Pubblicato in: CRONACA

La morte ti fa social


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David Bowie. Pannella. Fo. Labranca. E altri venti milioni di defunti. Vivi sul web, dove le loro pagine Facebook sono aggiornate da parenti, amici e fan. Perché l’esistenza terrena finisce ma quella digitale no. Filosofi, psicologi e massmediologi spiegano come fare i conti con questa nuova eternità
All’ombra dei cipressi e dentro Facebook s’avanza anche così una nuova forma di vita, quella post mortem. Una vita, si intenda, tutta digitale. Ci sono ormai in effetti almeno due posti nei quali va, o si impiglia, chi trapassa: e di certo uno è il social network. Che si sia ricordati da tutti perché si è stati famosi – nel florilegio di obituaries ai quali ogni volta segue pubblica riprovazione per l’eccesso di «lo conoscevo»; oppure si sia compianti da amici e parenti; o ancora, addirittura offesi e insultati dagli “haters” pure al momento del funerale, come è accaduto al leghista Gianluca Bonanno questa estate, alla fine il risultato è quello: il destino di restare on line, anche da morti. Che è uno dei tasselli attraverso i quali sta cominciando a cambiare il modo in cui pensiamo il passaggio all’aldilà.

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