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L’agricoltura è vita


A nessuno interessa niente degli agricoltori: a cominciare dalle amministrazioni dello Stato per finire ai consumatori. Eppure, gli agricoltori, storicamente, hanno avuto un ruolo fondamentale in tutte le civiltà.

Di Giovanni Chianta

agricolturaIl poco interesse verso l’agricoltura nasce da un fattore culturale: l’idea che il settore primario debba essere relegato ai margini, l’idea che in agricoltura ci lavorino quelli “senza cervello”, l’idea che “tutti sappiano farlo” e quindi quel lavoro vale poco o nulla sia da un punto di vista culturale che economico.
“Produrre cibo” non è cosa semplice. Ci vuol davvero tanto coraggio, impegno e cervello per fare gli agricoltori ai nostri tempi.
Un imprenditore che produce bulloni ha dei costi di produzione e dei fattori di rischio aziendali: ad esempio avere dei clienti che comprino quel bullone.

danni-pioggia In agricoltura i fattori di rischio sono altissimi perché non c’è la certezza di produrre nemmeno il prodotto. Una pianta non è un bullone, deve fare i conti con la natura: se c’è siccità la pianta muore, se piove troppo la pianta muore, se c’è troppo caldo la pianta muore, se c’è troppo freddo la pianta muore, se c’è troppo vento la pianta muore o, per sintetizzare, se la pianta viene colpita da una delle tante malattie e/o virosi la pianta muore e se le piantagioni muoiono vuol dire niente fatturato e tanti debiti. Capite bene che quando tutto va bene è una sorta di miracolo. Dopo aver superato questa dura battaglia contro la natura il contadino deve imbattersi in altre battaglie.
La politica, ovvero tutti gli amministratori che si occupano di agricoltura, dal Ministro Martina fino all’ultimo assessore comunale all’agricoltura, poco o nulla fanno per aiutare gli agricoltori italiani. Ovviamente il pesce puzza dalla testa ed il vero problema è riscontrabile in sede europea.  In Europa hanno deciso di aprire i mercati ad una serie di Paesi extra Ue. Questo significa che aumenterà sempre più la concorrenza sleale con la diminuzione dei prezzi (non si riesce più a coprire le spese) e con l’aumento dei fattori di rischio per la Salute.
frutta-e-verdura-cuoreE qui veniamo ai consumatori. Da anni i nutrizionisti ci dicono che frutta e verdura sono la base per una buona dieta che ci permetta di vivere meglio e più a lungo. Ma la domanda è: ma se frutta e verdura sono contaminati da pesticidi o altri prodotti fitosanitari dannosi alla salute ? In questo caso frutta e verdura avranno effetti negativi sulla salute.
La battaglia che noi contadini portiamo avanti, cioè quella di voler produrre prodotti buoni e sani a prezzi giusti, porterebbe più vantaggi ai consumatori che a noi stessi. Ma questa battaglia non può essere vinta senza l’aiuto delle Istituzioni e dei consumatori. E’ davvero ipocrita chiedere ai contadini italiani di rispettare tutta una serie di norme europee per poi far entrare, sulle nostre tavole, merci da ogni dove potenzialmente rischiose per la salute.

Questo perchè in molti di questi Paesi extra Ue è consentito l’uso di prodotti fitosanitari che in Europa sono vietati perché giudicati dannosi per l’uomo.
libro-tracciabilitaLe istituzioni italiane dovrebbero alzare la voce in sede europea chiedendo una maggior tutela per i prodotti italiani: meno o nessuna importazione dai Paesi che non rispettano le norme sanitarie che noi osserviamo in Italia ed assoluta tracciabilità dei prodotti.
I consumatori dovrebbero impegnarsi a comprare italiano, spesso non è possibile farlo perché alcuni prodotti sono camuffati o non tracciati ma, almeno per i prodotti tracciati, l’impegno dovrebbe essere quello di perdere un minuto in più (e qualche centesimo in più) nel scegliere quello che si mangia.
C’è in gioco molto di più che qualche azienda, c’è in gioco la salute dei cittadini. Ricordatevi che un contadino che produce cibi sani vi allunga la vita.

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Il gruppo chiude il semestre con 50 milioni di rosso.


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La relazione semestrale del gruppo registra tutti i principali indicatori finanziari in terreno negativo. Il patrimonio netto crolla a 28,2 milioni, bruciando 59 milioni rispetto alla fine dello scorso anno. Calano i ricavi (da 165,4 a 151,8 milioni) e si assottiglia la redditività (-19,7 milioni per il margine operativo lordo). E, come se non bastasse, “si prevedono ulteriori perdite nella seconda parte dell’esercizio in corso”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/30/sole-24-ore-il-gruppo-chiude-il-semestre-con-50-milioni-di-rosso-necessario-aumento-capitale/3068534/

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L’eterna follia. Orlando Furioso compie 500 anni.


Il 22 aprile 1516 appariva l’“Orlando Furioso”. A distanza di cinque secoli il capolavoro dell’Ariosto si conferma di grande attualità, tra serio e faceto. La follia non è solo del Paladino, il cui cervello è andato a confinarsi sulla Luna, ma è universale ed eterna. Concepito nella Ferrara estense e stampato in città, il poema è uno dei capolavori assoluti della letteratura occidentale che da subito parlò al cuore dei lettori italiani ed europei.
Cinquecento anni dall’apparizione del Furioso, il poema non solo della modernità ma della condizione globale dell’uomo apparso prodigiosamente nel cuore dell’umanesimo a proclamare la fallacia della speranza umana.
Ferrara lo celebrerà con una mostra importante a Palazzo dei Diamanti dal 24 settembre 2016 al 8 gennaio 2017.

http://www.palazzodiamanti.it/1434
http://www.altritaliani.net/spip.php?article2486