Pubblicato in: CRONACA

Morti sul lavoro: calano quelle ufficiali ma è sempre una strage


Nuovo-incidente-sul-lavoro-ad-Avezzano.jpg
Fino a settembre sono 549 le vittime, soprattutto uomini con più di 54 anni
Ma i dati dell’Inail non raccontano il mondo sommerso degli abusivi. La regione con più vittime è l’Emilia. In Italia l’anno scorso l’87% delle aziende controllate non era in regola con le norme di sicurezza

A raccontare l’Italia dove ancora si muore per guadagnarsi il pane, sono i dati dell’Inail. Parlano di 549 vittime fino al mese di settembre di quest’anno contro le 626 dello stesso periodo 2015 ma ovviamente il dato non tiene conto delle morti nascoste, degli abusivi, dei muratori assoldati a giornata, lasciati feriti sulle strade fingendo incidenti stradali dopo essere caduti dalle impalcature, pagati, ma solo se feriti o morti, con vaucher improvvisamente usciti dalle tasche degli imprenditori. Così l’anno scorso i dati dell’ Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti sul lavoro parlavano rispetto alle cifre ufficiali di una strage ben più pesante: oltre 1400 vittime, quest’anno sarebbero gia 1260.
“Siamo il Paese Europeo con il più alto numero di morti sul lavoro e questo vorrà pure dire qualcosa.
Abbiamo anche un altro triste primato che è quello dell’abuso dei voucher, che molto spesso favorisce il lavoro nero, usati per coprire il lavoro nero. E non mi pare siano stati messi dei limiti concreti perchè questo abuso possa essere fermato. Averli estesi a tutte le lavorazioni non mi pare sia stata una bella idea”. così dice Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
http://www.repubblica.it/cronaca/2016/11/30/news/morti_sul_lavoro_calano_quelle_ufficiali_ma_e_sempre_una_strage-153132258/?ref=HREC1-21

Pubblicato in: CRONACA

Prescrizione allungata e patrocinio gratuito, pronto il nuovo Testo Unico amianto


amianto

Otto titoli composti da 128 articoli per cercare di affrontare la piaga dell’amianto in tutta la sua vastità e complessità, allungando tra le altre cose i tempi di prescrizione in caso di indagini per il reato di strage. Il Testo Unico per il riordino, il coordinamento e l’integrazione di tutta la normativa in materia di asbesto è stato presentato al Senato proprio nel giorno in cui il giudice per l’udienza preliminare di Torino ha derubricato da omicidio volontario a omicidio colposo l’accusa per l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, imputato per la morte di 258 persone al processo Eternit bis.

Il provvedimento illustrato a Palazzo Giustiniani è il frutto delle conclusioni raggiunte dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali. L’organismo ha svolto infatti una lunga indagine per verificare i danni prodotti dall’amianto in una serie di luoghi di lavoro dove in passato gli operai sono stati esposti a un contatto prolungato con questa micidiale sostanza: l’ex Isochimica di Avellino, gli stabilimenti ex Enichem e Montefibre in Sardegna, l’ex Materit della Val Basento, lo stabilimento Ansaldo Breda di Pistoia, la ex Sacelit Italcementi di Senigallia, la Fincantieri di Monfalcone e la ex Eternit di Casale Monferrato.

I dati più recenti dell’Inail (relazione annuale sul 2015) evidenziano quasi 1.600 lavoratori con malattie asbesto correlate e 480 decessi per silicosi/asbestosi (l’85% con età al decesso superiore a 74 anni). L’andamento dei dati lascia ipotizzare che nel 2020, visti i tempi di latenza, si possa registrare il picco massimo di manifestazione delle malattie asbesto correlate.

