Pubblicato in: CRONACA

Il ricordo di Franca ♥


radioconcreta_franca_c-940x350

Anno sleale il 2016. Ci ha portato via la cara Franca. Di lei ricordo, oltre all’impegno, il modo di vivere, semplice. Badava all’essenziale e non si perdeva dietro alle piccolezze, non si lamentava mai. Con coraggio ha affrontato la malattia. Coraggio e dignità.
ciao, Franca.

Pubblicato in: CRONACA

Vent’anni fa moriva Ivan Graziani: in arrivo un cofanetto e una serata-tributo


ivan.jpg
l primo gennaio di vent’anni fa moriva Ivan Graziani, uno dei personaggi più originali e sottovalutati della musica italiana. Chitarrista di grande spessore e autore di canzoni popolarissime come Lugano addio, I lupi, Pigro, Monna Lisa, Agnese Dolce Agnese, Firenze (canzone triste), Graziani è stato un artista poliedrico e creativo, capace di esprimersi anche come disegnatore e incisore.

Ivan Graziani è stato sepolto con una delle sue chitarre (ne aveva qualche decina) e il gilet di pelle (che aveva brevettato) con il gancio per reggere la chitarra. Le nuove generazioni gli devono molto, la vedova e il figlio sono impegnati a tenere vivo il ricordo di un artista che non ha avuto i riconoscimenti che meritava.

Nel 2017 Ivan infatti sarà ricordato ed omaggiato con varie iniziative. Tra le prime ufficiali, il 27 gennaio si terrà al Teatro Comunale di Teramo una speciale edizione del Pigro (da una delle sue più celebrate canzoni), l’evento che ogni anno raduna migliaia di appassionati in una serata-tributo con la partecipazione di colleghi famosi di Ivan, ospitati sul palco dai figli, Tommy e Filippo Graziani. A breve sarà annunciato il cast di artisti che vi prenderanno parte.

http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2016/12/30/news/ivan_graziani-155126431/?ref=HRLV-18

Pubblicato in: CRONACA

Il Frate Indovino dell’economia: calendario per il 2017


almanacco-frate-indovino.jpg

L’Italia riuscirà a superare la soglia psicologica della crescita all’1 per cento? Quali saranno gli effetti della Trumpnomics? Il commercio mondiale rallenterà? Tornerà l’inflazione? I tassi d’interesse torneranno a crescere? Il ’17 ci riporterà in un mondo normale come dice la Fed dalla quale si attendono altri tre rialzi il prossimo anno? E Mario Draghi come si comporterà?
Una guida, mese per mese, agli appuntamenti del prossimo anno, agli indicatori e alle scadenze da tenere sotto controllo. Con l’ausilio fondamentale del Ref di Fedele De Novellis per scongiurare, anche con un sorriso, le serie sfide che ci attendono.

http://www.repubblica.it/economia/2016/12/27/news/il_frate_indovino_dell_economia_2017-154946063/?ref=HRLV-6

Pubblicato in: CRONACA

Terrorismo, Capodanno blindato con cecchini, barriere e droni


blindo.jpg

30 dicembre 2016 – Massima allerta in Italia per la notte di Capodanno dopo l’attentato di Berlino e l’uccisione di Anis Amri alle porte di Milano.

Così in molte città sono stati messi a punto piani sicurezza per garantire l’incolumità di quanti festeggeranno in piazza o in luoghi pubblici

http://www.quotidiano.net/cronaca/terrorismo-capodanno-blindato-con-cecchini-barriere-e-droni-1.2785572

Pubblicato in: CRONACA

Mitologia balcanica, la nascita della penisola che non c’é.


balcani.png

Tutto ebbe inizio nel diciannovesimo secolo, quando un geologo francese di nome Ami Bouè ( 1794-1881), lavorando su una delle sue ricerche diede, e non sappiamo fino ad oggi perché, ad una montagna della Bulgaria – allora come oggi conosciuta come “ Stara planina” ( Vecchia montagna) – nome Balkan. Il nome Balc(k)an deriva dal turco “Balkan/ar” ossia “ boschiva e montuosa roccia”(letteralmente scogliera).

Questo fatto rende necessario togliere qualsiasi dubbio sul titolo della recente opera cinematografica di A. Jolie “Nella terra del sangue e del miele”. In quella pellicola non c’è nulla che possa evocare, in qualsiasi modo, le vere origini di questo toponimo storicamente sbagliato. Qualche suo suggeritore ha semplicemente deciso di tradurre due parole di lingua turca bal-sangue e kan- miele, molto probabilmente copiandolo da un giornalista turco che qualche anno fa mise in un suo articolo queste due parole insieme. Era il tentativo di giustificare il nome di questa terra piena di antagonismi e tragedie e cosi un’altra ipotesi sbagliata rischia – ha rischiato – di diventare verità. Per il lettore poco attento naturalmente.

Tornando al nostro geologo, si evince che la catena montuosa chiamata dal Balc(k)an in sostanza non ha mai avuto questo nome. Andando poi a vedere dove si trova montagna Balc(k)an ovvero “Vecchia montagna”, ci accorgiamo senza grandi sforzi che questa catena montuosa non è e non è mai stata dominante su un territorio che, per assurdità del caso grazie ad un altro errore madornale, nello stesso periodo sarà destinato a diventare penisola.

