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LA PSEUDO SINISTRA ITALIANA


Io non so chi vincerà il referendum in Grecia, ma in Italia una certa congrega di partituccoli di pseudo sinistra che dicono di appoggiare le scelte di Tsipras ma che in realtà sono a sostegno dell’€ e dell’ UE e che albergano sotto l’ala protettiva del PD, anche se a parole dicono di contestarlo, preoccupati dal fatto di essere stati ormai surclassati dal Movimento 5 Stelle, unica forza politica di vera opposizione al governo e agli infami trattati UE, approvati anche dai membri di questi partituccoli, non potendo fare altro, cercano di gettar fango su Beppe Grillo, euro scettico della prima ora, accomunandolo a Salvini e a Berlusconi, che invece votarono entrambi a favore dei trattati UE, e che erano euro convinti fino a pochi anni or sono, ma che sono diventati euro scettici unicamente per cercare di portar via consensi a Beppe Grillo e al Movimento 5 Stelle, pronti però a ritornare sui propri passi e a riallacciare anche i rapporti col PD, qualora si dovesse andare ad elezioni. Quello che questi pseudo comunisti fanno finta di non vedere è che mentre Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle costituiscono una vera spina nel fianco per i partiti al governo e per tutto il sistema massonico-politico consociato con le banche nazionali ed estere, del quale fanno parte anche questi comunistuccoli che difendono l’€, Salvini, Berlusconi, La Russa, Meloni, ecc.. ecc.. stanno soltanto cercando di prendere gli elettori un’altra volta per i fondelli, sperando di far dimenticare che in questi ultimi vent’anni si sono alternati al governo con Prodi, Bersani, D’Alema, ecc… e che fino a poco tempo fa Berlusconi andava persino a braccetto con Renzi. Che genere di affidabilità potrà mai quindi dare gente del genere, corresponsabile dell’attuale disastro economico, ad un elettore che abbia un minimo di buon senso? e inoltre, che genere di affidabilità potranno mai dare gli stessi politici di questi partituccoli di sinistra che in tutti questi anni non hanno mai fatto nessuna opposizione degna di tale nome e che attaccano invece il Movimento 5 Stelle, unica forza politica che si ribella per davvero al consociativismo tra politica, massoneria e mafia?

NICHI VENDOLA SILVIO BERLUSCONI

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Delega Pa: nei concorsi non varrà solo il voto di laurea, ma anche l’ateneo


Nei concorsi pubblici a fare la differenza non sarà più solo il voto di laurea: potrà contare anche l’Università. Lo prevede un emendamento appena approvato alla delega sulla Pubblica amministrazione, al voto in commissione Affari costituzionali della Camera, che parla di «superamento del mero voto minimo di laurea quale requisito per l’accesso» e «possibilità di valutarlo in rapporto ai fattori inerenti all’istituzione che lo ha assegnato».

Dirigenti licenziabili solo dopo «valutazione negativa»
Non è l’unica novità varata in commissione. I dirigenti pubblici potranno essere licenziati se privi di incarico per un certo periodo ma non sarà l’unica condizione richiesta: l’uscita dal ruolo scatta solo se prima c’è stata una sostanziale “bocciatura” da parte dell’amministrazione. Il collocamento in disponibilità – si legge in un emendamento approvato – sarà «successivo a valutazione negativa».

Niente bonus ai manager se il risultato è negativo
Con un’altra proposta di modifica targata M5S e approvata ieri sera, è stato invece stabilito che gli amministratori di società pubbliche che otterranno risultati negativi non riceveranno bonus o trattamenti economici variabili. «L’emendamento, modificato rispetto a quello proposto inizialmente dal Movimento – spiegano i parlamentari a Cinque Stekke – prevede infatti che l’erogazione di compensi variabili sia legato ai risultati economici ottenuti. Ora sarà fondamentale verificare come il governo tradurrà questo risultato nei decreti delegati. È importante che i bonus siano legati ai risultati, e non solo a rendita di posizione».

Meno discrezionalità nelle nomine dei direttori Asl
E ancora: con un altro emendamento, proposto dal Pd, si limita la discrezionalità nelle nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere: le Regioni nomineranno i Dg non solo basandosi semplicemente sulla rosa di candidati ricavata dall’apposito elenco nazionale attraverso la commissione ad hoc, ma la selezione avverrà tra coloro che hanno aderito al bando, «previo avviso della Regione», esprimendo il loro interesse per la postazione in palio. Insomma si vogliono evitare selezioni poco agguerrite, con candidati non interessati (tutti tranne uno, magari). Restano ferme le regole sulla trasparenza e il monitoraggio delle operazioni.

2 luglio 2015

 http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-07-02/delega-pa-concorsi-non-varra-solo-voto-laurea-ma-anche-l-ateneo-185458.shtml?uuid=
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