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EXPO2015- VENTI DI GUERRA


010658151 PER ORA NULLA DI GRAVE.. ma sotto sotto, a poche ore dall’inaugurazione, si preparano preoteste di vario genere.

Corteo studenti e antagonisti: striscioni, vernice e fumogeni.

“Striscioni con le scritte “No Expo”, “Expo=mafia”, ma anche “Un altro mondo è possibile” o “Grande evento uguale grande bufala”. Poi lanci di vernice colorata e fumogeni. Studenti e antagonisti hanno sfilato in corteo per le strade di Milano il giorno prima dell’inaugurazione dell’esposizione. Due manifestanti sono saliti sulla struttura di “Expo Gate” e hanno srotolato uno striscione. Poco dopo è stata imbrattata la sede dell’Enel in via Broletto e due grosse scritte con vernice rossa sono state tracciate in piazza Duomo e davanti alla sede di Unicredit in piazza Cordusio.

Momenti di tensione davanti alla sede di Manpower, azienda incaricata della gestione del personale per Expo 2015 e al centro delle polemiche nei giorni scorsi per aver diffuso la notizia che molti under 29 avrebbero rifiutato un contratto da 1500 euro. I manifestanti hanno tirato uova, sassi e vernice contro l’edificio, ma durante l’azione c’è stato uno scontro tra anarchici e rappresentanti dei collettivi. La polizia è intervenuta, ma non ci sono state cariche. “

Alfano: “Diritto manifestare, non rovinare festa”

Expo 2015, nella scuola dei “celerini” 2.0 si preparano le giornate di Milano.

Nettuno, nella scuola dove la polizia si prepara all’esposizione universale.

Per gli 007 potrebbe essere un “nuovo G8 di Genova”, ma con l’addestramento si cerca “di evitare gli errori del passato” (da IL FATTOQUOTIDIANO )

E  pure sventato attentato …..

….a morte l’EXPOO2015 ….VIVA L’EXPOO2015….

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1° MAGGIO 2015 A MILANO : NO EXPO


1-MAGGIO-2015( comunicato stampa cobas)
1° MAGGIO 2015 A MILANO : MAY DAY NO EXPO

Il 1° Maggio, la giornata che celebra la lotta – le battaglie, i sacrifici,il riscatto – dei lavoratori in tutto il mondo (svilita in Italia dalle kermesse musicali di Cgil-Cisl-Uil) quest’anno verrà abusata dall’imposizione dell’EXPO : l’insieme delle realtà anticapitaliste, tra cui la Confederazione Cobas, si danno appuntamento il 1° Maggio a Milano, per demistificare la vetrina del dominio mercantile e per riproporre “un ‘altro mondo possibile”.

Il logo accattivante “ nutrire il pianeta,energia per la vita”, suona come una bestemmia a fronte dello sfruttamento devastante del pianeta , imposto dalle dominanti multinazionali agroalimentari, che sono tra i principali sponsor dell’EXPO, da Nestlè a Coca Cola, Mc Donald’s ,Barilla,Dupont,..

I principali elementi che danno nutrimento all’ecosistema :

– l’ACQUA , è la risorsa più minacciata dai predatori multinazionali che ne pretendono il controllo privato, anche attraverso guerre e mortalità per mancato accesso alla fonte potabile. Gli stands di Israele e Turchia gridano vendetta, perché nascondono e/o travisano agli occhi del mondo l’uso criminale della risorsa acqua : sottratta ai palestinesi dalla feroce occupazione israeliana ; razionata alle popolazioni mesopotamiche dalle decine di dighe che il regime turco sta costruendo lungo il Tigri e l’Eufrate, distruggendo le città dell’origine della civiltà tra cui Hasankjef.

– la TERRA, sempre meno disponibile per l’alimentazione a fronte di cementificazione e agrocombustibili. Resa più sterile dall’agricoltura intensivo-industriale, dalla violenza delle multinazionali sementiere imponenti coltivazioni OGM e cibi standardizzati, che riducono la biodiversità e distruggono l’agricoltura rurale e famigliare. Il modello EXPO è nemico della sovranità alimentare, non c’è niente di “ green” nel monopolio delle multinazionali ! Mentre sono milioni i piccoli contadini ridotti alla fame o al suicidio, con vasti territori desertificati ed emigrazioni di massa: moltiplicate tragedie solo per soddisfare i consumi che ci impongono le Grandi Catene di Distribuzione(Wall Mart,Tesco,Metro,…Esselunga,Coop,Selex) altrettanto artefici del mostruoso disegno fatto di profitti,sprechi e morte.

– l’ ARIA , divenuta malsana a causa dell’intensificarsi dei cicli industriali(anche militari) che contribuiscono notevolmente alle catastrofi climatiche, che sempre più di frequente sconvolgono il pianeta. Da Bophal a Fukushima all’Ilva, la lezione non è servita ! Si continua all’infinito nella gara a chi inquina di più, così che a Parigi (dicembre 2015) , l’ennesima conferenza Onu sul clima “non troverà soluzioni alla scadenza di quella timida del Protocollo di Kyoto”, se non ci saranno forti sollevazioni popolari nel mondo.

– il LAVORO , ridotto quasi esclusivamente a merce malpagata e deprezzabile. Il modello capitalistico è quello della “precarietà del lavoro e dell’esistenza”, dell’usa e getta senza vincoli,diritti,welfare, di cui il Jobs act in Italia è solo un anticipo! Dove le tutele su salute e malattia sono a scapito del lavoratore, per non parlare della vecchiaia, che sarà un inferno mancando pensione e assistenza. Si parla di condizioni attuali pari a l”800 , peggio perché c’è il ritorno al lavoro schiavista nelle campagne, allo sfruttamento spudorato di donne e minori, al lavoro gratuito come dimostrano gli oltre “15000 volontari EXPO”.

DEL DIRITTO ALL’ACQUA, TERRA, CIBO, BENI COMUNI, AMBIENTE, SALUTE,CASA, LAVORO-REDDITO, COOPERAZIONE SOLIDALE,AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI: DI TUTTO QUESTO NON PARLA EXPO !

FAREMO IN MODO CHE SIA INVECE L’ARGOMENTO CENTRALE DEL SEMESTE EXPO!

Relazionandoci con le molteplici resistenze che già connotano il panorama italiano che si oppone : alle “ grandi e devastanti opere + grandi navi”; allo “ sblocca Italia e alla Strategia Energetica Nazionale(gasdotti, rigassificatori,biomasse,geotermia,trivellazioni,); al riarmo-poligoni-basi militari; alle leggi razziste e privatiste sulla casa e “ buona scuola”.

LO DOBBIAMO FARE OLTREMODO PERCHE’ INCOMBE COME UN MACIGNO IL TRATTATO TRANSATLANTICO-TTIP USA /UE , CHE TENTERA’ DI LIQUIDARE LE GARANZIE A DIFESA DEI CITTADINI E DEI LAVORATORI, ELIMINANDO IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE E LE TUTELE A SALVAGUARDIA DELLA SALUTE,DEL CIBO,DELL’AMBIENTE,DEI BENI COMUNI, DEL LAVORO, DELLA SOVRANITA’ POPOLARE.

SAREMO IL 1° MAGGIO A MILANO , TRA COLORO CHE HANNO PROMOSSO LO “ SCIOPERO SOCIALE DEL 14 NOV 2014” , CHE GIA’ IL 12 MAGGIO PREPARANO LO SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA, CHE SONO IN CONFLITTO PERMANENTE CON LE POLITICHE ULTRALIBERISTE DEL GOVERNO RENZI E DELLA TROIKA.

 

 

   

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Italicum: quando il sonno degli elettori produce mostri…


Rai1 - Matteo Renzi ospite a "Porta a Porta"Renzi pone la fiducia sull’ Italicum. E’ uno strappo alla democrazia, al Parlamento, alla Costituzione e al PD. Una prova di forza di cui non c’era certo bisogno, specialmente in questo clima di rabbia e violenza che ammorba il Paese. Che nessuno ora venga a dire che la maggioranza ha sempre ragione in democrazia. Perche’ la fiducia la si pone su ogni legge all’ occorrenza, che sia una buona legge o meno, ma MAI su una Legge Elettorale. Gli unici 2 precedenti che si conoscono, furono la Legge Acerbo sotto il regime e la Legge Truffa del ’53. Una forzatura sicuramente voluta, al di la’ dei numeri necessari. Mi auguro che il maggior numero di Parlamentari del PD votino ugualmente contro questa porcheria. Agli iscritti, chiedo di far sentire all’ interno dei vari circoli la propria voce di dissenso, piu’ sul metodo che sulla legge in questione !!!