A volte il destino e le circostanze creano delle situazioni che nonostante la loro assurdità e insostenibilità lasciano le tracce indelebili.

http://www.atlanteguerre.it/mitologia-balcanica-la-nascita-della-penisola-che-non-ce/

Pubblicato in: CRONACA

L’Europa muore chiudendo le frontiere


KOPELNITSKY-EU-SCHENGEN.jpghttp://www.atlanteguerre.it/leuropa-muore-chiudendo-le-frontiere/

Un balzo indietro di vent’anni. Una mazzata poderosa all’idea stessa che il Vecchio Continente sia davvero diventato cosa unica e unitaria. Dobbiamo svegliarci, il sogno è finito: le frontiere in Europa, con tutto quello che ciò significa, ci sono ancora, eccome. Non ci credete? Fate una ricerca in rete. “ La Germania blocca Schengen”: questo vi appare riferito al 25 maggio 2015. Un blocco, dovuto alla crisi dell’immigrazione, deciso fino al 15 giugno con Austria e Repubblica Ceca. Ancora: “Immigrati, la Germania sospende i treni dall’Austria”. La notizia è di RaiNews24, il 14 settembre. Della stessa cosa scrive La Repubblica: “La Germania sospende Schengen. Merkel reintroduce i controlli al confine con l’Austria”. Altro titolo, del Il Giornale: “Ormai Schengen non vale più: la Danimarca introduce i controlli….”. Il 30 giugno 2015 il quotidiano scrive che “Dopo la Francia, la Svizzera e l’Austria anche la Danimarca introduce i controlli alla frontiera”. Potremmo aggiungere che Parigi, dopo le stragi del 13 novembre, ha chiuso le frontiere.

Ci sono frontiere, che vengono rispolverate al primo o secondo vento di crisi. Sono frontiere che diventano muri, muri reali: in Bulgaria, Ungheria, Spagna. La pressione dei profughi, dei richiedenti asilo, in arrivo dalle zone di guerra, sta mettendo a nudo tutta la fragilità e l’inconsistenza del progetto Europa. L’Unione non è in grado di gestire una situazione di crisi, non sa trovare contromisure unitarie, segue la pancia e gli interessi dei singoli Paesi, che restano – appunto – singoli Paesi aggregati dal mercato, non dalle idee. Lo dimostra il fatto che i controlli saranno sulle persone, non sulle merci. Quelle continueranno a girare liberamente.

Nel 2015 sono arrivati un milione di esseri umani nel Vecchio Continente. Tanti, davvero tanti. Secondo l’Unhcr, in Grecia sono arrivate 821,008 persone. In Italia sono stati 150.317. Seguono Bulgaria (29.959), Spagna (3.845), Cipro (269) e Malta (106). La maggior parte è costituita da siriani (circa 455mila), che scappano dalla guerra civile nel loro Paese, seguiti da afghani, iracheni ed eritrei.

Sono cifre spaventose e sono numeri che ci costringono a prendere atto che sì, il momento è complicato e servono scelte precise. Ma continuare a giocare con Schenghen significa – di fatto – ribadire che l’Europa che chiamiamo unita è in realtà solo l’aggregazione di singoli stati alla ricerca della propria convenienza. La cittadinanza europea, il senso di essere europei e quindi tutti uguali, tutti figli della medesima terra, è ancora lontana. Così lontana che si chiudono le frontiere per lasciare i problemi – sotto forma di esseri umani in cerca di vita – nel giardino del vicino.

Pubblicato in: CRONACA

Uganda,le contraddizioni di una fragile pace.


ug-uganda-offers-refugees-home-away-from-home-780x489.jpg

Kampala è una città che cresce. Il problema è che cresce ogni giorno, in fretta. Nel 2002 gli abitanti erano poco più di un milione e duecentomila: adesso sono 2milioni e mezzo, in quartieri poveri, che cercano comunque una logica, un ordine. Il traffico sta mangiandosi tempo e vite. Nell’ora di punta può servire un’ora per due chilometri di strada.
A far crescere ancora di più la popolazione in questi giorni sono i militari. Si stanno acquartierando lentamente, chiamati dalla periferia. Sono il segno della tensione politica, cattiva, dura, legata al risultato elettorale: in febbraio ha rivinto le presidenziali l’inossidabile Yoweri Musevenil. Ufficialmente avrebbe vinto con il 60% delle preferenze, ma sembra crederci solo lui. Gli osservatori internazionali parlano di brogli e di campagna elettorale intimidatoria. Gli avversari hanno presentato ricorso alla Corte Suprema, con il risultato di finire agli arresti domiciliari. Kizza Besigye, che ha raccolto il 30% dei voti, è accusato di voler destabilizzare il Paese diffondendo risultati falsi. L’altro candidato presidenziale Amama Mbabazi, ex primo ministro del Paese, non sta meglio.
A fine marzo dovrebbe arrivare la sentenza della Corte. Non sembra in grado di annullare il voto, ma l’esercito – schierato con Museveni – per precauzione ha occupato la capitale, quasi a voler far capire che tutto va bene, tutto è come deve essere.
Fuori dalla capitale, le cose sembrano più semplici, la politica più lontana. È un Paese che cambia in fretta, questo. Dopo il Niger è il luogo al mondo con la maggior crescita demografica. Il tutto si traduce nel fatto che l’Uganda è sostanzialmente un Paese di giovani. Giovani che hanno bisogno di scuole, di lavoro, di tutto. E piano piano le cose si muovono. Il reddito pro capite è cresciuto. In molte zone sono arrivate luce e strade, quasi sempre grazie ai cinesi, come sempre aggressivi e onnipresenti in Africa.
A Koboko, nel West Nile, nel nord, all’incrocio con il Sud Sudan e la Repubblica Democratica del Congo, la corrente elettrica è arrivata da qualche settimana. Da qualche mese c’è anche la strada asfaltata, che porta fino ad Arua e all’aeroporto.
In pochissimo tempo, lungo la strada sono cresciute botteghe e banchetti. Sono aumentate le vendite di moto, modelli 100 di cilindrata, tutti uguali prodotti – inutile dirlo – in Cina o in India. Costano un patrimonio: quasi mille euro. Una follia per gente che incassa, se va bene, poco più di due euro e mezzo al giorno. Eppure le moto aumentano, come le merci nel mercato. Agricoltura e infrastrutture: qui puntano su quello per crescere e stabilizzarsi. La paura è che torni la guerra. Le tensioni politiche sono solo una parte. Qui vicino c’è il confine con l’instabile Sud Sudan, che riversa migliaia di profughi in Uganda. In dicembre, poi, per questioni di sconfinamento i due eserciti si sono presi a fucilate. Ora tutto sembra tranquillo. Ma è una tranquillità sempre troppo fragile.

