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“Il modo ancor m’offende.”


 

Poche sono le figure femminili nella Divina Commedia e di queste, ben tre furono vittime di violenze famigliari.
Francesca da Rimini. La vicenda di Paolo e Francesca ha un fondamento storico, Alla fine del Duecento si trattò di un caso di “cronaca nera” famosissimo sia per l’importanza dei protagonisti, appartenenti a due potenti famiglie signorili, sia per la drammaticità dei fatti.
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.
Inferno V canto
Cianciotto Malatesta è condannato all’inferno perchè ha ucciso la moglie e il fratello; li ha fatti uccidere a sangue freddo e con premeditazione.

Pia de Tolomei è una nobile senese uccisa dal marito. Il marito era Nello dei Pannocchiesci, un importante signore maremmano. Pia è stata uccisa, gettata da un finestra, forse perchè il marito voleva liberarsi di lei per sposare un’altra donna
“deh,quando tu sarai tornato al mondo,
e riposato de la lunga via,”
seguitò ‘l terzo spirito al secondo,
“ricorditi di me,che son la Pia:
Siena mi fè,disfecemi Maremma:
salsi colui che ‘nnanellata pria
disposando m’avea con la sua gemma”

Purgatorio V canto
Piccarda Donati era cugina di Gemma Donati, la moglie di Dante e sorella di Corso Donati, il capo dei guelfi neri e acerrimo nemico del poeta.i Piccarda, fatta uscire con la forza dal convento dell’ Ordine delle Clarisse nel quale aveva scelto di rinchiudersi prendendo come sposo Cristo , fu costretta dal fratello tra il 1283 e il 1293 , a sposare un ricco rampollo, Rossellino della Tosa, uno dei Neri più facinorosi.Piccarda sarebbe morta di crepacuore poco dopo le nozze.

Questo ai tempi di Dante.E oggi? il “Medioevo” della società continua. Il femminicidio non ha fine.
Giovanna Nicolella

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CHIAMIAMO LE COSE COL LORO NOME


 
sara1-675.jpgUna giovane ragazza romana, Sara di Pietrantonio, muore bruciata viva dall’ex fidanzato. Una cosa atroce, resa ancor più drammatica dal fatto che la ragazza ha chiesto aiuto a diversi automobilisti che, pur vedendo quanto stava accadendo, non si sono fermati per intervenire.
Nel Paese si comincia a parlare di quanto il maschio italiano abbia con le donne un comportamento medioevale e che consideri l’altro sesso come un qualcosa di personale, un oggetto da usare a proprio piacimento. Altri, pensando a coloro che non si sono fermati a intervenire, se non li condannano almeno li giustificano, facendo presente quanto, nel mondo di oggi, possa essere pericoloso per la propria incolumità intervenire.
Altri ancora, danno la colpa di quanto accaduto allo stato di degrado in cui versa la Capitale.
Credo quindi sia doveroso sottolineare alcuni punti che probabilmente, nella foga dei commenti, non sono stati ben ponderati.
Qui non è stato il tipico maschio italiano che considera la donna un oggetto e come tale la tratta, ma un pazzo criminale che, dopo aver cosparso il corpo dell’ex di benzina, le ha dato fuoco e poi e’ tranquillamente andato al lavoro.
Chi di noi non ha in odio qualcuno/a e se questi dovesse morire non verserebbe una lacrima ? Eppure non ci sogneremmo mai di farle del male, se non per una nostra normale umanità, almeno per evitarne le conseguenze. I testimoni di quanto accaduto, quelli che non si sono fermati ad intervenire, dando retta ai vecchi consigli della nonna quando diceva ‘’ Fatti li c…. tua se nun vòi avè casini ‘’, sono egualmente colpevoli. Non si tratta di essere degli eroi ma persone umane, che aiutano chi ha palesemente bisogno. Sono coraggiosissimi a parole e si dicono pronti a sparare ad uno zingarello che ruba nelle loro case ma pavidi e accorti quando si tratta di doversi prendere qualche rischio. Questo episodio, accaduto in una periferia romana, poteva accadere in qualunque altra parte del Paese.
Certamente Roma sta attraversando un periodo difficile e il senso civico dei romani, un po’ per colpa loro e un po’ per colpa di chi li governa, non e’ certo da esempio; ma paragonare l’ Urbe ad una sorta di Far- West è una falsità.
Anche il titolo di LIBERO a questa notizia, ‘’ ROMA INVASA DAI RIFIUTI, A CUI SI AGGIUNGE ANCHE UNA RAGAZZA ABBRUSTOLITA ‘’ , quasi che si parlasse di una braciola avanzata dopo una grigliata, meriterebbe di essere chiamato col giusto appellativo : ma, almeno qui, è meglio che evitiamo il turpiloquio !!
Gianluca Bellentani
 