Gianluca Bellentani

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Processo Masi: possiamo pensar male dei giudici ?


di Francesca Scoleri

saverio masiCi sono storie che insegnano senza fraintendimento alcuno, quanto sia iniquo il luogo dove i cittadini si rifugiano per chiedere “giustizia”, convinti ( poveri illusi ) che questo sia ancora un Paese dove lo Stato di diritto regna sovrano.
Una storia fra tante, quella del Maresciallo Saverio Masi, qui brevemente raccontata. http://goo.gl/jr36Yc

Un personaggio scomodo che si è permesso di denunciare chi aveva cercato di corromperlo dopo avergli impedito di arrestare Bernardo Provenzano prima e Messina Denaro dopo. Un militare che credeva nella forza dell’arma, un’arma corrotta.

Non potevano lasciare in pace qualcuno che conosceva le trame oscure di un organo dello Stato che faceva e fa tutt’ora gli interessi di chi dovrebbe combattere e annientare. Questo si aspettano i cittadini. Succede invece che ci si trovi di fronte a tante stranezze, assurde coincidenze e situazioni ambigue per cui l’arma ha sempre una buona ragione, a suo dire, per non svolgere il proprio dovere.

E cosi, dove non si arriva con le armi e la morte, si arriva con la legge, mettendo alla sbarra un militare che ha compiuto il suo dovere e sono sufficienti poche false testimonianze per far diventare un consueto gesto come annullare una multa presa durante un’indagine investigativa, un gesto criminale. D’altronde si sa, le indagini, gli investigatori le fanno con le proprie vetture o magari con quelle dell’arma….nei film di Fantozzi sicuramente.
Eppure durante il processo questo è emerso ed è stato provato, e allora perché nessun giudice ha saputo emettere una giusta sentenza ?

Condanna in primo grado, appello e cassazione. Un bel tris di vergogna passata sotto gli occhi di chi si è interessato alla vicenda. Tanti, che da ieri manifestano la propria solidarietà al Maresciallo sul suo profilo Facebook, pochi per quello che questa storia meriterebbe di raccogliere

Non fosse altro perché il Maresciallo Masi e le sue vicende personali rappresentano un tassello importante per ricostruire la storia della Trattativa Stato mafia, quella scandalosa pagina di storia italiana che ancora regge e determina equilibri istituzionali che i cittadini ignorano e, peggio, non dimostrano di voler conoscere.

E una democrazia va a puttane cosi, fra il disinteresse del popolo, la disinformazione degli organi di stampa, la corruzione dei potenti e, peggio, con la condanna degli onesti. Come in questo caso.
Un processo farsa, una serie di impedimenti creati ad hoc per ostacolare la difesa del Maresciallo, il tutto dentro un’aula di giustizia.

Ci vuole coraggio per affrontare tutto questo, ci vuole passione per lo Stato, quella che mosse il Maresciallo, che chiese espressamente di essere inserito nella squadra investigativa che “doveva” trovare i super latitanti. “Doveva” ma non voleva.

Ci vuole il senso del bene comune per rifiutare favori personali, quelli che offrirono al Maresciallo per “distrarsi” dalle indagini che stava portando avanti con tanta tenacia.
Non credo ci sia cosa peggiore per chi rifiuta compromessi morali, del trovarsi sul banco degli imputati prima, e condannato dopo. E magari radiato dall’arma.
No, non c’è nulla di peggio. Ma quello che ci auguriamo noi del Mal Paese, è di vedere ancora voglia di andare avanti in questo onesto servitore dello Stato, che troverà sempre in questo nostro spazio collettivo, un luogo di profonda solidarietà e sostegno.

Come noi la pensa il giornalista del Fatto Quotidiano Giuseppe Lo Bianco  che sul suo profilo Fb scrive : “Rispetto la sentenza della Cassazione, ovviamente, ma non cambia di una virgola l’opinione che ho di Saverio Masi, a cui esprimo la mia più’ convinta solidarietà”
Anche il M5S si è mosso in solidarietà del Maresciallo Saverio Masi; il Senatore Alberto Airola ha infatti presenziato in Cassazione il 24 aprile scorso, data preannunciata come giorno della sentenza, solo che i giudici hanno pensato bene di informare prima i giornalisti di Panorama, che già il 25 aprile, postava sul proprio sito ” Trattativa Stato-mafia: condanna per il maresciallo Masi”. Fatto gravissimo sul quale confidiamo si faccia chiarezza. Parola al quanto sconosciuta “nel Paese delle mezze verità e dei più pericolosi mafiosi” Fabri Fibra – In Italia –

FONTE: PAGINA FB DEDICATA A SAVERIO MASI: https://www.facebook.com/pages/Saverio-Masi-il-coraggio-della-vera-antimafia/1586138031604012?fref=photo

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CARO BEPPE……


Caro Beppe, scusa ma chi te lo fa fare ad andare in giro per l’Italia, a sgolarti e ad incazzarti per cercare di salvare dalla rovina questo popolo di fessi il quale, nonchè non dirti nemmeno grazie, spesso ti insulta e ti calunnia pure? prendi invece esempio dal compagnuccio Fausto che si è fatto d’oro prendendo per i fondelli i suoi elettori e che adesso si gode la sua pensione di politico spassandosela alla grande e fregandosene di tutti.

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IL PROBLEMA DI BASE


In un paese dove già vivono non meno di 8-9 milioni di persone sulla soglia della miseria totale, dove il divario tra ricchi e poveri tende costantemente ad aumentare, e dove il governo in carica non ha la minima idea di cosa fare per rilanciare l’economia nazionale, perchè non soltanto non fa nulla per sostenere le attività industriali, commerciali, e le aziende agricole, già esistenti, nè ha da proporre un piano serio di investimenti per aumentarne il numero, ma, al contrario, grava le poche ancora rimaste di ulteriori tasse e, allo stesso tempo, non fa niente di niente per venire incontro alle esigenze di coloro che oggi si trovano in gravi difficoltà finanziare proprio a causa di scelte economiche sbagliate, e di una totale mancanza di criterio nel gestire il danaro pubblico, da parte di questa stessa classe politica che da decenni governa in Italia, è abbastanza comprensibile che l’arrivo di altri poveri dall’estero crei momenti di tensione, e paure a volte anche esagerate, soprattutto tra quegli italiani che si sentono totalmente abbandonati a se stessi sia dal proprio stato che dal resto dell’Europa. Ora pur non tenendo nella minima considerazione coloro che, come Matteo Salvini, speculano su queste paure per fini meramente elettorali, il problema dell’accoglimento dei profughi che arrivano coi barconi è comunque piuttosto serio, soprattutto perchè a capo del nostro attuale governo c’è un tal Matteo Renzi che si diletta a far politica, il quale va si in giro per l’Europa e per l’America a ricevere pacche sulle spalle da tutti, ma, al lato pratico, non conclude niente di utile e di concreto per questo paese, perchè in realtà non avrebbe neanche la competenza necessaria a poter gestire un piccolo chiosco di frutta e verdura, figuriamoci quindi una nazione di 60 milioni di abitanti e un problema di portata mondiale come quello rappresentato dall’esodo e dall’accoglimento dei profughi. Il problema di base che dobbiamo pertanto risolvere, se vogliamo davvero trovare una soluzione anche agli altri, è innanzitutto quello di liberarci dei pagliacci della politica come Renzi ( Berlusconi, Alfano, Fini, Bossi, Salvini, Meloni, La Russa, Gentiloni, Letta zio, Letta nipote, Monti, Bersani, D’Alema, Napolitano, Brunetta, Prodi, Vendola, Bertinotti…. ) che sono l’espressione di un consociativismo di poteri mafio-massonico-clericali interni, al servizio della massoneria internazionale che controlla la BCE e l’UE.

