Italicum: meglio le preferenze o i nominati ?


 italicumVolano gli stracci in casa PD, questa volta sulla nuova legge elettorale denominata Italicum. Dopo aver accolto i giusti aggiustamenti alla prima stesura ( diminuzione della soglia di sbarramento per i partiti non in coalizione dall’ 8% al 3% e innalzamento dal 35% al 40% per avere il premio di maggioranza ), lo scontro questa volta avviene sul discorso preferenze. La minoranza interna accusa la maggioranza di non dare voce ai cittadini mentre la parte renziana risponde che anche Bersani si era espresso a suo tempo contro le preferenze. E’ questa un’ accusa che non sta’ in piedi, in quanto si vuole deliberatamente tacere sul fatto che prima si votava con un’altra legge, il Porcellum, bocciato dalla Consulta. Molto piu’ veritiero e’ invece il prendere atto che Berlusconi abbia sicuramente preteso qualcosa in cambio nel famoso Patto del Nazareno. Si alzano i toni da ambo le parti, con il Senatore Esposito che parla di espulsione per coloro che non condividono la linea della maggioranza e l’ex Vice- Ministro Fassina che accusa Renzi di essere stato a capo della famosa cordata dei 101 che affossarono Prodi. Il Segretario – Premier, bravo dal punto di vista dialettico e negli slogan, si dimostra invece inadeguato nel gestire questa fibrillazione interna. Anche certe sue affermazioni del tipo ‘’ ascoltiamo tutti ma non arretriamo di un centimetro ‘’, ( che in romanesco si potrebbe tradurre in un ‘’ Dite quer che volete, tanto famo come ce pare ‘’) non portano certo a rasserenare gli animi. Mentre gli organi di informazione sguazzano su questa polemica interna, inizia come al solito un tifo da stadio tra chi vuole le preferenze e chi no. Il Partito non ci fa comunque una bella figura e da’ una brutta immagine di se’. Tanti elettori, che votano ma non seguono attivamente la politica, rimangono perplessi e non riescono a capire cosa sia la migliore ( o anche la meno peggio ) delle due scelte. Come sempre siamo soliti fare noi del Malpaese, cerchiamo di analizzare la questione, mettendoci super-partes e dando il nostro personale parere.

PREFERENZE

PREGI = Gli elettori possono indicare i nomi di chi vogliono eleggere, al di la’ di ogni logica di partito ma solo per una scelta personale. Con le preferenze, il popolo puo’ davvero esercitare la propria sovranita’.

DIFETTI = Abbiamo visto che spesso e volentieri, vi sono personaggi che fanno mercato sulle preferenze. Certi personaggi approdati in Parlamento, come ad esempio Razzi o Scilipoti, senza le preferenze probabilmente mai sarebbero entrati.

NOMINATI

PREGI = Si evita il mercato delle preferenze e vengono indicati i nomi che sono piu’ graditi all’ interno del partito.

DIFETTI = Gli elettori possono votare solo i nomi indicati dal partito, perdendo quindi la propria sovranita’ di scelta.

Dopo questa breve analisi, tanto semplice da apparire quasi semplicistica, cosa si evince ? Semplicemente che non esiste una legge elettorale perfetta. Sia una che l’altra hanno punti di forza e punti di debolezza.

Come si puo’ quindi ovviare a questo problema ? Certamente rendendo i cittadini piu’ consci del loro diritto-dovere di voto ma soprattutto costringendo i partiti tutti a selezionare e a creare una classe dirigente all’altezza, selezionandola sia nella societa’ civile che preparandola al proprio interno . Persone conosciute nei territori, competenti e inattaccabili dal punto di vista etico. Solo in questo modo il problema tra preferenze e nominati smettera’ di porsi.

Gianluca Bellentani

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