http://www.atlanteguerre.it/uganda-le-contraddizioni-di-una-fragile-pace/

Pubblicato in: CRONACA

Reporter senza frontiere: oltre 100 giornalisti in carcere in Turchia


cy0f2r2xgaa06bx

Il numero di giornalisti arrestati nel mondo è aumentato nel 2016, un incremento legato in particolare alla situazione in Turchia, dove oltre 100 reporter e collaboratori dei media si trovano oggi in prigione: è quanto emerge dal rapporto annuale pubblicato oggi da Reporter senza frontiere (Rsf). «Ad oggi, 348 giornalisti sono in arresto nel mondo: si tratta di un incremento del 6% rispetto al 2015. Il numero di giornalisti professionisti imprigionati è cresciuto del 22%» e «si è quadruplicato in Turchia dopo il mancato colpo di Stato del mese di luglio», ha indicato Reporter senza frontiere nel suo rapporto.
Il numero di giornaliste donne arrestate si è quadruplicato quest’anno (21 contro le cinque del 2015) e «questo testimonia la femminilizzazione della professione, ma soprattutto il disastro che sta attraversando la Turchia, dove si trova un terzo di loro», è stato aggiunto nel rapporto. «Alle porte dell’Europa, una vera e propria caccia alle streghe ha provocato l’arresto di decine di giornalisti e reso la Turchia la più grande prigione per la professione.

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-12-13/reporter-senza-frontiere-oltre-100-giornalisti-carcere-turchia-102826.shtml?uuid=ADxd4IGC

Pubblicato in: CRONACA

Poste Italiane on air con la campagna “Bollettino postale”


photo

L’originale è sempre meglio della copia, soprattutto se maldestra. E’ la morale che si trae dagli spot della nuova campagna adv di Poste Italiane, on air da oggi per due settimane in tv per promuovere il bollettino postale, il metodo di pagamento da sempre più diffuso per abbonamenti ed utenze. L’unico da sempre autentico e sicuro, l’unico che si può pagare nei circa 13 mila uffici postali e anche on line e che offre la garanzia e la certificazione al 100% dell’avvenuto pagamento.

I mini-film da 30” hanno per protagonisti due soggetti simbolo del mondo delle fiabe e dell’avventura: Biancaneve e D’Artagnan. I personaggi però hanno cambiato amici, così Biancaneve è in compagnia di “sette cani”, mentre D’Artagnan affronta i duelli di cappa e spada insieme a “tre trombettieri”, un cambio di copione che prelude ad esiti imprevedibili se non addirittura rovinosi. L’insegnamento lanciato dalla campagna firmata da Young&Rubicam Roma dice appunto che quando una storia funziona è meglio puntare sugli originali perché cambiare nasconde sempre delle brutte sorprese. Lo spot è ideato da Y&R, prodotto dalla Mercurio e diretto dal regista argentino Felipe Gomez Aparicio.

Oltre agli spazi televisivi, la nuova campagna pubblicitaria prevede un media mix che comprende presenze su quotidiani e periodici, sul web (fino alla fine dell’anno) e uffici postali. L’iniziativa pubblicitaria sottolinea anche i vantaggi della multicanalità, che coniuga tradizione e innovazione per rendere sempre più comodo e veloce il pagamento dei bollettini postali: oltre che negli uffici postali, è possibile ad esempio pagare i bollettini dal sito Internet poste.it, oppure dalla App gratuita tramite uno smartphone o un tablet. Poste Italiane offre anche l’opportunità di pagare con l’aiuto del portalettere che, grazie alla sua dotazione “telematica”, è in grado di offrire questa comodità anche a chi non può muoversi da casa o non ha dimestichezza con le nuove tecnologie. sono circa 500 milioni i pagamenti effettuati ogni anno dagli italiani con il bollettino postale.

http://www.spotandweb.it/news/806347/poste-italiane-air-la-campagna-bollettino-postale.html

Pubblicato in: CRONACA

ROVANIEMI: CENTRO CULTURALE DEL NORD


CARO BABBO NATALE

L’ufficio postale di Babbo Natale riceve lettere da 198 Paesi. Il suo indirizzo? Santa Claus, Santa Claus’s Main Post Office, 96930 Napapiiri (Circolo polare artico).