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Il mio 25 aprile


imagesHo trascorso come tanti del resto innumerevoli feste della liberazione.

Nel tempo questa festa era diventata una cosa di routine ed a parte pochi momenti di commozione verso i diretti protagonisti poi il tempo scorreva come per una festa di primavera .

Ora no.

Ora è diverso, anzi è già un po’ di tempo che risale in tanti , non molti purtroppo, l’esigenza di testimoniare anche formalmente e solennemente  la voglia di resistere .

Non ho intenzione di inseguire le polemiche dovute alle recenti strumentalizzazioni del populista e della sua accolita di novelli democratici che vorrebbero saltare in extremis , per poi normalizzarlo, sul carro del 25 aprile per annacquare tutto.

Se ne stiano a casa loro e continuino la passerella elettorale sui corpi .

Dico questo perché il 25 APRILE non e’ la festa di tutti.

Bando alle tristezze dei miserabili e provo a scrivere i miei appunti sul 25 aprile.

Il mio 25 aprile me lo ricordo

…con le  parole di Pier Paolo Pasolini nella celeberrima arringa contro i potenti stragisti del tempo nell’articolo intitolato Cos’è questo golpe? Io so… sul  Corriere della Sera, 14 novembre 1974 .

Il poeta li’ fece domande retoriche tutt’ora rimaste tali nonostante che chi voglia capire ci sia perfettamente riuscito e sappia bene come è andata , cos’e’ stata la strategia della tensione , chi abbia guadagnato definitivamente il potere su quei corpi straziati dalle loro bombe nelle piazze e nei treni , gli effetti deleteri nel medio e nel lungo periodo e specialmente chi sono e perché oggi sono al potere  gli odierni beneficiari

….ed ancora lo ricordo con la faccia e le sembianze di Paride Batini –  nobile cavallo ed operaio integerrimo, vissuto e morto senza una lira , nonostante una incredibile inchiesta che vorrebbe negarlo , sempre a testa alta con l’enorme dignità ed orgoglio delle persone oneste.

E’ stato lo storico capo dei portuali di Genova, apprezzato da tutti per la sua combattività ed onestà di intenti e di vita.

…certo anche con le parole determinate del Presidente della Repubblica che stanco delle continue incursioni populiste ed anticostituzionali del premier, per una volta anticipa tutti e fà una bella lezione a fascisti e revisionisti: la lotta partigiana non si diffama e “piaccia o no i partigiani hanno avuto un ruolo determinante per la liberazione e per l’odierna democrazia”.

…con la voce del sindaco di Parigi Delanoe giustamente scandalizzato dai festeggiamenti con croci uncinate e saluti romani dell’entourage dell’ex sindaco di Roma, Alemanno : non pensava piu’ nel 2009 al centro dell’Europa di dover vedere e sentire tali schifezze

…coi  volti sconosciuti e disperati delle migliaia di persone che perdono il lavoro a 50 anni e che cercano di gestire il tutto con dignità, ma anche di quelle decine che non ce la fanno e si suicidano, come delle centinaia che muoiono nel cantieri   grazie alla tolleranza mille dei governi verso i palazzinari ed i subappalti col massimo ribasso

…..con la fisionomia della bicicletta , si’ proprio la bicicletta , meraviglioso strumento di spasso  ecologico e di democrazia ed , in altri tempi, di sovversione . Dalla repressione di Bava Beccaris ( * ) contro i nascenti operai socialisti di fine secolo scorso, alla nascita dei ciclisti rossi della Imola anarchica , all’associazionismo sportivo e poi resistente dei seicento formidabili giorni della  Resistenza , quando diventava di volta in volta mezzo per colpire e fuggire, trasportare ordigni, documenti (come quelli nella canna della bici di Gino Bartali), stampa clandestina, rapporti e ordini tra le brigate partigiane, coordinare scioperi o agitazioni.

piero-calamandrei…con le parole tremendamente attuali di Pietro Calamandrei uno dei Padri della Patria La Costituzione è un testamento, un testamento di 100mila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.

..ed infine con la immagine rimastami dentro dei  miei amici e colleghi che non ci sono piu’ e che hanno lottato in questa vita per la giustizia senza mai abusare del potere che le leggi ed il popolo han loro attribuito come funzione e non come abuso.

Onore anche a loro e buon 25 aprile a tutti

C. P.

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( * )Questi parte è ripresa da : La bicicletta nella Resistenza (Edizioni Arterigere, 12 euro). Autori: Franco Giannantoni e Ibio Paolucci

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BASTA CON RENZI E BASTA CON GLI INCIUCI: DESTRA, SINISTRA, BCE


Con un governo come quello di Renzi, in combutta con gli squali della BCE e con la destra economica UE, non si va da nessuna parte se non verso il default dell’economia reale e verso la svendita dell’Italia alle multinazionali che finiranno per prenderne il controllo economico e, grazie all’attuale partitocrazia collusa con i poteri forti nazionali ed esteri, anche quello politico. Tutte le pseudo riforme sinora fatte, a partire dall’ultimo governo Berlusconi per finire con l’attuale governo Renzi, sono state concepite contro i cittadini del ceto medio e basso e a favore di quelli del ceto alto, costituito dall’oligarchia massonica piduista, dalla malavita organizzata, e dalla plutocrazia vaticana, che in seguito alle manovre di Berlusconi e di Napolitano, nonché a quelle di D’Alema, Prodi, Bossi, Fini, Veltroni, Bersani, La Russa, Meloni, Salvini, e altri come loro, ha portato l’Italia sotto il commissariamento BCE. A parte il Movimento 5 Stelle che si batte per sganciare l’Italia dall’€ e dall’UE, unica soluzione percorribile per riacquistare la nostra sovranità monetaria, e con essa il controllo della nostra economia reale, e di fatto ripristinare così la nostra stessa sovranità nazionale, nessun’altra forza politica interna ed esterna al parlamento italiano si oppone realmente alla dittatura della BCE, dell’UE, e del del fondo monetario internazionale, i tre poteri che formano la Troika. Tutti gli altri partiti, di destra e di sinistra, o non vogliono realmente rivoluzionare un sistema politico economico, quale è quello attuale, che ha fallito totalmente nell’economia nazionale ma che ha invece ingrassato le banche, le mafie, e l’ oligarchia massonica e quella vaticana, o non hanno soluzioni da proporre in alternativa e si limitano a delle sterili proteste che non portano a nulla di concreto. Per questo motivo rinnovo la mia stima ai parlamentari del Movimento 5 Stelle e ai suoi due cofondatori Beppe Grillo e Roberto Casaleggio, che sono gli unici ad avere una proposta alternativa, a questa demenziale politica governativa, che possa dare effettivamente dei risultati positivi e concreti per la nostra economia nazionale.

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Diaz, omertà di Stato


La Corte europea dei diritti umani è stata chiara: “Alla Diaz vi fu tortura. I colpevoli restano impuniti, e l’Italia necessita di una legge adeguata per tale reato.” Naturalmente in un paese normale, questo creerebbe un gran scalpore. In sostanza, non solo la Polizia italiana non ha rispettato i diritti universali dell’uomo, ma l’intero paese è messo sotto accusa perché inerte dinanzi ai soprusi avvenuti in quei giorni, e perché vi è una mancanza sostanziale all’interno del diritto. Per l’Italia invece, che di normale ha ben poco, la cosa è quasi “scontata”. Tanto che oggi, i responsabili della mattanza di quei giorni, siedono dietro scrivanie di mogano, pagati profumatamente dallo stato italiano…. […]

http://www.orizzonteuniversitario.it/2015/04/20/diaz-omerta-di-stato/diaz

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QUANDO ARRIVI A MONTE SOLE….


di Gianluca Bellentani 

paesaggio monte soleQuando arrivi a Monte Sole una mattina di inizio ottobre, la prima cosa che guardi e’ il paesaggio intorno. Stai salendo col pullman verso Marzabotto, il Paese dove si terra’ come ogni anno, la cerimonia per ricordare le 770 vittime della strage del 1944. Dolci colline ti circondano ed e’ tutta un’ esplosione di colori, dal verde dei boschi ricchi di funghi e pregiati tartufi, al rosso e al giallo delle vigne di Barbera e Pignoletto. Uno scenario di pace e tranquillita’ come pochi altri, in questa parte di Appennino tra l’ Emilia e la Toscana. Non si sentono rumori di fabbriche e di traffico e tutto e’ avvolto in un silenzio ovattato e allora ti sovviene una domanda : ‘’Come e’ stato possibile che una simile tragedia, una simile barbarie sia potuta avvenire in questo posto di pace ? ‘’ Quando scendi dal pullman, un’aria fresca e pulita ti entra nei polmoni , mentre un sole primaverile ti scalda il corpo e illumina il tutto di una luce spettacolare….

