Pubblicato in: CRONACA

Bilancio di 16 anni di gestione privata del servizio idrico aretino


depuratori-acqua

Nel 1999 quando la gestione era ancora comunale con 200 mc annui di consumo acqua si pagavano 170 euro annui; tale cifra, rivalutata dell’inflazione, corrisponderebbe oggi a 232 euro. In realtà con le tariffe Nuove Acque lo stesso utente con lo stesso consumo di 200 mc di acqua si troverà a pagare nel 2015 ben 563 euro con un incremento del 150% rispetto all’aumento del costo della vita. E infatti da tanti anni le tariffe aretine sono le più care in Italia. Ma tutto questo non è bastato: nei mesi passati alcuni balzelli hanno ulteriormente aumentato il peso delle bollette (deposito cauzionale, partite pregresse …); e altri balzelli si preannunciano per i prossimi mesi ed anni.

QUALITA’ DEL SERVIZIO E INVESTIMENTI

Nuove Acque parla di fantastici investimenti nel corso di questi 16 anni; ma in realtà nulla di tutto questo si è tradotto in un significativo miglioramento del servizio idrico.

Qualità dell’acqua erogata. L’acqua che proviene dall’invaso di Montedoglio è di buona qualità. Ma Nuove Acque non ha alcun merito poiché essa veniva erogata in Arezzo città già prima del loro avvento (cioè dal febbraio 1999). Nuove Acque aveva il compito di effettuare gli investimenti necessari per portarla nel resto della provincia ma oggi, a distanza di 16 anni, poco è stato fatto.

Depurazione e fognatura. Con una copertura della popolazione del 62% per la depurazione e del 79% per la fognatura Nuove Acque si colloca all’ultimo posto in Toscana per utenti serviti (fonte: Autorità Idrica Toscana).

Investimenti realizzati. Con investimenti realizzati pro-capite nel 2012 pari a 24 euro e nel 2013 pari a 15 euro Nuove Acque si colloca all’ultimo posto in Toscana, che ha una media di 46,1 euro pro-capite, e sotto la media nazionale, che è pari a 22,8 euro (fonte: Autorità Idrica Toscana).

Investimenti programmati per i prossimi anni. Nel periodo 2014-2017 Nuove Acque prevede di investire circa 29 euro pro-capite annui che è molto inferiore alla media regionale, pari a 66 euro, e alla media nazionale che è pari a 32 euro (fonte: Autorità Idrica Toscana).

IL GESTORE

Il gestore Nuove Acque spa è una società mista pubblico-privato (con maggioranza del 54% formalmente pubblica). I privati e il pubblico così si sono ripartiti i compiti:

Al privato: tutto il potere di ordinaria e straordinaria gestione nella società, riscossione di ben 22 milioni di euro circa di consulenze tecniche nel corso dei 25 anni di concessione, riscossione degli  utili di esercizio.

Al pubblico: deliberare gli aumenti delle tariffe al massimo consentito (e anche di più!!!), dare in pegno le proprie azioni alle banche che hanno finanziato il prestito di 65 milioni di euro (con 58 milioni da rimborsare ad oggi), accondiscendere ad ogni richiesta del privato (in ultimo: deposito cauzionale E partite pregresse).

NON RISPETTO DELL’ESITO DEI REFERENDUM DEL 2011

Con il voto favorevole del 96% degli elettori nel 2011 con due referendum abrogativi fu sancito che la gestione del servizio idrico dovesse essere effettuata con modalità totalmente pubbliche e senza applicare nelle bollette la quota del profitto per il gestore (cioè con pareggio di bilancio). Oggi, a distanza di 3 anni e mezzo, il volere della quasi totalità dei cittadini non è stato applicato in alcuna misura. La gestione è rimasta privata e il profitto ha continuato ad essere applicato come se nulla fosse successo. E infatti negli ultimi anni Nuove Acque ha conseguito utili di esercizio record (anno 2011: 3 milioni di euro; anno 2012: 3,6 milioni di euro; anno 2013: 4 milioni di euro). Le istituzioni (governo nazionale e governi locali) e i partiti politici  hanno fatto di tutto per non rispettare la volontà (peraltro praticamente unanime) degli elettori con ciò pregiudicando gravemente il sistema democratico e la loro stessa credibilità.

IL COMITATO ACQUA PUBBLICA

Il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo formalmente costituitosi il 24 agosto 2007, ha svolto la sua attività nel corso di questi anni perseguendo gli obbiettivi stabiliti nel proprio statuto: riportare la gestione del servizio idrico in mani totalmente pubbliche, controllare e contrastare – anche con azioni giudiziarie – le varie illegittimità nell’applicazione delle tariffe da parte del gestore.

Referendum 2011. Con circa 21.000 firme raccolte la provincia di Arezzo si collocò al primo posto assoluto in ambito nazionale per maggior numero di firmatari in proporzione alla popolazione. Poi con il 61% dei votanti (e il 96% dei SI) gli aretini furono nei primi posti nazionali per partecipazione ai referendum. Evidentemente determinante fu l’esperienza diretta subita dalla negativa privatizzazione del servizio idrico.

Azioni presso TAR e Consiglio di Stato. Nel 2010 il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo ha vinto al TAR con sentenza confermata nel 2011 al Consiglio di Stato relativamente a delle tariffe retroattive pari a 800 mila euro che Nuove Acque aveva applicato nelle bollette. Le 800 mila euro sono state poi restituite a tutti gli utenti.

Attualmente sono in corso altri due procedimenti pendenti al TAR della Toscana in attesa di sentenza; con il primo è stato chiesto al TAR che i risibili rimborsi) riconosciuti da Nuove Acque agli utenti, 150 mila euro, vengano portati ai corretti 2,5 milioni di euro (per effetto dell’esito dei referendum e per il periodo del secondo semestre 2011); con il secondo è stato chiesto al TAR di stabilire il rimborso per la depurazione non dovuta per il periodo decennale anziché quinquennale come calcolato da Nuove Acque.

Azioni presso il giudice di pace. Il Comitato ha promosso – con alcuni utenti –  dei ricorsi al giudice di pace. Tutti i ricorsi sono stati vinti e in numerose occasioni il gestore è stato condannato al pagamento delle spese processuali. In particolare sono stati vinti n. 2 ricorsi che hanno ottenuto l’applicazione dell’esito referendario in merito all’abrogazione del profitto dalle bollette e n. 9 ricorsi in merito al rimborso delle quote di depurazione non dovute per 10 anni e non per 5 anni come applicato da Nuove Acque. Purtroppo i ricorsi al giudice di pace – al contrario di quelli al TAR e al Consiglio di Stato – hanno efficacia solo per gli utenti che li promuovono.

Campagne e attività informativa.  Il Comitato Acqua Pubblica nel corso di questi anni ha promosso numerose campagne; di seguito si indicano le principali e quelle più recenti.

Assemblee. Si calcola che sono state effettuate almeno 100 assemblee nel territorio coinvolgendo molte migliaia di cittadini allo scopo di informare e approfondire i temi della gestione dell’acqua.

Punti informativi. Oltre ai numerosissimi banchini volanti nei luoghi più frequentati, negli ultimi anni sono stati attivati dei punti informativi stabili che migliaia di cittadini hanno utilizzato per aderire alle campagne e altro.

Obbedienza civile. Oltre 2.000 utenti hanno aderito alla campagna di obbedienza civile attraverso la quale gli utenti – autonomamente – applicano l’esito referendario e versano l’importo corretto della bolletta deducendosi la percentuale non dovuta (circa il 12%)

Autore:

essere pensante

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