Tra gli aspetti più importanti introdotti dal Testo Unico, l’obbligo di valutazione del rischio e di denuncia degli edifici o dei beni che possono emanare fibre di amianto in grado di colmare l’attuale lacuna nella mappatura del rischio, consentendo una conoscenza puntuale da parte di Regioni e Asl; l’ampliamento delle attività lavorative da tutelare a quelle che espongono ad un rischio indiretto nonché a quelle che possono causare un rischio per l’ambiente esterno; l’obbligo per il datore di lavoro di occuparsi non solo dei dipendenti ma anche della collettività; l’obbligo di trasmissione da parte del medico e dell’Asl ai Centri operativi regionali (Cor) delle informazioni acquisite, in caso di accertamento di patologia, ai fini dell’inserimento nel registro tumori presso l’Inail. A questo scopo viene introdotta l’omissione di referto per il medico che non segnala e l’omissione di atti di ufficio per il Cor che non registra.

Il Testo Unico rivede anche i requisiti per ottenere i benefici pensionistici previsti per i lavoratori esposti all’amianto stabilendo che nel periodo “non inferiore a 10 anni” fissato dall’attuale normativa, l’Inail debba computare anche permessi, festività, ferie, periodi di sospensione per malattia o infortunio o collocamento in cassa integrazione e introduce incentivi per gli interventi di bonifica e misure per la riconversione e riqualificazione delle aree industriali dismesse. Viene inoltre prevista la creazione di una Agenzia nazionale amianto per l’acquisizione dei censimenti e dei piani regionali, la formazione del personale ispettivo e tecnico (composto da Asl, Ispettorato nazionale, Inps e Inail), il coordinamento nazionale della vigilanza e la costituzione dell’albo dei consulenti tecnici e dei periti.

Il Titolo 8 del TU rivede infine i termini delle indagini preliminari e della prescrizione, che vengono raddoppiati in caso di processi per i reati di disastro, lesioni e morti per malattie asbesto derivate e garantisce il patrocinio a spese dello Stato per le vittime dell’amianto e i familiari nell’ambito dei processi per disastro, omicidio, lesioni. “Il Testo Unico sull’amianto nasce per riordinare e integrare tutta la complessa e contraddittoria normativa, garantendo efficacia all’azione legislativa e amministrativa, ma anche certezza di giustizia alle vittime e alle loro famiglie”, ha spiegato il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali, Camilla Fabbri (Pd). “Il quadro normativo – ha commentato il ministro della Giustizia Andrea Orlando – si è dimostrato nel corso degli anni inadeguato per contraddittorietà, sovrapposizioni, discontinuità. Da qui l’esigenza non più derogabile di un Testo Unico nella materia con finalità ricognitiva ma anche costitutiva”.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti si è soffermato invece su un altro aspetto della piaga amianto. “Sono convinto – ha osservato – che i privati debbano combattere con noi questa battaglia. Abbiamo istituito un fondo di 17 milioni di credito di imposta per le aziende che collaborano alla rimozione dell’amianto. Il risultato è stato buono, perché hanno partecipato 600 aziende”.

Soddisfazione per la presentazione della nuova normativa è stata espressa anche da Inail e sindacati. E’ “un impegno importantissimo, socialmente utile e tecnicamente molto rilevante”, ha sottolineato il presidente dell’Inail, Massimo De Felice. “E’ un problema complesso, interdisciplinare – ha aggiunto – che ha bisogno di mettere in campo competenze diversificate che non possono restare solo di settore, per costruire strategie efficaci”.

Di “formidabile occasione per dare una decisiva svolta ad un’azione risolutiva per la lotta all’amianto”, ha parlato il segretario confederale della Cisl, Giuseppe Farina, mentre Claudio Iannilli, responsabile amianto della Cgil nazionale, ha spiegato che il Testo Unico contiene “importanti novità” e affronta aspetti determinanti, dalle bonifiche alle responsabilità, chiarendo ruoli e compiti delle istituzioni”.

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/11/29/news/senato_testo_unico_amianto-153089514/?ref=HREC1-19

Pubblicato in: CRONACA

Il finto rapimento del vero rampollo…


30-novembre-il-finto-rapimento-del-vero-rampolloUna campagna pubblicitaria a costo zero. L’unica preoccupazione è che in Italia tanti giovani vedono Lapo come un modello da imitare: speriamo che non ci sia un’impennata di finti sequestri per spillare soldi ai genitori. Poi succede che non si distingue più quando avviene un vero sequestro.