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Il dubbio tra tanti dubbi.


Negli ultimi giorni, per la testa, mi circola un dubbio. Piccolo e innocuo. Senza pesi e oneri su niente o nessuno. Forse! Andiamo con ordine. In una democrazia ogni tot anni si vota per riconfermare o non riconfermare chi in quegli anni ha governato. Sia che siano elezioni nazionali, che provinciali, che regionali e che comunali. Si eleggono delle persone, dico persone non partiti o agglomerati di gruppi politici, per risolvere o al limite non far succedere problemi alla nazione, alla provincia, alla regione o al comune. Se hanno governato bene possono essere rieletti oppure si passa ad altre persone, ridico persone non partiti o agglomerati di gruppi politici. Questa la sinossi della politica applicata alla società. Poi naturalmente niente va per il verso giusto. Troppi partiti, troppe alleanze, troppi gruppi misti, troppe persone vogliose di sole poltrone. Comunque sono ottimista e credo ancora nella saggezza delle persone che vanno a votare e anche in quelle che per nausea, disperazione, rivolta non ci vanno più. Facciamo finta che tutto vada secondo il metodo democratico. Alcune persone vincono, brutta parola, diciamo vengono elette, non è una gara, e perciò devono governare il Paese, la provincia, la regione o il Comune. Intesi come unione di tutti i partecipanti alla vita sociale. Tutti. Non solo la parte di chi ha avuto una percentuale più alta. Tutti, lo ridico perché sta cosa la si dimentica. Se Tizio non ha votato il sindaco Caio e Sempronio invece lo ha fatto, questo non vuol dire che Caio è solo il sindaco di Sempronio o sennò Tizio potrebbe, per esempio, non pagare le tasse comunali, non essendo riconosciuto dalla giunta. Gridiamolo chi è eletto diventa il difensore, sostenitore di tutti. Dico tutti. Il dubbio dove sta se l’utopia impernia tutto il mio essere? Nel capovolgimento delle regole elementari della democrazia. Forse è colpa dell’America che permette che un presidente dopo il primo mandato debba fare campagna elettorale per il secondo e ultimo, sta parte mi piace visto che da noi durano sempre dei “ventenni”. Deve metterci la faccia e vendersi dimenticando che sono gli elettori che in base a quello che ha fatto devono giudicare. Dai fatti e non dalle parole, specie del diretto interessato. Secondo me per il secondo mandato dovrebbe essere il partito di appartenenza fare campagna elettorale, in maniera che il presidente in causa possa esercitare il suo ruolo di “sentinella” di tutto, dico tutto, il Paese. Ecco avrete capito il dubbio. Può chi è in carica fare campagna elettorale tralasciando gli obblighi verso tutti? Nel nostro strano ma caro Paese ci saranno a giorni le elezione regionali. E tutti a far campagna elettorale come se perdere o vincere, brutte parole, debba influenzare la politica tout court dell’intero Paese. Infatti un live motive ricorrente è il risaluto quasi calcistico. Si è partiti da un sette a zero per arrivare al quattro a tre. Come se fossimo fermi a Italia Germania degli anni settanta, quel 4 a 3 favoloso. Altri tempi. Gli elettori devono decidere sulla cagnara di risultati calcistici e fede partitica, da partito politico, e poi anche andare a votare? Meglio andarci anche se la voglia è tutt’altra. Non si può lasciare questo nostro strano ma caro Paese in mano a questa gente. Ritornando a bomba mi chiedo ma può un capo di governo in carica fare campagna elettorale? L’unica semplice risposta è no. Forte e chiaro. Il capo di governo come il Presidente della repubblica rappresenta tutti, tutti, noi. Quando va negli altri Paesi mondiali va come rappresentante dell’Italia, unita, e quando prende decisioni le prende a voce nostra e tante volte sulla nostra pelle. Basta studiare un pò di storia, quella moderna non la preistoria. Della storia antica bisognerebbe solo studiare l’impero romano, lì c’era già tutto. Dimenticavo che abbiamo poca memoria, per questo ci vogliono i ripetuti e costanti quasi vent’anni per capire di esserci sbagliati. Perciò dico al capo di governo di stare nelle sedi adeguate a cercare, nessuno pretende di risolvere, troppa grazia, di risollevare il nostro strano ma caro Paese. La campagna elettorale lasciala fare ai diretti interessati. Mi metto nei panni di quest’ultimi e penso ma come fanno ad essere credibili se devono essere appoggiati dal gran capo. Sono, forse, inermi, inconsistenti o incapaci? Alla provincia, alla regione o al comune poi ci andate voi non lui. I cazzi, scusate l’espressione, sono e saranno solo vostri. E purtroppo anche nostri. Qualcuno obietta ma è il leader del Partito. E allora? Nella riunione del condominio, per esempio fossimo dello stesso partito, lo chiamo per farmi aiutare? Cazzate. E suggerisco per mettere fine alla nausea che mi assale di far in maniera che chi diventi capo di governo deve lasciare il Partito di appartenenza. Forse così sarebbe anche più libero di decidere. In questo nostro strano ma caro Paese il conflitto di interessi è sempre presente e pressante.

Altro dubbio che non lo è poi più di tanto. L’incandidabilità di certi nomi. Presentabili e impresentabili come li hanno chiamati i media. C’è una lista che per non si sa per qual motivo viene rinviata di giorno in giorno. Fino alla dimenticanza dopo le elezioni. Tirartela fuori tanto i leader hanno già detto che non se ne fanno nulla di quell’elenco. Arroganti e privi di palle, per due poltrone molti cittadini devono sorbire la presenza di certa gente, che mi augura che dimostrino la loro estraneità ai fatti a loro attribuiti. Poi in un indomani, visto che non sono poi tanto vecchi, possono a testa alta entrare dalla porta principale nella politica. Tanto le elezioni ci sono sempre e dovunque. Per adesso direi di rispettare le leggi. Senza polemica. Questo per lo meno lo dovete a noi elettori. Già il fatto che se ne discute purtroppo non è un buon segnale sulla serietà di chi verrebbe fare politica. Oppure come dice quel tipo un po’ strambo: una solida poltrona vale di più che di una buona politica.

Giovanna Nicolella.

28/05/15

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NON SOLTANTO FORNERO


Se l’ultimo governo Berlusconi ha fatto salire lo spread sopra i 500 punti, i governi che si sono succeduti dopo ci hanno poi massacrato a tasse e a tagli di servizi sociali come e ancor più di come avevano fatto precedentemente Berlusconi e Tremonti, con la passiva compiacenza del PD di Bersani, il quale già da allora tramava con Napolitano, Alfano, e con lo stesso Berlusconi, per far subentrare il governo tecnico, approvato dalla BCE, di Mario Monti. La nefasta riforma sulle pensioni e sugli esodati è stata, è vero, attuata dal governo Monti-Fornero, ma è passata grazie alla accondiscendenza del centrodestra di Berlusconi e del centrosinistra di Bersani, perchè senza i loro voti favorevoli in parlamento, suddetta riforma non sarebbe mai stata attuata. Quindi i ” signori ” Berlusconi, Meloni, La Russa, Salvini…., da un lato, e i ” signori ” Bersani, D’Alema, Bindi, Marino, Fassina…. dall’altro lato, non possono adesso prenderci per i fondelli addossando tutte le responsabilità della riforma, giudicata incostituzionale, alla sola Fornero o al solo governo Monti, come stanno cercando di fare nel tentativo di riguadagnare i consensi popolari, dal momento che sono stati loro a volere quel governo tecnico e che sono stati loro a far approvare la riforma dal parlamento. Infatti a sentir parlare oggi tutti questi buffoni, sembra quasi che, quando governavano Monti e la Fornero, si trovassero in orbita nella stazione spaziale in attesa che la Cristoforetti venisse a dar loro il cambio.

