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Terremoto, ‘Strage di animali e stalle distrutte’. Gli allevatori umbri allo stremo


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http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/terremoto-centro-italia-1.2645093

È uno dei nervi scoperti di questo terremoto che prende le forme della polemica per ritardi e sottovalutazione. I ritardi, in questo caso, riguardano, il mancato arrivo delle stalle provvisorie per sistemare bovini, suini ed equini, uno dei settori trainanti, insieme al turismo, dell’economia della Valnerina che impiega qualcosa come 1500 persone. Ma il 24 agosto, il giorno della prima botta, solo una trentina di stalle – delle circa 800 dell’area – avevano subito danni importanti alle strutture. Eppure da allora le procedure per le gare d’appalto hanno bloccato l’invio immediato dei prefabbricati. E adesso la situazione è precipitata. «È stato un terremoto distruttivo – spiega Gina Biasini, veterinaria dell’Istituto zooprofilattico – e stiamo facendo ricognizioni per verificare anche quanti siano gli animali feriti o morti sotto i crolli». Ma anche per ‘contare’ le stalle lesionate. «Non abbiamo ancora i dati ma temiamo che siano molto oltre il 50 per cento delle circa 800 censite». L’assessore regionale Fernanda Cecchini parla, allo stato, di 50 stalle. Ma è un dato ancora troppo provvisorio. Ernesto Tiberi è uno dei ‘miracolati’. «Ho 150 pecore in produzione. A noi è andata bene. Abbiamo fatto un giro per le aziende. A chi sono caduti i capannoni, chi ha le bestie morte… Ci stiamo aiutando a vicenda, senza chiedere niente a nessuno. Siamo riusciti a tirare fuori le mucche da un allevamento parzialmente crollato e abbiamo fatto un muro con le rotoballe. Ma anche se sono bestie sono stressate, devono bere, mangiare. Non vogliamo fare critiche inutili, ma purtroppo l’emergenza è gestita male, ed è stata gestita male. Perchè questi signori se lo dovevano aspettare. Molti – sono le parole di Tiberi – non chiedono nulla perchè hanno dignità sono esasperati. Gli animali morti per loro erano un reddito. Un mensile. Ci sono aziende pronte ad aiutarci, mangimifici. Facciamo da soli, ma non ci mettano i bastoni tra le ruote. È inutile che ricostruiamo se non riparte il lavoro. Ci saranno le chiese e una città museo».

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Monaco di Baviera, il muro anti migranti


http://www.corriere.it/video-articoli/2016/11/07/monaco-baviera-muro-anti-migranti/5750c656-a508-11e6-b713-5be9dedb2e34.shtmlWall surrounding refugee home

Con i suoi 4 metri in grigio cemento, è più altro di quello di Berlino che non arrivava a 3 metri e 75 centimetri. Parliamo di un muro «anti migranti» in costruzione in un sobborgo di Monaco di Baviera, quello di Neuperlach. Qui, nelle vicinanze di una stazione metro, è prevista la costruzione di un centro profughi per minerenni. Ne arriveranno circa 160. Ma la cittadinanza non è esattamente entusiasta. Ha protestato e rumoreggiato. La preoccupazione è che il valore immobiliare delle loro abitazioni crolli. Per questo le autorità cittadine hanno autorizzato la costruzione di un lungo e grosso muro. Avebbe una funzione «anti rumore»: un po’ come i pannelli fonoassorbenti in prossimità di ferrovie e strade trafficate, limiterebbe il fastidio provocato dalle intemperanze dei giovani migranti. Il Progetto oramai in via di conclusione dopo essere stato approvato a giugno. Una specie di «compromesso» tra il «niet» della cittadinanza – che si era opposta in gran parte all’arrivo dei profughi di cui si era saputo già dal 2014 – e l’amministrazione decisa ad aprire il centro accoglienza. Il Comune, peraltro, sottolinea che la barriera sorge solo su un lato dell’ostello senza circondarlo e i giovanissimi ospiti saranno liberi di muoversi.
Le polemiche
Pesanti le polemiche. Guido Bucholz, rappresentante nell’assemblea cittadina e quello che, utilizzando tra l’altro un drone, ha girato questo video liberamente scaricabile, si dice «choccato dopo aver visto questo mostruoso muro di mattoni. Dicevano che Monaco fosse una città accogliente, ma sta invece mostrando il suo lato brutto». Non solo. «Ritengo oltremodo infelice questa forma di delimitazione e isolamento», ha dichiarato il capogruppo regionale bavarese del partito socialdemocratico (Spd), Markus Rinderspacher.

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Terremoto, sparito da chiesa di Norcia un dipinto del ’600


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http://cronacaeattualita.blogosfere.it/post/575934/perdono-di-assisi-sparito-norcia-terremoto

Tra le tante storie del terremoto nel centro Italia ci sono quelle relative alle opere d’arte andate distrutte o disperse in seguito alle scosse.

Nel caso della sparizione di un quadro del ‘600, “Perdono di Assisi” del pittore francese Jean Lhomme, l’ipotesi principale al vaglio però è quella del furto.

Il quadro si trovava nella chiesa di Nottoria di Norcia, che è stata parzialmente danneggiata dal terremoto. L’opera è stata realizzata nel 1631 dal pittore che lavorò per Papa Urbano VIII.

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Elezioni presidenziali all’americana


09 novembre - Elezioni presidenziali all'americana.jpgPer l’elezioni del nuovo Presidente, le operazioni di voto si stanno svolgendo con code, disservizi del sistema elettronico, episodi di intimidazione.E’ un vero peccato che  i cittadini debbano scegliere “il meno peggiore”. Possibile che il Paese non fosse in grado di esprimere due candidati veramente all’ altezza di un compito quasi sovrumano