L’incompetenza (presunta) di Virginia Raggi


raggiUna delle accuse mosse, dagli avversari politici alla candidata Sindaca Virginia Raggi riguarda l’incompetenza, nemmeno presunta ma proprio certa, almeno a dir loro. E’ difficile capire il metro di giudizio utilizzato per giungere a certe conclusioni.

Le ragioni dell’incompetenza sarebbero riconducibili al titolo di studio? Rutelli e Veltroni nemmeno erano laureati, mentre le lauree di Marino ed Alemanno nulla avevano a che fare con l’amministrazione di una città. Lo stesso Giachetti non è laureato mentre Virginia Raggi è esperta di diritto e, quantomeno su questo punto, non ha nulla da invidiare al suo avversario al ballottaggio. Ovviamente, il titolo di studio può essere un punto di partenza ma non garantisce un buon amministratore.

Le ragioni dell’incompetenza sarebbero riconducibili all’esigua esperienza politica ? Non credo serva qualche decennio in politica per avere il certificato di buon amministratore. Anche perché, se bastasse la longevità sulle poltrone, Roma sarebbe la migliore capitale europea. Giachetti ha una grande esperienza politica rispetto a Raggi ma, se dovessimo esser cattivi (ed anche sinceri), potremmo dire che il mostruoso debito di Roma sia nato quando lui era il Capo di Gabinetto di Rutelli. L’esperienza conta solo se hai delle capacità, altrimenti, puoi fare la muffa sulle poltrone rimanendo incapace anche nell’amministrazione di un condominio.

La verità è un’altra. Nessuno, oggi, può affermare con certezza che Raggi o Giachetti siano o meno competenti per fare il Sindaco di Roma semplicemente perché nessuno dei due ha mai fatto il Sindaco di Roma. Amministrare Roma sarà complicatissimo e saranno i cittadini romani a giudicare la competenza o l’incompetenza del futuro Sindaco di Roma. Tutto il resto è propaganda.

Giovanni Chianta

 

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Ovvio che votavo PCI…..


bandiera_Pci.jpgOvvio che votavo PCI.
Famiglia operaia, e poi mio padre tornava dal cantiere con la Rizzato verde, una bicicletta con la canna obbliqua, da femmina. Nel 1966 era gia’ oltre, mio padre.
Ero ragazzino che Ingrao era vecchio, e Berlinguer adulto.
Era il partito degli e per gli operai.
Il sindacato di sinistra era forte e difendeva davvero i lavoratori. Amavo la pipa di Luciano Lama.
Poi lotte di classe, io facevo sempre a botte col compagno di banco, che sua madre insegnava nella classe femminile mentre mia madre imparava a crescere da sola cinque figli.
Stategie della tensione e il partito radicale.
Votai radicale, se non altro perche’ Cicciolina mi insegno’ con video clandestini e riviste patinate a crescere sano. Aborto e divorzio erano gia’ roba superata.
I verdi. Carini. C’era pure Rutelli. Votai i verdi.
Il PCI scomparve. Ma mica perche’ mi facevo le seghe ecologiche. Ci pensarono Occhetto, il giovin D’Alema e buonanima di Napolitano alla Bolognina, decidendo, epoca muro di Berlino e comunisti che mangiano bambini mica calamari e gamberi, di cambiare il nome al PCI.
Cambiarono il nome, e pure i leaders.
Quelli dell’epoca, i “comunisti” ereditieri, oggi hanno il culo praticamente sottovuoto in salamoia.
I coglioni attuali, o attuali coglioni al servizio del potere bancario, sono i vari Renzi, Orfini. Vittime sacrificali. Qualcuno deve pur fare il gioco sporco.
Sorrido a quando qualche anno fa mi incazzavo per silvio berlusconi, che oggi mi fa tenerezza e gli regalerei soltanto gli anni che gli restano in carcere, contorniato dalle troie da lui create.

Un mito.
Sorrido, nella consapevolezza del declino imminente di questo pagliaccio fiorentino.
Insomma sorrido.

E, comunque, sono e resto comunista, con “leggere” tendenze M5S.
Ma Cicciolina radicale, durata 3 mesi e dodici giorni, mi ha insegnato l’arte artigianale.

E oggi la ricordo con simpatia. Il made in Italy senza andare a puttane.

Maurizio Vona

( post trovato su FB.. molto illuminante sul percorso storico di un comunista )

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La giornata mondiale dell’Ambiente contro il bracconaggio


rinoceronti-
White Rhinoceros (Ceratotherium simum) mother and juvenile, Lake Nakuru, Kenya

http://www.rinnovabili.it/ambiente/giornata-mondiale-dellambiente-bracconaggio-333/

“Il bracconaggio  è un  business da 213 miliardi di dollari ogni anno, quarto mercato nero del mondo, che gonfia le tasche di organizzazioni criminali diffuse a rete in tutto il pianeta.”