Pubblicato in: CRONACA

Processo Masi: possiamo pensar male dei giudici ?


di Francesca Scoleri

saverio masiCi sono storie che insegnano senza fraintendimento alcuno, quanto sia iniquo il luogo dove i cittadini si rifugiano per chiedere “giustizia”, convinti ( poveri illusi ) che questo sia ancora un Paese dove lo Stato di diritto regna sovrano.
Una storia fra tante, quella del Maresciallo Saverio Masi, qui brevemente raccontata. http://goo.gl/jr36Yc

Un personaggio scomodo che si è permesso di denunciare chi aveva cercato di corromperlo dopo avergli impedito di arrestare Bernardo Provenzano prima e Messina Denaro dopo. Un militare che credeva nella forza dell’arma, un’arma corrotta.

Non potevano lasciare in pace qualcuno che conosceva le trame oscure di un organo dello Stato che faceva e fa tutt’ora gli interessi di chi dovrebbe combattere e annientare. Questo si aspettano i cittadini. Succede invece che ci si trovi di fronte a tante stranezze, assurde coincidenze e situazioni ambigue per cui l’arma ha sempre una buona ragione, a suo dire, per non svolgere il proprio dovere.

E cosi, dove non si arriva con le armi e la morte, si arriva con la legge, mettendo alla sbarra un militare che ha compiuto il suo dovere e sono sufficienti poche false testimonianze per far diventare un consueto gesto come annullare una multa presa durante un’indagine investigativa, un gesto criminale. D’altronde si sa, le indagini, gli investigatori le fanno con le proprie vetture o magari con quelle dell’arma….nei film di Fantozzi sicuramente.
Eppure durante il processo questo è emerso ed è stato provato, e allora perché nessun giudice ha saputo emettere una giusta sentenza ?

Condanna in primo grado, appello e cassazione. Un bel tris di vergogna passata sotto gli occhi di chi si è interessato alla vicenda. Tanti, che da ieri manifestano la propria solidarietà al Maresciallo sul suo profilo Facebook, pochi per quello che questa storia meriterebbe di raccogliere

Non fosse altro perché il Maresciallo Masi e le sue vicende personali rappresentano un tassello importante per ricostruire la storia della Trattativa Stato mafia, quella scandalosa pagina di storia italiana che ancora regge e determina equilibri istituzionali che i cittadini ignorano e, peggio, non dimostrano di voler conoscere.

E una democrazia va a puttane cosi, fra il disinteresse del popolo, la disinformazione degli organi di stampa, la corruzione dei potenti e, peggio, con la condanna degli onesti. Come in questo caso.
Un processo farsa, una serie di impedimenti creati ad hoc per ostacolare la difesa del Maresciallo, il tutto dentro un’aula di giustizia.

Ci vuole coraggio per affrontare tutto questo, ci vuole passione per lo Stato, quella che mosse il Maresciallo, che chiese espressamente di essere inserito nella squadra investigativa che “doveva” trovare i super latitanti. “Doveva” ma non voleva.

Ci vuole il senso del bene comune per rifiutare favori personali, quelli che offrirono al Maresciallo per “distrarsi” dalle indagini che stava portando avanti con tanta tenacia.
Non credo ci sia cosa peggiore per chi rifiuta compromessi morali, del trovarsi sul banco degli imputati prima, e condannato dopo. E magari radiato dall’arma.
No, non c’è nulla di peggio. Ma quello che ci auguriamo noi del Mal Paese, è di vedere ancora voglia di andare avanti in questo onesto servitore dello Stato, che troverà sempre in questo nostro spazio collettivo, un luogo di profonda solidarietà e sostegno.

Come noi la pensa il giornalista del Fatto Quotidiano Giuseppe Lo Bianco  che sul suo profilo Fb scrive : “Rispetto la sentenza della Cassazione, ovviamente, ma non cambia di una virgola l’opinione che ho di Saverio Masi, a cui esprimo la mia più’ convinta solidarietà”
Anche il M5S si è mosso in solidarietà del Maresciallo Saverio Masi; il Senatore Alberto Airola ha infatti presenziato in Cassazione il 24 aprile scorso, data preannunciata come giorno della sentenza, solo che i giudici hanno pensato bene di informare prima i giornalisti di Panorama, che già il 25 aprile, postava sul proprio sito ” Trattativa Stato-mafia: condanna per il maresciallo Masi”. Fatto gravissimo sul quale confidiamo si faccia chiarezza. Parola al quanto sconosciuta “nel Paese delle mezze verità e dei più pericolosi mafiosi” Fabri Fibra – In Italia –

FONTE: PAGINA FB DEDICATA A SAVERIO MASI: https://www.facebook.com/pages/Saverio-Masi-il-coraggio-della-vera-antimafia/1586138031604012?fref=photo