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Pubblicità Integratori Alimentari.


integratori-alimentari-300x185La pubblicità degli integratori alimentari rivolta al pubblico non è sottoposta ad alcuna preventiva autorizzazione da parte del Ministero. È libera, sotto la responsabilità di chi ha posto in commercio il prodotto.

Bisogna prestare particolare attenzione che non vengano mai attribuite proprietà farmacologiche a un integratore alimentare. In altre parole i claims che fanno riferimento alla salute non devono essere mai riconducibili ad attività di cura e di modifica/miglioramento di condizioni patologiche.

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Riscaldare casa, un salasso: in Italia cresce la povertà energetica.


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Viviamo in case ostili dal punto di vista climatico: troppo fredde d’inverno e calde d’estate. Si fa strada una nuova categoria, la fuel poverty: in Italia i potenziali destinatari del bonus luce sono circa 3,5 milioni di famiglie; 2,5 milioni per il bonus gas. Ma in tanti non ottengono alcuna agevolazione.

Quanto spendiamo per il confort climatico della nostra casa? Parecchio: in media dai 1500 ai 2000 euro l’anno. Ma la situazione non è uguale per tutti: chi vive in case poco efficienti dal punto di vista energetico può arrivare a consumare anche dieci volte di più di chi abita in appartamenti ben isolati. In Italia sono tante le case ‘colabrodo’, come denuncia un recente studio di Legambiente. Tanto che per alcune famiglie – in difficoltà con i consumi energetici – è stato coniato il termine fuel poverty, per indicare le difficoltà economiche di accesso all’energia e gas a causa dei costi elevati. Costi che potrebbero essere ridotti del 50% con interventi di efficienza energetica negli edifici e con impianti all’altezza della situazione, secondo l’associazione ambientalista.

 

Le case ‘colabrodo’. Legambiente ha scattato otre 500 termografie (foto a infrarossi) in 45 città italiane, inquadrando edifici pubblici e privati. Le case meno isolate, anche di recente costruzione, si trovano a Roma, Firenze, Bologna e Milano, Foligno, Pesaro, Pescara e Pisa. Rivelano problemi d’isolamento termico persino gli stessi palazzi ministeriali, la sede dell’Enea e delle Regioni Emilia Romagna e Molise.

 

La fuel poverty. La povertà energetica è un fenomeno recente ma in continua crescita, anche a causa dell’incremento dei costi dell’energia per le utenze domestiche. In tutta Europa sono sull’orlo della fuel poverty un numero di cittadini tra i 50 e i 125 milioni. Sono considerate in povertà energetica – secondo la definizione coniata nel Regno Unito – le famiglie che spendono più del 10% del proprio reddito per i propri bisogni di energia, elettrodomestici compresi, e per dotare la propria abitazione di un sufficiente livello di comfort e di salubrità. In Italia i bonus (elettrico e gas) attivi dal 2009 rappresentano lo strumento principale per contrastare il fenomeno.

 

I bonus sociali. Nel nostro Paese, rivela un rapporto dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico (Aeegsi), coloro che potenzialmente hanno diritto al bonus luce sono circa 3,5 milioni di nuclei, mentre potrebbero godere del bonus gas 2,5 milioni di famiglie. Si tratta di famiglie disagiate: casalinghe (20,3%), operai, disoccupati e pensionati residenti a Sud e nelle Isole. Spesso nuclei numerosi o con un solo genitore, residenti in aree rurali o piccoli condomini con presenza di disabili, malati cronici e pazienti con patologie invalidanti in casa. Tuttavia, per la scarsa informazione, molti di questi destinatari non hanno mai ottenuto il bonus. Aumentano, anno dopo anno, anche le famiglie morose che ricevono la minaccia di sospensione delle forniture di energia elettrica e gas : per l’energia elettrica, nel 2013, sono state 1,7 milioni di famiglie; per il gas, invece, sono state 360.000 famiglie. Per molte di queste si arriva al distacco delle forniture.

 

Come ottenere i bonus. Il bonus sociale elettrico è un sussidio introdotto dal governo ormai nove anni fa (con il DM 28/12/2007). Si tratta di un’agevolazione che riduce la spesa sostenuta per la fornitura di elettricità. Utile soprattutto alle famiglie in cui viva un malato grave che debba usare macchine elettromedicali per il mantenimento in vita. Consente un risparmio del 20% della spesa media annua presunta. Si può richiedere al Comune di residenza, compilando un moduloscaricabile online. Il bonus gas, invece, è una riduzione sulle bollette del gas riservata alle famiglie a basso reddito e numerose: clienti domestici che utilizzano gas naturale con un contratto di fornitura diretto o con un impianto condominiale. I requisiti per ottenere entrambe le agevolazioni sono: un ISEE non superiore a 7500 euro o 20.000 euro se il nucleo ha più di tre figli a carico.

 

L’obbligo di certificazione energetica. Prima ancora che svenarsi per tenere acceso il termosifone tutto l’inverno e il climatizzatore da mattina a sera, è importante vivere in abitazioni efficienti dal punto di vista climatico. Di cosa preoccuparsi? Fondamentale è l’isolamento termico dell’appartamento, che si ottiene sostituendo finestre e serramenti, ma anche realizzando un cappotto isolante sul solaio ed eventualmente dotandosi di un impianto fotovoltaico per produrre energia solare. Chi realizza questi interventi può godere di notevoli sgravi fiscali che l’ultima Legge di stabilità ha esteso a tutto il 2016.

 

Dal 2012 tutti gli immobili in vendita e in affitto devono essere dotati di attestato di certificazione energetica (che divide le case in sette classi, dalla A alla G, dalla meno ‘energivora’ a quella più dispendiosa). Ville e case di ultima categoria possono arrivare a consumare anche 16 litri di gasolio per metro quadro. Quando si affitta, compra o costruisce una casa, la classe energetica dell’edificio è una scelta fondamentale. In dieci anni un’abitazione inefficiente può costare 20.000 euro in più in riscaldamento. La classe energetica incide anche sul valore di mercato dell’immobile e perciò il certificato deve essere rilasciato da tecnici abilitati, terzi e imparziali, che ne garantiscano l’attendibilità. Ma accade veramente così?

 

Energia, c’è chi fa carte false. Per legge i certificati sono obbligatori, ma in concreto talvolta mancano o non sono veritieri. Le direttive Ue attribuiscono alle Regioni il compito di effettuare verifiche periodiche sulla conformità dei rapporti d’ispezione e degli attestati di certificazione emessi e, nel caso, sanzionare le irregolarità. In realtà in Italia siamo molto indietro: in 9 Regioni su 20 (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Sardegna e Umbria) non è stato stabilito a chi spettano i controlli sul 2% minimo di certificazioni previsto dalla legge – denuncia Legambiente – pertanto non ricevono applicazione le sanzioni previste nei confronti di progettisti, direttori dei lavori e certificatori. Si distingue in positivo solo la Provincia di Bolzano, che prevede controlli su tutti gli attestati di prestazione energetica, con verifiche sul progetto e in cantiere.

 

L’impegno dell’Ue. Per contribuire alla riqualificazione energetica delle abitazioni più disagiate ed educare le famiglie all’uso razionale dell’energia, l’Ue nel 2015 ha lanciato il progetto Smart-Up. L’obiettivo è soprattutto insegnare il consumo consapevole (anche tramite operatori specializzati che forniscano assistenza diretta), incrementare l’uso dei contatori intelligenti da parte dei consumatori più vulnerabili, adeguare il proprio stile di consumo e dunque ridurre le bollette.

(11 Marzo 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

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