Anche quella mattina del 29 settembre del ’44 c’era il sole. Era la coda di una calda estate che avrebbe preceduto un inverno rigido come pochi. Erano gia’ giunte le voci dei massacri in Toscana, in Val di Chiana e a S. Anna di Stazzema. La Brigata Partigiana Stella Rossa aveva dato molto filo da torcere alle truppe naziste e il Maresciallo Kesserling voleva spazzare via per sempre quegli straccioni dal proprio cammino. I Partigiani, pur se in numero ridotto rispetto al nemico che avrebbe mandato 4 battaglioni di SS, si preparavano a difendere le loro postazioni sino all’ ultimo. Chi invece non combatteva, era scappato nei boschi, per non essere poi deportato in Germania. I civili avevano portato con loro anche qualche capo di bestiame, unico sostentamento delle proprie famiglie. A casa erano rimasti solo i vecchi, le donne e i bambini, in quanto era evidente che non erano certo un pericolo per i tedeschi….

Quando entri nel Municipio dove sono i bagni, ti colpiscono quelle foto in bianco e nero appese al muro, che stridono con i colori accesi e vivaci dei vari gonfaloni dei Comuni. Le guardi e rimani ammutolito : foto di vecchie case carbonizzate, cadaveri di donne e bambini ammassati uno sopra l’altro come tragiche bambole, una chiesa spoglia con le mura interne annerite dal fumo, senza porta ne tetto, con al centro un altare spoglio. Ti viene quasi da pensare che siano le foto di un altro posto, di un altro Paese e non ti capaciti che tutto cio’ sia avvenuto qualche anno prima che tu nascessi.

Percorri il viale che porta alla piazza del Paese, dove da un palco parleranno le autorita’,  ma prima ti fermi sulla destra ad osservare il Sacrario dei Caduti. Il cancello e’ aperto e una fila di persone sta’ entrando : ti metti quindi in fila ed entri anche tu. Ai lati del sentiero, muri di 3 metri pieni di foto in bianco e nero, con sotto quei cognomi emiliani a te tanto familiari. Sembrerebbe quasi un cimitero, senza bare, uno dei tanti che hai visto nella tua vita, ma c’e’ qualcosa che ti colpisce, con la stessa violenza di un pugno allo stomaco. Sono quegli spazi vuoti tra una foto e l’altra, con sopra solo una croce e una scritta : sono il solo ricordo di quei bambini morti, uccisi in un’ epoca in cui la prima foto la facevi solo quando andavi a militare o ti sposavi. Bambini che se non fossero stati uccisi per l’unica colpa di essere stati li’ nel momento sbagliato, adesso sarebbero piu’ grandi di te. Di loro rimane solo il nome e il ricordo dei loro volti, delle loro sembianze, di cio’ che amavano e non amavano fare, svanira’ quando chi li ha conosciuti personalmente non ci sara’ piu’. sacerdoti uccisi (articolo monte sole)Entri nella parte coperta ed osservi le lapidi dei sacerdoti che non furono risparmiati da questo massacro, come Don Ferdinando Casagrande, Don Ubaldo Marchione, ucciso davanti alla sua chiesa o Don Fornasini , la cui testa, sepolta dalla neve, fu ritrovata solo a primavera. Provi a pensare a quei mucchi di cadaveri, lasciati per giorni senza sepoltura. Vi e’ anche una grande lapide da un lato, che ricorda il Partigiano Francesco Calzolari , catturato ferito in combattimento. Torturato per giorni, non rivelo’ mai la posizione dei compagni. Fu ucciso e il suo corpo fu fatto scomparire, non lasciando ai parenti alcuna spoglia su cui pregare. Ad un tratto una nube solitaria oscura il sole e la luce del giorno quasi si spegne…

Anche quella mattina il sole si spense. Quattro reparti della XVI Panzergrenadien Division Reichfurer SS , al comando del Maggiore Walter Reder, cominciarono a battere Monte Sole casa per casa, infischiandosene dei Partigiani, al solo scopo di combatterli con una rappresaglia di civili.

Per quattro giorni, da Vado a Panico, da Quercia a Grizzana, da S. Giovanni di Sotto a Caprara, da Pioppe di Cerpano a S. Martino e a Creda, nessun edificio fu risparmiato. Le SS bruciarono le case e uccisero gli abitanti, vecchi donne e bambini. Alcuni si rifugiarono nei cimiteri, ma vennero fatti uscire e falciati da una scarica di mitraglia. Altri cercarono rifugio in chiesa ma le belve gettarono all’interno delle granate e chi si salvo’ fu finito a colpi di baionetta. Per giorni i cadaveri furono lasciati alle intemperie, in attesa di una cristiana sepoltura.

Mentre stai uscendo dal Sacrario e ti sovviene un ‘’ Maledetti tedeschi ‘’, il tuo  sguardo si posa di nuovo sui muri del viale d’ ingresso e noti qualcosa che prima ti era sfuggito. Sotto alle foto delle vittime, vi sono lapidi che ricordano altri posti nel mondo che conobbero le stesse atrocita’ di questi luoghi. Srebrenica, dove nella guerra dei Balcani le milizie serbe uccisero tutti i maschi di ogni eta’, sotto gli occhi dei Caschi Blu dell’ ONU. Halabja, la citta’ curda bombardata coi gas asfissianti da Saddam Hussein sotto il silenzio del mondo. Sono fatti che anche tu hai visto, accaduti quando anche tu eri grande e cosciente. Capisci allora che la crudelta’ non e’ di una certa razza ma solo di quella umana. Capisci che l’uomo, dopo tanti anni, dopo tanti morti, sangue e sofferenza, ancora non ha appreso che la guerra non porta a nulla e lascia dietro se’ solo pianti e distruzione.

Quando arrivi al pullman che ti portera’ a pranzo in un ristorante nella vicina Tole’, non vedi l’ora di andartene da questo luogo. Non e’ per la fame, quanto per rituffarti nella normalita’, quella normalita’ che oggi ci pare una monotona routine e che invece a quei tempi pareva un sogno impossibile. Ti senti in pace con te stesso per essere salito fin quassu’,  per ricordare questi morti ma poi ti domandi anche ‘’Chi fara’ altrettanto negli anni a venire? Potra’ il tempo cancellare la memoria di questi luoghi ? Questo strisciante revisionismo storico dilagante, ottembrera’ il ricordo di questa e altre tristi vicende ? Sapranno le nuove generazioni custodire la fiamma del ricordo ? ‘’ Ed e’ a quel punto che ti accorgi dei tanti giovani e dei tanti bambini che sono presenti. Ragazzi e bambini con al collo il fazzoletto dell’ ANPI, portati qui da docenti e genitori avveduti e capisci che ci sara’ sempre qualcuno, anche dopo di te, che salira’ in questi luoghi per onorarne i caduti e condannare la guerra : e il sole torna a splendere !!!

I maggiori responsabili di questa e di altre stragi sull’ Appennino tosco – emiliano, Kesserling e Reder, furono accomunati a fine guerra da un destino similare e da un altrettanto simile e vile comportamento.

