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“Taxi Driver”, 40 anni di un film culto. Il Vietnam visto da un tassista


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Arrivava nelle sale americana l’8 febbraio del 1976 il film di Martin Scorsese con Robert De Niro.  È stato il primo lungometraggio ad affrontare con consapevolezza, seppur come premessa o semplice retropensiero, la ferita aperta della guerra in Vietnam e del disturbo da stress post-traumatico dei suoi reduci.
Uno dei film di maggior culto della storia, Taxi Driver di Martin Scorsese, che compie quarant’anni: l’8 febbraio del 1976 ci fu, infatti, la prima proiezione americana, mentre da noi sarebbe arrivato a fine agosto, il tempo di stravincere una Palma d’Oro a Cannes.

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Beni culturali e terremoto: i volontari chiamano, il ministero non risponde. Ma perché?


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L’Italia centrale è in macerie. Le due ondate sismiche da agosto a oggi hanno messo in ginocchio la vita sociale ed economica di più di 100 borghi sulla dorsale appenninica del nostro Paese.

Come da più parti è stato sottolineato, bisogna dare la precedenza alla messa in sicurezza della vita umana, delle abitazioni, delle attività produttive. Non v’è dubbio che sia così e nessuno oserebbe sostenere diversamente.

Eppure due mesi sembrano davvero troppi per non mettere in campo le prime misure di messa in sicurezza del patrimonio artistico e culturale danneggiato o in pericolo dopo il sisma.

Ieri Fanpage.it ha pubblicato l’appello del professor Francesco Maria Orsolini sulla pala d’altare di Giambattista Tiepolo conservata nella chiesa di San Filippo nel centro di Camerino con il tetto parzialmente crollato e che quindi, rischia, alla prossima scossa di venir giù e danneggiare in maniera irreparabile un capolavoro del nostro patrimonio artistico.

Qualche giorno fa, invece, era toccato alla Basilica di Norcia, di cui tutti sappiamo. Oggi, invece, dalle colonne dell’Huffington Post si fa sentire la presidente di Legambiente. Rossella Muroni ha denunciato chiaramente l’immobilismo del MiBACT, a oltre due mesi dal sisma del 24 agosto, nell’attivare quelle squadre di volontari specializzati che potrebbero aiutare le operazioni di salvaguardia del patrimonio culturale in quei luoghi:

A oggi tutto tace e nella partita dell’emergenza terremoto il volontariato specializzato sembra essere stato “accantonato”.
A questo punto è lecito chiedersi: come è possibile che stia accadendo tutto ciò? E, soprattutto, perché finora il ministro Franceschini e i suoi collaboratori non sono riusciti a rispondere tempestivamente all’emergenza “culturale” a seguire immediatamente quella “umana” e “sociale”?

Secondo Tomaso Montanari, la responsabilità è dovuta a due motivi: da un lato il disinteresse del ministro verso la mission del suo stesso ministero (Franceschini, dopo il referendum, sarebbe in odore di cambio di poltrona), dall’altro il crescente spostamento di interesse da parte dei dirigenti ministeriali verso i musei con conseguente riduzione dell’impegno verso quel tipo di patrimonio artistico conservato nei borghi.

Non sappiamo se quest’interpretazione corrisponda a verità, né a questo punto ci interessa saperlo. Sarebbe importante che in quest’emergenza intervenisse direttamente il presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi per affrontare un problema che, per pastoie burocratiche, incapacità o chissà cos’altro, nessuno al MiBACT sta affrontando. O che sta affrontando con un ritardo imperdonabile.

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Presidenziali Usa, altro che mappe: per capire chi vince ci vuole un cartogramma


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Una normale carta geografica non aiuta a spiegare i risultati delle elezioni americane. Ogni stato ha un numero di grandi elettori in proporzione alla propria popolazione. Uno stato piccolo, che a stento si vede sulla mappa, può avere più grandi elettori di stati grandi e più visibili. Ad esempio guardando la carta del 2012 a una prima occhiata sembrerebbe che ad aggiudicarsi la vittoria siano stati i repubblicani, invece Barack Obama vinse con uno scarto di oltre 100 voti rispetto al suo avversario. Ecco quindi altri modi per capire subito il ‘peso’ elettorale dei singoli stati , rappresentando visivamente il numero di grandi elettori per ogni stato. Il presidente viene infatti eletto non in base al numero dei voti ricevuti ma in base agli stati – e relativi grandi elettori – conquistati.

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Radio Maria e il terremoto


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Quando ho letto, su facebook, l’affermazione partita da Radio Maria riguardo al terremoto come castigo divino per le unioni civili, ho subito pensato a una bufala. Assurda per essere vera. Poi ho verificato ed era un’affermazione autentica. Davvero molto offensiva per tutti, credenti e non credenti.
Radio Maria è un’emittente indipendente dalla Santa Sede. Mi fa pensare che una parte di religiosi ha una visione della Chiesa datata, assurda e un’ idea di Dio cattivo e vendicativo.

Giovanna Nicolella
5 novembre 2016