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Eduardo Galeano: Fidel


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“Per più di quarant’anni, questa rivoluzione [cubana], punita, bloccata, calunniata, ha fatto parecchio di meno di quanto avrebbe voluto ma ha fatto molto di più di quanto poteva. E continua a farlo. Continua a commettere la pericolosa follia di credere che noi esseri umani non siamo condannati all’umiliazione.”
EDUARDO GALEANO

I suoi nemici dicono che è stato un re senza corona e che ha confuso l’unità con l’unanimità.
E in questo i suoi nemici hanno ragione.
I suoi nemici dicono che se Napoleone avesse avuto un giornale come il <>, nessun francese sarebbe stato messo al corrente del disastro di Waterloo.
E in questo i suoi nemici hanno ragione.
I suoi nemici dicono che esercitò il potere parlando molto e ascoltando poco, perchè era più abituato agli echi che alle voci.
E in questo i suoi nemici hanno ragione.
Però i suoi nemici non dicono che non fu per posare davanti alla Storia che mise il petto di fronte ai proiettili quando venne l’invasione,
che affrontò gli uragani da uguale a uguale, da uragano a uragano, che sopravvisse a seicento trentasette attentati, che la sua contagiosa energia fu decisiva per convertire una colonia in una patria e che non fu nè per un artificio del Demonio nè per un miracolo di Dio che questa nuova patria ha potuto sopravvivere a dieci presidenti degli Stati Uniti, che avevano il tovagliolo al collo per mangiarla con coltello e forchetta.
E i suoi nemici non dicono che Cuba è uno dei pochi paesi che non compete per la Coppa del Mondo dello Zerbino.
E non dicono che questa rivoluzione, cresciuta nel castigo, è quello che ha potuto essere e non quello che avrebbe voluto essere. Né dicono che in gran parte il muro tra il desiderio e la realtà si fece sempre più alto e più largo grazie al blocco imperiale, che affogò lo sviluppo della democrazia cubana, obbligò la militarizzazione della società e concesse la burocrazia, che per ogni soluzione tiene un problema, l’alibi per giustificarsi e perpetuarsi.
E non dicono che considerando tutte le afflizioni, considerando le aggressioni esterne e l’arbitrarietà interna, questa isola rassegnata però testardamente allegra ha generato la società latino-americana meno ingiusta.
E i suoi nemici non dicono che questa impresa fu opera del sacrificio del suo popolo, però anche fu opera dell’ostinata volontà e dell’antiquato senso dell’onore di questo cavaliere che sempre combatté per i vinti, come quel suo famoso collega dei campi di Castilla.

Eduardo Galeano – dal libro Specchi

Eduardo Galeano spiega Fidel a Saviano

 

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Nella giornata contro la violenza alle donne.


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“Spero che questi consigli possano aiutarvi nella vostra vita quotidiana -consiglia la truccatrice a una donna piena di lividi in volto – utilizzate una cipria in polvere per fissare il trucco e poter lavorare tutto il giorno senza mostrare i lividi”.

È questo che la televisione di Stato del Marocco insegna alle donne: non denunciare, ma nascondere.

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Il 1905, l’anno d’oro di Albert Einstein


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In 12 mesi, 4 scoperte che avrebbero rivoluzionato la fisica per sempre.
All’inizio del 1905, Albert Einstein era un fisico 26enne.In pochi avrebbero scommesso sul fatto che quello sarebbe divenuto l’anno di svolta non solo per la sua carriera, ma per la storia della fisica. In quei 12 mesi lo scienziato avrebbe pubblicato quattro articoli accademici rivoluzionari.

1. FOTONI. Nel primo lavoro, pubblicato a marzo, Einstein sosteneva che la luce, che fino ad allora si pensava diffondersi in onde, fosse costituita di un numero finito di quanti di energia (in seguito denominati fotoni) che si muovono nello Spazio. Einstein portava questa teoria per spiegare l’effetto fotoelettrico, il fenomeno per cui una superficie metallica, colpita da una radiazione elettromagnetica, emette elettroni. La sua ipotesi – che gli valse il Nobel per la Fisica nel 1921 – sarebbe divenuta, 20 anni dopo, una colonna portante del dualismo onda-particella della luce.

2. ATOMI. A maggio fu la volta di un articolo sul moto browniano (il moto disordinato delle particelle presenti nei fluidi): Einstein partiva dall’osservazione di questo fenomeno per dimostrare che gli atomi esistono realmente, un punto su cui fino ad allora si era discusso molto.

3. SPAZIOTEMPO. Giugno fu il mese della Teoria della Relatività ristretta, in base alla quale la velocità dell’osservatore influenza anche la percezione del prima e del dopo, e quindi lo scorrere del tempo non è universale: la luce rimane costante, spazio e tempo divengono un’entità fluida relativa all’osservatore.

4. E=MC² La teoria sarebbe stata completata con il quarto articolo, pubblicato nel settembre 1905, che enunciava l’equazione più famosa di sempre, E=mc²: esiste una relazione fissa tra energia e massa; la prima equivale alla seconda moltiplicata per il quadrato della velocità della luce.

http://www.focus.it/scienza/scienze/il-1905-lanno-doro-di-albert-einstein