Nell’autunno 2011, l’ufficio postale di Babbo Natale, che nel periodo natalizio riceve in media 32.000 lettere al giorno, ha festeggiato il suo 20° anniversario. Ogni anno, Babbo parte dal suo villaggio su una slitta trainata dalle renne per portare regali a tutti i bambini. La sua partenza il 23 dicembre viene trasmessa dalle televisioni di tutto il mondo.

“Rispondiamo a tutte le lettere che includono un indirizzo leggibile,ˮ dice il capo elfo Katja Tervonen, incaricata di apporre un timbro speciale su tutte le missive che partono dall’ufficio postale di Babbo Natale.

http://www.visitfinland.com/it/articolo/rovaniemi-centro-culturale-del-nord/

Pubblicato in: CRONACA

Addio all’anno rivoluzionario


download

Con il 2016 si chiude un anno rivoluzionario che ha visto la Storia accelerare al punto da mettere a dura prova la nostra capacità di comprenderla ma rendendo più avvincente la possibilità di descriverla. I cambiamenti sono stati a tutto campo.
Sul fronte della politica l’Unione Europea per la prima volta ha perso una nazione – la Gran Bretagna – per volontà dichiarata dei suoi elettori, gli Stati Uniti hanno eletto presidente Donald J. Trump ovvero un tycoon estraneo ad ogni partito politico e quasi il 70 per cento degli italiani ha colto l’occasione di un referendum per esprimere in maniera schiacciante scontento nei confronti del governo innescando un cambio di premier: si tratta di tre frutti del crescente scontento del ceto medio nelle democrazie avanzate dovuto a impoverimento, disagi e carenza di protezione sociale. Sul fronte della sicurezza gli attacchi dei jihadisti nelle città dell’Occidente – da Nizza a Bruxelles fino a Orlando – testimoniano la violenza spietata di un movimento terroristico che punta a colpire noi per conquistare il potere nel mondo arabo-musulmano. Spingendo alla fuga verso l’Europa una massa di migranti in cerca di pace e prosperità.
Il dramma di Aleppo, l’ecatombe in Siria e le fosse comuni disseminate dall’Iraq alla Libia descrivono l’immensità del dolore che i jihadisti riversano sul mondo dell’Islam nel tentativo di sottomettere oltre un miliardo di anime ad un dispotismo oscurantista.
Sul fronte dei costumi collettivi il trionfo dei PokemonGo, la folla che cammina sull’acqua grazie alle invenzioni di Christo e la passione per il turismo spaziale suggeriscono come l’innovazione sta per raggiungere l’immaginazione. E bisogna guardare all’orizzonte della scienza per comprendere quanto lontano possiamo arrivare: l’agricoltura verticale capace di produrre raccolti indipendentemente dalle stagioni, la protezione legale in America degli investimenti privati sui corpi celesti, i piani per l’esplorazione cosmica oltre il Sistema Solare, l’uso di grandi telescopi per studiare il comportamento degli abitanti delle megalopoli e la ricostruzione hi-tech degli organi umani fuori del corpo per poter sconfiggere le malattie ancora incurabili suggeriscono come la creatività dell’uomo sta raggiungendo frontiere che sfidano la fantasia. Negli ultimi 12 mesi abbiamo raccontato fatti, storie, retroscena ed emozioni di questo anno rivoluzionario grazie ad una conversazione costante con i nostri lettori – sulle piattaforme digitali, sulla carta come in incontri faccia a faccia, nei quartieri e sul territorio – perché quando la Storia accelera l’interazione fra chi scrive e chi legge aumenta, diventa più intensa e consente di raccontare meglio ciò che ci avviene intorno. Quando si tratta di tragedie naturali come i terremoti che hanno flagellato l’Italia Centrale e le alluvioni che hanno colpito il Nord-Ovest ma anche quando la sfida è raccontare le imprese degli eroi olimpici o dei protagonisti del grande intrattenimento.

Sono queste ragioni a spiegare perché il 2016 è stato tanto intenso quanto istantaneo: ha cambiato le nostre vite in maniera tale da spingerci a guardare in avanti con indubbia curiosità a cosa ci riserverà il 2017.

http://www.lastampa.it/2016/12/25/cultura/opinioni/editoriali/addio-allanno-rivoluzionario-jcLkXjvoNC6ege3jTDEhjP/pagina.html

Pubblicato in: CRONACA

Dalla morte di David Bowie a quella di George Michael, il 2016 annus horribilis della musica


davidbowie.jpg

La morte di George Michael, avvenuta proprio in quel giorno di Natale che lui cantava nella sua celeberrima “Last Christmas”, non è che il triste finale di un anno terribile per la musica.

http://ilgazzettino.it/spettacoli/musica/morte_david_bowie_george_michael_2016_annus_horribilis-2160732.html

Pubblicato in: CRONACA

A Pechino dopo giorni di smog pesante torna il cielo limpido


A Pechino è stata dichiarata l’«allerta rossa» per i livelli di inquinamento registrati nell’aria. Il provvedimento delle autorità impone la circolazione delle auto a targhe alterne, la chiusura delle scuole e il blocco dei cantieri all’aperto. Si tratta, spiega l’agenzia di stato Xinhua, del primo allarme di questo tipo nella capitale cinese.

http://stream24.ilsole24ore.com/foto/mondo/a-pechino-torna-cielo-limpido/ADZF45JC

