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Civati lascia il PD: forse è meglio così…


civatiDopo l’ approvazione della nuova Legge Elettorale, Giuseppe ‘’ Pippo ‘’ Civati lascia il PD. Era una decisione paventata da tempo, che si e’ concretizzata quando la Camera ha approvato l’ Italicum con la fiducia, in un’ Aula semivuota. Civati lascia il Partito, tra i cori da stadio dei renziani , ‘’ Un rompicoglioni di meno ‘’ e quelli degli anti- Renzi, ‘’ Bravo Pippo, fossero tutti come te quelli della minoranza-dem ‘’. Cori agli opposti , ma accomunati da un lapidario ‘’ Se ne doveva andare anche prima ‘’. Su questo tifo da curva sud, che come più volte scritto nulla c’entra con la politica, credo non valga nemmeno il tempo di soffermarsi. Occorre invece spendere qualche parola sia sul personaggio che sulla sua estrema decisione, che sono sicuro non sia stata presa a cuor leggero dall’ interessato.

Innanzitutto, credo sia una pagina triste della storia del PD. Perché se è vero che quando un tuo elettore storico smette di partecipare alla vita del Partito e’ sempre una sconfitta, lo e’ ancora di più quando ad andarsene è un personaggio come Civati. Non possiamo prendere la cosa con indifferenza ne ancor meno con sufficienza. Civati ha partecipato alle Primarie del 2013, ottenendo 395.715 preferenze, 395.715 simpatizzanti del PD che hanno creduto in lui e nella sua idea di Partito. Lui fa parte, anagraficamente parlando,  di quella nuova generazione di classe politica, tanto sbandierata come la nuova linfa vitale del PD. Ha partecipato alla prima Leopolda ma, a differenza di tanti altri saliti sul carro del vincitore, e’ sempre rimasto coerente alla sua idea, che e’ quella di un partito di csx che debba sempre guardare a sinistra e mai a destra. Ha sempre tenuto aperto un dialogo con tutto il popolo della sx, non solo con Sel ma anche con Rifondazione e con Ingroia. Probabilmente e’ stato uno dei pochi a tenere aperto un canale di dialogo anche con quella parte dei 5 stelle che si riconosce nei valori della sinistra. Non ha rottamato persone del calibro di Prodi e Rodota’, di cui non solo riconosce il valore ma che considera ancora come una risorsa sia per il Partito che per il Paese. Non si e’ mai schierato contro il sindacato ed e’ sempre stato presente alle manifestazioni sia della CGIL che della FIOM, in quanto vede i sindacati una tutela dei lavoratori e non come i nemici del lavoro e del rinnovamento. Perdere un personaggio del genere non e’ quindi cosa da poco.

Stranamente, quelli più critici per questa sua decisione presa, sono i tanti che lo hanno sempre sostenuto in questi anni. Lo si accusa di aver lasciato la partita, di voler andarsene per creare non si sa cosa, che le battaglie si fanno internamente e che creare una forza esterna con un 3/4 % di voti non farà altro che indebolire il PD. A questi tanti amici, perlopiù giovani, vorrei spiegare del perché, personalmente, reputo questa scelta non solo sensata ma proficua per il PD.

Civati le ha provate tutte per creare all’ interno del Partito una minoranza coesa, non in antitesi col Segretario Renzi ma contraria a questo spostamento del Partito verso politiche di destra. Ha più volte minacciato di allontanarsi ma non e’ mai stato ascoltato, tanto da cucirsi addosso l’etichetta di Signor No, Bastian Contrario ed Eterno Godot. Sia all’ interno del Partito che da parte dei media, le sue idee non hanno mai trovato la giusta risonanza, sicuramente molto meno di altri personaggi. Probabilmente dopo l’incontro della minoranza –dem all’ Acquario di Roma, ha capito che le sue idee non potevano essere portate avanti da una minoranza divisa e frastagliata.

Come sono sempre stato ( e sono ) contrario ad una scissione interna, giudico questo allontanamento positivamente. Se la stessa decisione fosse stata presa da altri, la cosa sarebbe stata a mio parere negativa ma, proprio perché a lasciare e’ Civati, la cosa e’ vantaggiosa. Vista la sua storia e la sua età, potrà riunire sotto un unico simbolo quella sinistra eternamente divisa. Non sarà un togliere voti al PD ma un riappropriarsi dei voti di un elettorato deluso che non si reca alle urne, per protesta o per disaffezione. Ci riuscirà in questo ? Lo impareremo in futuro : per adesso, e’ abbastanza che qualcuno ci provi.

Buona fortuna ‘’ Pippo ‘’ : e se il tuo progetto sarà credibile, credo che tanti di noi saranno con te. Un abbraccio..

Gianluca Bellentani

Un pensiero riguardo “Civati lascia il PD: forse è meglio così…

  1. non condivido un assioma di fondo del tuo articolo ovvero che il disaccordo sia nato dalle politiche di destra di Renzi osteggiate da Civati. Io non credo che Renzi faccia politiche di destra, non penso che il Job act sia di destra come non penso che l’italicum sia una cattiva legge. Quello che riesce insopportabile a Civati, e alla frastagliata opposizione dem, è l’ansia del fare ad ogni costo di Renzi, cio che lui chiama uscire dalla palude; in questo a mio avviso Renzi sta riuscendo ma si scontra con la vecchia mentalità del PD, la mentalità perdente.

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