Pubblicato in: religione

La Santa, santa a modo suo


motherteresa_090Il 4 settembre 2016, Suor Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, fondatrice dell’Ordine delle Missionarie della Carità, da tutti conosciuta come Madre Teresa di Calcutta, è stata proclamata Santa da Papa Francesco. È il giusto riconoscimento per questa piccola suora albanese, nata a Skopje nel 1910, che ha passato l’intera vita ad occuparsi degli ultimi tra gli ultimi, ai più sofferenti tra i sofferenti, in uno dei posti più poveri del mondo. Era già stata proclamata Beata nel 2003 da Papa Wojtyla e aveva ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1979. Da lei si sono recati in vista Re e Regine, Presidenti e Capi di Stato, per conoscere lei e il suo impegno profuso per i sofferenti. È un premio meritato questa santificazione? Io credo di si, senza alcun dubbio, almeno per quanto ha fatto. Chi di noi avrebbe il coraggio di partire come missionaria non ancora ventenne per un inferno come l’India, un tempo ancor più povera di adesso? chi avrebbe il coraggio di andare nella periferia della città più povera, Calcutta, dove sono più alti gli scontri e le tensioni tra Indù e Musulmani? chi di noi si sognerebbe di aprire un istituto cattolico in un vecchio palazzo collocato tra un tempio e una moschea? chi si azzarderebbe ad andare per le strade più buie, per i vicoli più sporchi e pericolosi, a cercare sui marciapiedi o vicino ai cassonetti dell’immondizia persone che sono vive solo in quanto respirano? chi di noi avrebbe lo stomaco di pulire ferite infette, piaghe piene di pus, in un puzzo insopportabile di vomito ed escrementi? “Solo” per quanto ha fatto, questa piccola suora deve avere tutto il nostro rispetto e tanta ammirazione.
Per la prima volta nella storia, al suo funerale erano presenti persone di tutte le religioni, unite nel ricordo di questa suora (a conferma che quando esporti bene e non guerra, la popolazione non ti è ostile). Nonostante questo, sono in tanti, cattolici e non, che si dicono contrari a questa santificazione. Chi parla di una sua autonoma gestione del grande patrimonio di centinaia di migliaia di dollari, frutto di anni di donazioni, poco cristallina. Chi l’accusa di essere stata una cattolica bigotta e oscurantista, piena di concetti religiosi radicali e senza alcuna apertura, ricordando certe sue parole dette a riguardo di certi problemi del mondo. La frase «L’AIDS è la giusta ricompensa divina per una cattiva condotta sessuale impropria» è sua.
L’accusa più grave che le viene mossa, è invece quella di essere più attenta alla sofferenza che ai sofferenti. E non si tratta di una calunnia inventata, ma ha in sé le sue ragioni di fondo. Sappiamo tutti che più volte, tanti medici si proposero di mandarle gratuitamente farmaci antidolorifici per alleviare le sofferenze dei suoi assistiti, ma ella rifiutò sempre con la motivazione che la sofferenza avvicina a Dio.

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La Casa per i Morenti di Kalighat

Sono molti quelli che si chiedono del perché di tanto riguardo verso questa suora, che a Kalighat, nella sua Casa per i Morenti, assisteva ma non curava e nemmeno alleviava le sofferenze altrui, mentre i sanitari di Medici Senza Frontiere curavano, e curano tuttora, tanta gente. Il tutto senza i riflettori della stampa e dei media. Il ritratto che ne esce è quasi quello di una sadica felice per la sofferenza dei suoi assistiti. Credo, allora, che vadano sottolineate alcuni aspetti che abbiamo dimenticato o anche solo tralasciato. Madre Teresa, nel suo lungo percorso di missionaria, si è occupata anche di persone che morivano di fame. Per questi, nel 1946, a seguito di una terribile carestia, andò personalmente a mendicare cibo per le strade. Negli anni ’50, si occupò invece dei lebbrosi, che raccoglieva e curava per farli guarire. Ne consegue che non è vero che della guarigione non le importasse. Coloro che invece, tutt’oggi, entrano a Kalighat non sono malati ma moribondi, i quali, tranne qualche rarissimo caso, muoiono dopo pochi giorni. A differenza di chi cura per guarire, a volte riuscendoci e altre no, le Suore della Carità non curano né alleviano il dolore ma assistono moribondi negli ultimi giorni di vita. Ed e proprio da questo assunto che dobbiamo partire per farci un’opinione sull’operato di Madre Teresa.
Chi si adopera per dar da mangiare e curare le persone lo fa con lo scopo di sfamarle e guarirle. Se queste persone non fossero mai sazie nonostante il cibo e non guarissero mai nonostante le cure, quasi sicuramente nessuno si prenderebbe la briga di dare loro tempo e fatica. Avere a che fare invece con moribondi senza alcuna speranza di sopravvivenza, ti toglie lo scopo ultimo: quello di cambiare la loro condizione e il loro futuro. Quando assisti questi derelitti (di cui solo le Suore della Carità si prendono cura), devi quindi trovare un valido motivo per farlo, altrimenti nessuno lo farebbe, nemmeno per un milione di dollari (come disse a Madre Teresa un giornalista venuto a trovarla). Sicuramente un laico, davanti a tanta sofferenza, si preoccuperebbe di dare a questi morenti antidolorifici per rendere la loro dipartita meno sofferta. Madre Teresa invece si attiene alle parole di Dio, alla frase secondo cui Dio ha a cuore i sofferenti e per loro le porte del Cielo saranno sempre aperte.
L’unica conforto terreno riservato ai suoi assistiti, è quello di non lasciarli soli negli ultimi giorni di vita e dar loro, dimenticati dagli altri, una speranza per l’aldilà. Solo la sua certezza, cioè che con la sofferenza essi avranno aperte le porte del cielo, è il fine ultimo, l’unica ragione di questo suo modo di assistere i moribondi dimenticati da tutti.
Sicuramente, per chi non è una persona di fede o perlomeno ha un concetto della religione molto più aperto e tollerante, certi comportamenti lasciano perplessi. Madre Teresa era invece molto radicale riguardo ai concetti religiosi, da sempre. Quindi non dobbiamo stupirci di certe sue parole ne di certi suoi comportamenti. Possiamo quindi dire tutto quello che vogliamo su di lei, ma questo non cancella tutto il bene che ha fatto in tanti anni. Chi potrà giudicarla per quanto ha fatto, potrà essere solo quel Dio che tanto amava e di cui seguiva gli insegnamenti, magari a modo suo, ma sempre mettendo il prossimo davanti a se stessa.

Fonte: https://mimmomirarchi.wordpress.com/2016/09/28/la-santa-santa-a-modo-suo/

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