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Rubare l’anima delle vicende.


In settimana le solite catastrofi, politiche, guerre, disastri economici e altrove e poche risate, di gusto per lo meno. Inutile portare i bimbi a scuola, con la macchina per fare solo pochi metri, poi andare sul lavoro, sempre in auto tanto l’autostrada e la benzina la regalano, poi riprendere i figli, mangiare di fretta e ritornare chi al lavoro e chi a portare i bimbi per le attività didattiche e/o sportive. Oggi c’è il tennis, l’equitazione o corso di taglio e cucito? Non si può ricordarsi tutto. Alla fine tutti a casa a mangiare a vedere la TV e poi a… Sempre di corsa nella speranza che le cose del mondo si dimenticano di noi e che vanno a disturbare gli altri. Specie quelli che non hanno un cazzo da fare nella giornata. Invece niente. Tutto accade anche qua, appena fuori dalla porta e ci meravigliamo e nella nostra “stupidità” incolpiamo altro. Un bel oscuro e misterioso altro. Invece. Invece siamo qua a parlare del solito tran tran di “sotto casa nostra”. Come il balletto del rimborso dovuto ai pensionati. Si danno o non si danno? A tutti o a nessuno, oppure? Tutti, i pensionati, in attesa del… “sorteggio” favorevole. Dico i pensionati dato che le altre categorie hanno altri problemi e altre finalità, che indirettamente c’entrano molto con il rimborso. Se danno i soldi da una parte non li hanno per l’altra. L’equilibrio naturale delle cose del battito delle ali di una farfalla che si ripercuote su altro. Molte soluzioni, dare a tutti, scartata subito incolpando l’Europa, capro espiatorio perfetto, dare a pochi, scegliendo tra gli amici degli amici?, dare a nessuno, la loro idea fissa e sicura, così non scontentano nessuno, dare a rate, sa troppo di banca e nessuno le ama più le banche. Dare una tantum? Ecco la soluzione finale, dare poco e che non incide poi sulle prossime elargizioni come da legge. Naturalmente solo alle pensioni più basse. Con buona pace per chi ha scatenato, con la denuncia, il putiferio. Uno di quelli con la pensione più alta. “Cornuti e mazziati” come si dice da… ogni parte di questo strano e diviso Paese. Vedremo e prima o poi andremo ancora a votare e allora… Pensate se ogni cittadino applicasse la stessa irresponsabilità, elargita goffamente dal governo, nelle vicende di ogni giorno. Nelle rate dei mutui che non si possono più pagare, diamogli una tantum, in base al reddito, e ciao ciao ai suonatori. “Loro” stanno facendo così. Noi no, non lo permettono.

Passiamo ad altro argomento. Più leggero e frivolo. In una delle solite passeggiate giornaliere, diecimila passi all’aria, poco pulita, ma salutare, passando davanti a una scuola superiore ho visto nel parcheggio oltre alle auto, molte, bici, poche, moto, infinite, due “ape” Piaggio. Si proprio quelle che si vedono, raramente oggi, cariche della più svariata mercanzia e guidate specialmente da contadini di una certa età. La cosa ha colpito subito visto che i due mezzi sono di quanto più lontano dai giovani. Anche se a guardarli bene con quel tubo messo dietro come a sostenere altri passeggeri, posti nel cassone come antenne, potrebbe essere una nuova forma di rodeo urbano. Quando andavo a scuola c’erano molti motorini e poche auto e tutte da urlo. Per cuccare, per oltrepassare gli sfigati. Le “ape” Piaggio se ne vedevano molte ma al mercato, nelle strade sterrate e nelle campagne. Guidate da gente per lo più strana e simpatica. Come un vecchio zio dalla stazza enorme che ricordo sempre chiuso nella cabina. Lo vedevo anche fuori dall’ape ma mai lo visto salire o scendere e mi domando come faceva quell’omone a farlo. Che fossero due, uno nell’ape e uno fuori? Questi nuovi apisti me li immagino, belli come i giovani d’oggi, avete notato che non ci sono più i brutti tra i giovani?. Li avevamo tutti ai miei tempi. Oh, quanti. Oggi sono tutti alti e asciutti come sportivi. Sicuri e diciamolo, in tutta sincerità, devono essere delle specie di capobanda. Gli altri verrebbero presi in giro per tutto l’anno scolastico. Come gli sfigati di una volta. L’umiliazione fra i banchi è ancora rimasta. Stavo per fotografare i due mezzi quando mi fermo e non scatto più. Un pensiero selvaggio, libero. I nativi americani dopo che li hanno sterminati i bisonti affamandoli di fatto, dopo averli messi in riserve li volevano anche fotografare. Molti si rifiutarono dicendo che così li avrebbero anche rubato l’anima, che per loro sarebbe il ricordo di tutta la vita di gente libera. Ecco fotografarli avrebbe sminuito la visione onirica, innocua in se stessa, e avrebbe nascosto in un file digitale il mistero di quelle due “ape” Piaggio. Parcheggiate tra auto, moto e bici, vicine e tronfie.

Ultimo argomento un dubbio innocuo, inesistente e forse fasullo. Nel supermercato davanti al banco gastronomia una fila lunga impaziente. Il cliente, una donna, di turni chiede un pollo. La commessa chiede se vuole il normale a tot prezzo o quello ruspante ad altro costo. Più caro. L’attesa nella fila fa male perché ho incominciato a farmi venire dubbi atroci. Perché il pollo ruspante deve costare di più? Lo so è più sano, più libero, più selvaggio, più biologico. Ho capito. Ma ragioniamo. I polli nelle gabbie minuscole, sono stressati, non si possono muovere, mettono su grasso e mangiano mangimi che costa caro. Come caro è la corrente elettrica per illuminarli e il riscaldamento immagino. Il lavoratore che controlla. Hanno un costo. Le galline nostrane invece libere nelle aie, cortili di cascine, o nei pollai immensi. Nessuna spesa per luce e riscaldamento e poco mangime. Beccano per terra come dovrebbero fare. Senz’altro la gallina è più magra, robusta e poco stressata. Lo stress arriva quando devono prenderle e caricarle sui mezzi, nelle stie, le gabbie dei volatili secondo l’enigmistica e via. Come costo di materia prima si denota uno squilibrio evidente. Perciò si acuisce che la differenza di costo dipende dal fatto che è bio, che è di moda così. La vogliamo smettere di specularci sopra, noi consumatori vogliamo mangiare bene spendendo il giusto e non secondo il business del momento. Anche perché voglio vedere qualcuno trovare la differenza di gusto in un pollo arrostito come lo fanno nel grill del supermercato.

24/05/15

Giovanna Nicolella.

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Renzi e la “buona” ( ?) scuola


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Per ora l’unico effetto “bonario   è  la  sollevazione popolare contro Renzi.

Renzi ritratta ma è guerra di tweet…..

