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La tua pensione recupera gli aumenti arretrati?


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La sentenza 70/2015 della Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma del cosiddetto decreto salva-Italia che bloccava per due anni la rivalutazione delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo Inps, cioè a 1.405 euro lordi al mese nel 2011.

http://lavoro.ilportafoglio.info/2015/09/rivalutazione-pensione-rimborso-calcolo-istruzioni-informazioni.html

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Blocca lo spam, risparmia energia.


spamUn messaggio indesiderato nella nostra casella di posta elettronica genera 0,3 grammi di biossido di carbonio, pari alle emissioni di un auto che percorre un metro di strada. Se non ce lo avessero detto non ci avremmo mai creduto. Anche lo spam, cioè la posta indesiderata come quella della pubblicità che sempre più spesso invade la nostra casella di posta elettronica, ha un potere inquinante.

I risultati vengono fuori da uno studio americano che in questi giorni si sta diffondendo e che è stato realizzato da ICF International che da 20 anni sostiene progetto che si occupano del cambiamento climatico ambientale e commissionato dalla società di sicurezza tecnologica McAfee Inc. Il file con tutto quello che c’è da sapere è scaricabile da http://www.mcfee.com

Per ora gli studiosi hanno dimostrato come tutto lo spam che riceviamo, consumi 33 miliardi di chilowattora di energia ogni anno, cioè la stessa quantità di energia che serve a tenere in funzione 3 milioni di automobili o a far luce in quasi due milioni e mezzo di abitazioni, che con un totale di 17 milioni di tonnellate di anidride carbonica che contribuiscono all’effetto serra. Dallo studio emerge che il consumo più alto di energia si misura proprio quando siamo costretti a leggere e a cancellare la spazzatura che non è stata filtrata dall’anti-spam della nostra casella. In pratica molto del costo energetico è influenzato dalla visualizzazione dello spam, quindi dall’apertura della mail che ha superato la barriera ed è entrata nella cartella di posta in arrivo. Quando ciò accade, la successiva cancellazione dello spam, implica altro consumo di energia.

Avere un buon sistema di filtraggio nella propria casella di posta aiuta a risparmiare su questi eccessi, che oltre a non far perdere tempo all’utente, permette, come si legge dal documento, di risparmiare annualmente, il 75% di spam per anno, quello che consumano 2,3 milioni di auto su strada. Un dato che è sempre stato poco considerato, perché fino a che la ICF non si occupasse dell’impatto ambientale dello spam, e in particolare i suoi effetti aggiuntivi sull’effetto serra, le fastidiose email che superavano le barriere dell’anti-spam erano sempre state ricondotte solo a una fonte di stress sia da parte dei singoli utenti che delle aziende che le ricevevano.

La prospettiva cambia se si considera invece l’aspetto ambientale e l’energia globale che si impiega per aprire, riconoscere e cancellare lo spam. Per arrivare a questi incredibili risultati gli studiosi non hanno fatto altro che una semplice prova pratica: l’11 novembre del 2008, McColo Inc., un web hosting provider famoso per il continuo invio di spam, è stato messo fuori uso. I risultati per un giorno: si è verificato un veloce calo del 70% di spam, e per ogni email non inviata è stata registrata una sensibile riduzione di energia e una minore emissione di carbonio.

Manuela Gatta

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Le 7 abitudini degli infelici cronici.


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Mi ritrovo spesso a fare lezione sul tema della felicità, e ciò che mi pare ormai fin troppo chiaro è che: ci sono sette abitudini che gli infelici cronici sviluppano.

Sulle pagine di Psychology Today, Sonja Lyubomirsky, ricercatrice dell’Università della California, sostiene che: “Il 40 per cento della nostra capacità di esser felici si trova entro il nostro raggio d’azione”.

Se ciò è vero, e lo è, allora c’è speranza per tutti. Sul nostro pianeta ci sono miliardi di persone, e ovviamente fra questi c’è chi è veramente felice. Noi altri rimbalziamo avanti e indietro fra felicità e infelicità, a seconda dei giorni.

Col passare degli anni ho potuto constatare l’esistenza di alcune caratteristiche e di alcune abitudini comuni apparentemente acquisite dagli infelici cronici. Ma prima di seguirmi, lasciate che faccia una piccola premessa per dire che: a tutti capitano delle brutte giornate, o anche delle settimane intere in cui finiamo per ricadere in tutte e sette le categorie.

La differenza fra una vita felice e una infelice sta nel quanto spesso e quanto a lungo ci restiamo.

Ecco le 7 abitudini degli infelici cronici.

1, La tua impostazione predefinita è che la vita è dura.

La gente felice sa che a volte la vita può esser dura, e nei momenti più difficili tende a oscillare fra la curiosità e il vittimismo. Ci si assume le proprie responsabilità per essersi infilati in una determinata situazione, e ci si concentra sul come uscirne al più presto.

La perseveranza nella soluzione dei problemi, invece del lamentarsi delle circostanze avverse, è uno dei sintomi di una persona felice. La persona infelice tende a percepirsi come una vittima della propria vita, e si limita a un atteggiamento del tipo “guarda che mi è successo”, piuttosto che andare alla ricerca di una via d’uscita.
2, Sei convinto che della maggior parte della gente non ci si possa fidare.

Non contesto il fatto che un po’ di discernimento sia importante, ma è vero che la maggior parte della gente felice si fida del prossimo. Con la convinzione che nelle persone ci sia del buono, e non dando per scontato che tutti cerchino di fregarti. La gente felice, solitamente aperta ed amichevole nei confronti di coloro che incontra, genera intorno a sé un senso di comunità, e accoglie le nuove conoscenze a cuore aperto.

