Pubblicato in: CRONACA

Il PD, la Sinistra e la mancanza di un leader


pd spaccatoCerchiamo di essere sinceri, almeno con noi stessi : il PD, da quando Matteo Renzi e’ diventato il Segretario-Premier, ha smesso di essere sia un partito che di sinistra. Ha smesso di essere un partito da quando, al proprio interno, ha spalancato le porte a personaggi a cui, del progetto del partito, nulla importa. Un calderone in cui sono mescolate figure agli antipodi tra loro, personaggi che non hanno mai votato PD e mai lo voterebbero se il Segretario non si chiamasse Matteo Renzi. Con questa teoria del partito liquido, quasi fosse una birra, tanti elettori sono entrati in questo famoso ‘’ partito della Nazione ‘’, un ossimoro in quanto, come dice la parola stessa, per partito si intende una parte di elettorato accomunata dalla stessa ideologia di fondo. Ha smesso di essere di sinistra da quando, sia le scelte fatte sia il modo di farle, sono ormai la fotocopia del progetto di Berlusconi. Chi sostiene il contrario, e’ cieco, in malafede oppure, ed e’ la grande maggioranza, dopo anni di brucianti sconfitte si gode il largo consenso che Renzi attrae. Per chi, come il sottoscritto, ha creduto in questo progetto di unione tra DS e Margherita, questa palese perdita di valori della sinistra fa male e lascia increduli e sgomenti.

Cosa possono fare i componenti di questa minoranza di sx ( e gia’ il fatto di essere una minoranza rende bene l’idea di cosa sia diventato il PD ), per poter cambiare le cose ? Le proposte messe in campo sono diverse : analizziamole insieme, per scoprirne pregi e difetti.

Proposta a ) Cercare di fare iscrivere al PD il maggior numero di persone di sinistra, in modo che le file della minoranza si ingrossino e nelle decisioni si abbia piu’ ascolto..

 Questa proposta mi lascia alquanto dubbioso, in quanto la considero tanto utopistica quanto irrealizzabile. A parte che, visto l’andazzo delle cose,  gia’ si fatica a far tesserare chi e’ stato tesserato da sempre. Poi sinceramente, non vedo per quale strano motivo persone che hanno lasciato i DS dopo l’alleanza con la Margherita, dovrebbero ora correre in soccorso ad una parte del PD. Piu’ facile che si esca con un telegrafico ‘’ Ve lo avevamo detto ‘’ !!

Proposta b) Creare all’ interno del PD delle aree di discussione, una sorta di Leopolde , in cui discutere su temi cari alla sinistra.

Puo’ essere una bella iniziativa e gia’ se ne vedono nascere di questi gruppi di discussione nelle varie citta’ italiane. Esiste comunque un problema di fondo : puo’ esserci nello stesso partito, sotto lo stesso stemma, una parte che e’ in netta antitesi all’ altra ? Non e’ che dai l’ immagine di essere una fronda avversaria ? Poi, almeno per coerenza, visto che abbiamo criticato Renzi quando le organizzava, ora dovremmo fare lo stesso ?

Proposta c) Abbandonare il Partito

Questa idea e’ oggigiorno quella che va’ per la maggiore. Gia’ se ne vedono gli effetti nei vari circoli , sempre piu’ vuoti, dove tanti attivisti hanno smesso la frequentazione in quanto non riconoscendosi piu’ in questa idea di partito. Sono quegli elettori che vanno sotto il nome di ‘’ emorragia silenziosa ‘’, che non rinnovano la tessera in quanto inutile, visto che hai gli stessi diritti di chi non ce l’ha. Sono coloro che non si recano alle urne, in quanto preferiscono il non-voto al turarsi il naso o, ancor peggio, dare fiducia ad altre forze politiche. Questa idea, che probabilmente e’ la piu’ facile da seguire, credo sia quanto di piu’ dannoso possa capitare. Innanzitutto in quanto, al momento, non si vedono porti a cui approdare. In secundis, si farebbe il gioco di Renzi, che non vedrebbe l’ora di scaricare la sinistra – dem, al momento la sola opposizione costruttiva.

Proposta d) La coalizione sociale

Questa proposta fatta da Landini e’ a mio parere la migliore e la piu’ fattibile. Un’ area apartitica in cui le varie forze della sinistra si trovano e si confrontano per elaborare un serio progetto di Governo, con piu’attenzione verso il sociale. Servirebbe non solo per un confronto costruttivo ma anche per prendere tempo, elaborando un nuovo progetto unitario e cercando un vero leader, con le qualita’ oratorie e di persuasione di Renzi ma che porti avanti le idee del Partito e non solo le proprie.

Cosa fare quindi al momento ?

Per chi siede in Parlamento, anche senza essere del PD ma contrario alle idee di Renzi, sarebbe una cosa intelligente evitare questo ostruzionismo ad oltranza che, tra canguri e tagliole, oltre a non portare a nulla rischia di passare per una sorta di impaludamento delle Camere. Fare poche e concrete proposte, cercando anche con altri gruppi di trovare punti di intesa comuni e discuterne approfonditamente in Aula. Per chi invece, come il sottoscritto, e’ sempre stato un attivista, suggerisco non solo di non tesserarsi ( per il motivo scritto sopra ), ma soprattutto evitando di dare quell’ aiuto che si e’ sempre dato in questi anni, gratuitamente e senza alcun fine. Almeno potremmo vedere quanto questi nuovi ‘’ arrivi ‘’ siano davvero legati al Partito. Soprattutto pero’ cerchiamo SEMPRE di esserci nelle varie riunioni e comitati e diciamo la nostra, anche se siamo in netta minoranza. La forza di un Partito sta’ nelle persone che lo compongono e nella varieta’ delle idee, non certo da un codazzo di cacciatori di poltrone e di ipnotizzati dal pifferaio di turno !!

Gianluca Bellentani

Un pensiero riguardo “Il PD, la Sinistra e la mancanza di un leader

  1. La mia proposta è quella di restare rigorosamente nel PD sostenendo in tutti i modi le componenti della minoranza e stimolandole a portare avanti proposte politiche e programmatiche coerenti con il programma della coalizione IBC del 2013, completamente ignorato dal segretario del partito-capo del governo. Della campagna elettorale di due anni fa, Renzi usa il risultato, nel senso che sta seduto sulla maggioranza assoluta alla Camera e sul diritto del PD di esprimere il capo del governo conquistati dal PD. Le componenti di minoranza, invece, devono riprendere il programma del 2013 e sulla base di quel programma opporsi alle scelte del Governo che non sono coerenti e che, addirittura, lo contraddicono clamorosamente. Bisogna che dentro il PD attuale viva anche il PD come sarebbe stato se Cuperlo avesse vinto le primarie di fine 2013, per capirci senza tanti giri di parole. Guai se da parte dell’opinione pubblica il PD fosse identificato come assolutamente omogeneo alle impostazioni e alle scelte di governo che fanno Renzi e i renziani. Il PD deve essere un partito plurale. La minoranza parli e faccia sentire la sua voce. In modi sempre più unitari e forti.

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