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LE BALLE E LE PSEUDO RIFORME DI RENZI


Le balle che racconta Renzi e tutte le pseudo riforme  che sta portando avanti : dallo Job’s Act che serve soltanto a ridurre ulteriormente i diritti contrattuali dei lavoratori, alla riforma del Senato che ne snatura totalmente la sua funzione originaria, prevista dalla Costituzione, alla riforma della legge elettorale che servirà soltanto a farne emanare un’altra, soprannominata ” Italicum ” senza preferenze come era già il vecchio ” Porcellum ” che era stato dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale, e che forse sarà anche peggiore dello stesso “Porcellum “, alla riforma del catasto che servirà, non tanto a mettere in ordine i vari uffici catastali, ma soprattutto a maggiorare ulteriormente la pressione fiscale sugli immobili..ecc.. ecc, non bisogna pensare che siano state partorite soltanto dalla mente bacata di Matteo, ma sono state invece precedentemente studiate a tavolino, assieme a l’ex presidente Giorgio Napolitano, a Mario Monti, a Jean-Claude Juncker e Mario Draghi della BCE, col supporto morale di Silvio Berlusconi e la complicità passiva del resto del PD, che a parole le contesta sempre tutte quante ma poi finisce sempre per votarle tutte quante. Lungi dall’essere mai stato un rottamatore della vecchia politica e soprattutto del vecchio modo di far politica, Matteo Renzi è soltanto un rottamatore dei diritti costituzionali dei cittadini italiani e del futuro dei cittadini italiani, e lavora in sintonia con gli altri rottamatori degli altri paesi dell’UE, che, da quando è entrato in vigore l’€, stanno facendo involvere la democrazia e l’economia in tutta l’Europa ai livelli di Primo Novecento.

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LA STORIA SI RIPETE ? SPERIAMO DI NO !


Negli anni trenta, durante la grande depressione, avvenuta in seguito al crollo della Borsa di New York nel 1929 e provocato dalla scelleratezza dell’alta finanza internazionale, in Europa venne portata avanti una politica di austerità economica a base di: aumento della tassazione, tagli agli investimenti pubblici, e riduzione dei salari ai lavoratori dipendenti, abbastanza simile a quella attuata oggi dalla BCE e dall’ UE governate dalla destra finanziaria europea, che produsse, soprattutto in Germania, milioni di disoccupati e che spinse molti tedeschi a simpatizzare per l’emergente partito nazional socialista di Adolf Hitler. Il risultato fu che nelle elezioni politiche tedesche del 1933 prevalse il partito nazista e Hitler divenne così il nuovo cancelliere della Germania, con tutte le conseguenze catastrofiche che ne derivarono e che ben conosciamo. Oggi nell’UE alcuni partiti di estrema destra, come quello della Le Pen in Francia, e quello denominato Alba Dorata in Grecia, sono aumentati moltissimo nei consensi popolari dei loro rispettivi paesi a causa di questa politica demente voluta dalla Troika, e a base di: tagli della spesa pubblica, congelamento dei salari e delle pensioni minime, aumento della tassazione e distruzione dello stato sociale. Sembra quindi che la storia non insegni niente a nessuno, soprattutto ai banchieri.

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