Pubblicato in: CRONACA

La civiltà che crolla e “la giostra delle infrastrutture”


Firenze

Dopo quanto accaduto a Firenze, direi che è arrivata l’ora di “fare un po’ di conti”, come si dice in ogni buona famiglia quando, coi bilanci che scarseggiano, la casa comincia ad andare in pezzi. Dico questo perché se da una parte a fare certe considerazioni si rischia di essere bollati per “polemici beceri e populisti”, le tre accuse che vanno per la maggiore, d’altro canto a non farlo abbiamo la certezza di diventare menefreghisti ed incoscienti. Nel primo caso il rischio è di “creare allarmismo”, nel secondo caso il rischio è di creare disastri. E in tutte e due le situazioni scelgo senza dubbio la prima delle due.

Il disastro del lungarno va ad aggiungersi ai tanti altri, (dai crolli di Pompei, ai supermercati fatti nei siti archeologici, alle coste avvelenate, e via dicendo) che hanno un comune denominatore: il guardare sempre il “sopra” e mai il “sotto”, sempre l’apparenza e mai la sostanza, sempre le piastrelle firmate del bagno e mai le fondazioni della casa. In Italia non si vuole perdere il vizio di mettere la spazzatura sotto lo zerbino, vizio reso ancora più idiota dal fatto che lo zerbino è il nostro. Si cerca di curare l’immagine con una parola magica: “infrastrutture”, intendendo per infrastrutture cose che vanno da progetti kamikaze come il ponte sullo stretto a cattedrali nel deserto come la Milano- Brescia, bella ed utile quanto vuota per il piccolo problema di un pedaggio da panico per chiunque abbia uno stipendio da comune mortale. E ultima argomentazione per i monumenti all’inutile è “creano migliaia di posti di lavoro”.

Tutte queste “infrastrutture” per condurre a mari poi impraticabili a meno di prendersi una malattia infettiva a causa di scarichi industriali e fognature a cielo aperto, di città d’arte che ti crollano sotto i piedi, di musei con code chilometriche e sale chiuse, di luoghi dove basta un temporale a far straboccare le fognature e vedere che l’unico intervento che viene fatto è più “poetico” che tecnico e consiste nel chiamare il temporale “bomba d’acqua”, o altre cose simili. Quindi un’ “immagine “ effimera e poco credibile.

Altra costante sono i “responsabili”. In ogni comune, in ogni municipalizzata, in ogni partito ogni dieci persone c’è un “responsabile” stipendiato, ma quando accadono queste cose la responsabilità non è mai di nessuno. Si palleggiano le colpe e al massimo salta fuori qualcuno con l’immancabile “Non è il momento delle polemiche ma di rimboccarsi le maniche e delle (ma và?)infrastrutture.

Bene, Signori, a questo punto mi sento di poter dire che l’Italia non ha bisogno di giostre, poiché è essa stessa una giostra meravigliosa, costruita da secoli di civiltà, arte e cultura, una “giostra” che tutto il mondo ci invidia. E l’unica “infrastruttura” di cui ha urgentemente bisogno è un cantiere grosso quanto l’Italia stessa per mettere in sicurezza gli edifici, valorizzare le città d’arte, ripulire le coste e riportare allo splendore il nostro mare, tutelare la qualità dell’ambiente e del cibo, rendere sicure e percorribili le strade. Se ci pensate, è un lavoro enorme, con costi ben oltre il ponte sullo stretto e altre “giostre”, e se guardate ciascuno nella propria città i disoccupati coprirebbero a malapena la metà del personale necessario.

Quindi, se avete voglia di “rimboccarvi le maniche” e “creare posti di lavoro”, è il momento di cominciare, poiché quando tutto questo sarà stato rovinato allora avremo davvero un buon motivo per piangere e lamentarci, e non perché “sale lo spread” o “ci sono i gufi”, e siamo arrivati a questo punto a causa di incuria di decenni dove avete speso fiumi di denaro solo per costruire i teatrini della vostra propaganda.

Buona giornata.

Paolo S.

Autore:

Designer, scrittore, impegnato in diritti civili, libertario, antirazzista, femminista, innamorato dell'animo umano, della sua arte, della sua umanità, della bellezza.

Un pensiero riguardo “La civiltà che crolla e “la giostra delle infrastrutture”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...