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Turchia, matrimoni riparatori: sposa la vittima e niente galera


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Abusi sessuali: i casi in cui uno stupratore evita il carcere grazie a un “matrimonio riparatore” con la sua vittima sono almeno 3 mila.

Il matrimonio è sempre un ottimo nascondiglio. Che adesso in una nazione come la Turchia sia un fatto legale, è irrilevante, per quanto sconvolgente. Ma in realtà è una pratica da sempre usata, ovunque. Ed è questa la cosa peggiore: la realtà circostante, l’onnipresente mentalità maschilista, macista mista a una grave e sovrastante ignoranza, da entrambi i sessi. Per non parlare della paura, del pudore, del senso di vergogna che porta a un totale mutismo e grande omertà da parte della donna. Tutti meccanismi sociali e psicologici che non portano libertà ma solo grovigli su grovigli di catene pesantissime e graffianti.
Gravidanza indesiderata? Matrimonio. Stupro? Matrimonio. La soluzione è in un paio di fedi pesanti come macigni da sollevare. Con questo anello io ti lego al mio volere e ti nego il tuo, finché morte non ci separi. Morte, naturalmente, che, date le circostanze, è nelle mie mani. Me ne approprio finché ho tra queste anche la tua vita.

Turchia, matrimoni riparatori: sposa la vittima e niente galera

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L’attico extra lusso di Donald Trump.


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La casa è un attico extra lusso da mille e una notte, tre piani, dove regnano stucchi, statue d’oro e affreschi.
L’edificio si trova nel cuore di New York e oltre all’abitazione dei Trump, ospita la sede operativa della Trump Organization. Tra le sue mura, nel 2004, è stato girato il famoso reality show The Apprentice, che ha regalato a Trump la notorietà del grande pubblico e persino una stella sulla Walk of Fame nel 2007.

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Ecco-attico-extra-lusso-di-Donald-e-Melania-Trump-a-New-York-lo-lasceranno-per-la-Casa-Bianca-ba4180f0-5a1a-4b35-9716-7fb026eecde1.html#foto-1

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88 anni fa nasceva Topolino


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Steamboat Willie’ è stato il primo cartone sonorizzato con Topolino. Il corto, in bianco e nero, fu associato al film ‘Gang War’ grazie all’intuizione di un esercente privato che lo proiettò il 18 novembre 1928 in una sala di Broadway. Walt Disney infatti non aveva trovato nessun distributore disposto ad investire sul suo progetto. ‘Steamboat Willie’ fu invece un successo immediato di pubblico e critica. Il film è ispirato a “Io …e il ciclone” di Buster Keaton e racconta le avventure di un mozzo su una nave da carico sulle note di “Steamboat Bill” e “Turkey in the Straw”. In questo cartone Topolino non ha ancora i suoi famosi guanti bianchi. Insieme a lui ci sono altri due personaggi poi divenuti celebri, Minnie e Gambadilegno.

http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/steamboat-willie-cosi-88-anni-fa-nacque-topolino/259534/259838?video=&ref=HRESS-31

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Il senso di Bersani per la metafora


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Pier Luigi Bersani ha creato un genere letterario. Ma i suoi detti come “non siamo qui ad asciugare gli scogli”, vanno chiamati con il nome giusto. Che in retorica è quello di “esempio paradossale”
Bersani ha ammesso che i suoi detti sono un modo di parlare democraticamente a tutti gli elettori, e a tradurre in parole semplici un concetto complesso. Ma quello di cui voglio occuparmi è solo un equivoco tecnico che a mio parere non è irrilevante, perché non bisogna, in un’era di calo dell’informazione culturale e dei buoni usi linguistici, diffondere idee sbagliate – anche se l’errore è irrilevante dal punto di vista politico. I bersanemi non sono metafore e non bisogna incoraggiare i ragazzi ad andarlo a dire all’esame di maturità. In termini di teoria della retorica (da Aristotele ai giorni nostri) una metafora è un “tropo” in cui a un termine letterale se ne sostituisce un altro che tende certamente a definire meglio ciò di cui si parla, ma che se fosse preso alla lettera sarebbe una falsità. Dire di una cantante che è un usignolo è letteralmente falso, perché una soprano non è un uccello, ma vuole creare l’idea che quella donna canti in modo favoloso. Dire che Balotelli è un fulmine è falso, perché il giovanotto non è un fenomeno atmosferico, ma esprime la sua rapidità come goleador. Invece dire che qualcuno pettina le bambole e taglia i bordi al toast non suona letteralmente falso, salvo che esprime un’attività che è certamente complessa ma fondamentalmente inutile e contraria al buon senso; che qualcuno voglia spalmare l’Autan sulle zanzare non è impossibile, anche se fa pensare che stia perdendo tempo senza costrutto.
Chiarito il problema, ben vengano i paradossi espressi dai bersanemi, purché non si continuino a fare cose faticose e stupidamente inutili.
Umberto Eco.
http://espresso.repubblica.it/opinioni/la-bustina-di-minerva/2012/12/13/news/il-senso-di-bersani-per-la-metafora-1.48844

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Metafore politiche di Palazzo


18-novembre-metafore-politiche-di-palazzoAgli squilibri che stanno dietro la vittoria di Trump, che stanno dietro la rabbia cavalcata dalle «destre della protezione» (come le chiama giustamente Bersani) si dovrebbe rispondere da sinistra, con politiche di sinistra. Perché è proprio folle – anche se non inspiegabile – che l’America delle disuguaglianze finisca per votare un esemplare dell’1 per cento che, si diceva, su quelle disuguaglianze campa.