Pubblicato in: CRONACA

Dolci e piatti tradizionali delle feste in 15 paesi del mondo


In Italia ogni regione ha le proprie tradizioni per pranzi e cene delle feste, dai tortellini in brodo alle frittelle di baccalà. Ma cosa si mangia nel resto del mondo per Natale? Una delle usanze più aderenti allo spirito cristiano è sicuramente quella peruviana, con le chocoladas organizzate dalle chiese locali per i meno fortunati. Altri Paesi mantengono tradizioni pagane, come quella di lasciare un posto vuoto a tavola per eventuali viaggiatori erranti che dovessero presentarsi alla porta

http://www.huffingtonpost.it/2014/12/20/natale-piatti-tradizionali-mondo_n_6359126.html

Pubblicato in: CRONACA

Bizzarre e bellissime tradizioni natalizie nel mondo


È il periodo più bello dell’anno: a dicembre, il mondo sembra risplendere avvolto da un’aura magica, immerso nello spirito incantato dell’inverno che conquista da sempre grandi e piccini.
Sia che festeggimo una ricorrenza religiosa, come Natale o Chanukkah, o semplicemente un evento laico, tutti abbiamo una serie di rituali o tradizioni natalizie che rendono ancora più speciali queste festività. Scopriamo come si festeggia il Natale nel mondo e, chissà,si potrebbero adottare alcune di queste usanze bizzarre e divertenti!

http://www.momondo.it/ispirazione/tradizioni-natalizie-nel-mondo/

Pubblicato in: CRONACA

Storie che non hanno raccontato: la tregua di Natale del 1916


christmas-truce-1_1192061

Quella più famosa è la tregua del 1914, in cui i soldati degli eserciti nemici smisero i combattimenti e si scambiarono doni (forse anche per giocare a calcio). Ma ce ne furono anche gli anni successivi, che però gli ufficiali non volevano rendere note

Uno dei miracoli del Natale, per come viene raccontato nella sua versione oleografata, è la tregua avvenuta sui campi di battaglia durante il 1914. I soldati, lontani da casa e alla loro prima esperienza bellica, decisero di sospendere i combattimenti, dedicarsi a uno scambio di regali con i nemici della trincea accanto e, a quanto dicono, anche giocare a pallone. Divenne uno degli aneddoti simbolici più famosi, e anche un emblema della pace in tempo di guerra. Accadde solo nel 1914, secondo le ricostruzioni storiche correnti: negli anni successivi, sia a causa del peggioramento del conflitto, sia a causa della difficoltà nel trovare le risorse, le “tregue di Natale” non ci sarebbero più state.
Anche nel 1915, e pure nel 1916 ci sono state tregue natalizie. Meno famose perché tenute nascoste con la complicità dei superiori. Per non andare contro gli ordini di scuderia, sia i soldati che gli ufficiali evitarono di segnalarlo. Per questo la Storia (con la “esse” minuscola) non li ha registrati, ed è passata l’idea che “dopo il primo Natale non ci fu una replica della tregua a causa della violenza dei mesi successivi, e dell’amarezza subentrata”.

http://www.linkiesta.it/it/article/2016/12/23/storie-che-non-hanno-raccontato-la-tregua-di-natale-del-1916/32418/

Pubblicato in: CRONACA

Il rancio del soldato al centro della Storia


cibo.jpg
Il rapporto tra cibo e soldati è sempre stato, nella storia, di fondamentale importanza. Vittorie e sconfitte, forme di propaganda e sviluppo tecnologico, persino gli ammutinamenti e le rappresaglie ruotarono spesso intorno al “rancio” – parola che, nonostante la sgradevole assonanza con “rancido”, deriva dallo spagnolo “rancharse” – mettersi in fila, tra soldati.

Fin dalla preistoria l’alimentazione militare è stata fondamentale per il successo delle operazioni belliche. Il legame tra cibo e guerra è strettissimo dato che, probabilmente, fu proprio il controllo dei terreni di caccia la causa dei primi conflitti fra le tribù di primitivi. Ancora, le prime forme di gerarchia militare le dobbiamo proprio all’attività venatoria, per la quale è sempre necessario scegliere un capo-caccia.

http://www.lastampa.it/2016/12/24/cultura/il-rancio-del-soldato-al-centro-della-storia-XLlq3V6YcHnvMnexEWhPXL/pagina.html

Pubblicato in: CRONACA

“La natura si vendicherà”


deforestazione_2.jpg

Michela Murgia stronca il “libroide” di Volo
Nel consueto spazio dedicato alle recensioni all’interno del programma di Corrado Augias “Quante storie” su RaiTre, Michela Murgia inizia così il suo attacco a quello che definisce il “libroide” di Fabio Volo, una raccolta di frasi e spazi bianchi che il lettore dovrebbe completare: “Non capiamo perché scrivi cose del genere – dice la scrittrice – i soldi non sono una giustificazione sufficiente. Gli alberi si vendicheranno, non passare nei boschi perché non sai come può reagire la natura a uno spreco di cellulosa di questo tipo”

http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/michela-murgia-stronca-il-libroide-di-volo-la-natura-si-vendichera/263580/263948?ref=HRESS-13

Pubblicato in: CRONACA

L’attentatore di Berlino Anis Amri ucciso a Sesto.