Il Maggiore Walter Reder fu estradato in Italia nel ’48 e condannato all’ ergastolo da scontare nel penitenziario di Gaeta. Piu’ volte chiese la liberta’, proferendo scuse per il suo operato durante la guerra. Nel 1985, invio’ una lettera di scuse e di pentimento agli abitanti di Marzabotto. Nel 1986, il Governo Craxi decise di accettare la sua domanda di grazia, tra le feroci proteste dei cittadini di Monte Sole. Tornato in patria, pochi mesi piu’ tardi, intervistato dal giornale austriaco Die ganze Woche, dichiaro’ di non sentirsi per nulla colpevole del suo operato e di non avere alcun rimorso per le stragi compiute.

Se possibile, ancor piu’ vergognoso fu il comportamento del comandante Kesserling. Condannato a morte dagli Alleati, la pena fu commutata in ergastolo per l’intervento del governo inglese. Estradato in Italia nel ’48, nel ’52 ottenne la grazia per motivi di salute e torno’ in Germania, accolto come un eroe dai circoli filo-nazisti bavaresi. Intervistato dalla stampa, dichiaro’ non solo di non sentirsi pentito per le sue azioni ma che ‘’ Gli italiani avrebbero dovuto innalzargli un monumento a Roma o a Firenze per il suo operato ‘’. A queste volgari dichiarazioni, rispose Pietro Calamandrei, con un’ ode a Kesserling,  che venne collocata su una lapide all’ ingresso del Palazzo Comunale di Cuneo nel 1952, nell’ottavo anniversario della morte di Duccio Galimberti. Da allora,  questa lapide e’ conosciuta col nome di ‘’ Lapide ad ignominia’’ .

Lo avrai
camerata Kesserling
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi
non con i sassi affumicati dei borghi inermi
straziati dal tuo sterminio
non con la terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non con la neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non con la primavera di queste valli
che ti vide fuggire
ma soltanto con il silenzio dei torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono
per dignità non per odio
decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo
su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi con lo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama ora e sempre
Resistenza.

lapide

A tutti un Buon 25 Aprile

Gianluca Bellentani

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re

 «Appena i politici cominciano a salire in alto, diventano subito dei Re. Non so come funzioni, ma quello che so è che le Repubbliche sono nate perché nessuno sia più di qualcun altro.»

José Alberto Mujica Cordano,

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tina01La nostra storia ci dovrebbe insegnare che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente concimati, attraverso la responsabilità di tutto un popolo. Dovremmo riflettere sul fatto che la democrazia non è solo libere elezioni, non è solo progresso economico. È giustizia, è rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne. È tranquillità per i vecchi e speranza per i figli. È pace.”
– Tina Anselmi.

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Cronaca vera di una giornata surreale


A Villa Gigliosi- nella foto sopra – a San Polo di  Arezzo  questa mattina   ( 12 settembre 2011 n.d.r.) hanno avuto inizio  le riprese cinematografiche   del rastrellamento nazista che precedette l’eccidio di 48 civili il  14 luglio 1944 solo un giorno prima dalla liberazione di Arezzo da parte delle forze armate americane.

Nel link qui  sotto alcune foto d’epoca che testimoniano la strage ( solo per chi non è debole di stomaco )  :

http://www.memoria.provincia.arezzo.it/stragi/arezzo_san_polo_foto.asp.

Arrivo con il cuore pesante ( i luoghi con una “storia” mi fanno questo effetto……… ),

Non bastano  lo stupendo sole autunnale, il dolce paesaggio toscano, i filari di uva nera che  costeggiano la villa  e scintillano al sole ad alleggerire questa visita sul set….

Surreale il mio camminare piano, quasi col timore di calpestare pezzi di storia, di disturbare …

Arrivo nel cortile,  tra le comparse in attesa di girare non riconosco quasi  amici e conoscenti camuffati con abiti contadini

Surreali alcuni figuranti vestiti da nazisti ma con la parlata decisamente toscana…

Affatto surreale l’ufficiale tedesco che per scherzare mi rivolge alcune dure frasi in tedesco…

Surreale  il mio interrogatorio …di dove sei, cosa fai,quanti anni hai… quasi per cercare certezze della finzione  scenica…

Surreale la foto  di gruppo delle  “vittime ”  con i  “nazisti”…

Vera l’emozione  dell’incontro  assolutamente casuale  tra due comparse dopo 35 anni….

Surreale la foto  scattata con berretto nazista in testa  mentre sono circondata dai “nazisti” felici del rimborso spese da me  appena comunicato a  loro…

Vere le lacrime di una comparsa dopo aver girato le prime scene….

Vero il sorriso della comparsa più giovane, un bellissimo bimbo di nove mesi , dopo il pianto disperato per lo spavento della  fedele ricostruzione   del rastrellamento….

Me ne vado salutando tutti, due kilometri di strada di campagna e sono di nuovo in città……. e tutto è di nuovo normale, vero.

Ma è  tutto normale,  tutto ,….vero ???

Chissà ? …. voglio crederci…

Franca C.

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I tre minatori di San Jose’.


Sono stati ritrovati i tre membri del gruppo di 33 minatori cileni sopravvissuti nel 2010 al crollo di una miniera a San Jose’ e che erano stati dati per dispersi nei giorni scorsi, a causa dell’ondata di maltempo che ha colpito la regione settentrionale del paese sudamericano, causando finora la morte di 18 persone e arrecando danni ingenti nelle regioni di Atacama ed Antofagasta. Luis Urzua, leader del “gruppo dei 33″ ha detto alla stampa che Ariel Ticona, Esteban Rojas e Victor Segovia “stanno bene, ma affrontano una situazione complicata, perche’ hanno perso tutto”.

http://www.meteoweb.eu/2015/03/cile-ritrovati-i-minatori-san-jose-dispersi-per-maltempo/422213/Cile, i danni dopo l'alluvione

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LA PROPAGANDA DEL FASCISMO E’ DURA A MORIRE.


Non ci trovo niente di buono in quello che ha fatto il fascismo, partito nato dalla volontà di pochi e finanziato da chi allora in Italia deteneva il potere economico e temeva di dover spartire la torta con le classi sociali da questi considerate inferiori. Ai grandi imprenditori, ai latifondisti, ai banchieri, e agli alti prelati cattolici, non andava certo a genio vedere rimessa in discussione la loro dominanza assolutista, da operai e contadini e da liberi pensatori, per cui si rivolsero a zio Benito, traditore dei socialisti e estremamente voglioso di potere personale. A parte il discutibile prosciugamento di qualche palude e l’aver coltivato un po’ di grano in più ma a spese di altre colture che potevano rilevarsi più redditizie, il fascismo uccise la democrazia in Italia e mantenne inalterato il divario tra ricchi e poveri, consolidò il potere del vaticano e ne ufficializzò le ingerenze nello stato italiano con i Patti Lateranensi. Mussolini era soltanto un pagliaccio finanziato da oligarchie interne e da lobby massoniche internazionali che avevano paura di un avanzamento del socialismo in tutta l’Europa, e che sostennero economicamente anche l’ascesa del nazismo in Germania. A parte la propaganda menzognera di regime e le notizie taroccate sulla bontà dell’era mussoliniana, che purtroppo durano ancora oggi, il fascismo è stato la rovina dell’Italia sotto tutti gli aspetti.

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LA VOCE DEI REIETTI.


14inchiesta-galeano-passante-edoardo-galeano-foto-a3 «Galeano ha per­corso l’America Latina ascol­tando anche la voce dei reietti oltre che quella di lea­der e intel­let­tuali. Ha vis­suto con indios, con­ta­dini, guer­ri­glieri, sol­dati, arti­sti e fuo­ri­legge; ha par­lato a pre­si­denti, tiranni, mar­tiri, preti, eroi, ban­diti, madri dispe­rate e pazienti pro­sti­tute. Ha patito le feb­bri tro­pi­cali, ha cono­sciuto la giun­gla ed è soprav­vis­suto anche a un grave infarto. È stato per­se­gui­tato sia da regimi repres­sivi, sia da ter­ro­ri­sti fana­tici. Ha com­bat­tuto le dit­ta­ture mili­tari e tutte le forme di bru­ta­lità e sfrut­ta­mento cor­rendo rischi impen­sa­bili in difesa dei diritti umani. Non ho mai incon­trato nes­suno che abbia una cono­scenza di prima mano dell’America Latina pari alla sua, che ado­pera per rac­con­tare al mondo i sogni e le disil­lu­sioni, le spe­ranze e gli insuc­cessi della sua gente».

