IMPARI OPPORTUNITA’ per le DONNE


pari_opportuna5201E’ giunto il momento, per noi donne, di prendere coscienza che le nostre battaglie per conseguire PARI OPPORTUNITA’ in ogni ambito sociale ci stanno rinchiudendo nel RECINTO COMUNE che la societa’ maschilista/patriarcale

Tradizionalmente gli individui vengono divisi in uomini e donne sulla base delle loro differenze biologiche.

Nel sentire comune, infatti, il sesso e il genere costituiscono un tutt’uno.

Gli studi di genere propongono invece una suddivisione, sul piano teorico-concettuale, tra questi due aspetti dell’identità:
– il sesso (sex) costituisce un corredo genetico, un insieme di caratteri biologici, fisici e anatomici che producono un binarismo maschio / femmina.
– il genere (gender) rappresenta una costruzione culturale, la rappresentazione, definizione e incentivazione di comportamenti che rivestono il corredo biologico e danno vita allo status di uomo / donna.

Sesso e genere non costituiscono due dimensioni contrapposte ma interdipendenti: sui caratteri biologici si innesta il processo di produzione delle identità di genere.

Traducono le due dimensioni dell’essere uomo e donna.

Il genere è un prodotto della cultura umana e il frutto di un persistente rinforzo sociale e culturale delle identità: viene creato quotidianamente attraverso una serie di interazioni che tendono a definire le differenze tra uomini e donne. A livello sociale è necessario testimoniare continuamente la propria appartenenza di genere attraverso il comportamento, il linguaggio, il ruolo sociale.

Si parla a questo proposito di ruoli di genere. In sostanza, il genere è un carattere appreso e non innato. Maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa.

Il rapporto tra sesso e genere varia a seconda delle aree geografiche, dei periodi storici, delle culture di appartenenza.

I concetti di maschilità e femminilità sono concetti dinamici che devono essere storicizzati e contestualizzati. Ogni società definisce quali valori additare alle varie identità di genere, in cosa consiste essere uomo o donna. Maschilità e femminilità sono quindi concetti relativi.

La prima formulazione del concetto di genere nell’accezione utilizzata da questo tipo di studi venne formulata dall’antropologa Gayle Rubin nel suo The Traffic in Women (Lo scambio delle donne) del 1975. La studiosa parla di un sex-gender system in cui il dato biologico viene trasformato in un sistema binario asimmetrico in cui il maschile occupa una posizione privilegiata rispetto al femminile, al quale è legato da strette connessioni da cui entrambi ne derivano una reciproca definizione.

Il concetto di identità di genere, in alcune correnti della sociologia sviluppatesi negli Stati Uniti d’America a partire dagli anni settanta del Novecento, viene utilizzato per descrivere il genere in cui una persona si identifica (cioè, se si percepisce uomo, donna, o in qualcosa di diverso da queste due polarità). Secondo i ricercatori, l’identità di genere può avere origini biologiche, tra cui lo sviluppo e i fattori ormonali durante la gestazione, e venire in seguito infuenzata dall’ambiente sociale e culturale in cui nasce il bambino o la bambina, per poi consolidarsi dopo i due anni di età. Non c’è comunque un’età precisa e risulta molto variabile anche l’età in cui potrebbero sorgere eventuali problemi legati all’identità di genere.

La Consigliera di Parità è la figura istituzionale prevista dall’art.16 della legge provinciale 18 giugno 2012, n.13 preposta ad intervenire in modo specifico sulle tematiche delle Pari Opportunità tra uomo e donna legate al mondo del lavoro.

Tale figura svolge funzioni di promozione e controllo sull’attuazione dei principi di uguaglianza di opportunità e non discriminazione per lavoratrici e lavoratori: è un organo di garanzia e vigilanza sul rispetto della legislazioni di parità operante a livello nazionale, regionale e provinciale; promuove azioni positive a favore dell’inserimento e della permanenza delle donne nel mondo del lavoro e ha la possibilità di agire in giudizio contro qualsiasi discriminazione, diretta o indiretta, individuale o collettiva (L. 125/91; d.lgs. 196/2000).