attent.jpg
Il questore: “Pericolosissimo, poteva colpire ancora”
La sparatoria. Le tre di notte in piazza I Maggio, zona stazione. Una volante del commissariato trova un uomo, un maghrebino. E’ a piedi, solo. Alla richiesta del capopattuglia di far vedere i documenti, dopo aver dichiarato di essere calabrese, estrae una pistola calibro 22 dallo zaino e spara, poi si nasconde dietro un’auto. Gli agenti rispondono al fuoco, sarebbe un colpo partito dalla pistola dell’autista della volante a ucciderlo.
Il ricercato numero uno in Europa, dunque era in Italia, a Sesto San Giovanni. Che si tratti di lui, “senza ombra di dubbio”, lo dice il ministro dell’Interno Marco Minniti. E lo dicono, prima ancora, gli esperti dell’antiterrorismo della Digos di Milano. Amri aveva una rete qui? Aveva contatti? A queste domande dovranno rispondere gli esperti dell’antiterrorismo e della Procura di Milano. “La cosa può portare anche a sviluppi futuri” aggiunge infatti il ministro. “Avrebbe potuto compiere altri attentati, era una scheggia impazzita, un latitante pericolosissimo” aggiunge il questore di Milano, Antonio De Iesu il quale precisa che Amri andava in giro “con la pistola carica e già pronta all’uso” come ha dimostrato, infatti, la prontezza con la quale ha sparato agli agenti.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/12/23/news/sparatoria_sesto_san_giovanni-154711759/

Pubblicato in: CRONACA

Tutti i dati, le cifre e le conferme delle gravi violazioni all’hotspot di Taranto


taranto
Un’inchiesta che riporta numeri, dati e cifre sul sistema hotspot di Taranto: ecco la conferma degli abusi, delle violenze e le violazioni dei diritti umani messe in campo oggi in Italia sulla pelle di migranti e rifugiati
La fabbrica dell’esclusione, dell’hotspot di Taranto, centro di identificazione e trattenimento a non meglio precisata natura giuridica amministrativa dove sono transitate – secondo i dati resi disponibili dalla locale questura – nel tempo considerato, 14.576 persone. Istituito nella città di Taranto in quanto possibile punto caldo di sbarco, in realtà, si scopre che è servito a ben altro. Infatti, dei quattordicimila e più migranti in questione, solo 5.048 sono quelli provenienti da sbarchi, mentre la maggior parte, 9.528 sono gli stranieri rintracciati sul territorio italiano e condotti a Taranto per essere identificati.

http://www.dinamopress.it/news/tutti-i-dati-le-cifre-e-le-conferme-delle-gravi-violazioni-allhotspot-di-taranto

Pubblicato in: CRONACA

Finita la Salerno-Reggio, chiuso ultimo cantiere


Inaugurazione Salerno-Reggio Calabria

Con l’apertura al traffico della Galleria Laria. 55 anni fa l’avvio dei lavori. Si chiude un’epoca iniziata negli anni ’60, e raccontata per generazioni come l’eterna incompiuta

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/12/22/finita-la-salerno-reggio-chiuso-ultimo-cantiere_92b03162-dc2f-4007-b0b2-0acca166a21a.html

Pubblicato in: CRONACA

Fabrizia Di Lorenzo come Giulio Regeni e Valeria Solesin Nel suo diario l’Italia migliore


fabrizia

Come questi tre giovani con i quali non possiamo più condividere, purtroppo, l’unica ideologia che resiste alla storia: la passione. Per colpa dei loro assassini questo è stato un anno di dolore. Fabrizia, Valeria e Giulio non sono scappati. Non si può parlare per loro di esilio. Né tantomeno di «silenzio» e di «astuzia», le altre due armi del Dedalusjoyciano. Hanno parlato, invece, evitando compromessi con la passione.
Certo, venivano da un Paese che non offre opportunità per i giovani e che spesso li manda via. Ma sarebbe ingiusto ridurre la loro scelta, dovuta anche a questo, soltanto alla ricerca di una società più attenta. La loro patria era la diversità delle culture. E restavano legati ad un’Italia che non volevano lasciare affondare. Ce lo spiega, questo, il diario in pubblico di Fabrizia. Tutto è più limpido se chi usa i social media lo fa per lanciare segnali di conoscenza del mondo, per affidarsi alla forza delle idee.

http://www.corriere.it/cultura/16_dicembre_22/fabrizia-come-giulio-valeria-suo-diario-l-italia-migliore-d050d78c-c7c5-11e6-b6a3-9b0a9ecc738b.shtml

Pubblicato in: CRONACA

I racconti sotto l’albero adesso li fanno gli spot


spot.jpg

Concepiti come cortometraggi, sono firmati da registi blasonati e attingono dall’universo fiabesco, dal mondo dell’infanzia e dalla tradizione

Come si fa a scrivere una bella storia natalizia? Difficile, difficilissimo. O sei Dickens o sei Disney. Non ci prova (quasi) più nessuno. Meglio seguire John Grisham che tra le righe di un suo romanzo del 2001 suggeriva una «fuga dal Natale» (commerciale, invadente, ipocrita)? E invece i nuovi racconti arrivano, a sorpresa proprio dagli spot che inventano situazioni, mondi, sogni. Forse ha ragione Will Smith in «Collateral Beauty», controverso film appena uscito in America, quando dice che la pubblicità interpreta i temi fondamentali: l’amore, il tempo, la morte. In chiave leggera, certo. Come il bambino di Milka che crea una time machine per arrivare subito alla notte del 24. C’è stato un «liberi tutti» che attinge a piene mani dall’universo fiabesco, dal cinema, dalla tradizione, dall’infanzia. Ci sono volpi e pettirossi, pupazzi, attori famosi e un pizzico di ironia. C’è bisogno di storie perché la festa cominci.

