Pubblicato in: CRONACA

Staffetta Verso Idomeni: foto e aggiornamenti dopo lo sgombero del campo


idomeni1.jpgDal 29 maggio al 2 giugno CommuniaNetwork è presente nelle zone intorno Idomeni e Salonicco, per rendere pubblica la condizione dei più di 8.600 profughi sgomberati dal campo autogestito di idomeni e ora accampati e dispersi nel nord della Grecia. SEGUI GLI AGGIORNAMENTI SU COMMUNIANET, SU FACEBOOK E TWITTER

700 morti in mare negli ultimi giorni, lo afferma l’ONU. Il Mediterraneo è da anni un enorme cimitero a cielo aperto, sempre più frontiera liquida, muro naturale per chi fugge dalla miseria e dalle guerre. Nell’Europa dei fili spinati anche l’Italia fortezza ha la sua barriera, forse due se l’Austria proseguirà lo scellerato progetto di costruzione del muro al Brennero. Nonostante questo i flussi non si arrestano. Ci dicono invece che in Grecia dopo l’accordo sulle deportazioni tra UE e Turchia i flussi di migranti si sarebbero interrotti. Lo sgombero del più grande campo profughi del continente occidentale, quello di Idomeni, dimostra il successo della strategia europea, dicono; soldi in cambio di deportazioni, 6 miliardi al sultano Erdogan per bloccare i migranti alla frontiera e per sostenere i rimpatri dei così detti migranti economici. Quattrini suonanti per allontanare il problema, per esternalizzare le frontiere e cancellare le vergognose immagini dei gas lacrimogeni made in UE sparati sui bambini al confine greco-macedone. L’Europa dei diritti non se lo può permettere. Dicono che dopo la chiusura della rotta balcanica i migranti partiranno dalla Libia per arrivare in massa in Italia. Invasione, la chiamano i populisti. Il governo Renzi invece vorrebbe replicare l’accordo greco-turco con il traballante governo libico spingendo la frontiera liquida verso le spiagge della Tripolitania,  finanziando il fragile Serraij per non  far partire i barconi della morte e trasformare le coste libiche in giganteschi campi profughi.

Lo diciamo chiaramente: L’ipocrisia dell’Europa è vergognosa ed inaccettabile, i flussi di persone in difficoltà non si arrestano, si accolgono. Le guerre e la miseria dei paesi d’origine sono gran parte responsabilità dei governi occidentali e dei loro alleati africani e mediorientali, bisogna accogliere sia rifugiati che migranti economici, i muri vanno abbattuti e l’accordo con la Turchia sulle deportazioni è una abominio dagli inquietanti parallelismi storici.

Per tutto questo abbiamo deciso di impegnarci in un viaggio di solidarietà e di monitoraggio delle condizioni di vita delle migliaia di persone deportate o parcheggiate nei campi governativi in Grecia. Lo sgombero del campo di Idomeni è il paradigma del fallimento delle politiche europee sull’immigrazione, altro che soluzione. Proprio quando i media mainstream chiudono gli occhi, noi vogliamo tenerli più aperti che mai. Una delegazione di Communianet è sul campo fino al 2 giugno impegnata in una staffetta di solidarietà e di denuncia con l’obiettivo di sostenere i percorsi rivendicativi e conflittuali che nasceranno e denunciare eventuali violenze della polizia e del governo.

Sui nostri canali facebook e twitter foto e aggiornamenti più volte al giorno, su CommuniaNet.org un resoconto quotidiano della staffetta.

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essere pensante

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