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L’alluvione di Firenze del 1966


http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Accadde-oggi-4-Novembre-1966-alluvione-di-Firenze-e712b647-d393-4d07-8f23-cba761183ca8.html#foto-1

Il 4 novembre del 1966 l’Arno straripa. È l’alluvione di Firenze. L’acqua invade la città intorno alle 3 di mattina, alle 12 sommerge piazza del Duomo e comincia a defluire alle 8 della sera. Una delle città più amate del mondo vive le sue ore più terribili devastata da acqua e fango. Ci sono 34 vittime e tredicimila famiglie senza tetto. L’immenso patrimonio artistico rischia di andare perduto per sempre: migliaia di volumi e manoscritti rari giacciono sommersi dal fango nei magazzini della Biblioteca Nazionale Centrale, così come moltissime opere conservate nei depositi degli Uffizi, ma il simbolo della tragedia diventa il Crocifisso di Cimabue conservato nella Basilica di Santa Croce. Ha perso il 70% della pittura e solo un difficilissimo restauro durato anni lo ha restituito alla città e al mondo che non resta a guardare: arriva a Firenze un esercito di giovani da tutta Italia e poi dalla Francia, dall’Inghilterra, dagli Stati Uniti. Gente di ogni nazionalità che vuole salvare l’arte e la memoria della storia. Sono gli “Angeli del fango”.

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Da Amatrice a Norcia a Roma, il patrimonio artistico messo in ginocchio dal sisma


amatrice.jpghttp://www.repubblica.it/cronaca/2016/10/30/news/ferita_al_patrimonio_artistico_italiano-150904613/
ci sono decine di paesi trasformati in una colossale zona rossa. Come Castelluccio, cuore dei Monti Sibillini, Maltignano, Arquata, Castelsantangelo sul Nera, Visso, Ussita e Preci, Persino la Torre civica di Amatrice che aveva resistito alla scossa del 24 agosto ieri ha ceduto, crollando come la volta di Sant’Agostino, dove erano state rimosse le pale rinascimentali.
La cupola borrominiana di Sant’Ivo alla Sapienza

Il simbolo di questo patrimonio sbriciolato è la basilica di San Benedetto a Norcia.

Tutti i comuni del Maceratese segnalano monumenti distrutti o lesionati.
A Fermo inagibili anche le chiese della Misericordia, di San Zenone, dei Cappuccini, di San Francesco. A Jesi c’è stato il crollo parziale della volta di San Giuseppe mentre a Fabriano si controllano le lesioni in San Niccolò e nel Sacro Cuore. A Penna San Giovanni il campanile si è abbattuto sulla chiesa di San Giovanni, nella piazza principale del borgo.
l Duomo di Orvieto, uno dei capolavori del gotico italiano, è stato chiuso.
A Roma le preoccupazioni sono concentrate su Sant’Ivo alla Sapienza, con la cupola del Borromini che ha segnato un momento di svolta nella storia dell’architettura.