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#Cirietta parla in diretta (titolo con rima)


Il comizio tenuto ieri sera a Lioni dal grande G. è stato trasmesso in diretta a reti unificate. Nella circostanza, #Cirietta ha gettato la maschera, rivelando il suo vero volto, quello del Vecchio del Monte. Il quale ha riproposto il solito repertorio retorico da palcoscenico, a cominciare dal concetto, trito e ritrito, che potrebbe riassumersi nel modo seguente: “il mio potere risiede nella mia testa e soltanto io sono capace di pensare”. Un esempio assai illuminante ed inequivocabile di arroganza e cinismo politico-intellettuale allo stato puro. Sorvolando sui soliti toni autoreferenziali, il “pensiero demitiano” coltiva la pretesa di imporsi in veste di “pensiero unico” in Irpinia e dintorni per i prossimi dieci anni almeno. Dipende, ovviamente, dalla longevità dell’autore.

Lucio Garofalo

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Staffetta Verso Idomeni: foto e aggiornamenti dopo lo sgombero del campo


idomeni1.jpgDal 29 maggio al 2 giugno CommuniaNetwork è presente nelle zone intorno Idomeni e Salonicco, per rendere pubblica la condizione dei più di 8.600 profughi sgomberati dal campo autogestito di idomeni e ora accampati e dispersi nel nord della Grecia. SEGUI GLI AGGIORNAMENTI SU COMMUNIANET, SU FACEBOOK E TWITTER

700 morti in mare negli ultimi giorni, lo afferma l’ONU. Il Mediterraneo è da anni un enorme cimitero a cielo aperto, sempre più frontiera liquida, muro naturale per chi fugge dalla miseria e dalle guerre. Nell’Europa dei fili spinati anche l’Italia fortezza ha la sua barriera, forse due se l’Austria proseguirà lo scellerato progetto di costruzione del muro al Brennero. Nonostante questo i flussi non si arrestano. Ci dicono invece che in Grecia dopo l’accordo sulle deportazioni tra UE e Turchia i flussi di migranti si sarebbero interrotti. Lo sgombero del più grande campo profughi del continente occidentale, quello di Idomeni, dimostra il successo della strategia europea, dicono; soldi in cambio di deportazioni, 6 miliardi al sultano Erdogan per bloccare i migranti alla frontiera e per sostenere i rimpatri dei così detti migranti economici. Quattrini suonanti per allontanare il problema, per esternalizzare le frontiere e cancellare le vergognose immagini dei gas lacrimogeni made in UE sparati sui bambini al confine greco-macedone. L’Europa dei diritti non se lo può permettere. Dicono che dopo la chiusura della rotta balcanica i migranti partiranno dalla Libia per arrivare in massa in Italia. Invasione, la chiamano i populisti. Il governo Renzi invece vorrebbe replicare l’accordo greco-turco con il traballante governo libico spingendo la frontiera liquida verso le spiagge della Tripolitania,  finanziando il fragile Serraij per non  far partire i barconi della morte e trasformare le coste libiche in giganteschi campi profughi.

Lo diciamo chiaramente: L’ipocrisia dell’Europa è vergognosa ed inaccettabile, i flussi di persone in difficoltà non si arrestano, si accolgono. Le guerre e la miseria dei paesi d’origine sono gran parte responsabilità dei governi occidentali e dei loro alleati africani e mediorientali, bisogna accogliere sia rifugiati che migranti economici, i muri vanno abbattuti e l’accordo con la Turchia sulle deportazioni è una abominio dagli inquietanti parallelismi storici.

Per tutto questo abbiamo deciso di impegnarci in un viaggio di solidarietà e di monitoraggio delle condizioni di vita delle migliaia di persone deportate o parcheggiate nei campi governativi in Grecia. Lo sgombero del campo di Idomeni è il paradigma del fallimento delle politiche europee sull’immigrazione, altro che soluzione. Proprio quando i media mainstream chiudono gli occhi, noi vogliamo tenerli più aperti che mai. Una delegazione di Communianet è sul campo fino al 2 giugno impegnata in una staffetta di solidarietà e di denuncia con l’obiettivo di sostenere i percorsi rivendicativi e conflittuali che nasceranno e denunciare eventuali violenze della polizia e del governo.