Il premier Renzi è stato ospite della trasmissione “Bersaglio mobile”, dove è intervenuto sulla questione della riforma scuola 2015 e, di fatto, ritrattando le sue ultimissime dichiarazioni. Quando il premier aveva detto di stare pensando agli abilitati della II fascia delle GI, intendeva dire che pensava ad uno strumento di valorizzazione del titolo, ma soltanto in vista del concorso a cattedre, che resterà l’unica modalità per le immissioni in ruolo. Sembra, insomma, che il governo escluda categoricamente la possibilità di inserimento dei docenti abilitati TFA e PAS all’interno del piano assunzioni, anche se a scorrimento e dopo l’assorbimento dei docenti delle GaE. La delusione è tanta, ovviamente, ma gli insegnanti non si arrendono perché sanno che il PD potrebbe spaccarsi al Senato e dunque hanno dato inizio ad una vera e propria battaglia con i tweet sulle pagine di molti uomini politici. Al grido di “non voteremo mai più PD“, ma anche sottolineando nello specifico e con grande capacità di sintesi le motivazioni delle richieste, la sfida al Senato sembra essersi già aperta.”

I sindacati sono stati convocati dal governo  per discutere della riforma scuola 2015.

L’incontro avverrà lunedì 25 maggio e il ministro Giannini ha lanciato immediatamente la prima provocazione: i sindacati devono dimostrare di essere una forza innovatrice e non una forza conservatrice.

Staremo a vedere….. chi la dura la vince………….

franca c.

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UNA CLOACA NEOLIBERISTA


Il governo Renzi è un governo BCE-Bilderberg, questo è risaputo, e come tale deve portare avanti le riforme necessarie a rendere l’Italia una cloaca neoliberista ancor più di quanto non lo sia già. La sua politica consiste nel portare al fallimento le piccole e medie imprese che fino ad oggi sono state il nerbo dell’economia italiana e mettere le aziende più importanti sotto il controllo di multinazionali che hanno sede all’estero. Sta inoltre avviando la smobilitazione dello stato sociale e l’eliminazione dei diritti più elementari dei lavoratori, quale è quello del licenziamento solo per giusta causa, con i sindacati ridotti ormai da anni a scendiletto dei governi in carica, sta riducendo la sanità pubblica ad un consorzio di lazzaretti nei quali andarsi a curare vorrà dire essere totalmente indigenti, mentre chi avrà soldi continuerà a curarsi in strutture private, ma finanziate con danaro pubblico. Stessa cosa sta succedendo alla scuola pubblica che sta soccombendo dinnanzi alla scuola privata, finanziata anche’essa con danaro pubblico. La scuola pubblica inoltre grazie alla riforma mussoliniana di Renzi, che darà ai presidi la possibilità di decidere sulle nomine degli insegnanti, diventerà un granaio di voti per i partiti al governo, basta selezionare i presidi giusti e, nel corso di qualche anno, si avrà un corpo docente tutto asservito alla casta di governo. Se continuerà a rimanere al potere questa classe politica, nel corso di meno di un decennio avremo un parlamento totalmente in mano al presidente del consiglio il quale potrà decidere quello che vorrà grazie all’Italicum e alla riforma del senato, in seguito alla quale questo ramo del parlamento non conterà più niente. Ma di chi è la colpa di tutto ciò? non soltanto di quelli che continuano a votare PD-FI-NCD-SEL-SC-Lega Nord, ecc..ecc.., ma soprattutto di quelli che non vanno a votare perchè, se da un lato non si riconoscono nei partiti della casta, dall’altro lato, dicono di non credere neanche nel Movimento 5 Stelle, vuoi perchè hanno assimilato tutte le false informazioni che la stampa, la TV e gli opinionisti di regime hanno diffuso a regola d’arte contro il Movimento e contro i suoi due cofondatori Grillo e Casaleggio, vuoi perchè i parlamentari del 5 Stelle non vanno in giro nè con le bandiere rosse, nè con le croci celtiche. Questi non votanti evidentemente pensano di cambiare il paese restandosene a casa ad aspettare che qualcun altro scenda dal cielo e faccia la rivoluzione, mentre loro se ne stanno comodamente seduti a guardare dalla finestra.

Italy Prime Minister Matteo Renzi (L) and President of the European Central Bank (ECB) Mario Draghi at the start of spring European head of states Summit at EU council headquaters in Brussels, Belgium, 20 March 2014.  ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++
Italy Prime Minister Matteo Renzi (L) and President of the European Central Bank (ECB) Mario Draghi at the start of spring European head of states Summit at EU council headquaters in Brussels, Belgium, 20 March 2014.
ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI
+++EDITORIAL USE ONLY – NO SALES+++
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Brutte storie al Salone del Libro di Torino. Se fosse un romanzo sarebbe un noir, ma siamo nel mondo reale e quindi è soltanto una squallida storia di un furto. Un furto grosso, di tutto l’incasso di Hacca Edizioni al Lingotto.

La giovane – ha soltanto 9 anni, nata nel 2006 – casa editrice di narrativa italiana e internazionale, ha infatti fatto sapere, tramite social network, di aver subìto un furto della cassa lì nel loro stand espositivo, il D38. Un gesto ignobile oltre che grave per gli espositori, che non si aspettavano un furto in un contesto del genere. E invece…

Così è partito l’hashtag solidale #tuttiperhacca, sui social network, per invitare tutti a comprare un libro da loro. Un gesto di solidarietà subito diventato virale alla quale stanno reagendo positivamente in molti, andando ad acquistare un libro da loro, oppure consigliando agli altri un volume Hacca da acquistare e postando foto e commenti su Twitter.

Altri invece sostengono la casa editrice ordinando per la loro libreria volumi di Hacca edizioni, come la libreria Modusvivendi di Palermo:

Insomma, un gesto davvero nobile anche da parte delle altre case editrici che in questo momento di difficoltà stanno mettendo da parte la concorrenza per darsi una mano in un settore, quello dell’editoria, che già non se la vede bene.http://www.booksblog.it/post/126340/tuttiperhacca-lhashtag-per-aiutare-hacca-edizioni

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SCORDATEVI IL MIO VOTO!


Vendola, Civati e Ferrero, vogliono fare un nuovo partito di sinistra? Ma dove sarebbe la novità rispetto al passato? Io non la vedo. In tutti questi anni ho visto soltanto partiti pseudo comunisti sotto varie denominazioni litigare fra loro, dividersi e, quando nè ebbero l’occasione, fare anche da stampella al PD. come ad esempio SEL di Vendola, che è tutt’ora alleato del PD in diverse amministrazioni locali. Perchè dovrei dunque credere che questa nuova costituente di sinistra sarà diversa dalle precedenti, come la sinistra arcobaleno, la lista Ingroia o l’attuale lista Tsipras che al lato pratico non hanno mai concluso e non stanno concludendo proprio un bel niente, visto che gli attori sono sempre gli stessi ? Per troppi anni mi son lasciato ingannare da voi, ma adesso basta, con voi ho chiuso, scordatevi il mio voto.

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Il “lupo” e i tre “argomenti”.


