Pubblicato in: CRONACA

quello che (forse) non sai su Sigmund Freud


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Pioniere della pet-therapy, spaventato dal numero 62, indulgente sui propri vizi: 15 tra stranezze e curiosità della vita di Sigmund Freud, padre della psicanalisi e dell’interpretazione dei sogni.

Sigismund Schlomo Freud, conosciuto come Sigmund Freud, nacque il 6 maggio 1856 a Freiberg (Příbor), nell’odierna Repubblica Ceca (al tempo chiamata Moravia). Medico e fondatore della Psicanalisi, identificò nell’inconscio la sede degli istinti e dei desideri, e nei conflitti irrisolti la causa di isterie e nevrosi. Rovesciando una tradizione millenaria che vedeva nella psiche una materia impenetrabile alla ragione, ne fece il punto di vista da cui partire per l’analisi del paziente.
Ancora oggi è oggetto di studi, ma in vita il suo lavoro non venne particolarmente apprezzato e le sue teorie guardate con sospetto.
Si dice che Freud fosse ossessionato dal numero 62. Riteneva che proprio a quell’età, 62 anni, sarebbe morto (in realtà campò fino a 83). Per questo motivo non alloggiava mai in una stanza d’albergo che avesse quel numero. Aveva anche la fobia delle felci e aveva una gran paura di viaggiare in treno
Il famoso divano dove psicanalizzava i pazienti, era un regalo di una paziente, la signora Benevenisti. L’idea di far stendere i pazienti sul divano, glie venne ai tempi nei quali praticava l’ipnosi e scoprì che era più facile far andare le persone in trance se erano distese.
Sigmund Freud amava i sigari. Ne fumava anche 20 al giorno e tra le nuvole di fumo, borbottava, lui che vedeva simboli inconsci in ogni cosa: «A volte un sigaro è solo un sigaro».
Per colpa dei sigari (e delle sigarette che fumava da giovane) Freud sviluppò un grave tumore alla gola, che lo portò alla morte nel 1939. Quando i dolori del cancro diventarono insopportabili, chiese che gli venisse concessa la morte assistita. Il suo medico di fiducia gli iniettò della morfina per aiutarlo a morire.
Aveva solo tre completi, tre cambi di indumenti intimi e tre paia di scarpe. Forse per risparmiare (o per tirchieria)? No, gli sembrava inutile comprare altri vestiti. Vestirsi sempre allo stesso modo è abbastanza comune tra le persone geniali.
Freud soffriva di ripetuti e terribili attacchi di mal di testa. Dalla lettura dei suoi racconti e da altre testimonianze si è dedotto che soffrisse di emicrania che lo stesso Freud cercava di curare con la cocaina.
Freud scoprì la cocaina, allora quasi sconosciuta, a 28 anni. Iniziò a usarla per le terapie contro l’ansia (e anche per lenire i suoi mal di testa), ma ne divenne dipendente, almeno fino ai 40 anni. «Ho bisogno di un sacco di cocaina. Il tormento, la maggior parte delle volte, è superiore alle forze umane» scriveva nel 1895, cioè un anno prima di abbandonare la droga.
Quando durante la seconda guerra mondiale, la Germania si annesse l’Austria, i nazisti, dopo aver bruciato i suoi libri, fecero irruzione nel suo appartamento, arrestando la figlia Anna. Il padre della psicanalisi era ebreo, ma soprattutto agli sgherri del Fuhrer non era piaciuta la sua indagine sull’inconscio e le pulsioni dell’essere umano. Fu grazie all’intercessione di un’altra sua paziente, la principessa Maria Bonaparte, che Freud con moglie e figlia trovò esilio a Parigi e a Londra. Ma 4 delle sue sorelle, Rosa, Marie, Adolfine e Pauline non ce la fecero e perirono in un campo di concentramento nazista. Ma quella di Freud non fu una fuga nottetempo, in realtà secondo alcuni storici Freud riuscì ad accordarsi con alcuni nazisti per salvaguardare il suo archivio e parte del suo patrimonio.
Da adolescente imparò anche lo spagnolo insieme a un compagno di scuola, per il piacere di poter leggere il Don Chisciotte in originale. Era infatti un grande ammiratore di Cervantes. Tuttavia – a scuola, durante le lezioni – univa l’utile al dilettevole: con il suo amico utilizzavano lo spagnolo per scriversi messaggi segreti, incomprensibili a compagni e professori.
Nella foto la targa che ricorda il luogo dove Freud abitò una volta emigrato a Londra nel 1938.
Sul nostro satellite naturale c’è un minuscolo cratere lunare dedicato allo psicoanalista tedesco. Si trova nella pianura interna all’Oceanus Procellarum, nella parte nordoccidentale della faccia visibile della Luna. È situato a pochi chilometri ad ovest della Vallis Schröteri, un’ampia e sinuosa valle lunare, e ha un diametro di 2 soli chilometri.

http://www.focus.it/comportamento/psicologia/sigmund-freud-curiosita

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