http://www.lastampa.it/2016/12/21/societa/i-racconti-sotto-lalbero-adesso-li-fanno-gli-spot-AGEvqWFkfMoBk7TBcXF6nM/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

Pubblicato in: CRONACA

Poletti fuori dai piedi.


giro-del-mondo-si-riparte-455x321

Hanno fatto scalpore le dichiarazioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a proposito dei nuovi allarmanti dati sui giovani emigrati all’estero – oltre 100 mila nel solo 2015 – il riconfermato Ministro del Lavoro ha dichiarato che “questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”.
Oggi alle 13 a Roma, flash mob in Via Vittorio Veneto, organizzato da Campagna Act, per consegnare a Giuliano Poletti un biglietto di sola andata per una nota destinazione.
Ecco la nota dell’organizzazione:
L’ultimo episodio della guerra contro una intera generazione innescata da Giuliano Poletti e dall’(ex) Governo più giovane della storia repubblicana. Una guerra condotta con una notevole varietà di insulti, ma soprattutto a colpi di precarietà.
Emblematico a questo proposito l’’incremento esponenziale dell’ultilizzo dei voucher, liberalizzati con il jobs act di Renzi e Poletti: + 32% di buoni venduti nei primi 10 mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Non solo non è stata sconfitta la precarietà come promesso dal precedente governo, al contrario le politiche messe in campo hanno ottenuto un livellamento verso il basso dei diritti, una redistribuzione delle risorse dal basso verso l’alto, il contenimento dei salari e del welfare.
Per questo saremo in piazza, chiediamo le dimissioni di Giuliano Poletti perchè queste dichiarazioni sono indegne e offensive. Faccia un piacere a tutti noi, si tolga dai piedi lui che tanti danno sta facendo a questo paese!

http://www.tecnicadellascuola.it/attualit%C3%A0/item/26193-poletti-fuori-dai-piedi-flash-mob-al-ministero-del-lavoro-a-roma.html

Pubblicato in: CRONACA

Migranti: Oim, oltre 4900 morti in mare…


mortihttps://ninofezzacinereporter.blogspot.it/2016/12/migranti-oim-oltre-4900-morti-in-mare.html

ANSA- GINEVRA, 20 DIC – Il bilancio dei migranti o rifugiati morti o dispersi nel Mediterraneo dall’inizio del 2016 mentre tentavano di giungere in Europa è salito a 4.901, secondo gli ultimi dati resi noti oggi a Ginevra dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). A pochi giorni dalla fine del 2016, il dato di 4.901 decessi è nettamente superiore ai 3.777 decessi segnalati per tutto l’anno scorso. Il tasso di mortalità nel 2016 è inoltre di gran lunga superiore a quello del 2015. Quest’anno un migrante è morto per ogni 73 migranti giunti via mare. Nel 2015 la cifra era di un decesso per 267 arrivi, sottolinea l’Oim in una nota…

Pubblicato in: CRONACA

La prudenza degli anziani e la materia grigia


prudenza

Più si invecchia, meno decisioni avventate si prendono. Ma dietro a questa saggezza potrebbe nascondersi una precisa ragione neurologica.

Dietro alla proverbiale cautela degli anziani non c’è solo l’esperienza raggiunta con l’età. La minore propensione a scelte azzardate dipenderebbe dalla riduzione del volume di materia grigia in una regione della corteccia cerebrale. La tendenza a decisioni avventate è legata non all’età, ma ai cambiamenti della materia grigia (l’insieme dei corpi di neuroni) specialmente nella corteccia parietale posteriore destra, che risulta meno voluminosa nelle persone che tendono a posizioni conservative. Con l’età che avanza, il numero di neuroni diminuisce, e sarebbe proprio la perdita di cellule nervose in una regione importante per la propensione al rischio a determinare la prudenza degli anziani (la saggezza, diciamocelo, c’entra meno).

http://www.focus.it/comportamento/psicologia/la-prudenza-degli-anziani-e-la-materia-grigia

Pubblicato in: CRONACA

Dolci di Natale, il giro d’Italia in 19 tappe


Non di solo panettone vive la Lombardia. L’Anello è il dolce natalizio tipico della zona di Mantova; nella forma ricorda una ciambella di notevole altezza (20-30 cm),con la parte superiore leggermente sbocciata. La pasta lievitata, di colore giallo intenso, viene intrecciata in lavorazione con un ripieno, generalmente di nocciole a cui vengono aggiunti marroni o composta di frutta. Negli ultimi tempi gli artigiani preferiscono, per la glassa, il cioccolato bianco in modo da non coprire il profumo e il sapore dell’impasto di base. tegole02

http://www.repubblica.it/sapori/2016/12/20/foto/l_italia_in_20_dolci_natalizi-154463842/3/#gallery

Pubblicato in: CRONACA

La vera storia della battaglia di Ortona, la Stalingrado d’Italia


0-la-battaglia-di-ortona-in-un-dipinto

Il 19 e 20 dicembre del 1943 nella cittadina abruzzese il sacrificio di 2 mila soldati canadesi

In pochi conoscono la vera storia e gli inquietanti retroscena della Battaglia di Ortona (20-28 dicembre 1943) passata alla storia come la “Stalingrado d’Italia”: gli errori di Montgomery, l’accanimento su un obiettivo inutile, ma irrimediabilmente enfatizzato dalla propaganda, il sacrificio di duemila soldati canadesi per tranquillizzare i sovietici, la falsa attribuzione della distruzione della cattedrale, gli stupri perpetrati dalle truppe indiane.

