Pubblicato in: CRONACA

CAMBIA IL GOVERNO MA LA GRECIA RIMANE ALLE CORDE


Il problema non è neanche stabilire se Tsipras e il suo ministro per l’economia Varoufakis fossero in malafede quando, durante la campagna elettorale di Syriza, parlavano di smammare la Troika da Atene e di mettere alle corde l’UE e la BCE portando avanti in Grecia una politica all’insegna della solidarietà sociale e di largo respiro economico, quindi del tutto in contrasto con gli accordi presi tra i precedenti governi greci e appunto, l’UE e la BCE e con la politica di austerity imposta alla Grecia da questi accordi, perchè in teoria potevano anche non esserlo, ma il risultato pratico ottenuto dai due politici greci dopo i loro incontri col ministro delle finanze tedesco, con la Merkel, con Hollande, con Renzi, con Juncher e con Draghi, che equivale ad uno zero se non proprio assoluto quasi, con la conseguenza che alle corde ci sta sempre la Grecia e non la Troika . Questo conferma le mie remore iniziali sulla loro pretesa di riuscire a convincere i banchieri della BCE e gli altri partner dell’UE a liberare la Grecia dai vincoli dei trattati per il periodo di tempo necessario alla sua ripresa economica. Non si può trattare con questa BCE e con quest’UE, se si vuole restare nell’€ bisogna obbedire ai loro diktat senza discutere, tuttalpiù il massimo che si riesce ad ottenere è una dilazione di qualche mese o qualche prestito che non risolverà certo il problema, ma che alla fine servirà soltanto ad indebitare ancora di più il paese che l’ha ottenuto. Per questo sono fermamente convinto nel ribadire che la Grecia, come anche l’Italia, dovrebbe uscire dall’€ e riappropriarsi della sua sovranità monetaria prima di finire totalmente divorata dalle banche straniere, rimanendo nell’ € e nell’UE.

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