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Migranti Grecia: Save the Children conferma l’interruzione delle proprie attività nei centri di detenzione sulle isole di approdo.


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DEVONO ESSERE PROTETTE LE PERSONE, NON LE FRONTIERE
L’accordo UE-Turchia creerà solo maggiori incertezze per le migliaia di profughi bloccati in Grecia in condizioni ambientali, sanitarie e di protezione inaccettabili, poiché si inserisce in un contesto di disinformazione, confusione, incertezza e paura.
Per questo abbiamo sospeso le nostre attività di supporto ai servizi di base in tutti i centri di detenzione sulle isole di approdo, ma continueremo a tutelare nonostante tutto i bambini attraverso attività di protezione dei minori e programmi di nutrizione per i neonati in tutti i campi.

 

 

 

http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/All/IT/Tool/Press/Single?id_press=1053&year=2016

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Dario Fo, Novant’anni tra scena e barricate.


Dario Foworld copyright Giovanni Giovannetti / effigie
Dario Fo mondo copyright Giovanni Giovannetti / effigie

Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere perché conoscere è saper leggere, interpretare, VERIFICARE di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del Potere. Di OGNI Potere.
Dario Fo.

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Così è nata la centrale belga del terrore.


http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-03-23/cosi-e-nata-centrale-terrore-063208.shtml?uuid=ACjOTNtC

Omaggio alle Vittime degli attentati di Bruxelles
© PHOTOPQR / Le Parisien; 22/03/2016 Parigi Francia Rassemblement silencieux sur la place de l’Hôtel de Ville de Paris en hommage aux victimes des Attentats qui ont eu lieu ce matin à Bruxelles en présence d’Anne Hidalgo, Maire de Paris, Jean-Marc Ayrault, ministre des affaires étrangères, et de l’Ambassadeur de Belgique en France. foto: Olivier Corsán / Le Parisien Omaggio alle vittime di Bruxelles attacca LaPresse Solo Italia Omaggio alle Vittime degli attentati di Bruxelles

La Centrale del terrore islamico non E Poi Così lontana, anzi E Vicina: Europa, Belgio, Bruxelles, Precisamente nel quartiere di Molenbeek. Del resto, se la Svezia vanta il Più Alto Tasso di Rifugiati procapite, va al Belgio il triste primato dei combattenti stranieri, con 450 Soldati tramezzi alla volta di Iraq e Siria per ingrossare le fila dell’Esercito islamico. Un Molenbeek stato Sono in parte progettate le stragi di Parigi ea Molenbeek Si e chiuso un primo cerchio con la cattura di Salah Abdeslam. Da tempo il Belgio Si e guadagnato Una triste nomea: Quella di Crocevia del jihadismo Europeo. Ma la strage di ieri, i diversificazione Blitz anti-Terrorismo delle Settimane Passate, Gli attentati Di Parigi Del 13 novembre in cui figura, Ancora Una Volta, Una pista belga, pongono un nuovo e drammatico interrogativo. Fino a dove si Sono allungati – e Quanto Sono Andati in profondita – i Tentacoli del jihadismo internazionale nel piccolo Paese cuore dell’Europa? Quattrocentocinquanta combattenti stranieri tramezzi alla volta di Siria e Iraq per unirsi all’Isis Fanno del Belgio Il Paese con il Più Alto Tasso di combattenti per di Roberto Bongiorni – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/ssermh

 

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L’oltraggio alla mendicante e il destino di una civiltà


mendicanti

La notizia è – si fa per dire – minore. Nelle storie di ordinaria follia che circumnavigano il tifo (?) calcistico, se ne distingue una più recente: alle 17 del pomeriggio di un giorno da cani, in attesa della partita Lazio-Sparta Praga allo stadio Olimpico di Roma, sul Ponte Sant’Angelo, a un passo dal Castello, un gruppetto di ultras cechi si avvicina a una anziana mendicante; uno di loro esce dal manipolo e orina sulla donna fra le risate della rimanenza di minus habens. Si attende (e si desidera con una certa impazienza) l’apertura di un fascicolo da parte della magistratura della capitale, si suppone per offesa al decoro di una persona (art. 584 C.P.), violenza privata (art. 610 C.P.), forse per violazione della legge Mancino come successivamente modificata (violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o motivati dall’identità sessuale della vittima), ed altri eventuali reati a cominciare dalla violenza contro le donne.

Eppure la pena esemplare che ci auguriamo per il delimbecille (neologismo opportuno che racchiude e coniuga la malvagità del delinquente e la deficienza di q.i. dell’imbecille), pur necessaria, non basterebbe a risarcire la vittima e la società. L’orinante, infatti, ha colpito nel punto simbolicamente e pragmaticamente più debole della catena sociale: la persona più povera e malmessa. Si dirà – ed è vero – che non sono infrequenti comportamenti teppistici, spesso a sfondo razziale, da parte di questi o quegli ultras. Si aggiungerà – ed anche questo è vero – che sono avvenuti e avvengono episodi ben più gravi di violenza negli (o dalle parti degli) stadi. Dunque c’è da tempo una questione “sociale” che riguarda tali condotte, frequentemente determinate da sconnessi pensieri di tipo nazistoide. Ma l’episodio di Ponte Sant’Angelo ha uno specifico plus: lo sfregio all’indifeso. Per questo richiede una risposta, che ci auguriamo unitaria, a salvaguardia di un bene comune che non si trova sul mercato, non è regolabile in base alla legge della domanda e dell’offerta, non è negoziabile: la dignità della persona.

Forse un domani si scoprirà che l’autore della mingente bravata è un ragazzotto mezzo (o tutto) sbronzo della borgata praghese, senz’arte né parte, la cui unica identità rimasta dopo lo tsunami antropologico che ha investito il vecchio continente è quella del gruppetto violento e sottoproletario dei sedicenti “tifosi”, in ultima analisi anche lui vittima (dal punto di vista sociologico, non certo da quello giuridico) del disfacimento sociale e morale che ci circonda e che sta trasformando il giardino europeo in un bosco degli orrori. A maggior ragione si impone a tutti – a cominciare dalle élites politiche e culturali d’Europa – una riflessione radicale sul destino di una civiltà che, smarrendo il rispetto per gli ultimi, navigando persa e rancorosa fra muri, esclusioni, frustrazioni, abbandona dormiente il rispetto di se stessa. Perché, come si sa, il sonno della ragione genera mostri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

http://www.patriaindipendente.it/idee/in-punta-di-penna/loltraggio-alla-mendicante-e-il-destino-di-una-civilta/