La settimana trascorsa è stata all’insegna di tre avvenimenti politici. Il primo riguarda l’odissea dei rimborsi ai pensionati che la Consulta ha decretato e l’Europa ha sconsigliato. La seconda riguarda la riforma scolastica dal nome roboante “la bella scuola”, Che di bella non dovrebbe avere niente visto che sembra che scontenti tutti, ma proprio tutti, Tranne l’ideatore. Terzo argomento i respingimenti dei profughi. Naturalmente ci sono anche altre notizie, il Mondo non ci risparmia niente, dai conflitti, alle catastrofi, ai drammi civili per finire alla cattiva vita di molta gente. Ritorniamo al primo punto: il rimborso degli arretrati ai poveri pensionati. Il punto cruciale, per la sottoscritta, è la mancanza di responsabilità della classe dirigente. Che casualmente è, tranne per il nome del leader in carica allora, la stessa di quell’arresto di erogamento, adeguamento al costo della vita, ai malcapitati. Qualcuno dirà visto che sono stati loro a togliere senz’altro sarà loro responsabilità far rimanere come era stato deciso. Allora i controllori dell’esatta applicazione delle leggi e la loro costituzionalità che ci stanno a fare? Il “palo” ai vari governi? No è loro responsabilità aver fatto una, noi diremo, grande cazzata ed è giusto che rimediano nell’unico modo consono. Dare gli arretrati e portare i valori allo standard della vita. A tutti, purtroppo anche alle pensioni d’oro. Fintanto che non si faccia una legge che dia un tetto a quelle basse e a quelle alte. Fino allora sono cittadini come gli altri. Dirlo costa un tremore alla mano che ho paura si blocchi. Proposta: dare come base 1500 € alle minime e 5000 € alle massime. Così le minime possono tirare avanti con dignità e quelle massime ne hanno anche da avanzo. Poi tutti quei soldi che hanno guadagnato prima che fine hanno fatto? Se li sono mangiati? Saranno cazzi loro. I poveri ci hanno vissuto, senza soldi, tutta una vita, che almeno in pensione. Qualcuno dirà ma loro hanno versato per avere le pensioni d’oro. Fate le proporzioni matematiche che volete e vedrete che per ricevere certe pensioni avrebbero dovuto versare per più di quaranta anni e forti somme. Ma certa gente prende grandi cifre solo dopo decenni e dico decenni per essere cauto nelle previsioni. Questa è polemica direte, senz’altro ma sappiate che pochi prendono molto di più dei tanti. Questa la chiamate democrazia? E lo Stato cosa fa? Invece di regolamentare le varie situazioni attende e lascia passare il tempo e intanto non decide. Per anni si è parlato di soluzioni più o meno drastiche che per il buon vivere non sono state mai applicate. Si sono fatti solo palliativi e si vede come siamo finiti. Hanno dato soldi a tutti dalle grandi opere ai magnifici expo, ai manager alle corporazioni, alle banche, a tutti quei enti che non si sa a cosa servono. Ai cinque per mille che solo una percentuale finisce dove deve finire. Ma allora vi volete decidere di fare qualcosa? La prima cosa la suggerisco io, date i soldi ai pensionati, a tutti per il momento e poi regolamentate il tutto, che visto l’età avanzata della popolazione forse con più soldi riescono a far avviare i consumi e perciò il resto. Pagate e smettetela di cercare alibi per non farlo. Tanto è inutile aspettare le prossime elezioni, primo perché sono parte minima della popolazione e perciò non ha gran che come valore. Secondo se perdete la fate pagare a noi cittadini dato che gli altri non ci penseranno a ridarci i soldi. E se invece vincete voi passerà quanto tempo per decidere, l’ovvio? E smettetela di incolpare l’Europa, loro hanno solo avvertito di stare attenti all’inflazione non di non pagare… anzi. Per ciò cosa è questo tiro alla fune, non volete pagare? Ditelo e prendete le vostre responsabilità. Certo non siete abituati a farlo noi invece povera gente quando “pecchiamo”, specie con la pubblica amministrazione, dobbiamo pagare e pagare e subito. O sennò volano i pignoramenti. Ecco fate pignorare i vostri stipendi. Anzi mettendo che lo stipendio medio di un parlamentare è di 15.000 € mensili per circa 900 deputati in un mese di blocco si risparmia circa 13.500.000 che potrebbero mettere di tasca propria. Lo so che non basta però sarebbe un buon segnale e un mese cosa sarebbe per loro? Caro capo di governo quando dici che bisogna far ripartire il Paese dici una cosa giusta ma passando dalla parte sbagliata. Il Paese siete voi con leggi, norme, buon esempio e il bene comune che dovete iniziare a fare e Noi poi vi seguiremo con i nostri limiti. Non viceversa. E poi smettetela di fare campagna elettorale, siete al servizio di un Paese intero, dico intero, non di una sola fazione. Agite, fate e smettetela di tentennare e specialmente ascoltate il Paese non solo il riflesso del vostro specchio.

L’ascoltare mi riporta direttamente alla “buona scuola”. Che già il nome è tutta una storia. Se è nata una buona scuola forse vuol dire che quella di prima era “cattiva”? Ma se veniamo dall’essere riconosciuti nel mondo, dico mondo, come una delle migliore scuole del pianeta Terra. Ed era “cattiva” quella scuola? I nostri laureati nel mondo, riconosciuti come tra i più capaci, ricordatevi che vengono dalla “cattiva” scuola. Perciò togliamo la parola buona e mettiamo scuola sostenibile, democratica, pubblica e laica, come quella di prima. Una scuola con la esse maiuscola… e basta. La Scuola. Una volta ci insegnavano che se una cosa funzionava non si cambiava. Sento gente che grida da dove incominciare. Da tutto quello mai fatto fino ad oggi. Ci si è riempiti di grandi lavori con colate di cemento a destra e a manca, spesso inutili. Possibile che non si sia arrivati a pensare alla ristrutturazione degli edifici scolastici? Anche lì ci vuole cemento, tanto e senza togliere nulla alla natura. Forse il trucco sta che le grandi opere poi rimangono alle imprese che le costruiscono con un doppio guadagno futuro. Loro si che ci pensano al futuro altro che… Invece le scuole rimarrebbero allo Stato. Ristrutturazione fisica degli immobili, al posto di grandi opere inutili, di pari passo adeguamento tecnologico del sapere con i nuovi sistemi ma con un occhio agli sprechi nei approvvigionamenti. Applicazione della meritocrazia come si usava una volta. Si entrava nel lavoro con una categoria inferiore, dopo un tot di anni si passava a quella superiore, automaticamente, e così di seguito per finire ai direttori, presidi o manager scolastici che passano solo con concorsi e solo negli ultimi cinque anni di lavoro, prima della pensione. Molti si chiederanno ma con tante idee perché non mi do alla politica? Per il semplice motivo che queste idee sono di quei cittadini che portano avanti la società e per questo la vorrebbero migliore. Anche sul punto della scuola quello che viene fuori con prepotenza è il mancato ascolto delle istituzione alle varie parti sociali, corpo insegnanti, sindacati e cittadini. Tutti a parlare di ascoltare ma anche quando lo si fa poi in definitiva non si ascolta. Non basta sedersi intorno a un tavolo, farli parlare e poi spegnere la “radio”, timbrare e andare avanti per la propria strada. Questo, lo dico a tutti, non è ascoltare e neanche parlare. Questo è menefreghismo ammalato di despotismo. Fin da piccolo sono stato educato che quando si discute alla fine sorgono compromessi e avvicinamenti fra le parti in maniere da accontentare, quasi, tutti o anche di non accontentare, quasi, nessuno. La discussione serviva per variare, insinuare, avvicinare i vari partecipanti per un unico scopo: il bene della comunità intera. Sapendo che non si riesce mai ad accontentare tutti. Ma forse per questo, penso, che sia più facile fare le cose giuste. Anche se impopolari. Dimentico che siamo sempre in perenne campagna elettorale. E cerchiamo di evitare le sceneggiate di lavagne chiarificatrici che dimostrano solo che siete “studenti” che non avete studiato. Tutti noi ci siamo trovati in quelle situazioni e le sappiamo riconoscere.

