Pubblicato in: CRONACA

Medici in piazza contro l’abolizione delle guardie mediche


 

guard

 

A Montecitorio gli aderenti a Smi, Cgil, Cisl, Uil e Simet manifestano contro l’accordo che istituisce i nuovi servizi di assistenza per le emergenze

Medici contro. È sfida tra sigle sindacali riguardo alle nuove norme sull’assistenza della guardia notturna. Oggi a Montecitorio manifestano Smi, Cgil, Cisl, Uil e Simet contro l’atto di indirizzo in base al quale verrà scritto il nuovo accordo, una convenzione che lega medici di famiglia, di guardia e del 118 al servizio sanitario nazionale.

Nel testo, approvato da Regioni e Governo e già avallato dal sindacato Fimmg, i cui iscritti sono circa il 60 per cento della categoria, si prevede un cambiamento per certi versi epocale. La guardia medica infatti, non lavorerebbe più tra mezzanotte e le 8 nei giorni feriali e tra le 20 e le 8 nei festivi. E i pazienti? Dovranno rivolgersi al 118 oppure al pronto soccorso. Le ragioni di questa modifica del turno stanno nelle “aft”, le aggregazioni funzionali territoriali.

Vengono definitivamente sdoganate dall’atto di indirizzo e saranno grandi gruppi di medici di famiglia che lavoreranno insieme, talvolta proprio nella stessa sede (avviene già in 800 strutture) ma non solo, per essere in grado di dare assistenza continua per 16 ore ai cittadini. Quando mancherà il proprio medico, i pazienti ne troveranno infatti un altro che conosce perfettamente la loro situazione sanitaria. Per far funzionare queste aft, che dovrebbero accogliere anche infermieri ed essere in grado di fare accertamenti diagnostici leggeri, saranno necessarie anche le guardie mediche, per gli interventi a domicilio e non solo. Questa la proposta contenuta nell’atto di indirizzo che piace a Fimmg e nel giro di due o tre mesi potrebbe essere trasferito nella convenzione di categoria.
Gli altri sindacati, Smi in testa, vanno all’attacco delle novità, soprattutto per quella che riguarda la guardia medica. Sommando i suoi iscritti a quelli di Cgil, Cisl e Uil medici si arriva a meno del 20% dei dottori convenzionati, ma le sigle sono molto agguerrite. “E dietro di noi ci sono anche Cgil, Cisl e Uil nazionali”, dice Massimo Cozza della Cgil medici. Si è espresso contro la riforma anche lo Snai (16 per cento di iscritti) ma oggi non ci sarà. “Si danneggia la qualità dell’assistenza ai cittadini – attacca Pina Onotri, segretario dello Smi – e anche il lavoro dei medici.
L’atto di indirizzo non stanzia nessuna risorsa, prevede il taglio della guardia medica notturna e l’uso improprio del 118 in quella fascia oraria. Quel servizio si dovrebbe occupare di altro, cioè dell’emergenza e urgenza. Oltretutto ha organici sottodimensionati. Così invece si cancellano oltre 3 milioni di interventi l’anno della guardia medica”. Secondo i sindacati medici di Cgil, Cisl e Uil “Se tale progetto dovesse essere attuato, i medici del 118 dovrebbero occuparsi anche di febbre, mal di pancia, mal di schiena, con il rischio di lasciare scoperto quel paziente a cui il 118 può salvare la vita. Inoltre per qualunque malore notturno il cittadino rischia di andare al pronto soccorso”.

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/05/11/news/sciopero_medici_guardia_medica-139555251/

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in: CRONACA

Paesi Bassi, un’esplosione di fiori


http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2016/05/11/foto/paesi_bassi_esplosione_di_fiori-3078453/1/#media

Un’industria in continua crescita, che traina l’economia olandese da oltre un trentennio, con un incremento del 75% delle terre coltivate a fiori da bulbo negli ultimi 35 anni e un’incremento del 7% delle esportazioni negli ultimi 5.

È risaputo che l’Olanda è il primo esportatore al mondo di fiori e bulbi, con una quote di oltre il 60% dell’export mondiale. Ma secondo i dati del CBS, l’istituto olandese di statistica, il mercato è in ulteriore crescita: mai prima d’ora ci sono stati così tanti ettari coltivati a fiori da bulbo, soprattutto tulipani ma anche narciso e giacinto. Il totale sarebbe infati di 25.000 ettari dedicati ai fiori, un record assoluto.

Ma la vera novità è che l’area “storica” in cui si coltivavano i fiori nei dintorni di Lisse, nel sud del Paese, è in declino di circa il 10%, mentre sono in rapido e forte incremento le coltivazioni nel nord olandese, soprattutto nella zona di Den Helder, dove attualmente le aree coltivate a bulbi sono arrivate a 3.100 ettari.

Il tulipano resta il “principe” dei fiori olandesi, con oltre la metà delle terre coltivate a bulbi a esso dedicate, ma anche narcisi, giacinti e gigli sono in crescita.

Tra il 2010 e il 2015 le esportazioni sono aumentate del 7%, per un giro d’affari di circa 900 milioni di euro l’anno. Il miglior cliente dei fioricultori olandesi è la Germania, che acquista 118 milioni di euro di bulbi ogni anno, mentre lo scorso anno gli Stati Uniti si sono stabilizzati al secondo posto con acquisti per 109 milioni di euro.