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La strage delle innocenti


donna

Ho molte parole sulla lingua che bruciano da diversi giorni, e da diversi giorni devo radunarle altrimenti esplodo. Perché ci sono casi in cui le situazioni, già gravi da tempo (in verità questa è “grave” già dal tempo della famosa mela nel Libro sella Genesi, quindi è da un bel pezzo che dura questa storia, ad ogni modo lasciamo perdere) diventano intollerabili. Ci sono momenti in cui le grida sgraziate e ripugnanti dei tifosi dell’abominio hanno come contraddittorio solo un silenzio gelido, quella che De Andrè chiamò “una pace terrificante”. Ho queste parole da uomo, da maschio e da membro della razza umana. Perché è ridicola l’idea imperante che la questione dell’oppressione della Donna “riguardi solo le donne”, è ridicola in primo luogo per l’identità stessa del genere maschile, poiché senza genere femminile a contrapporre e confrontare questa appartenenza sarebbe solo una parola vaga, degna al massimo dell’Oroscopo di Barbanera come lo zodiaco.
Quindi, o chiudete subito l’articolo altrimenti mettetevi comodi poiché non parlerò poco e non piacerà a tutti quello che dico. E del resto sarei preoccupato se piacesse a tutti, poiché vorrebbe dire che le mie parole non tagliano, che il mio messaggio non giunge, che la mia idea è tiepida, ed io ho sempre odiato tre cose, e sono la pasta fredda, la birra calda e le persone tiepide.
Siamo a 55, CINQUANTACINQUE FEMMINICIDI dall’inizio dell’anno, e mentre sto scrivendo rischio di essere impreciso, poiché, dalla piega che ha preso, ci sta che appena posto l’articolo sono nel frattempo già diventati 56 o 60. Questi in Italia. Si aggiunga poi il bollettino che viene dall’India o dal Brasile, per fare due esempi. Paesi lontani da noi, dirà qualcuno: mica tanto rispondo io, poiché l’Italia è tra i primi posti se non il primo per turismo sessuale e pedofilo. Quando si parla di crimine, il mondo è diventato sempre più piccolo ed interdipendente, lo dimostrano i viali costellati di “lucciole” provenienti da altri paese e messe lì ad essere sfruttate con le violenze ed i ricatti più feroci da organizzazioni criminali e che noi ignoriamo in nome di un liberismo ormonale tanto egoista quanto idiota, depravato e incivile.
Ai femminicidi si aggiungano le violenze, le condizioni da schiavismo, le discriminazioni quotidiane sul lavoro, sulla vita, sulla carriera. Molti di questi delitti erano morti annunciate: denunce mancate o trascurate, compagni violenti rimessi in libertà, indifferenza della gente in nome del proverbio idiota e bigotto “tra moglie e marito non mettere il dito”, che ho sentito pronunciare, per QUESTE occasioni, anche da blasonati personaggi televisivi. I Pronto Soccorso sono stracolmi di donne che “hanno sbattuto contro l’armadio”, ma questo non implica obbligo di denuncia da parte del personale sanitario, come per le ferirte da arma da fuoco. Come se una mazza da baseball in testa uccidesse meno di una pistola.
La risposta del popolo è disarmante. Un silenzio, una indifferenza delirante, stimolata in gran parte da una stampa cialtrona ed opportunista, che usa il vocabolario in modo strumentale e vigliacco. Se 55 morti e migliaia di aggressioni ci fossero state in qualsiasi altra occasione, che posso dire, di politici, di agenti o anche solo di funzionari di banca o del fisco, ci sarebbero le riunioni straordinarie del Governo, le leggi speciali per l’Ordine Pubblico e l’esercito per la strada. Non solo non c’è tutto questo, ma tutto pare “normale”. Se i cronisti che intervistano i vicini dei compagni che hanno ucciso una donna si azzardassero a mandare in onda le interviste ai vicini dei terroristi, dei mafiosi, dei camorristi, con il classico “Com’era?” “Mah, buono!!! Bravo ragazzo! Chissà cosa gli è preso…” sarebbero cacciati – e con ragione – dalle Redazioni a pedate nel sedere. Siccome le morte sono “solo” donne, ok. Tutto normale. Fiumi di inchiostro vigliacco che addolcisce la pillola dei FEMMINICIDI chiamandoli “ drammi familiari” “amori violenti” e altre “poesie”, fiumi di intellettuali, opinionisti, avvocati Azzeccagarbugli che scomodano la “depressione”, la “disoccupazione”, la “gelosia”, il “degrado delle periferie”. Evidentemente le donne stanno tutte nel Castello del Principe Azzurro, secondo loro: non soffrono di depressione, non vivono nelle periferie, non restano senza lavoro e quando i mariti vanno a mignotte non soffrono di