Isa­bel Allende

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A A A violentatore cercasi per il sabato sera …..


Il fatto narrato è vero : la donna , che chiamerò Lucia ( nome di fantasia )  esiste ed è una persona con cui ho lavorato diversi anni fa a Lecco.

Lucia non era stata baciata dalla fortuna : piccola , goffa, non bella e molto insignificante anche per scelta.

Usava nascondersi con un abbigliamento anonimo e un aspetto molto poco curato.

Originaria di un paese del sud Italia , una volta diventata ragazza madre era stata emarginata nel suo paese di origine e si era autoemarginata nel paese dove viveva da anni, Lecco.

In queste condizioni era impensabile per lei rifarsi una vita con un uomo .

Essendo ancora piuttosto giovane aveva, come tutti i comuni mortali, sane pulsioni sessuali che lei non sapeva come soddisfare…..

Ecco come si era ingegnata, in verità senza successo, per lo scopo che si era prefissato.

Il sabato sera si vestiva provocante, si truccava, tacchi a spillo ( chi l’ha vista racconta che sembrava un’altra persona ) prendeva il treno e se ne andava a Milano in Stazione Centrale.
Posto allora alquanto poco raccomandabile di notte per una donna sola.

La sua speranza era quella di essere abbordata da qualcuno che risolvesse il suo problema……

Allo scopo, lo raccontava lei ridendoci sopra, si avvicinava ai tipi più loschi che vedeva e si offriva quasi in modo esplicito….

VENIVA IGNORATA, TOTALMENTE IGNORATA.

MORALE DELLA STORIA E MORALE IN GENERALE : il profilo del violentatore prevede la violenza in sè, l’avere una cosa attraverso un atto coercitivo…. senza sensazione di coercizione, nessuna violenza….anzi è meglio dire…. nessuno cambio di stato dell’apposito attrezzo…

Questa esperienza ,vissuta come una sconfitta da Lucia, è una delle prime cose che insegnano ai corsi anti-stupro .

Sembra un paradosso, ma è assolutamente vero e funziona, sempre nel caso di rapporto uno a uno e senza che ci siano armi di mezzo.

Lucia e la sua incolumità intatta ( purtroppo ! direbbe ridendo lei …..) seppure dopo anni di tentativi, ne sono la prova.

Franca Corradini

Milano, stazione centrale,marzo 2008 -foto di franca corradini ( tutti i diritti riservati )
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Una Bretella per le Olimpiadi


Con il documento di economia e finanza (DEF), Delrio si è inventato un #cambiaverso tutto suo: accetta sulle Grandi Opere, stop alla tattica dell’emergenza per concludere in tempo utile le infrastrutture, valorizzazione dei progetti volti a promuovere una vera sostenibilità nel pieno rispetto delle regole europee. Leggere il DEF 2015 significa comprendere che, almeno in buona parte, si va contro lo Sblocca Italia, documento ove le Grandi Opere facevano la parte del leone.

In un colpo solo l’autostrada Roma – Latina e la Bretella Cisterna – Valmontone – opere ritenute fino ad oggi strategiche per lo sviluppo industriale della Provincia di Latina e che hanno caratterizzato il dibattito politico non di una, ma di diverse generazioni di politici e non – vengono declassate, sottratte dalla categoria della priorità. Ferrovie, metropolitane e (anche) strade, ma molte di meno: questa è la «svolta Delrio». Almeno così sembra: secondo alcuni esponenti politici il DEF non ha cambiato nulla riguardo la Roma – Latina e la Cisterna – Valmontone, in quanto progetti già finanziati e con i lavori in procinto di partire. C’è però da comprendere alcune cose: lo Stato non ha finanziato l’intero progetto , ma lo copre solo per una parte (contribuisce per il 40%, mentre il restante spetta al privato). Al momento infatti, la copertura economica è garantita solo per il lotto Roma – Latina, mentre la parte Cisterna – Valmontone (secondo lotto) e il tratto Spinaceto – Fiumicino – Civitavecchia ancora non vedono un euro. In pillole: un progetto abnorme, con infrastrutture tra loro collegate e diviso in 3 lotti che, solo progressivamente verranno completamente finanziati. Il tutto per collegare il Lazio Meridionale con l’autostrada del Sole e favorire un decente collegamento per i trasporti industriali. Calcolando che i costi, come è sempre successo nella nostra penisola, saliranno nel tempo e, tenendo conto delle metamorfosi del sistema produttivo nazionale e globale, quanto tempo ci vorrà per reperire tutti i fondi necessari (se mai si troveranno)?

Al momento comunque, Delrio non sembra di questo avviso: accetta sulla Roma – Latina (ritenuta fondamentale per garantire la sicurezza della SS 148 Pontina) e sulla Cisterna – Valmontone. Certo, è da notare che qualche politico di caratura nazionale ha dichiarato di aver ricevuto “rassicurazioni” sul non declassamento da parte dello stesso Ministro alle Infrastrutture, ma fino a prova contraria, una conversazione privata è nulla di fronte ad un documento pubblico quale è il DEF. In tal senso, è comunque interessante evidenziare le dichiarazioni del deputato PD Ranucci: «La notizia del definanziamento della Cisterna-Valmontone, tratta fondamentale della Roma Latina, per la quale il Cipe ha già versato 600 milioni di euro è figlia di un malinteso e credo sia da escludere il suo inserimento nel pacchetto delle infrastrutture meno strategiche. Il Ministro Delrio, che questa mattina ha dichiarato sull’importanza di mettere mano alle emergenze ed ai lavori utili nel nostro Paese, ha già dato rassicurazioni in merito. Stiamo parlando dell’unica vera infrastruttura del Lazio, un’opera da 2 miliardi e settecento milioni di euro che ha già visto il Cipe intervenire nel project financing con 600 milioni. Un’opera importante anche in vista delle Olimpiadi, anello fondamentale tra Napoli, Roma e Civitavecchia […]» (Fonte: http://www.latinaquotidiano.it/corridoio-roma-latina-ranucci-e-moscardelli-tranquillizzano-lopera-non-puo-essere-definanziata/ ). Ora, riflettiamo un attimo: le opere servono per lo sviluppo industriale della Provincia di Latina, per garantire maggiore sicurezza etc. Ci può stare, non sono d’accordo ma – questa volta – “passo” per qualche minuto. Però, per favore, evitiamo di dire boiate: Roma si è candidata per le Olimpiadi 2024, ma ciò non significa che le sono già state assegnate, perché la decisione finale ci sarà solo nel 2017.

Con scuole che crollano, una penisola che frana ogni giorno, scandali che si scoperchiano ormai quasi quotidianamente… elaborare certi pensieri è un pugno allo stomaco verso i cittadini italiani. Ma è anche esempio di un’arretratezza culturale che da anni ormai colpisce il nostro Paese: in altre parti d’Europa stanno lavorando per rendersi indipendenti il più possibile dalla gomma (vedere qui: http://elnuevodia.altervista.org/dalla-bretella-cisterna-valmontone-ad-helsinki-passando-per-amburgo/ ) mentre qui, nonostante i noti problemi dell’eccessiva dipendenza energetica da altri Paesi, continuiamo a fare finta di nulla e sponsorizziamo un modello di sviluppo stile anni ’60. Continuiamo a non comprendere che i tempi sono cambiati, che il sistema industriale ha subito una metamorfosi, che ci sono sfide non nazionali ma globali da affrontare (mai sentito parlare di OverShootDay?). Di questo passo, il mondo che si lascerà alle future generazioni sarà decisamente peggio di quello attuale.

Fonte: http://elnuevodia.altervista.org/una-bretella-per-le-olimpiadi/

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LE INGERENZE VATICANE


Le ingerenze del vaticano nello stato italiano hanno sempre determinato le scelte politiche nel nostro paese, persino il fascismo fu una scelta concordata tra la monarchia e la casta padronale da un lato, e la chiesa di Roma dall’altro, e, nel dopoguerra, gli americani si accordarono con la santa sede per far si che l’Italia fosse sempre governata da burattini filo NATO e clericali. Questi accordi durano ancora oggi, e la vecchia DC smembrata tra centro destra berlusconiano e centro sinistra prodiano continua a governare tuttora, alternando al governo democristiani destrorsi o sinistrorsi. a seconda delle circostanze.

