola ha fatto una dichiarazione interessante. In pillole, l’Occidente si sta preoccupando più della paura di un eventuale contagio in Europa ed in America, piuttosto che muoversi per sedare l’epidemia che sta mietendo migliaia e migliaia di vittime. In effetti, se uno ci fa un attimo caso, è proprio così. Il caso Ebola sta diventando l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia occidentale: armiamo l’Isis e poi lo combattiamo, garantiamo stabilità al regime di Gheddafi e poi lo combattiamo. Quindi: conosciamo l’ebola dal 1976 ma ce ne preoccupiamo solo ora. Perchè la questione è stata largamente sottovalutata e ci impone ora ad inseguire per risolvere il problema. Sono le conseguenze del benessere: diventiamo ipocriti, pensiamo solo a tutelare il nostro bene a discapito di altri. Ma, allo stesso tempo, sembra che diventiamo più «fessi». Dunque: l’ebola è un virus che, al momento, non conosce un vaccino (se non quello ancora in via sperimentale prodotto da laboratori italiani). Come qualsiasi tipo di malattia, più questa ha tempo per svilupparsi e diffondersi, più largo sarà il suo raggio d’azione. Quindi, in parole povere: più l’ebola avrà tempo per diffondersi, più aumenteranno le possibilità che possa svilupparsi anche dalle nostre parti. Attenzione però: ciò significa che governi ed organi competenti non devono fare assolutamente nulla, cioè si limitano a guardare o, addirittura, ad ignorare il problema. Fortunatamente, pur con tutti i difetti che hanno, i nostri politici si stanno muovendo. Basta notare che, negli USA e in Francia, si sono avviati i controlli della temperatura corporea a persone che utilizzano voli aerei interessanti le zone colpite. Inoltre, il settore sanitario sta svolgendo egregiamente il suo dovere: alcuni pazienti sono guariti, altri sono stati comunque sottoposti a test risultati poi, fortunatamente, negativi. Certo, ci sono stati i casi in cui la contrazione del virus è stata opera anche di insipienza da parte degli addetti ai lavori (medici che non rispettavano affatto i relativi protocolli). Però, l’attenzione è alta. Domanda: cosa c’entra tutto ciò con il termine «fessi»? C’entra tanto per due motivi: 1) non ci accorgiamo che i casi che si registrano in Occidente sono dovuti a contatti ravvicinati da parte delle «vittime» con le località colpite dall’ebola. Si tratta di zone dal sistema sanitario fragile, ove l’isolamento dei malati diventa più complicato. Inoltre, sono località dal clima caldo, favorevole alla diffusione delle malattie; 2) siamo talmente preoccupati che non riusciamo neanche a comprendere le parole nel loro vero significato. Mi spiego meglio: i telegiornali tendono a darci notizie continuamente aggiornate sull’ebola. Intento nobilissimo, per carità. Ma non ci rendiamo conto che, spesso, alcune notizie non dovrebbero essere date, in quanto portano al solo risultato di aumentare l’allarmismo. D’altronde, un conto è dire: «3 casi sospetti di ebola in Spagna» ancor prima che le analisi abbiano dato un risultato; un conto è aspettare tali risultati e poi dire, eventualmente, che un qualche caso d’ebola è stato accertato. Dopotutto, la gatta frettolosa fa i figli ciechi.

Insomma: cerchiamo di cacciare il coraggio, dimostriamo consapevolezza nel fatto che non siamo già morti. E facciamo nostro quanto detto da Gino Strada e con cui, in maniera non diretta, ho aperto questo post.

Fonte:http://elnuevodia.altervista.org/ebolaipocrisia/