gelosia, poiché la percentuale delle donne che ha ucciso il compagno è circa il 2 percento del contrario. Ma tutto questo i Media si guardano bene dal dirlo: preferiscono fare gli psicologi in erba cercando ogni sorta di giustificazione all’ingiustificabile. Risultato: commenti nei blog e nei social da apologia di reato bella e buona, di una ferocia e di un cinismo rari, che vanno dalla minigonna della ragazzina, al se l’è cercata classico, all’uomo che è “uomo dotato di ormoni” (altra cosa che le donne, evidentemente, devono comprare al supermercato…) . Commenti di una violenza, di una volgarità, di uno SCHIFO da mettersi le mani nei capelli, da intervento della Polizia Postale, (che regolarmente NON arriva) sono la norma. Si arriva a giustificare uno stupro di branco di 30 persone col fatto che una 15 enne “era una donna fatta e provocante”, e bestialità simili. Ciliegina sulla torta, l’interesse delle istituzioni al problema che si risolve con “le quote rosa” e altro fumo sugli occhi. Qualche dichiarazione di qualche singola deputata eroica, che si impegna nel menefrego totale del suo stesso partito, e poi IL BUIO OLTRE LA SIEPE: proposte di legge, interventi straordinari, formazioni educative (la cosa più importante), ZERO. Repressioni degli incitamenti allo stupro, al femminicidio, alla violenza privata: DIECI SOTTO LO ZERO. Infine, le case rifugio e le altre iniziative a sostegno della Donna sono affidate quasi esclusivamente al volontariato.
Questo è il quadro. Potremmo chiamarlo “Istantanea di un paese incivile”, un ritratto da voltastomaco.
Concludo. Giunti a questo punto, io credo sia arrivata l’ora di liberare la tavola dal letamaio delle chiacchiere e delle omertà, metterci una tovaglia bianca ed analizzare cosa DAVVERO è la nostra blasonata civiltà. Perché vedete, al di là dei deliri, la verità è che la Donna è colpevole solo di essere tale: è come Donna che è stuprata, è come Donna che è sfruttata, discriminata, derisa. La Donna è colpevole della sua innocenza, è colpevole di essere innocente. E’ colpevole di vivere in una società misogina che siccome è gestita da misogini è resa tale a loro immagine, somiglianza e convenienza. E’ colpevole di portare avanti la sua dignità in un mondo dove il ladro è considerato furbo, il violento è considerato forte, il saccente è considerato colto. Dove ci si indigna per il razzismo e la discriminazione, qualche volta, ma si cova nell’animo la più antica e probabilmente quella che sarà l’ultima a morire, di discriminazioni. E la strage delle innocenti continua. Nel silenzio complice e vigliacco dell’universo maschile.
E’ arrivata l’ora che ci mettiamo davanti ad uno specchio PULITO, e guardiamo cosa siamo diventati davvero. Senza cuore, senza anima, bestemmiando la parola “amore”a sproposito in ogni dove. Un popolo che si divide tra violenti, tifosi della violenza e ignavi: e tra le tre classi non saprei quale scegliere, poiché la prima è forte solo per il silenzio o il consenso delle altre due. Ricordatelo bene, questo.
Buona giornata e..come si dice? “Buona vita”. A chi riesce a vivere senza vergognarsi, ed a ignorare il letamaio in cui abbiamo ridotto la vita della Donna. Ammesso che riesca a conservarsela ed a difenderla dalla ferocia ipocrita che noi chiamiamo “amore”
Paolo S.

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Voto No, mi batto contro questo aspirante dittatore


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Franzo Grande Stevens – Lo storico avvocato degli Agnelli: “Renzi non può minacciare l’ elettorato, dimostra di non avere senso della democrazia”

(Giorgio Meletti – il Fatto Quotidiano) – “La cosa più grave è un presidente del Consiglio che minaccia l’elettorato: se non vince il sì al referendum ci sarà una crisi di governo. Chi dice una cosa del genere non ha proprio il senso della democrazia”. Franzo Grande Stevens, 87 anni, napoletano di origine ma trapiantato a Torino, è stato per una vita l’avvocato dell’Avvocato. Ha vissuto la liberazione dal fascismo e poi tutto il Dopoguerra ma dopo il 1945 mai, dice, “si era percepita una simile minaccia per la democrazia”

Cosa non le piace nella riforma costituzionale su cui dobbiamo votare a ottobre?
Mi lasci premettere che io non sono un costituzionalista, la mia competenza è nel diritto commerciale. I costituzionalisti bravi sono i Gustavo Zagrebelsky e gli Stefano Rodotà, nettamente orientati per il no.”

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