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Il Comitato Acqua Pubblica Arezzo per le elezioni comunali aretine


comitatoDopo tanti anni di battaglie e di mobilitazione abbiamo dovuto concludere che la politica, quella che occupa e dirige le Istituzioni, è sorda ad ogni istanza che proviene dal basso. Certamente ciò riguarda la gestione del servizio idrico dove persino l’esito del referendum è rimasto lettera morta. Nel 2011 il 96% dei cittadini si è espresso per la gestione pubblica e senza profitto dell’acqua? La risposta della politica in questi 4 anni è stata l’esatto contrario: maggior peso dei privati e più profitti, accompagnati da continui ed ingiustificati aumenti di tariffe.

Ma non è un problema che riguarda solo l’acqua. In generale la cosa pubblica (rifiuti, trasporti, scuola, gestione del territorio etc.) invece di essere gestita nel solo interesse e secondo i soli voleri della comunità viene spesso amministrata per il tornaconto di pochi e contro il comune sentire della cittadinanza.

E’ evidente che abbiamo un problema di funzionamento del sistema democratico. Ormai da tempo i partiti non sono più in grado di assolvere la funzione per la quale esistono: interpretare le istanze dei cittadini e trasferirle nell’amministrazione quotidiana.

Riteniamo che questo vuoto democratico possa essere sanato solo con la partecipazione diretta dei cittadini alla gestione della cosa pubblica. Basta deleghe a partiti ormai lontanissimi dalle cose reali! Basta affidarsi a leader, carismatici o meno! Basta abbandonarsi all’astensionismo e al disinteresse! E’ l’ora della partecipazione diretta e senza mediazioni dei cittadini auto-organizzati.

Per questo abbiamo deciso di presentarci alle elezioni, con l’obiettivo di avere un consenso elettorale tale da stimolare altri cittadini auto-organizzati a seguire il nostro esempio. Solo così, infatti, si potrà attuare la più importante riforma necessaria a questo Paese: ristabilire la regola democratica secondo la quale il governo è espressione della sola volontà collettiva di un popolo o di una comunità.

Marzo 2015

Comitato Acqua Pubblica di Arezzo

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Il baratto


expo tessere pdSul web, comincia a circolare la notizia che il PD milanese, a tutti i nuovi iscritti sotto i trent’anni che prenderanno la tessera del partito, attivera’ uno sconto di 25 euro sul prezzo di entrata all’ EXPO 2015. Pare una delle tante bufale che circolano in rete, un qualche post satirico di Lercio e invece, ecco che dal PD la cosa viene confermata, con tanto di post. Inizia una satira senza confine a questa notizia. Chi parla di servizi di pentole e chi di materassi e tutti coloro che non sono del PD si allineano nel condannare questa sorta di vera e propria promozione.

Diversi sono invece i comportamenti degli iscritti al partito. Da una parte i renziani, che parlano di una ‘’ oculata promozione di marketing, atta a rimpinguare le casse del partito ‘’. Dall’ altra, quelli che, come il sottoscritto, rimangono allibiti da una simile sciocchezza.

Innanzitutto, mettiamo in chiaro una cosa : con solo le tessere, sicuramente non copri le spese del partito e questo lo sappiamo tutti. La tessera pero’ e’ non solo una esigua parte di finanziamento ma e’ un documento che certifica la tua appartenenza al partito. Come abbiamo gia’ scritto in altra sede, certamente con questa storia del ‘’ partito liquido ‘’ in cui tutti possono non solo partecipare ma anche decidere la tessera ha perso del suo valore ; allo stesso tempo pero’ non possiamo paragonarla ad una tessera coop o altro. La tessera e’ un simbolo e come tale va’ trattato. Poi diciamocela tutta….Quanta differenza c’e’ tra questa promozione e le dentiere che Berlusconi promise ai pensionati che lo avrebbero votato ? E’ una cosa cosi’ diversa questa dal portare anziani sotto un palco ad applaudire, in cambio di una minerale, un panino e 10 euro ? Per certi versi, la cosa e’ ancor peggiore, in quanto l’ex cavaliere queste elargizioni le pagava di tasca propria, mentre i soldi per l’entrata all’ EXPO sono soldi pubblici. Questo modo di comportarsi, noi del PD non lo abbiamo sempre aspramente criticato ? Per quale motivo adesso facciamo uguale se non peggio ?

Quindi, se non per un senso di ridicolo, almeno per un minimo di coerenza, lasciamo da parte una simile str…… !!!

Gianluca Bellentani

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UN TABU’ CHIAMATO RELIGIONE


Nonostante l’attacco terroristico lo Charlie Hebdo continua la sua satira sulla religione musulmana, come anche su quella cristiana, e nonostante tutta la solidarietà apparente mostrata pure dai politici italiani nei confronti dei fumettisti francesi uccisi dai terroristi islamici, in Italia la satira religiosa non viene tollerata neanche su fb, perché persino molti di coloro che si definiscono atei e anticlericali, stanno sempre alla ricerca del dialogo con i credenti e si vergognano di apparire troppo radicati nelle loro convinzioni, al punto da censurare e da allontanare dai gruppi di discussione coloro che applicano una satira di tipo ” francese ” anche alla religione cattolica o a quella musulmana. La religione in Italia costituisce ancora un tabù invalicabile e la paura di doversi scontrare con la censura cattolica fa si che molti cosiddetti atei finiscano per allinearsi su posizioni assai ambigue, e di parziale accettazione della cultura e della religione cristo- cattolica. Un francese se è ateo e anticlericale lo è al 100% e se ne frega se quello che dice o che scrive possa essere ritenuto oltraggioso dai credenti, noi italiani invece siamo ossessionati dal dover sempre fare compromessi a tutti i costi e con tutti, tanto in politica che nella religione. Papa Francesco è diventato un idolo persino per alcuni di coloro che, a parole, dicevano di voler abrogare totalmente il concordato tra stato e chiesa, e che adesso invece si accontenterebbero anche di qualche parziale modifica, senza peraltro eliminarlo del tutto. Con gente simile non si potrà mai costruire una vera società laica separata dalle ingerenze della chiesa cattolica, e dei credo religiosi in generale. Con gente del genere non si andrà mai da nessuna parte.

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14 luglio 1938 – 29 giugno 1939: Vergogniamoci! (parte 3)


“Non importa se sei nero e bianco, ispanico, asiatico o nativo-americano,

giovane o vecchio, ricco o povero, abile o disabile,

omosessuale o eterosessuale, negli Stati Uniti ce la puoi fare,

se solo hai voglia di provarci”

(Barack Obama)

CONSULTA:

