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Io voterò No ma mi divertirei di più se vincesse il Sì


renzi-grilloMolti renziani andranno a votare il 4 dicembre senza aver letto la riforma e, anche tra i più informati, in pochi credono che sia una buona riforma. Ma poco importa, loro andranno a votare convinti che l’era Renzi non finirà mai, convinti che questa riforma serva, in realtà, a facilitare il lavoro di questo e dei futuri Governi Renzi. In questo scenario, la Costituzione italiana del 1948 è sacrificabile al fine di spianare la strada all’attuale Premier.  Ma le riforma costituzionali non devono calzare a pennello ad un leader politico ma ad un sistema istituzionale allo scopo di renderlo migliore. Una riforma costituzionale andrebbe valutata prendendo come riferimento non il migliore dei politici ma il peggiore possibile, ponendosi una domanda: ma se ci fosse Tizio al Governo, io voterei Sì a questa riforma ? Per i renziani il peggiore politico è Grillo e mi piacerebbe porre loro questa domanda: se questa riforma non fosse stata opera di Renzi ma di Grillo, voi votereste Sì ? Mi azzardo ad anticipare le risposte, quelle vere e non di facciata: assolutamente no, mica affiderebbero tutto quel potere nelle mani di uno come Grillo.

Io voterò No ma, sinceramente, mi divertirei di più se vincesse il Sì. Sapete perchè ? Perchè per i renziani sarebbe il contrappasso dei contrappassi. Gente che vota Sì ad una riforma costituzionale non perchè sia utile al Paese ma solo per partito preso, solo perchè vogliono far contento “B2 la vendetta”, solo per non ritrovarsi i grillini al Governo, per poi però, ritrovarsi proprio Di Maio al Governo che governa con una riforma che gli consente di fare quel cavolo che vuole proprio grazie ai loro voti.

Giovanni Chianta

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Sanità: Banco Farmaceutico, mai tante famiglie costrette a rinunciare a cure


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http://www.focus.it/scienza/salute/sanita-banco-farmaceutico-mai-tante-famiglie-costrette-a-rinunciare-a-cure
Dal’Rapporto 2016 sulla povertà sanitaria’ emerge un aumento delle persone che, nel nostro Paese, non hanno sufficienti risorse per curarsi. Un problema che non riguarda solo i 4,6 milioni di poveri censiti, ma oltre 12 milioni di persone e 5 milioni di famiglie che hanno comunque dovuto limitare il numero di visite o esami per motivi economici.

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L’uomo schiacciato dai suoi stessi limiti


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I tragici, ripetuti terremoti nell’Italia centrale sono stati un motivo in più per ricordare che nonostante tutte le nostre scoperte scientifiche e invenzioni tecnologiche – a volte davvero sorprendenti e impressionanti – esistono limiti alla nostra capacità collettiva di garantire il nostro futuro, comune o individuale, contro i danni provocati da tre indomabili potenze. E precisamente: la cecità o i capricci della natura dentro o fuori di noi, l’indifferenza o l’asprezza di altri esseri umani a noi vicini o distanti, e le conseguenze disastrose inattese dei nostri calcoli sbagliati e dei nostri errori ed egoismi. In sintesi, esistono limiti alle nostre capacità che il “progetto moderno”, e la mentalità che ha diffuso e alimentato, prometteva di spostare all’infinito.

Abbiamo bisogno di combinare la riconciliazione fra l’inevitabilità della nostra fragile posizione nell’universo con la ferma determinazione a continuare la lotta per fare tutto ciò che questa posizione ci consente, allo scopo di ammorbidire i suoi verdetti e renderla più facile da gestire. Questo sarebbe sufficiente a tenerci occupati per tutta la vita.