Pubblicato in: politica

Mattarella al Colle: analisi e riflessi di una grande vittoria


RENZI PUNTA SU MATTARELLA, IL NOME RICOMPATTA IL PDAlle ore 13,15 di sabato 31 gennaio 2015, alla quarta votazione ( come gia’ anticipato dal Premier Renzi ), con 665 voti ( ne bastavano 505 ), Sergio Mattarella viene eletto dodicesimo Presidente della Repubblica. Palermitano, 74 anni, e’ il fratello di Piersanti, Presidente della Regione Sicilia, ucciso dalla mafia nel 1980. Democristiano, trai fondatori del Partito Democratico, si stacco’ dalla DC quando il partito con Andreotti sterzo’ verso la destra. Personaggio timido e schivo, poco propenso alla luce dei riflettori e alle telecamere ma strenuo difensore della  Costituzione, e’ membro della Consulta. Famoso per essere l’ideatore del Mattarellum, la legge elettorale antecedente al Porcellum.

Questa, piaccia o meno, e’ una vittoria di Renzi, che si dimostra uno stratega politico come pochi. Trova innanzitutto una figura che possa unire anche la minoranza-dem, indicando un nome che, detto alla siciliana, ‘’ un si putiva rifiutari ‘’. Fa convergere su questo nome non solo Scelta Civica ma anche SEL. Il NCD di Alfano, prima minaccia di tornare con l’ex – cavaliere e poi ritorna sui suoi passi, anche solo per mero spirito di sopravvivenza. Perde un pezzo importante come l’ex Ministro Sacconi ma, a dirlo con linguaggio renziano, ‘’ ce ne faremo una ragione ‘’. Forza Italia grida al complotto e al tradimento e Renzi risponde giustamente che l’alleanza e’ sulle riforme ma non certo sui nomi. E’ comunque una sconfitta di Berlusconi ( a cui il solo pensiero di avere come inquilino del Colle un ex giudice provoca l’orticaria) e del suo partito, visto che arrivano anche dei voti dai forzisti. Finisce per sempre anche il Patto del Nazareno ? Non facciamo previsioni di sorta, lo impareremo in futuro. Penoso invece il comportamento del M5S. Prima si fanno i nomi di Bersani e di Prodi nella lista da sottoporre alla rete per le Quirinarie, il ‘’ Gargamella ‘’ e il ‘’ Mortadella che ci ha trascinati nell’ euro ‘’, il tutto per far abboccare la minoranza –dem e che naturalmente non cade nel trappolone. Il tutto al solo scopo di fare saltare il tavolo delle trattative. Quando la rete decide per il nome di Imposimato, eccoli prima attaccare Mattarella per una strana storia sull’ uranio impoverito, poi accusando Renzi di non averli consultati. Verso sera finalmente appare il post di Grillo, che elogia Mattarella e lo indica come un nome di grande autorevolezza, che sapra’ guidare il Paese nei prossimi anni come pochi altri. Ennesima figura barbina dei penta stellati, che dimostrano la loro inconsistenza nel panorama politico- istituzionale  e soprattutto la loro incapacita’ di partecipare alla vita politica, tradendo il mandato affidatogli dai propri elettori. Su Fratelli d’ Italia e la Lega che votano insieme Vittorio Feltri, l’ex direttore di Libero espulso dall’Albo dei Giornalisti, stendiamo un velo pietoso.

Matteo Renzi si dimostra un animale politico come pochi, capace di giocare su piu’ tavoli, alleandosi con chiunque per poi metterlo da parte quando non serve piu’. Il tutto per riuscire a fare quelle riforme che ha in mente, nel modo e nei tempi che egli considera giusti. Il tutto giocando al limite del rischio ( ed eleggere un personaggio come Mattarella, che non si pieghera’ certo al volere del Premier e’ un rischio che il Premier ha certamente messo in conto ). Vedremo cosa accadra’ piu’ avanti, quando il Presidente della Repubblica dovra’ firmare il Jobs Act e la Legge Delega .

Nella standing – ovation per l’operato di Renzi, credo vada inserita anche una lode per l’ ex Segretario Bersani, un galantuomo che per il bene della ‘’ ditta ‘’ ha sempre tenuto come punto fermo l’unita’ del Partito, smorzando con le sue parole e col suo comportamento pacato le voci che davano ogni giorno come imminente una scissione interna.

Concludo con una riflessione per i tanti che , come il sottoscritto, vedono il PD ogni giorno trasformarsi in una nuova ‘’ balena bianca ‘’. Piaccia o meno , siamo un Paese di cdx, in cui la sinistra non ha mai avuto quella forza di convincimento delle masse che la DC ha invece avuto, specialmente in passato. E’ una colpa nostra e solo nostra, che dovrebbe farci riflettere sul perche’, sul come e sul dove abbiamo sbagliato. Quando troveremo una linea condivisa e un Premier all’ altezza, allora forse potremmo avere quella forza che adesso ci manca. Per ora, portiamo avanti le nostre battaglie interne, che non vogliono dire guerra al Segretario ma suggerimenti per migliorare le varie riforme. Non e’ quindi un arrendersi al diventare democristiani ma semplicemente il considerare che probabilmente, con le alternative che vi sono in giro, questa appare la scelta meno dolorosa !!

Gianluca Bellentani

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