Come Stalingrado, anche la cittadina abruzzese – sebbene in scala minore – fu un inferno di corpo a corpo, trappole esplosive, combattimenti “stanza per stanza” che spezzarono i nervi ai soldati alleati che vi presero parte, tanto da non poter essere più inviati in prima linea. Molti di questi reduci smisero per sempre di festeggiare il 24 dicembre a causa del terrore che il Natale di sangue del 1943 aveva irrimediabilmente impresso nella loro psiche.

http://www.lastampa.it/2016/12/19/cultura/la-vera-storia-della-battaglia-di-ortona-la-stalingrado-ditalia-prHVgs5yVMU2cyxmbpyTSP/pagina.html

Pubblicato in: CRONACA

La corsa annuale dei Babbo Natale di Madrid


babbi

Più di diecimila sono stati i partecipanti alla corsa annuale dei Babbo Natale di Madrid in Spagna, la Santa’s Run a favore della ricerca sulla sclerosi multipla. Adulti e bambini vestiti, rigorosamente, di rosso come Babbo Natale e di verde come i piccoli aiutanti, hanno corso per sei chilometri lungo la via Castellana nel centro della città. Organizzata dalla catena spagnola di abbigliamento El Corte Ingles, che devolverà tutto il ricavato alla società di ricerca sulla Sclerosi multipla spagnola (REUTERS) —

Pubblicato in: CRONACA

Cresce il divario poveri-ricchi. Pessimista il 40% degli italiani


poveri.jpg

A cavallo fra i due anni prevale negli italiani una pre-visione priva di scostamenti, quasi piatta: un misto di adattamento e disincanto, di cautela e rassegnazione. Pochi scorgono una crescita, mentre molti fra i ceti medio-bassi e bassi intravedono una progressiva erosione delle loro opportunità, anziché la possibilità di una mobilità ascendente. Ed è questa polarizzazione nelle condizioni, come certificato dall’Istat e dall’esito del voto referendario, a muovere il malessere. Coesione e sviluppo dovranno essere le parole chiave dell’agenda per il futuro dell’Italia.
http://www.lastampa.it/2016/12/19/italia/cronache/cresce-il-divario-poveriricchi-pessimista-il-degli-italiani-XqzxOReGcqqkLFrIaYEV6K/pagina.html

Pubblicato in: CRONACA

Vittoria di Trump: i delegati della COP22 rimangono scioccati e turbati ma determinati.


earth-cop22-copy-748x512.jpg

Per distruggere il futuro del Pianeta, Trump non dovrà neanche usare le atomiche, gli basterà mantenere la promessa di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima, e che lo seguano altri dei più grandi paesi inquinanti come India o Russia!

https://it.mongabay.com/2016/11/vittoria-trump-delegati-della-cop22-rimangono-scioccati-turbati-determinati/

Pubblicato in: CRONACA

Iraq, il girotondo dei bimbi nel campo profughi


http://video.repubblica.it/dossier/iraq-avanzata-is/iraq-il-girotondo-dei-bimbi-nel-campo-profughi/262871/263229?ref=HRESS-17

Alcuni bambini giocano all’interno del campo profughi di Hassan Sham, nel nord dell’Iraq, vicino a Mosul. Il campo allestito da Unhcr ospita migliaia di civili in fuga dallo Stato Islamico

Pubblicato in: CRONACA

Gli scandali sono pane per le opposizioni…


18-dicembre-gli-scandali-sono-pane-per-le-opposizioni

Assoluta assenza, nel corpo politico, degli anticorpi atti a frenare l’invadenza delle pretese dei gruppi affaristici. In questo panorama, c’è di strutturale l’assoluta mancanza di rispondenza tra il corso degli eventi politici ed il conflitto sociale ed ideale.

Pubblicato in: CRONACA

Gli alti costi della guerra pesano sul futuro di Mosul


mosul.jpg

L’offensiva su Mosul sta rallentando.L’esercito non riesce a ottenere quella facile vittoria che s’immaginava all’inizio delle operazioni, a novembre. Per liberare la città serviranno mesi, non settimane. Intanto il costo della guerra continua a salire, come ha annunciato il ministro della pianificazione economica in Qatar.

Il governo ha dedicato il 30 per cento del budget alla guerra, in un momento in cui i ricavi del petrolio sono crollati dal 70 per cento. C’è da chiedersi, quindi, come si pensa di ricostruire le città in rovine dopo la fine della guerra. Se mai ci sarà una fine.

http://www.internazionale.it/opinione/zuhair-al-jezairy/2016/12/17/iraq-mosul-guerra-futuro

Pubblicato in: CRONACA

L’impatto delle strade sugli ecosistemi


reu_rts3hl3_web.630x360.jpg

A furia di costruire strade abbiamo frammentato la superficie terrestre in 600 mila “fazzoletti”, in gran parte troppo piccoli per supportare la vita selvaggia.

Gli ultimi grandi sprazzi di aree senza strada sorgono nelle foreste pluviali dell’Amazzonia e dell’Indonesia, nella tundra del nord della Russia e nelle foreste canadesi. Praticamente tutta l’Europa occidentale, gli Stati Uniti orientali e il Giappone rimangono senza aree totalmente libere da strade.

http://www.focus.it/ambiente/ecologia/la-mappa-dellimpatto-delle-strade-sugli-ecosistemi