  • 15 novembre 1938: Integrazione e coordinamento in testo unico delle norme già emanate per la difesa della razza nella scuola italiana > decreto con effetto retroattivo, vieta agli ebrei di essere impiegati nelle scuole ove siano presenti alunni italiani. Gli ebrei non possono far parte di Istituti d’Arte, Accademie etc. E’ consentita l’iscrizione alle scuole di alunni di razza ebraica solo se professano «la religione cattolica nelle scuole elementari e medie dipendenti dalle Autorità ecclesiastiche ». Il decreto vieta l’adozione di libri di testo di matrice ebraica. Inoltre: «Per i fanciulli di razza ebraica sono istituite, a spese dello Stato, speciali sezioni di scuola elementare nelle località in cui il numero di essi non sia inferiore a dieci. Le comunità israelitiche possono aprire, con l’autorizzazione del Ministro per l’educazione nazionale, scuole elementari con effetti legali per fanciulli di razza ebraica, e mantenere quelle all’uopo esistenti. Per gli scrutini e per gli esami nelle dette scuole il Regio provveditore agli studi nomina un commissario. Nelle scuole elementari di cui al presente articolo il personale potrà essere di razza ebraica; i programmi di studio saranno quelli stessi stabiliti per le scuole frequentate da alunni italiani, eccettuato l’insegnamento della religione cattolica; i libri di testo saranno quelli di Stato, con opportuni adattamenti, approvati dal Ministro per l’educazione nazionale, dovendo la spesa per tali adattamenti gravare sulle comunità israelitiche » (Art.5); «Scuole d’istruzione media per alunni di razza ebraica potranno essere istituiti dalle comunità israelitiche o da persone di razza ebraica. Dovranno all’uopo osservarsi le disposizioni relative all’istituzione di scuole private. Alle scuole stesse potrà essere concesso il beneficio del valore legale degli studi e degli esami à sensi dell’art.15 del R. decreto-legge 3 giugno 1938-XVI n.928, quando abbiano ottenuto di far parte in qualità di associate dell’Ente nazionale per l’insegnamento medio: in tal caso i programmi di studio saranno quelli stessi stabiliti per le scuole corrispondenti frequentate da alunni italiani, eccettuati gli insegnamenti della religione e della cultura militare. Nelle scuole d’istruzione media di cui al presente articolo il personale potrà essere di razza ebraica e potranno essere adottati libri di testo di autori di razza ebraica» (Art.6); «Per l’insegnamento nelle scuole elementari e medie per alunni di razza ebraica saranno preferiti gli insegnanti dispensati dal servizio a cui dal Ministro per l’interno siano state riconosciute le benemerenze individuali o famigliari previste dalle disposizioni generali per la difesa della razza italiana. Ai fini del presente articolo sono equiparati al personale insegnante i presidi e direttori delle scuole pubbliche e private e il personale di vigilanza nelle scuole elementari» (Art.9);
  • 17 novembre 1938: Regio Decreto per la difesa della razza italiana > il cittadino italiano di razza ariana non può contrarre matrimonio con persona di altra razza; chi intende contrarre matrimonio con persona straniera dovrà attendere il via libera da parte del Ministero degli Interni. Art.8:«Agli effetti di legge: a) È di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se appartenga a religione diversa da quella ebraica; b) È considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di cui uno di razza ebraica e l’altro di nazionalità straniera; c) È considerato di razza ebraica colui che è nato da madre di razza ebraica qualora sia ignoto il padre; d) È considerato di razza ebraica colui che, pur essendo nato da genitori di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, appartenga alla religione ebraica, o sia, comunque, iscritto ad una comunità israelitica, ovvero abbia fatto, in qualsiasi altro modo, manifestazioni di ebraismo. Non è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, che, alla data del 1°Ottobre 1938-XVI, apparteneva a religioni diversa da quella ebraica». Art.10: «I cittadini italiani di razza ebraica non possono: a) prestare servizio militare in pace e in guerra; b) esercitare l’ufficio di tutore o curatore di minori o di incapaci non appartenenti alla razza ebraica c) essere proprietari o gestori, a qualsiasi titolo, di aziende dichiarate interessanti la difesa della Nazione, ai sensi e con le norme dell’Art. 1 del Regio decreto-legge 18 Novembre 1929-VIII, n. 2488, e di aziende di qualunque natura che impieghino cento o più persone, né avere di dette aziende la direzione né assumervi comunque, l’ufficio di amministrazione o di sindaco; d) essere proprietari di terreni che, in complesso, abbiano un estimo superiore a lire cinquemila; e) essere proprietari di fabbricati urbani che, in complesso, abbiano un imponibile superiore a lire ventimila. Per i fabbricati per i quali non esista l’imponibile, esso sarà stabilito sulla base degli accertamenti eseguiti ai fini dell’applicazione dell’imposta straordinaria sulla proprietà immobiliare di cui al Regio decreto-legge 5 Ottobre 1936-XIV, n. 1743. Con decreto Reale, su proposta del Ministro per le Finanze, di concerto coi Ministri per l’Interno, per la Grazia e Giustizia, per le Corporazioni e per gli scambi e valute, saranno emanate le norme per l’attuazione delle disposizioni di cui alle lettere c), d), e) ».Il Decreto non termina qui: «Il genitore di razza ebraica può essere privato della patria potestà sui figli che appartengono a religione diversa da quella ebraica, qualora risulti che egli impartisca ad essi una educazione non corrispondente ai loro principi religiosi o ai fini nazionali » (Art.11); è fatto divieto agli ebrei di avere cittadini italiani di razza ariana alle proprie dipendenze; gli ebrei non possono essere dipendenti di enti pubblici e del PNF; «Le concessioni di cittadinanza italiana comunque fatte ad ebrei stranieri posteriormente al 1° Gennaio 1919 si intendono ad ogni effetto revocate» (Art.23 etc.).

Fine Parte 3

Fonte: http://elnuevodia.altervista.org/14-luglio-1938-29-giugno-1939-vergogniamoci-parte-3/ 

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LA SVOLTA FASCISTA DEL SECONDO GOVERNO BERLUSCONI


La svolta da regime poliziesco che il governo Berlusconi intendeva dare durante il G8 di Genova del 2001, con la complicità di apparati dello stato ed anche di una parte della cosiddetta opposizione, riuscì soltanto a metà perchè evidentemente i funzionari di polizia, succubi del governo, preposti alla gestione dell’ordine pubblico durante il G8, agirono in modo assai dilettantesco, innanzitutto coinvolgendo troppi stranieri nei pestaggi avvenuti nella scuola media Diaz e nei successivi sequestri di persona, che portarono tanta gente all’ interno della caserma di Bolzanetto, tra i quali anche semplici turisti e persino qualche giornalista, ma soprattutto perchè vi furono delle riprese filmate, che finirono nei notiziari TV di tutto il mondo, le quali mostrarono chiaramente come la polizia italiana ignorò i facinorosi incappucciati e armati di spranghe di ferro che fecero danni ingenti in tutta la città di Genova e si scagliò invece con pestaggi gratuiti e di violenza inaudita contro manifestanti pacifici e inermi, tra i quali anche numerose persone anziane, lasciando palesemente ad intendere che la repressione brutale messa in atto nei loro confronti da parte, appunto, delle forze dell’ordine, avesse esclusivamente un carattere intimidatorio, da dittatura sud americana, e che nulla aveva a che fare con un’ esigenza reale di difesa dell’ordine pubblico. Inutile dire che il governo Berlusconi, e soprattutto l’Italia come nazione, ci fecero una figura di merda gigantesca davanti a tutto il mondo, e la debole e disunita reazione da parte dell’ opposizione di centrosinistra a questa palese prova di forza del governo di destra non servì certo a far cambiare in senso positivo l’opinione pubblica internazionale sul nostro paese. Tuttavia il governo in carica era alquanto messo male, e Berlusconi fu costretto infatti a far dimettere il ministro degli interni Scajola, ed anche se l’elettorato di destra non si rese mai conto, o forse chiuse volutamente gli occhi, in merito alla gravità di quanto che era accaduto a Genova, quello di sinistra fu, tutto sommato, invece abbastanza compatto nel condannarlo. Inoltre la coalizione di destra cominciava ad avere delle fratture anche al suo interno, in quanto, Follini dell’UDC , chiese a gran voce che si varasse una legge contro la tortura, alla quale la sia pur, in parte, riluttante opposizione di centro sinistra non poté negare il suo appoggio per non doversi poi sputtanare coi propri elettori. Il secondo governo Berlusconi rimase così in bilico e rischiò persino di cadere come il primo, ma circa un mese dopo il G8 di Genova, ossia l’11 settembre 2001, avvenne il ben noto attacco alle torri gemelle di New york e tutta l’opinione pubblica mondiale, inclusa quella italiana, si spostò sul palcoscenico americano, perché la paura di altri possibili attacchi terroristici prese il sopravvento anche in Europa e fece passare in secondo piano le tragiche vicende di Genova. I notiziari di tutto il mondo si concentrarono sui terroristi di Al Qaida e su Bin Laden, e il governo Berlusconi poté quindi tirare un sospiro di sollievo e riuscire a salvarsi. La legge sul reato di tortura naturalmente non venne mai varata e così la Corte Europea ci ha recentemente condannato.

An anti-globalization group of protestors make a performance in front of the Italian embassy in cent..