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L’Italiano è la quarta lingua studiata nel mondo: gli unici a sorprendersi sono gli italiani.


lingua_italiana_diffusione_940.jpgL’Italiano è la quarta lingua studiata nel mondo: gli unici a sorprendersi sono gli italiani.

Che morale possiamo ricavare da questa terribile sproporzione fra l’apprezzamento che la cultura e la lingua italiana riscuotono nel mondo e la pochezza dell’autostima degli italiani?

Semplicemente che gli italiani del tempo presente sono impari rispetto al patrimonio culturale che li sovrasta.

http://www.aldogiannuli.it/italiano-quarta-lingua/

Anna B.

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Breve storia del Giro d’Italia


https://alexgiovannini.wordpress.com/storia-sport/breve-storia-del-giro-ditalia/

13 maggio 1909, ore 3.00 del mattino, Milano. Quasi 130 persone in bicicletta si affollano nell’oscurità di una notte che di lì a poco lascerà strada al primo albeggiare. E’ la prima edizione del Giro ciclistico dell’Italia, ormai più noto come Giro d’Italia, la corsa in rosa. Vi partecipano in circa 130; lo termineranno meno di 50 ciclisti. Otto tappe, un percorso di 2448 chilometri. Alla fine, a salire sul gradino più alto del podio sarà Luigi Ganna, il vincitore del primo Giro d’Italia della storia.
Anno dopo anno la corsa ciclistica prosegue e rinforza il proprio mito: le lunghe tappe in pianura, gli sprint, le crono, le durissime tappe di montagna. E le sue maglie, che si affermeranno nel tempo: quella rosa per il vincitore della classifica generale, quella verde per il miglior scalatore, quella ciclamino per il vincitore della classifica a punti. Ben presto il Giro prende corpo, aumenta il numero dei suoi sostenitori e l’estensione del suo percorso. Diviene un vero e proprio viaggio lungo tutto lo “Stivale”.
Ogni corsa ha i suoi uomini, i suoi volti, i suoi miti. Una tra i primi è Alfredo Binda. La Grande Guerra è finita da poco quando, nel 1925, Binda vince la prima edizione del Giro. Si ripeterà nel 1927, nel 1928, nel 1929 e nel 1933. Cinque vittorie. Manifesta superiorità, tanto che nel 1930 furono proprio gli organizzatori a pagarlo affinché rinunciasse al Giro. E’ record. Nessuno lo batterà, solamente Eddy Merckx (1968, 1970, 1972, 1973 e 1974) e Fausto Coppi (1940, 1947, 1949, 1952 e 1953) riusciranno ad eguagliarlo.
Il Giro diviene ben presto il teatro di una delle più grandi sfide del ciclismo. Sfida che vede protagonisti Fausto Coppi e Gino Bartali. I due si danno battaglia lungo le strade d’Italia: Bartali aveva vinto nel 1936 e nel 1937, rivincerà nel 1946 (il primo Giro del dopoguerra). Coppi invece aveva iniziato come gregario proprio di Bartali, nel 1940 (vincendo poi quell’edizione).

Gli anni Trenta sono contraddistinti da notevoli innovazioni. Nel 1931 viene istituita la maglia rosa, vero e proprio simbolo del Giro, mentre nel 1933 nasce il Gran Premio della Montagna. Il Giro inizia ad assumere la forma che conosciamo. La maglia verde, riservata al migliore degli scalatori, nasce però solo nel 1974, preceduta, qualche anno prima, dalla nascita di quella ciclamino, creata nel 1970 per premiare il vincitore della classifica a punti (ora la maglia è di colore rosso). Infine nel 1989 si istituisce la maglia azzurra, quella dell’Intergiro (ora sostituita da quella bianca che premia il miglior giovane).
Se gli anni Quaranta e Cinquanta sono sotto l’egida di Coppi e Bartali, i Sessanta portano il sigillo di Eddy Merckx. Il terzo, dopo Binda e Coppi, a riuscire a vincere cinque edizioni della corsa rosa. Negli anni Settanta, Ottanta e Novanta si alternano vari campioni: Saronni (1979 e 1983), Hinault (1980, 1982 e 1985), Moser (1984), Indurain (1992 e 1993). Un posto nel cuore dei tifosi lo trovano anche Marco Pantani, detto il “Pirata”, potente scalatore trionfatore nell’edizione del 1998, e Mario Cipollini, che non ha mai vinto il Giro ma che detiene il record di vittorie di tappa (42, tutte in volata).
Negli ultimi anni il Giro si è andato caratterizzando come una corsa “riservata” agli italiani. Molti ciclisti internazionali infatti tendono a concentrare la loro stagione agonistica solamente sul Tour de France snobbando così la corsa rosa. Alla vittoria nel 1996 di Pavel Tonkov sono quindi seguite molte vittorie italiane: due volte Gotti (1997 e 1999), Simoni (2001 e 2003), Savoldelli (2002 e 2005) e Basso (2006 e 2010), ma anche Pantani (1998), Garzelli (2000), Cunego (2004) e Di Luca (2007). A rompere il digiuno degli stranieri ci hanno pensato in questi ultimi anni rispettivamente il russo Menchov (2009) e lo spagnolo Contador (2008 e 2011).