Pubblicato in: CRONACA

Votare Sì


mare“Certo chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche
il pensiero è come l’oceano,
non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare.
Così stanno bruciando il mare,
così stanno uccidendo il mare
così stanno umiliando il mare,
così stanno piegando il mare.”
Lucio Dalla
“Quel che a nessun cittadino sarebbe concesso, è concesso invece ai petrolieri, il cui operato è fuori controllo, nascosto all’opinione pubblica e gestito in maniera opaca. Sono motivi più che sufficienti per spingere gli italiani a partecipare al prossimo referendum sulle trivelle del 17 aprile, e a votare Sì per fermare chi svende e deturpa l’Italia.”
Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia

Pubblicato in: CRONACA

L’iniziativa è occasione per ricordare Alcide Cervi nel 46° della sua scomparsa.


http://www.istitutocervi.it/2016/03/23/la-storia-della-mia-famiglia-non-e-straordinaria-sabato-9-aprile/papàcervi+nipoti-slide-660x330

Difendo la memoria e insegno ai giovani. Questi sono i miei due ministeri.
Così mi sono deciso, e adesso che ho più tempo perché c’è da aspettare solo che venga il biglietto, voglio difendere la memoria dei miei figli e dei partigiani dai becchini fascisti e dai riarmisti tedeschi. Ci ho messo tempo, a decidere, perché la storia della mia famiglia non è straordinaria, è la storia del popolo italiano combattente e forte. Per questo, tu padre di famiglia che hai perduto il figlio in guerra, e tu madre che hai avuto il figlio ucciso dai fascisti, sentilo tuo questo libro, sentilo storia anche dei figli tuoi. Solo così mi sentirò meno superbioso. E poi, chi sa scrivere! E la memoria si prepara a lasciarmi in libertà. Perciò mi sono deciso a raccontare, soltanto come posso, la storia dei figli miei. Io parlo troppo in questo libro, lo so. Ma è perché i miei figli sono morti e io invece sono vivo. Parlo anche di me, troppo, e se qualche parola che fu dei miei figli sembra diventata mia, è perché non ricordo chi la disse, ma era come se l’avessero detta tutti e sette e io con loro. Perché anche nella vita eravamo così: otto eravamo uno e uno tutti e otto.

Alcide Cervi, I miei sette figli