Il terzo punto è il più tosto e complicato e qui bisogna gridarlo che l’Europa non vuole, forse non può o non è in grado, di aiutare più del solito. I respingimenti, che già la parola respingere è un brutto sintomo della situazione, sono di difficile attuazione. La situazione è delicata e complessa. La parola che forse bisognerebbe usare è: esodo. Sarà colpa dei scafisti, della guerra, dell’Issi o di quello che volete ma molte persone scappano di “loro” iniziativa verso un mondo diverso, lontano da un futuro troppo certo nell’unica fine possibile, l’oblio. Scappano dalla povertà voluta dalle grandi imprese commerciali mondiali, dalla carestia dovuta allo sfruttamento di miniere e sottosuolo da parte del mondo civilizzato, dalla morte per mano armate da armi occidentali, dalle persecuzioni etniche e religiose, dalle barbarie dell’uomo, dall’indifferenza globale. Unica via di sopravvivenza quel mare che ha dato la civiltà a molti paesi. Un mare che chiamano “nostrum”, talmente nostro che lasciamo che la povera gente ci vada a morire. E quando si salvano la situazione non migliora, nessuno li vuole, ogni Paese ha purtroppo i loro guai sociali. Poi logisticamente è impensabile solo a pensarci di ospitarli tutti. Basta prendere un mappamondo per capirlo. Anche le risoluzione populiste sono irrealizzabili. Andate voi a sparare ai barconi e per ogni centro una medaglia di… merda da applicare sul petto, così alla fine sarete ricoperti di… Poi ci si mette anche l’Europa a tentennare, a non prendere decisioni o votare contro. Contro cosa? Anche loro a sparare agli scafi? Forse sarebbe ora di pensare alle politiche in quei Paesi africani da parte dell’occidente e di smettere di sfruttarli e di vendergli le armi. Ecco mandiamoli nelle ville dei venditori di armi, che se li tengano un po lì. Neanche questa è una soluzione. Come neanche scrivere queste riflessioni buttate li su un foglio. La realtà travalica le più buone intenzioni e se la natura è terribile nel suo proseguimento fedele a se stessa come possiamo essere diversi noi umani. Talmente intelligenti da distruggere tutto e tutti per avere un solo posto nel mondo. Nel potere dell’oblio.

15 maggio

Giovanna Nicolella.

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Civati lascia il PD: forse è meglio così…


civatiDopo l’ approvazione della nuova Legge Elettorale, Giuseppe ‘’ Pippo ‘’ Civati lascia il PD. Era una decisione paventata da tempo, che si e’ concretizzata quando la Camera ha approvato l’ Italicum con la fiducia, in un’ Aula semivuota. Civati lascia il Partito, tra i cori da stadio dei renziani , ‘’ Un rompicoglioni di meno ‘’ e quelli degli anti- Renzi, ‘’ Bravo Pippo, fossero tutti come te quelli della minoranza-dem ‘’. Cori agli opposti , ma accomunati da un lapidario ‘’ Se ne doveva andare anche prima ‘’. Su questo tifo da curva sud, che come più volte scritto nulla c’entra con la politica, credo non valga nemmeno il tempo di soffermarsi. Occorre invece spendere qualche parola sia sul personaggio che sulla sua estrema decisione, che sono sicuro non sia stata presa a cuor leggero dall’ interessato.

Innanzitutto, credo sia una pagina triste della storia del PD. Perché se è vero che quando un tuo elettore storico smette di partecipare alla vita del Partito e’ sempre una sconfitta, lo e’ ancora di più quando ad andarsene è un personaggio come Civati. Non possiamo prendere la cosa con indifferenza ne ancor meno con sufficienza. Civati ha partecipato alle Primarie del 2013, ottenendo 395.715 preferenze, 395.715 simpatizzanti del PD che hanno creduto in lui e nella sua idea di Partito. Lui fa parte, anagraficamente parlando,  di quella nuova generazione di classe politica, tanto sbandierata come la nuova linfa vitale del PD. Ha partecipato alla prima Leopolda ma, a differenza di tanti altri saliti sul carro del vincitore, e’ sempre rimasto coerente alla sua idea, che e’ quella di un partito di csx che debba sempre guardare a sinistra e mai a destra. Ha sempre tenuto aperto un dialogo con tutto il popolo della sx, non solo con Sel ma anche con Rifondazione e con Ingroia. Probabilmente e’ stato uno dei pochi a tenere aperto un canale di dialogo anche con quella parte dei 5 stelle che si riconosce nei valori della sinistra. Non ha rottamato persone del calibro di Prodi e Rodota’, di cui non solo riconosce il valore ma che considera ancora come una risorsa sia per il Partito che per il Paese. Non si e’ mai schierato contro il sindacato ed e’ sempre stato presente alle manifestazioni sia della CGIL che della FIOM, in quanto vede i sindacati una tutela dei lavoratori e non come i nemici del lavoro e del rinnovamento. Perdere un personaggio del genere non e’ quindi cosa da poco.

Stranamente, quelli più critici per questa sua decisione presa, sono i tanti che lo hanno sempre sostenuto in questi anni. Lo si accusa di aver lasciato la partita, di voler andarsene per creare non si sa cosa, che le battaglie si fanno internamente e che creare una forza esterna con un 3/4 % di voti non farà altro che indebolire il PD. A questi tanti amici, perlopiù giovani, vorrei spiegare del perché, personalmente, reputo questa scelta non solo sensata ma proficua per il PD.

Civati le ha provate tutte per creare all’ interno del Partito una minoranza coesa, non in antitesi col Segretario Renzi ma contraria a questo spostamento del Partito verso politiche di destra. Ha più volte minacciato di allontanarsi ma non e’ mai stato ascoltato, tanto da cucirsi addosso l’etichetta di Signor No, Bastian Contrario ed Eterno Godot. Sia all’ interno del Partito che da parte dei media, le sue idee non hanno mai trovato la giusta risonanza, sicuramente molto meno di altri personaggi. Probabilmente dopo l’incontro della minoranza –dem all’ Acquario di Roma, ha capito che le sue idee non potevano essere portate avanti da una minoranza divisa e frastagliata.

Come sono sempre stato ( e sono ) contrario ad una scissione interna, giudico questo allontanamento positivamente. Se la stessa decisione fosse stata presa da altri, la cosa sarebbe stata a mio parere negativa ma, proprio perché a lasciare e’ Civati, la cosa e’ vantaggiosa. Vista la sua storia e la sua età, potrà riunire sotto un unico simbolo quella sinistra eternamente divisa. Non sarà un togliere voti al PD ma un riappropriarsi dei voti di un elettorato deluso che non si reca alle urne, per protesta o per disaffezione. Ci riuscirà in questo ? Lo impareremo in futuro : per adesso, e’ abbastanza che qualcuno ci provi.

Buona fortuna ‘’ Pippo ‘’ : e se il tuo progetto sarà credibile, credo che tanti di noi saranno con te. Un abbraccio..