La gente infelice è diffidente nei confronti di gran parte di coloro che incontra, e presume automaticamente che dell’estraneo non ci sia da fidarsi. Per loro sfortuna questo genere di comportamento fa sì da precludere lentamente qualunque legame al di fuori della propria cerchia interna, pregiudicando ogni possibilità d’incontrare dei nuovi amici.

3, Ti concentri su ciò che non va nel mondo, invece che su ciò che va bene.

Nel mondo c’è parecchio che non va, su questo non c’è dubbio, e tuttavia gli infelici si rendono ciechi di fronte a ciò che c’è davvero di buono nel mondo, concentrandosi su quanto c’è di sbagliato. Li vedi lontano un miglio, sono quelli che si lamentano, reagendo ad ogni risvolto positivo con un “vabbè, però”.

La gente felice è ben consapevole dei problemi globali, ma controbilancia le proprie preoccupazioni constatando quanto c’è di buono. Mi piace chiamarlo tenere entrambi gli occhi ben aperti. Gli infelici ne chiudono uno di fronte a tutto ciò che va bene, nel timore che li distragga da ciò che non va. Le persone felici mettono le cose in prospettiva. Sono consapevoli del fatto che questo nostro mondo abbia i suoi problemi, ma non perdono di vista ciò che va bene.

4, Nel paragonarti agli altri, covi invidia.

Gli infelici ritengono che il benessere del prossimo li depauperi del proprio. Sono convinti che non ce ne sia abbastanza per tutti, e confrontano costantemente la propria fortuna con quella degli altri. Cosa che conduce all’invidia e al risentimento.

La gente felice sa che la fortuna e le buone occasioni degli altri non sono altro che la dimostrazione di quello a cui si può concretamente aspirare. La gente felice sa che le proprie impronte digitali non potranno mai essere duplicate né sottratte — da nessun essere umano sul pianeta. Son convinti che le loro possibilità siano illimitate, e non finiscono con l’impantanarsi nel pensiero che, nella vita, la buona stella di qualcuno oscuri la propria.

5, Ti sforzi di tenere tutta la tua vita sotto controllo.

C’è una differenza fra tenere le cose sotto controllo e sforzarsi di raggiungere i propri obiettivi. La gente felice compie passi quotidiani per raggiungerli, ma sa bene che in fin dei conti c’è poco da controllare di fronte ai casi della vita.

Gli infelici tendono invece ad amministrare ogni dettaglio, sforzandosi di prevedere ciascuna possibile conseguenza, ma quando poi la vita mette loro i bastoni fra le ruote finiscono col cadere platealmente a pezzi. La gente felice è altrettanto capace di concentrarsi, pur essendo in grado di seguire il flusso, e di non crollare quando la vita tira un colpo basso.

Il succo in questo caso è cercare di puntare agli obiettivi e restare concentrati, ma anche saper accettare la mer*a quando piove senza abbattersi se i propri minuziosi programmi vanno a gambe all’aria — perché è così che funziona. Seguire il flusso non è che il piano B delle persone felici.

6, Guardi al futuro con un misto di preoccupazione e di timore.

Lo spazio nella tua mente non è infinito. Gli infelici lo riempiono con pensieri su ciò che potrebbe andar male, e non con ciò che potrebbe andare per il verso giusto.

Le persone felici accettano le delusioni quando arrivano, ma si concedono di sognare a occhi aperti ciò che vorrebbero potersi aspettare dalla vita. Gli infelici riempiono quello stesso spazio con un senso costante di preoccupazione e timore.

Anche le persone felici provano timori e preoccupazioni, ma compiono una distinzione importante fra il percepirli e l’esperirli. Quando il timore o la preoccupazione s’affaccia nella loro testa, si chiedono se sia possibile fare qualcosa per prevenirli (e qui torniamo al concetto di responsabilità), e lo fanno. In caso contrario, si rendono conto di essere caduti in un vortice di paura, e la lasciano andare.

7, Riempi le tue conversazioni di pettegolezzi e lamentele.

Gli infelici prediligono vivere nel passato. Quanto gli è accaduto, le difficoltà che hanno incontrato: sono questi i loro argomenti preferiti. E quando non hanno più niente da dire, si concentrano sulle vite degli altri, e iniziano a spettegolare.

La gente felice vive nel presente e sogna il futuro. Le loro vibrazioni positive si avvertono dall’altro capo della stanza. È entusiasta di qualcosa a cui sta lavorando, grata di ciò che ha, e sogna ciò che la vita potrebbe portargli.

Ovviamente nessuno di noi è perfetto. Ogni tanto capita che ci si tuffi nelle acque della negatività, ma ciò che conta è quanto si rimane ammollo, e quanto in fretta si riemerge. Ciò che distingue la gente felice dagli infelici è una pratica quotidiana delle abitudini positive, non il fare tutto in modo perfetto.

Cammina, cadi, rialzati, ripeti daccapo. È il momento in cui ti rialzi a fare la differenza.

http://www.huffingtonpost.it/tamara-star/le-7-abitudini-degli-infelici-cronici_b_6216868.html?ref=fbpr

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Le esigenze loro.


15 marzo - Le esigenze... di loroSe una politica sbagliata produce dei risultati indesiderati o negativi, coloro che l’hanno votata ne sono responsabili. Per evitare il ripetersi dei risultati negativi i cittadini dovranno scoprire perché hanno votato una decisione sbagliata e riconsiderare le loro motivazioni. Questo li farà cercare in se stessi – non all’esterno di se stessi – le cause dei problemi politici, per identificarle e superarle.