La Consigliera di Parità intraprende ogni utile iniziativa ai fini del rispetto del principio di non discriminazione e della promozione di pari opportunità per donne e uomini nel mondo del lavoro come:
– diffondere la conoscenza e lo scambio di buone prassi e attivare l’informazione e la formazione culturale sulle tematiche delle pari opportunità e sulle varie forme di discriminazione;
– rilevare la situazione di squilibrio di genere nell’accesso al lavoro, nell’ambiente lavorativo e nelle articolazioni professionali, proponendo azioni che ne rimuovano le cause;
– sostenere le politiche attive del lavoro, comprese quelle formative, sotto il profilo della promozione e realizzazione di pari opportunità;
– promuovere i progetti di azioni positive e valutare i dati emersi dai rapporti biennali delle aziende con oltre 100 dipendenti (L.125/91, art. 9);
– promuovere l’attuazione delle politiche di pari opportunità da parte dei soggetti pubblici e privati che operano nel mercato del lavoro;
– collaborare con le direzioni provinciali e regionali del lavoro al fine di individuare procedure efficaci di rilevazione delle violazioni alla normativa in materia di parità, pari opportunità e garanzia contro le discriminazioni, anche mediante la progettazione di appositi pacchetti formativi;
– promuovere la coerenza nella programmazione delle politiche di sviluppo territoriale rispetto agli indirizzi comunitari, nazionali e regionali in materia di pari opportunità;
– collaborare attivamente con gli assessorati al lavoro e con organismi di parità degli enti locali, compresa la Commissione Provinciale per le Pari Opportunità fra uomo e donna di cui è componente.

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Opinone di una Lettrice :” E’ mia convinzione che ORA, subito, noi donne possiamo e dobbiamo CREARE nuove Visioni e Prospettive di una SOCIETA’ che prenda le distanze dalla ripetitivita’ millenaria delle societa’ maschili .

Chiedo IMPARI OPPORTUNITA’ , che significa: MOLTE PIU’ opportunita e molto DIVERSE da quelle che cisono prposte dal mondo del lavor maschile…..”

4 risposte a “IMPARI OPPORTUNITA’ per le DONNE”

  1. Sono concetti che ho affrontato anche io e ho cercato di spiegare. E’ importante parlarne, perché è il primo passo per la comprensione delle questioni in gioco. La strada è lunga, ma il cammino va intrapreso.
    http://simonasforza.wordpress.com/2014/10/24/doing-gender/
    http://simonasforza.wordpress.com/2014/10/12/maschilismo-e-mascolinita/
    http://simonasforza.wordpress.com/2014/10/16/le-strategie-del-dominante/

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  2. ridurre l’identità di genere alla biologia è sbagliato così come ridurre tutto alla cultura: anche la cultura fa parte della nostra natura: se io mi identifico come uomo come la maggioranza di chi è nato maschio, e la maggioranza di chi è nata femmina si identifica come donna non è solo per la nostra cultura nè solo per la nostra biologia.
    Noi siamo natura e cultura e biologia e storia insieme..ed è in questo la nostra libertà. Le identità di genere maschile o femminile possono essere vissute in tanti modi diversi, frequenti o meno frequenti ma sempre legittimi e autentici

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  3. Avatar francacorradini
    francacorradini

    Simona d’accordissimo con te.. ” E’ importante parlarne, perché è il primo passo per la comprensione delle questioni in gioco. La strada è lunga, ma il cammino va intrapreso. “

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  4. Avatar francacorradini
    francacorradini

    Io penso che noi donne smettiamo di “chiedere” pari oppportuntà solo perchè portiamo le mutande rosa.. guadagnamoci le cose per merito..
    non per differenza di genere ( quote rosa … orribili)

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