Gianluca Bellentani

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UN BRUTTISSIMO ANNIVERSARIO


Ieri 9 Maggio ricorreva l’anniversario della morte di Aldo Moro, un delitto di Stato mascherato da sequestro e omicidio di matrice terrorista. Aldo Moro, oltre a proporre il compromesso storico tra Pentapartito e PCI, si opponeva alla corrente andreottiana nella DC che sosteneva la privatizzazione della Banca d’Italia, inoltre era anche contrario alle pressioni americane del Segretario di Stato USA Henry Kissinger che chiedeva il supporto dell’Italia nell’approvvigionamento militare di Israele da basi situate in territorio italiano. Questa sua linea controcorrente gli costò tanto le simpatie dei massoni piduisti, che quelle degli USA e di Israele, ma anche quelle del Vaticano di Paolo VI, schierato culo e camicia con Andreotti, con la P2, e con Kissinger. La triste storia della sua agonia la conosciamo tutti: rifiuto di trattare con le BR da parte del governo Zaccagnini, depistaggi sulle indagini, estremo disinteresse di Paolo VI, il quale su richiesta della famiglia Moro accettò si di fare un comunicato TV diretto alle BR che tenevano prigioniero Aldo Moro, ma nel quale chiese ai brigatisti di liberare l’ostaggio senza porre condizioni per il suo rilascio, ribadendo così la linea dura del governo italiano. Questo intervento papale, anzichè migliorare la posizione di Moro, ne decretò invece la sua condanna a morte, in quanto precluse l’ultima speranza di aprire anche uno spiraglio di trattativa per cercare di salvargli la vita.

Aldo Moro

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L’ IPOCRISIA BIPOLARE


L’ipocrisia non risparmia nessuno, nè i cosiddetti buonisti, che sono per l’accoglienza senza limiti dei profughi, nè i razzisti che invece invocano misure drastiche, come quella di affondare i barconi con i missili droni. La verità è che nessuno dei due gruppi ha la più pallida idea di come mettere in pratica ciò che propone, e che pertanto lo scopo di tutte queste loro elucubrazioni, non è cercare di risolvere seriamente il problema dei rifugiati, ma semplicemente quello di dividere politicamente l’opinione degli italiani.

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GIOVANI IN GAMBA ( 2° PUNTATA )


daniele ascione
un piatto preparato da Daniele

Dopo il primo incontro con i giovani catanesi ( Giovani catanesi ….in gamba.. ) incontriamo  oggi un giovanissimo babbo romano che ,dedicandola al piccolissimo fIglo ,ci rilascia una deliziosa intervista.

La sua professione  CUOCO ….precisamente personal chef .

 “Sono Daniele Ascione . di Roma ho 20 anni sono e nonostante la mia giovane età ho un bambino di 1 anno e 7 mesi , la mia ragione di vita, vivo con la mia ragazza, e da quando è nato Leonardo ho sentito il dovere di darmi da fare, lavorando, fortunatamente facendo ció che amo.

A 16 anni ho lavorato per la prima volta in una cucina, ma diciamo che ho cominciato ad avere grandi responsabilità nel mio primo vero ristorante( Le garage Restaurant) a Testaccio , ho lavorato poi come capopartita ai primi nel ristorante (al 59) al centro di roma a due passi da Piazza del Popolo, ed ho avuto la fortuna ultimamente di lavorare con chef stellati, tramite il Cohouse Temporary restaurant di Roma .

Inoltre l’idea di fare il personal chef è nata quest’anno dopo essere andato a cucinare a casa di un mio professore di scuola/amico che mi ha fatto capire che questa poteva essere una forma di lavoro intelligente.

Vorrei andare all’estero a lavorare e magari aprirmi un mio ristorante oppure essere lo chef di un ristorante con un riconoscimente Michelin , amo cucinare prettamente piatti salati, ma amo anche i dolci, il mio cavallo di battaglia è sicuramente ( tonnarelli con gamberi e ciliegia) che ho tatuato sul mio braccio. “

Daniele ha aperto una pagina FACEBOOK allo scopo eccola qui .

Gli chiediamo cosa possiamo augurargli e ironicamente riponde “Per l’augurio non so cosa dirti ahaha “.. ovviamente l’augurio nostro è di avere successo con il suo originalissimo lavoro .

AUGURI DANIELE !!!!!

Franca  C.

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MATTARELLA=NAPOLITANO TRIS ?


Eravamo tutti convinti che Napolitano fosse andato in pensione e che al posto suo fosse subentrato un nuovo presidente, invece no. Napolitano ha semplicemente cambiato look facendosi crescere i capelli, ma per il resto non ha perso la mano: anche con un look diverso è rimasto la penna più veloce del West, rapidissimo nel ratificare quello che vuole il governo, anche se di tratta di leggi di dubbia costituzionalità quale è appunto la nuova legge elettorale denominata ” l’Italicum “. Personalmente non avevo dubbi in proposito: quando mai il PD avrebbe proposto e votato in massa un candidato presidente della repubblica se non era più che sicuro che questo fosse schierato dalla sua parte? Pertanto chi si era illuso che con Mattarella le cose sarebbero cambiate, vuol dire che non ha capito una mazza di quello che da circa due decenni sta succedendo in Italia, e cioè da quando i poteri forti hanno preso direttamente in mano il governo della nazione con Prodi e con Berlusconi, dopo aver sciolto tutti i vecchi partiti, diventati ormai obsoleti, e averne costituito di nuovi per far credere alla gente che tutto sarebbe cambiato. E in effetti tutto è si cambiato, però in peggio. Bisogna inoltre ricordare che Renzi viene dopo altri due governi Quisling della BCE, ossia quello di Mario Monti, al quale è succeduto quello di Enrico Letta, per poi arrivare appunto a quello attuale di Matteo Renzi, tutti governi eletti sotto l’egida di Giorgio Napolitano, il quale a sua volta fu rieletto per altri due anni perchè così venne concordato tra le forze politiche di centro destra e di centro sinistra, naturalmente con l’assenso della BCE, dell’UE, e in particolare con quello di Angela Merkel. Sotto certi aspetti noi siamo anche peggio della Grecia, perchè mentre nel paese ellenico ogni tanto governa qualcuno che, come Alexis Tsipras, fa almeno finta di contrastare la BCE, senza naturalmente riuscirci, qui in Italia governa invece Matteo Renzi che sbandiera con orgoglio la sua totale sudditanza alla Troika, ( che almeno Tsipras contesta a parole ) e che va in giro per l’Europa mostrando con compiacenza la sua sottomissione ai capi di governo dei paesi più forti dell’ UE, ossia, Hollande e Angela Merkel. La differenza tra Tsipras e Renzi è che Tsipras per governare deve almeno far finta di ribellarsi ai poteri forti, mentre Renzi può invece governare tranquillamente anche mostrandosi palesemente culo e camicia con essi. Si poteva quindi pensare che Renzi avrebbe proposto Mattarella come presidente della repubblica se non fosse stato sicuro di averlo dalla sua parte?

