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Il referendum tradito


13434800_1041078739281334_4579627734523582367_n.jpgOltre ventisette milioni di cittadini italiani il 12 e 13 giugno del 2011 parteciparono a un referendum popolare, votando 4 quesiti. 25.935.372 dissero sì all’abrogazione di una norma volta ad obbligare le società che si occupano dei servizi pubblici locali ad affidare la gestione tramite gara a una società per azioni; 26.130.637 dissero sì a una modifica della tariffa del servizio idrico integrato, eliminando la componente “remunerazione del capitale investito”; 25.643.652 dissero sì all’abrogazione delle nuove norme che avrebbero consentito la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare; 25.736.273, infine, dissero sì all’abrogazione della norma relativa al “legittimo impedimento” del Presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri a comparire in udienza penale.

Tre dei quattro quesiti riguardavano, quindi, ambiente e diritti. E cinque anni dopo rispondiamo alla domanda “che cosa è successo?”. 

Acqua, il referendum tradito
Cinque anni dopo, non è cambiato (quasi) niente. Anzi, a livello governativo si assiste allo stravolgimento della legge per la ri-pubblicizzazione dell’acqua: il testo nato dalla proposta di iniziativa popolare del 2007 è stato approvato alla Camera, il 20 aprile scorso, in una versione che ne stravolge profondamente i contenuti.

Ma non c’è solo questo: il Governo guidato da Matteo Renzi ha deciso di muoversi lungo una direzione contraria al referendum, soprattutto con i decreti attuativi della legge Madia sulla riforma della pubblica amministrazione, i cui obiettivi espliciti, riportati nella relazione di accompagnamento, sono “la riduzione della gestione pubblica ai soli casi di stretta necessità” e il “rafforzamento del ruolo dei soggetti privati”.

Negli stessi decreti attuativi, inoltre, ritorna la previsione -per i servizi a rete- di “adeguatezza della remunerazione del capitale investito” nella composizione della tariffa: è l’esatta dicitura che oltre 26 milioni di cittadini avevano abrogato nel 2011.

Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, tra i promotori del referendum, è così oggi impegnato nella campagna “Stop Madia”. Il nuovo Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale, decreto legislativo attuativo dell’art. 19 della L. 124/2015 (Legge Madia), è passato all’esame del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata Stato-Regioni, e verrà approvato in via definitiva -con tutta probabilità- entro la fine del mese di giugno.

 

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“Salvate la mia bambina accusata di stregoneria”


http://www.repubblica.it/cronaca/2016/06/13/news/appello_bambina_costa_avorio-141894201/?ref=HREC1-2bimba

È nata con la spina bifida in un villaggio della Costa d’Avorio.
Akissi, in fuga dall’Africa: “Ho partorito in casa. Quando Oceane è nata mi hanno detto che questa bambina non era normale e doveva essere uccisa. Nel villaggio quando un bambino nasce con una malattia “bizzarra” è una stregoneria. Ma io mi sono opposta, ho detto che li avrei denunciati. Così sono stata isolata dalla mia famiglia e da tutta la comunità”.

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La noia ristagna nell’elettorato


13 giugno - La noia ristagna nell'elettorato

Chi ne ha le scatole piene della politica in generale sta aspettando qualche proposta assai diversa da ciò che passa  questo marciume.

Schiere di elettori non si presentano più ai seggi. Stanno aumentando considerevolmente negli  ultimi tempi; ecco su cosa riflettere e lavorare ma il messaggio   non è colto dalla congrega di opportunisti che ci governa