Sui nostri canali facebook e twitter foto e aggiornamenti più volte al giorno, su CommuniaNet.org un resoconto quotidiano della staffetta.

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Scoperta a Stagira la tomba di Aristotele


la-filosofia-di-aristotele_0731c518b218f67c1d38d4d2c44b3e21.jpg“Gli archeologi hanno ormai pochi dubbi: quella scoperta durante una campagna di scavi a Stagira è con ogni probabilità la tomba di Aristotele, il celebre filosofo greco padre del pensiero moderno.

L’annuncio è stato dato oggi nel corso di un convegno a Salonicco dallo stesso autore della scoperta, l’archeologo greco Kostas Sismanides.

La tomba è situata negli scavi archeologici dell’antica città di Stagira, nella parte orientale della penisola Calcidica vicino a Olympia, ed è un edificio a forma di ferro di cavallo.”

segue sul Fatto Quotidiano

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Non si muove foglia che Lui non voglia


Irpinia.jpgL’immobilismo ha scelto la provincia irpina a sua “patria elettiva”. Se non si fosse verificato il tragico sisma del 1980, che scosse la “terraferma” e sconvolse l’esistenza di interi paesi e popolazioni, probabilmente nulla si sarebbe mai mosso. Tutto sarebbe ancora immobile. Come sempre.

Nulla è “eterno” come la stasi irpina. Si pensi ad un Ciriaco De Mita eletto sindaco alla veneranda età di Matusalemme.

In Alta Irpinia pare che la cronologia storica si arresti al 1980. In realtà, la tempistica e la strategia in un progetto politico, e a maggior ragione in campagna elettorale, sono quasi sempre studiate e calcolate a tavolino. Si sa, non c’è nulla di nuovo sotto il sole. È altresì innegabile che, oggi, in alcuni Comuni irpini si voti, di fatto, con una sola lista vera in campo ed una lista civetta ad “opporsi”.

Sfido chiunque a smentire tale evidenza. “Il potere logora chi non ce l’ha”, diceva un uomo che di potere se ne intendeva assai ed era ossessionato dal potere.

È risaputo che la politica è (quasi) sempre una questione di potere, cioè di rapporti di forza reali, non metafisici, per cui gli accordi politici sono quasi sempre accordi di potere. Non mi si venga a dire che la Santa Alleanza #Cirietta non sia un disegno mirato a ricompattare il quadro politico attorno all’uomo più potente ed “eterno” degli ultimi cinquant’anni nelle nostre zone.

Le liste civetta testimoniano una deriva ulteriore della democrazia nel nostro territorio.

A fornirci una conferma che il demitismo è addirittura più forte ed egemone oggi rispetto al passato. E non è una “lieta novella” per le popolazioni locali. È fin troppo evidente che, in questo momento storico, a qualcuno conviene stringere alleanze con il grande G. Anche a chi si professava una persona “libera” fino all’altro ieri. Si potrebbe obiettare che il potere non è un’entità malvagia, ossia un’incarnazione demoniaca. Infatti, il potere è opera degli uomini, è il risultato di interessi terreni, concreti. Per cui se un tipo di potere salvaguardasse gli interessi delle masse popolari e lavoratrici, non sarebbe affatto negativo.

Ma temo che non sia il caso del sistema di comando che in Alta Irpinia fa ancora riferimento all’uomo del monte. Ecco perché chi si disinteressa della politica non fa che rendere il gioco più facile alla peggiore specie di potere, vale a dire la tirannide, ovverosia il fascismo, che può abilmente (o maldestramente) camuffarsi sotto mentite spoglie, presunte democratiche.

Ma il dato più sconcertante è assistere ad un popolo composto in gran parte da sudditi che perpetuano a vita il potere di vecchi dinosauri politici come #Cirietta.

Eppure, gli esemplari più giovani non sono affatto migliori.

Tranne l’età, non si notano differenze tra i vecchi volponi del passato ed i loro eredi o epigoni attuali.

Lucio Garofalo

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Aria di tradimento tra le poltrone


30 maggio - Aria di tradimento tra le poltroneNeppure Giuda di questi tempi si troverebbe a proprio agio nel Pd. Non ci si fida e ognuno pensa che l’altro sia un potenziale traditore.
Nel partito la regola è dormire con un occhio solo, camminare lungo i muri e mai dare le spalle a qualcuno, fosse anche il tuo migliore amico.