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CIVATI ABBANDONA IL PD PER IL GRUPPO MISTO


Civati lascia il PD per il gruppo misto? Forse qualcuno griderà “Alleluia “, ma io non sono fra quelli, non soltanto perchè non mi preoccupo in particolar modo di quello che succede nel PD, partito del quale non mi frega più un accidente già da parecchio, ma anche perchè questo strappo di Civati era ormai nell’aria da tempo, quindi la cosa non mi stupisce più di tanto. Ma cosa aggiungono o in cosa si differenziano, sostanzialmente, le posizioni di Civati rispetto a quelle di SEL, partito che in parlamento è all’ apposizione del governo Renzi, ma che in molte regioni e in molti comuni è ancora in coalizione col PD ? secondo me non aggiungono niente e non si differenziano in niente perchè le sue argomentazioni sull’€ e sul’UE, avendo egli detto che, secondo lui, l’ uscita dall’€ sarebbe pura follia e che quindi non condivide le scelte dei Cinquestelle i quali invece hanno fatto del referendum sull’€ uno dei punti chiave del loro programma. lo mettono esattamente sulla stessa linea di Vendola e di SEL. Quindi è evidente che si tratta di pura follia anche quella di coloro che auspicano un’adesione del fuoriuscito piddiino Civati al nostro Movimento e che ritengono addirittura opportuno che Beppe Grillo lo inviti ufficialmente ad entrare nel Movimento 5 Stelle. Non giudico Civati nè migliore nè peggiore di altri cosiddetti dissidenti piddiini, e se è uscito dal partito di Renzi è stato perchè evidentemente l’ormai ex piddiino si è convinto che per lui non ci fosse più la possibilità, o soprattutto la convenienza, di continuare a far parte di una minoranza interna al PD che non conclude niente perchè di fatto non conta un bel niente. Come ho già avuto spesso occasione di dire, diffido di tutti coloro i quali affermano di poter fare un governo che metta in atto una politica economica fuori dai parametri di austerità imposti a tutti gli stati dell’UE dalla BCE, e quindi in netto contrasto con essa, restando però nell’€ e non contestando come un’autentica truffa lo spread e il pagamento degli interessi sul debito alle banche d’affari. Di conseguenza, non mi hanno mai convinto coloro che in Italia sono rimasti ammaliati da Alexis Tsipras, e i fatti mi stanno dando ragione, perchè la prevista riforma economica, tanto reclamizzata da Syriza nella campagna elettorale in Grecia, e tanto osannata in Italia da politici come Vendola e Bertinotti, a pochi mesi dall’ insediamento di Tsipras alla guida della Grecia, si è già arenata, come una balenottera spiaggiata, per il no congiunto della BCE e dell’ UE alla politica di anti austerity che volevano attuare Tsipras e il suo ministro per l’economia Yanis Varufakis. Possibile che Tsipras e Varufakis pensassero davvero ad un esito diverso? Io non ci credo, così come non credo al PD, alla sinistra dei Vendola, delle Boldrini, dei Bertinotti e dei Civati, e alla destra dei Salvini, delle Meloni e dei Berlusconi.

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BLACK BLOCK, E TUTTO PASSA IN SECONDO PIANO


Bastano poche ore per distruggere tutto: Vetrine, auto, un movimento di protesta, il sostegno della gente. E’ esattamente ciò che è capitato nel MayDay 2015. Il pericolo dei Black Bloc era previsto da mesi, eppure non si è riuscito a far nulla per evitare ciò che è successo. O semplicemente, non si è voluto far nulla. Qualunque sia il verbo da adottare, il risultato di tutto ciò è sotto i nostri occhi. E’ facile commentare le distruzioni di negozi ed autovetture avvenute a Milano. Ancor più facile, sarebbe sottolineare l’idiozia di questi individui. Questo perché non c’è alcun motivo valido per giustificare l’accaduto. Se il messaggio era: “Combattere il capitalismo e le sue sfaccettature”, comunque non si è riusciti a farlo. Questo perché il capitalismo non è l’auto del privato cittadino, o la bottega di qualche poveraccio. Il capitalismo è ben altro. Così facendo, invece, si è voluto dimostrare al mondo quanto fossero confuse le idee di queste persone. Il messaggio che è venuto fuori dalle devastazioni del primo Maggio, è stato quello di distruggere ciò che è facilmente attaccabile, come auto o negozi, senza avere alcuna voglia di combattere ciò che invece andrebbe combattuto. E soprattutto, si è oscurato completamente il dissenso verso l’EXPO…  […]

http://www.orizzonteuniversitario.it/2015/05/06/black-block-e-tutto-passa-in-secondo-piano/

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IL GOVERNO RENZI ? UN GOVERNO QUISLING DELLA BCE


Il governo Renzi non pensa nè al lavoro, nè alla scuola, nè alla sanità, nè all’ordine pubblico, nè ai diritti costituzionali dei cittadini. Il governo Renzi si preoccupa soltanto di mantenere in piedi la baracca Italia il giusto tanto che serva a pagare gli interessi sul debito alle banche che hanno in pancia i nostri bond, e a trovare la strada più rapida per svendere il nostro paese alle multinazionali straniere, di conseguenza non ha nessun interesse a favorire una ripresa della nostra economia nazionale che, per essere avviata, necessiterebbe di investimenti di danaro pubblico a sostegno di quelle attività che oggi si trovano in crisi e di quei milioni di cittadini che si trovano in miseria, perchè questo significherebbe liberarsi dalle pastoie dell’austerità imposta da Bruxelles, e quindi fare una politica economica del tutto in contrasto con gli ordini che Matteo Renzi ha ricevuto dalla Troika e direttamente da Angela Merkel. I partiti politici italiani, dal PD all’ FI, all’NCD, a SEL, per finire con Fratelli d’Italia e con la Lega Nord, sono tutti legati in un modo o nell’altro alle banche private d’affari e ai loro interessi, e Renzi sa benissimo che un’economia diversa da quella voluta dalla BCE porterebbe ad un crollo dell’attuale sistema che travolgerebbe anche tutti i politici italiani dei vecchi partiti e le loro amate poltrone. Quanto sta succedendo in Italia è già successo in Grecia con i passati governi, e sta succedendo oggi con quello attualmente in carica di Tsipras, che aveva fatto esultare i Greci, i quali speravano finalmente in una svolta anti austerity, invece è rimasto impigliato anche lui nella rete dell’ UE e della BCE, le quali di politiche di solidarietà sociale e di pubblici investimenti per il rilancio delle economie nazionali non ne vogliono neanche sentir parlare. Pertanto l’alternativa è soltanto una: uscire dall’UE e dall’ €, e chi dice di poter attuare politiche di risanamento dell’economia reale e di solidarietà sociale restando nell’€ con questa UE e con questa BCE, mente ben sapendo di mentire!

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Nuova legge elettorale.


Finalmente sono riusciti a fare una “nuova” legge elettorale. Un parto lungo e travagliato e come insegna la storia quando un parto è lungo e travagliato qualcosa di non chiaro esce fuori, con le dovute conseguenze purulente. Con tanti problemi che ci sono, ancora da risolvere. Va da sé che qualcosa dovevano pur fare? Come fanno sennò a giustificare quel po’ di denaro pubblico che prendono? Certe se, certe volte, non facessero niente forse… Saputa la notizia la maggioranza ha esultato. Prevedibile. Però, basta uscire di casa e guardarsi intorno. Il cielo è nuvoloso, non doveva sorgere il sole sull’avvenimento tanto atteso?, i negozi sono mezzi vuoti come al solito, un costante ripetersi ogni giorno, i lavoratori sono ancora lì dai Sindacati per ragguagli sul loro futuro. I giovani manco l’ombra. Chi dorme, chi a scuola, chi ancora di ritorno da chissà dove. Nessuno al lavoro. Mi correggo neanche a scuola, sciopero del settore scolastico contro la buona scuola. Buona ad andare in pezzi, fisicamente e moralmente. Buona scuola, buona legge elettorale, buona giornata, mai buon lavoro, mai buona società, mai buona salute. Se c’è una cosa buona e sottinteso che ci deve essere una cos(in)a cattiva da qualche parte. Ho capito, siamo noi. Che non accettiamo le briciole, fisiche, morali e culturali, che ci elargiscono giornalmente. E in più abbiamo quel desiderio morboso di andare a votare e per cui loro si devono impegnare a inventare nuovi leggi e disposizioni. Bando alle polemiche, ben venga la nuova legge elettorale e speriamo che qualcuno la spieghi a noi elettori, quelli rimasti, cosa cambia, cosa c’è di diverso, cosa e come può servire e chiediamoci a chi giova? Forse a noi? Noi, elettori in via di estinzione, da che mondo è mondo si andava a votare con la nostra carta d’identità, la scheda elettorale e la consapevolezza di cambiare il mondo. Ci si divertiva a leggere il grande murales di carta dove campeggiavano i vari partiti, tanti e sempre in aumento, i vari simboli, quasi tutti uguali, a giocare a trovar la differenza se sei capace, gli elenchi, poco visibili per mancanza di spazio, dei canditati. La maggior parte per sbrigarsi, visto che nella cabina non si può portare il murales di carta o altro, segnava solo il simbolo del partito e se non aveva gli occhiali sbagliava pure. E i candidati? Li sceglievano i leader di partito o forse noi tramite loro. Poi vennero le liste già preconfezionate con nomi mai sentiti o troppo noti al di fuori della politica. Noi intanto continuavamo a segnare il simbolo del partito e con gli occhiali questa volta. Gli occhiali hanno svegliato la coscienza di molti sul trucco delle eguaglianze e perciò si sono astenuti sempre di più. Fregati una volta va bé, due è concesso ma il terzo sarebbe solo presa per il culo. E i tanti partiti? Come mai non hanno pensato anche lì a delle liste preconfezionate? Cosi basta scegliere tra pari e dispari, chiedendo scusa a pari e dispari, inteso come gioco. La nuova legge elettorale da cosa si differenzia dalle altre, chi lo sa? I canditati li scegliamo noi cittadini dicono. Ma quando mai? Quelli che conosco sono delle mie parti e visto che non siamo tantissimi questi non verranno mai scelti e allora? Li scegliamo noi? Ma andate a… Chi vince oltre una certa percentuale governa da solo. Primo , la percentuale è talmente alta che a parte le ultime Europee non si è mai raggiunta. E non credo che verrà mai più raggiunta. Secondo cosa serve ad andare a votare se chi vince non può governare? Anche con il minimo scarto? Terzo le coalizioni servono solo ai giornalisti per i loro servizi e i loro giornali e a far incazzare i cittadini per il loro sporco gioco del cambio di casacca. Coalizioni amiche che partono da una parte per arrivare dalla parte opposta nemiche e ribaltare l’ovvio, per la loro logica clientelare. Qui avrei un idea: se un gruppo cambia schieramento tutti a casa e ridare indietro i soldi e senza venire rimpiazzati. Se rimangono e fanno ostruzionismo allora spetta ai partiti mandarli a casa e sostituirli con gente un po più seria. Anzi visto che a tutti piacciono i capi gruppi perché non teniamo solo quelli e risparmiamo sugli altri? Qualcuno l’aveva già detto? Lo so ma anche certa gente ogni tanto dice cose serie. Magari per sbaglio. Quante cose si possono fare con i soldi pubblici specialmente per rispalmarli. Poi tutti ma proprio tutti sempre a dire che una legge elettorale ci voleva e adesso tutti a dire che fa schifo. A parte che chi governa dovrebbe avere la responsabilità di fare le leggi e gli altri se non riescono a bloccare, incanalare e stravolgere l’altrui potere dovrebbero avere il buon senso di tacere e dare speranza in un prossimo futuro. Quando saranno loro al governo si faranno anche loro una nuova legge elettorale, tanto ci siamo abituati, e avanti di questo passo. Sembra un circolo vizioso? Lo è. Primo perché ci sono le stesse facce per da decenni, secondo ci sono sempre gli stessi amici degli amici, terzo l’unica cosa che cambia è la casacca di appartenenza. Un idea: se un politico dice che sparerebbe sui barconi, per esempio, lo si manda a farlo sul serio. E guardiamo cosa succede. Un altro dice che l’acqua è potabile una tanica per dimostrarlo potrebbe bersela. Un altro dice di dare lavoro a un milione di giovani ebbene se non riesce li paga lui per i quaranta anni lavorativi. Non si risolverebbe niente lo stesso ma per lo meno, forse, non direbbero più cazzate. Magari. Habemus legge elettorale e allora? A noi cittadini e specialmente ai pensionati intesserebbe di più sapere come e quando ricevere gli arretrati sacrosanti che spettano. Anche lì finirà tutto a catafascio e con un: chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto. E gli altri? Farsi un partito e comprare diversi stock di casacche. Oppure… Oppure!

5 maggio 2015

Giovanna Nicolella.

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STORIA DEL PD IN BREVE


Il PD? un partito mafio-massonico democristiano con tendenze all’autoritarismo fascista di vecchia scuola, gabbato da partito di sinistra e da amico dei lavoratori. Non si deve però pensare che lo sia diventato soltanto adesso che sta sotto le direttive di Renzi, perchè lo è sempre stato fin dalla sua nascita. Basti pensare ai cinquecento e passa espulsi in quanto erano contrari alla TAV, all’acquisto degli F35, al suo appoggio al governo Monti e alle riforme della Fornero, ad Equitalia , allo Scudo Fiscale, nonchè al Lodo Alfano, voluto da Berlusconi. Era già un partito di banche fallimentari e di appalti truccati ai tempi di Prodi, Veltroni, Franceschini e Bersani, ma agiva in penombra perchè l’opinione pubblica era tutta concentrata sulle malefatte di Berlusconi, il più devoto alleato del PD. In pochi quindi si accorsero per tempo delle numerose malefatte del PD, e tra quei pochi per fortuna c’era anche il nostro Beppe Grillo.

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MA QUANDO LA GENTE APRIRA’ GLI OCCHI ?


I black bloc lasciati indisturbati dalla polizia sia a Milano come a Genova, sono un classico esempio di come il sistema protegga se stesso. Lo scopo è sempre lo stesso, far montare la rabbia dell’opinione pubblica in seguito agli atti vandalici commessi da questi fascisti violenti che si infiltrano nelle manifestazioni antigovernative come quella contro l’EXPO, per far poi ricadere la colpa su tutti i manifestanti la maggioranza dei quali sfila in corteo, a volto scoperto e pacificamente. Stranamente a Milano come avvenne al G8 di Genova, i black bloc che sono gli unici a girare muniti di caschi, bastoni e molotov non vengono quasi mai intercettati dalla polizia e possono quindi commettere i loro misfatti in quasi assoluta tranquillità, come se la polizia avesse paura di scontrarsi con loro. Ma quando la gente aprirà gli occhi ?

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